PAOLA ALLINEY.

Il sigillo dell'ultimo imperatore.

2013. Libromania s.r.l. Novara.


Parte 1.

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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Baran Al, leader della minoranza curda in Turchia e unica speranza di riconciliazione nazionale, sembra sparito nel nulla dopo una fuga avventurosa in cui la sua strada si  incrociata con quella dell'ufficiale italiano Claudio Roci.  a lui che le autorit turche si rivolgono nella speranza che li conduca al rifugio dal quale Baran guida un partito laico e pacifista che minaccia di mettere fuori gioco i nazionalisti fautori della repressione. Claudio decide di collaborare con il segreto intento di proteggere l'amico dai militari turchi. L'unica traccia nelle sue mani  un taccuino consegnatogli da Baran, che sembra contenere per preziose testimonianze risalenti al tardo periodo ittita e non indicazioni che possano aiutare a ritrovarlo. Per sciogliere l'enigma, coinvolge nella missione l'affascinante e molto tosta Lisa Dall'Oro, docente di ittitologia all'Universit La Sapienza di Roma. Cos, tra complotti, attentati e continui colpi di scena, comincia una pericolosissima caccia all'uomo, complicata non poco dalle inevitabili scintille di passione tra Claudio e Lisa. Un'avventura emozionante, una lotta contro il tempo che far viaggiare i lettori negli oscuri meandri della Storia...
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L'AUTRICE.
Paola Alliney  nata a Roma, dove vive con il marito e i figli. Ha lavorato nel campo della pubblicit e del marketing, prima di dedicarsi all'insegnamento dell'arte - con la creazione del corso IoArte - e della musica nelle scuole per l'infanzia. Il sigillo dell'ultimo imperatore  il suo primo romanzo ed  il risultato di quattro anni di studi approfonditi e accurate ricerche.
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Qualsiasi riferimento a fatti o persone reali  puramente casuale e indipendente dalla volont dell'autore.
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A mio marito Andrea,
ai miei figli Giuseppe e Pietrosilvio.
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INDICE.
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Quadro politico.
Capitolo 1. Stanza numero 8
Capitolo 2. Organizzazione e contatti dell'operazione
Capitolo 3. L'incontro
Capitolo 4. Trasferimento al CPU
Capitolo 5. Inizio traduzione
Capitolo 6. Summit
Capitolo 7. Base del Dtp
Capitolo 8. La staffetta
Capitolo 9. La festa
Capitolo 10. La fuga
Capitolo 11. Ritorno sul Lungo Tevere
Capitolo 12. La piscina
Capitolo 13. Steganografia
Capitolo 14. Il ciondolo
Capitolo 15. L'intesa
Capitolo 16. Yazilikaya
Capitolo 17. Il villaggio d'argilla
Capitolo 18. Il tempio di Tarhunta
Capitolo 19. Gli integralisti
Capitolo 20. Adana
Capitolo 21. Il ritorno di Lisa
Capitolo 22. Una lenta ripresa
Capitolo 23. Avle Feluske
Capitolo 24. L'implosione
Capitolo 25. La galleria
Capitolo 26. La citt di Tarhunta
Capitolo 27. Il ghetto curdo
Capitolo 28. La manifestazione
Capitolo 29. La casa di Al
Capitolo 30. La tomba a tumulo
Capitolo 31. Baran
Capitolo 32. Il Jek
Note al testo.
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Fine Indice.
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Quadro politico.
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Kurdistan: una regione i cui confini sono tracciati da ideali di uomini che per generazioni e generazioni hanno subito invasioni e dominazioni - ideali di libert, unit e autonomia del popolo curdo.
La posizione geopolitica dell'area  ed  sempre stata la condanna del Kurdistan ed ha condizionato in gran parte le molte vicissitudini di questo popolo.
Immensamente ricco di petrolio, con giacimenti tra i pi grandi al mondo, snodo vitale delle vie di comunicazione di alcune importanti repubbliche centroasiatiche.  il cuore di uno dei punti pi caldi della politica mondiale.
All'inizio del diciannovesimo secolo il malgoverno dell'Impero ottomano impose forti limitazioni ai privilegi e all'autonomia dei suoi popoli. Nacque un sentimento d'identit nazionale da cui scaturirono numerose rivolte che avevano come unico obiettivo l'unificazione e l'indipendenza dei popoli dell'impero, spesso appoggiate dalle grandi potenze europee pronte a gettarsi sull'Impero ottomano ormai in frantumi. La fine della prima guerra mondiale sgretol ci che restava dell'antica potenza turca. Sembrava possibile la nascita di uno Stato curdo. Il 10 agosto 1920 il trattato di Svres prevedeva che in Anatolia sarebbero stati creati un Kurdistan autonomo e uno Stato indipendente di Armenia. Ma ancora una volta la neorepubblica turca e il suo ostracismo ne impedirono la formazione. Con il trattato di Losanna nel 1923, firmato da Gran Bretagna, Italia, Francia, Giappone, Grecia e Romania i popoli di etnia curda vennero spartiti in quattro stati: Turchia, Siria, Iran, Iraq.
Turchia: le aspirazioni di Ankara di entrare in Europa sono vive ormai da quarant'anni. Solo nel 1987 la Turchia ottiene lo status ufficiale di candidato all'ingresso della Comunit, ma le numerose violazioni dei diritti umani, il controllo militare della sua democrazia, la corruzione diffusa, l'economia instabile, la questione curda e i potenziali conflitti con i suoi vicini sono tutti motivi di timore che ne ostacolano l'accesso. La Turchia ha attuato una politica di riforme finalizzata al raggiungimento del suo storico obiettivo, ma alcuni paesi europei come la Francia e la Germania sono scettici e ne intralciano l'ingresso.
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1. Stanza numero 8.

1,01. Roma, Italia, 1 aprile 2007, ore 14.
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) ex aeroporto di Centocelle.

L'AB412 si alz in volo roteando le sue enormi pale e si allontan rapidamente fino a scomparire dietro le nuvole basse. Il frastuono che lo aveva annunciato si dissolse lasciando un vuoto nell'aria.
Il Tenente Colonnello rimase sulla pista a osservarlo con l'uniforme incollata al corpo. Si rimise sul capo il basco amaranto tenendolo ancora fermo con una mano. Raggiunse l'auto che lo attendeva per condurlo nell'edificio in cortina che ospitava gli uffici del COFS, il Comando di Componente per le Operazioni Speciali convalidato dalla NATO.
Tre auto blu con il lampeggiante acceso gli passarono accanto mentre era intento ad aprire la sua portiera, rallentarono fin quasi a fermarsi vicino a lui.
Il cristallo elettrico posteriore della Maserati al centro, oscurato e blindato, scese lentamente fino a mostrare il volto dell'uomo che stava all'interno della vettura ministeriale.
Riconobbe immediatamente il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, preposto ai servizi di sicurezza nazionale.
L'uomo chin il capo in segno di saluto, il Tenente Colonnello contraccambi con un rapido cenno prima di richiudere la portiera della sua auto. Il Sottosegretario e la scorta proseguirono in direzione opposta alla sua, avviandosi verso i cancelli del COFS.
L'ufficiale si strofin il viso con le mani nel tentativo di cacciar via dalla mente quella sensazione di guai in vista.
In meno di cinque minuti l'auto lo lasci davanti l'edificio. Il Tenente Colonnello si avvi all'interno.
Percorse il lungo corridoio sotterraneo che l'avrebbe condotto all'area riservata.
Con passo sostenuto avanz silenziosamente, com'era il suo modo di camminare, lasciandosi dietro le spalle stanze che si susseguivano una dietro l'altra: uffici occupati dal personale che lavorava o da chi sorseggiava un caff vicino alle macchinette scambiandosi qualche battuta sull'ultima partita di calcio.
Pareti grigie, moquette azzurra, bocchettoni dell'aria condizionata, interruttori, plafoniere, metro dopo metro si ripetevano senza fine, avrebbe saputo elencare numero e posizioni di tutto, quante persone aveva visto, che gradi avevano, cosa stavano facendo.
Il Generale De Martino, Comandante del COFS, aveva alle sue dirette dipendenze tutte le Forze Speciali italiane che attualmente erano impiegate nei principali teatri operativi. Nella mattinata il Tenente Colonnello Claudio Roci, in piena adunata, era stato chiamato a rapporto: il Generale De Martino lo aveva convocato a Roma.

1,02. Livorno, Italia, 1 aprile 2007, ore 11,30
Caserma Vani sede operativa del Gruppo Intervento Speciale (GIS).

Non  possibile che ancora si facciano questi errori! tuon il Tenente Colonnello. Guard a uno a uno i militari.
Erano tutti schierati davanti a lui, con il mento in alto, le braccia lungo i fianchi e gli occhi dritti in un punto indefinito davanti a loro. Nessuno osava guardarlo direttamente. Erano tutti uomini capaci di svolgere le mansioni pi difficili e pericolose ma il rispetto che nutrivano per il loro Comandante non glielo consentiva.
Anche sul campo di addestramento il loro volto era coperto dal mephisto, un passamontagna blu scuro, indossavano la tuta operativa anche questa di colore blu scuro. Provenivano tutti dal 1 reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania, gli unici militari che possono accedere al GIS. Anche lui ovviamente ne aveva fatto parte. In pochi riuscivano a superare le prove selettive a cui vengono sottoposti. Solo i migliori, ora si trovavano l, in piedi di fronte a lui. Avevano tutti un'et inferiore ai trentadue anni. Quei fisici possenti, agili, perfetti confermavano il rigore con il quale ogni giorno dell'anno, senza pause e senza riposo si addestravano e si preparavano. Quotidianamente affrontavano e sfidavano la vita.
Lui era il loro Comandante e Kk era il suo soprannome. Nessuno o almeno in pochi conoscevano il perch gli fosse stato affibbiato, ma di fatto lo chiamavano tutti cos.
Era l, fermo e immobile, li scrutava con il suo sguardo penetrante, in attesa di una risposta, alzando leggermente un sopracciglio.
Non era particolarmente alto, ma all'et di quarant'anni aveva ancora un corpo perfetto, sostenuto da una muscolatura costruita in anni di addestramento, sui campi di battaglia, sulle fughe, sulla sopravvivenza oltre ogni limite, oltre ogni sforzo fisico. Probabilmente era il suo passato che gli aveva fatto guadagnare quella fama e quel rispetto. Non erano in pochi a provare soggezione in sua presenza. Scuro di capelli, lineamenti regolari, naso dritto, mascella volitiva, occhi magnetici, un'intelligenza al di sopra della media. Aveva alle spalle brillanti missioni e sul suo petto scintillavano molte medaglie.
Co... comandante! Com... com... andante!
Il Maresciallo Pedonti arriv di corsa interrompendo quell'agghiacciante silenzio. Il tono era molto agitato.
Pedonti era un ottimo soldato, capace di compiere imprese valorose, di rischiare la propria vita per un compagno, capace di commettere anche azioni brutali in campo di combattimento, ma l, come del resto tutti, tornati nella civilt, gli era difficile muoversi e cos quasi per reazione cominciava a balbettare.
Ma gli voleva bene, a tutti quei ragazzi Kk voleva bene. Aveva condiviso con alcuni di loro momenti duri, di fame e stenti, di guerre e sacrifici, li aveva istruiti, li aveva cresciuti, li aveva fatti diventare quello che ora erano, delle perfette macchine da guerra.
Ped, dimmi!
Co... co...mandante! Ho un messaggio riservato del de... del Generale De... De... Martino".
Il Comandante arricci le sopracciglia.
Fammi vedere".
Kk prese il foglio dalla mani enormi e ruvide di Pedonti.
Si pass una mano sulla faccia come a voler scongiurare future grane. Lesse velocemente, ma oltre alla convocazione non c'era scritto altro. Ovviamente l'appuntamento era al COFS.
Neanche quindici minuti dopo si trovava a bordo dell'elicottero blu scuro in dotazione alle forze speciali del GIS.

1,03. Roma, Italia, 1 aprile 2007, ore 14,30
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS).

Kk si ritrov fuori la porta della stanza numero 8 chiedendosi che diavolo avessero in mente ancora una volta per lui.
Dopo aver partecipato con impegno e successo alle pi difficili e complicate missioni di pace estere, una volta tornato in patria, aveva ricevuto il comando del Gruppo Intervento Speciale.
Molto spesso veniva chiamato anche come consulente dall'Unit di Crisi della Farnesina. Nell'ultimo anno si era occupato di garantire passaggi di informazioni, materiale e incontri a personaggi politici iracheni, scelti dall'ONU allo scopo di istruire e formare personale del governo iracheno nascente. In altre circostanze invece veniva convocato per questioni riguardanti il Medio oriente. Era considerato uno dei massimi esperti, un ottimo mediatore che all'occorrenza sapeva tirar fuori qualche asso nella manica. Inoltre conosceva e parlava diverse lingue tra cui l'arabo e il turco in maniera fluente.
Digit il codice delle sue generalit, avvicin l'occhio al lettore della retina. Si sofferm a riflettere sulla stupidit di tutta quella manovra inutile. Nella stanza non vi era contenuto nulla, nulla di valore e nessun archivio, all'infuori di segreti detti e l'attimo dopo svaniti nell'etere.
Un rumore secco conferm lo scatto della serratura e la porta si apr con un lento cigolio.
Il tavolo enorme che si trovava al centro della stanza era occupato da un lato da due ufficiali, il Generale De Martino, sua conoscenza di vecchia data, e il suo vice, l'Ammiraglio Livalti. Quest'ultimo non lo conosceva di persona. Not che aveva un viso semplice, comune ad altri, paffutello, con la pelle tesa e chiara, quasi cerea. A capo del tavolo c'era un volto noto. Aveva perso ogni contatto con lui, se mai ce ne erano stati, ormai da qualche anno. L'uomo era in borghese, indossava un completo marrone dal taglio elegante. Dalla giacca spuntava il colletto di una camicia chiara troppo stretta. Era invecchiato rispetto ai tempi della loro conoscenza, ma come allora oggi, dietro quei baffi anonimi o quella montatura banale di tartaruga, una luce in fondo alla pupilla rivelava uno sguardo penetrante.
Poco distanti dal tavolo, in piedi, due ufficiali indossavano l'uniforme dell'esercito turco. Lanci un'occhiata ai gradi posti sulle spallette: erano un Colonnello e un Generale. Il pi giovane, probabilmente suo coetaneo, era molto alto, scuro di capelli e scuro di carnagione. Tutto l'opposto del suo superiore che invece era di statura bassa, con la testa quasi del tutto calva. Solamente ai lati cresceva ancora qualche capello ostinato. Pallido da sembrare malato portava sulla punta del naso un paio di occhialetti con lenti tonde. Arrivava appena alla spalla del suo sottoposto.
Fu preso da un forte senso di nausea quando il nome di quell'uomo gli sal alle labbra: Mehmet Gk! Lo conosceva e non poteva credere di ritrovarselo cos, l davanti a lui.
Generale De Martino. Signori".
Salut Kk alla maniera dei militari, mano sulla fronte e battuta di tacchi.
Gli altri ufficiali si alzarono andandogli incontro. Il Generale gli tese la mano con lo sguardo di un padre che ammira il proprio figlio, con l'orgoglio negli occhi.
Colonnello1, ho seguito attimo per attimo l'ultimo blitz in Sicilia, congratulazioni gli disse mentre affettuosamente gli stringeva una spalla. Kk ringrazi afferrando la mano tesa del Generale.
Tenente Colonnello, lei  una leggenda ormai! esord l'Ammiraglio stringendogli anche lui la mano.
Si avvicin all'uomo in borghese che nel mentre si alz. Piacere, Tenente Colonnello Claudio Roci".
Il piacere  mio Dottor Andrea Landi".
Erano stati pari corso in Accademia, ma per tutelare i rispettivi ruoli finsero di non conoscersi. Sarebbe stato sicuramente pi proficuo.
Bene, pens sarcastico,  coinvolto anche il SISMI.
Be', direi che l'abbiamo accolto con tutti gli onori, Colonnello. Quando le spiegheremo il problema avremo bisogno di tutta la sua esperienza continu il Generale De Martino.
Si avvicin il Colonnello turco.
Piacere, Comandante Kk, io sono il Colonnello Aslan, dell'esercito turco". Erano in molti a credere che Kk fosse il suo vero nome. Siamo qui per chiedere vostra collaborazione in importante questione diplomatica. Ora Generale Gk spiegher e io traduco". Il Generale turco si affianc al suo Colonnello.
Piacere Colonnello rispose Kk stringendogli la mano ma Kk non  il mio nome. Sono il Tenente Colonnello Claudio Roci". Gir le spalle di proposito davanti all'altra mano protesa verso di lui, quella del Generale Mehmet Gk.
Kk lanci un'occhiata in giro. Osserv con attenzione la stanza. Sicuramente lo attendevano l dentro gi da tempo. L'aria era impregnata dall'odore di quegli uomini, dalle divise vissute, dall'acre fumo di un sigaro che aleggiava sopra le loro teste in una nube densa e bianca.
Sul tavolo, al centro, vi era un vassoio pieno di piattini vuoti, tovaglioli spiegazzati e bottigliette di ginger vuote.
Not come suoi comandanti si mostravano molto affabili nei confronti degli ospiti. Ancora non era a conoscenza dei loro piani, ma una cosa gli era chiara, e non finiva mai di irritarlo: la totale disponibilit dei suoi superiori nei confronti di qualunque ufficiale straniero, come stava avvenendo in quel momento con i due rappresentanti di un paese che doveva percorrere ancora un lungo cammino prima di raggiungere un livello decente di civilt e democrazia.
Il Generale turco ritrasse lentamente la mano, non sfugg a nessuno dei presenti quel mancato saluto e cominci a spiegare la situazione. Il Colonnello Aslan traduceva quasi simultaneamente.
Comandante, sappiamo che lei ha avuto rapporti con dei nemici di vecchia data del governo turco, dei rivoluzionari che creano e hanno sempre creato problemi alla sicurezza della nostra nazione. Oggi quello che pi ci preoccupa  un gruppo di integralisti islamici con cui Baran Ali, sappiamo per certo, ha stretto rapporti, probabilmente per cercare alleati e tentare cos l'ennesima rivolta. Ma ora gli integralisti stanno cercando appoggi per creare le loro basi in paesi tranquilli, dove non subiscono controlli di nessun tipo, in modo tale da far sviluppare le loro cellule. Ha idea, Colonnello, quali ripercussioni potrebbe avere tutto questo? Il popolo turco sembra impazzito, non si rende conto dei pericoli. A novembre in Turchia ci saranno le elezioni e se Baran Ali riesce nel suo intento, se verr eletto, gli integralisti avranno via libera e il nostro paese diventer il fulcro del movimento terroristico. Se Baran Ali andr al potere, quale contropartita spetter a chi l'ha aiutato? Ha l'appoggio del popolo, far entrare nel nostro paese armi e uomini, gli integralisti verranno visti come liberatori e non come la pi grande minaccia dell'Occidente".
Ci fu un attimo di silenzio calcolato, poco dopo il Generale riprese a parlare.
Kk si sofferm a pensare all'amico. Ricord le notti all'addiaccio insieme a lui, alle ore trascorse a parlare dei rispettivi paesi.
Sei mesi passati a nascondersi, a scappare da chi lo voleva morto, il suo amico, un uomo che non aveva e non avrebbe avuto mai un'ora di pace.
Il Colonnello turco ricominci la traduzione. Non si hanno notizie di Baran Ali da pi di un anno, i nostri servizi segreti stanno sulle tracce di una cellula di Al-Qaeda che  partita dalla Turchia e si sta organizzando in Italia per compiere un attentato. Abbiamo motivo di credere che Baran Ali li stia aiutando. Per questo chiediamo la vostra collaborazione".
Baran Ali con Al-Qaeda? Kk non riusc a trattenere un sorriso sprezzante. Baran non  un terrorista, pens. Attese, non capiva dove volevano arrivare.
...e visto che lei ha avuto rapporti in passato con lui, visto che ha la sua fiducia, siamo certi che sia in grado di localizzarlo prima di noi. Il suo coinvolgimento, Colonnello, sia chiaro,  richiesto esclusivamente per ripristinare i contatti con Baran Ali. Una volta localizzato il suo compito sar terminato".
Kk cerc di dominare la furia che sentiva scorrere nel sangue.
Generale Gk, sono sei anni che non ho pi contatti con Baran Ali. Non vedo in che modo io possa aiutarvi. Il mio amico non  certo il tipo che se ne va in giro con un cellulare. Passa la sua vita a nascondersi, a fuggire da chi lo vuole morto". Da gente come voi, pens, mentre l'ira gli avvampava sul volto.
Era ancora Capitano quando l'avevano mandato in Turchia per liberare due agenti italiani. Era al comando di un nucleo da combattimento del GIS. Il nucleo si muoveva per operazioni speciali anti-terrorismo e anti-guerriglia. Era composto da elementi addestrati a intervenire nelle situazioni pi rischiose anche in presenza di ostaggi. Il gruppo poteva muoversi e operare in tempi rapidi, con interventi specifici anche contro le formazioni terroristiche ben armate. L conobbe Baran Ali.
Il Generale Gk continuava a fissare il Colonnello Aslan aspettandosi da un momento all'altro che dalla sua traduzione uscisse fuori la risposta che lui voleva sentire. Accompagnava le parole di Aslan con piccoli movimenti inconsapevoli delle labbra, poi voltava il capo e dietro i suoi occhialetti spessi da miope seguiva il Tenente Colonnello. Forse protetto dalle lenti si sentiva pi sicuro di s, ma in realt com' noto lo spessore del vetro ingrandiva gli occhi del Generale cos da farlo assomigliare a una sorta a una triglia che soffre di tiroide.
Anche se accettassi ci vorrebbero mesi per ristabilire un contatto, e poi? Una volta localizzato cosa accadrebbe?
Tenente Colonnello, il suo amico  nell'elenco dei ricercati pi pericolosi, tra gli elementi a capo della resistenza curda. In Turchia sulla sua testa pendono settantaquattro capi d'accusa. Se lei riuscir a localizzarlo, il nostro compito sar quello di spedirlo in prigione rispose direttamente il Colonnello, suscitando un grugnito di Kk.
Gli alti ufficiali del COFS assistevano al dibattito senza prenderne parte, chi sorseggiando dell'acqua, chi, con segni di un'iniziale agitazione, muovendo nervosamente la sedia avanti e indietro.
Kk fren a stento la propria rabbia. Fece qualche passo verso il Generale turco consumando gli ultimi centimetri che garantivano al suo interlocutore un minimo di sicurezza.
Certo, ancora  in uso nelle vostre carceri la bastonatura? sibil tra i denti.
Tenente Colonnello le ricordo che la Turchia  un paese civile! rispose il Colonnello Aslan mentre il Generale Gk indietreggiava di fronte alla sua avanzata.
Il Generale De Martino intervenne subito per calmare il proprio uomo.
Colonnello Roci, le ricordo che sta parlando a un suo superiore e comunque non c' motivo di alterarsi, siamo qui per collaborare".
Generale Kk si volt verso il suo Comandante ho visto cose terrificanti in quelle carceri, i prigionieri ogni giorno dovevano esporre da una finestrella le mani e i piedi per la bastonatura. Ho visto uomini attaccati per i piedi, messi a testa in gi e pestati, vasche piene di acqua gelida, o di urina e di escrementi, in cui venivano immersi". Parlando, il Colonnello sfidava in maniera sfrontata lo sguardo del Generale turco: Altri detenuti venivano torturati con scosse elettriche ai genitali; c'erano persone rinchiuse in un sacco di juta insieme a un gatto che venivano prese a bastonate dalle guardie: l'animale impazziva e il prigioniero subiva ogni genere di lacerazioni dalle unghie del felino.
Il Colonnello Aslan non fece in tempo a capire e a tradurre, perch Kk parlava troppo velocemente. Il Generale turco divenne livido di rabbia.
Non capisco perch  cos astioso, Colonnello Roci, vi abbiamo appena messo al corrente di un possibile attentato nel vostro paese e perdiamo tempo a discutere sul nostro sistema carcerario? riprese Gk parlandogli sopra. La traduzione fu interpretata da Aslan con voce ancora pi alterata.
Generale De Martino, aggiunse Aslan il suo uomo sembra pi interessato alle sorti del proprio amico piuttosto che a quelle del suo paese!
I due ufficiali turchi sembravano una coppia di artisti teatrali: non si riusciva a capire se l'uno sentisse l'altro e il loro, pareva quasi un discorso preparato in precedenza, a prescindere dalla dinamica della realt.
Il Generale De Martino a quel punto perse del tutto la pazienza.
Colonnello Roci? Allora? lo richiam ancora una volta.
Il Comandante del GIS cerc di temporeggiare. Non riusciva a comprendere per chi parteggiasse il suo Comandante. Lo conosceva bene e gli risultava impossibile credere che lui potesse accettare un simile incarico.
Vuole tirarsi indietro di fronte a un simile pericolo per il suo paese? Vuole essere responsabile di una tragedia? Vuole un attentato, per decidere di collaborare? insistette ancora Aslan.
Se ci sia un reale pericolo, questo lo valuter la nostra intelligence. Quanto al mio coinvolgimento, io sono un militare e faccio ci che mi viene ordinato. Suppongo comunque che in maniera diplomatica mi stia ricattando".
No, Colonnello, le sto offrendo l'unica possibilit di portare finalmente a termine la sua missione".
La mia missione? Quell'ultimo barlume di autocontrollo and in frantumi: Gi, parla per caso di quando la Turchia si  tirata indietro e ha ignorato il rapimento dei nostri agenti? tuon sbattendo un pugno sul tavolo.
Le cose non andarono esattamente cos. Non ci avete dato il tempo di intervenire e comunque lei in quell'occasione riusc a prendere Baran Ali, ma poi stupidamente se lo fece scappare. Bene ora ha l'occasione di riconsegnarlo alla giustizia e di evitare un attentato!
Quella era una missione italiana. In quel caso, se mi fosse toccato ubbidire ai vostri ordini avrei dovuto lasciar marcire nelle mani di quei terroristi un ragazzo di diciannove anni, la missione io l'ho portata a termine". Lo sguardo trasmetteva tutto il suo disprezzo verso gli uomini come quel Generale che si trovava davanti.
E poi? Una volta che avete messo in carcere Baran in che modo pensate di risolvere la questione? Gli darete la pena di morte? riprese Kk in tono aggressivo.
Questi non sono affari che la riguardano, Colonnello, lei deve solo ubbidire a un ordine".
Se non le dispiace, io prendo ordini dai miei Comandanti, e non certo da un Generale turco! disse Kk indicando con la mano il Generale e l'Ammiraglio seduti al tavolo.
Era diventata ormai una discussione personale.
Il Generale Gk si volt verso il suo Colonnello. Parlottarono in turco per alcuni minuti fra di loro.
...da questo stronzo non ne caviamo niente, speriamo almeno che quei coglioni glielo ordinino! Ignari degli insulti che piovevano addosso, il fior fiore dei Generali italiani - chi sorseggiando acqua sorridendo educatamente per agevolare il clima - rimasero compiaciuti nel sentirlo rispondere in turco. L'esercito italiano ci faceva la sua degna figura.
Qui l'unico coglione  lei che non sa che parlo turco!
Gk parve sobbalzare, strabuzz gli occhi, ma cerc di recuperare la situazione. Si avvicin al tavolo, prese tempo sorseggiando anche lui un po' d'acqua, poi riprese facendo segno al Colonnello di ricominciare a tradurre.
Ok Colonnello, cerchiamo di riportare la conversazione su toni contenuti".
Bene rispose Kk. Signor Generale, potrebbe chiarirmi qual  il coinvolgimento del GIS in tutta questa storia? chiese poi girandosi verso il Generale De Martino.
Il compito  quello di entrare in contatto con Baran Ali per individuare la cellula terroristica a lui collegata in Italia. Dovranno essere utilizzate tutte le nostre conoscenze al riguardo rispose De Martino.
Le mie conoscenze! puntualizz Kk. Bene,  un ordine?
 un ordine! rispose il Generale De Martino fissandolo dritto negli occhi. Anche l'Ammiraglio, osserv il Comandante del GIS, annuiva.
Spero solo che tutto questo non faccia fare all'Italia una pessima figura, come accadde per Ocalan".
Sul viso del Generale turco comparve un ghigno di maligna soddisfazione. Kk non comprese se quel ghigno fosse dovuto all'aver sentito il nome del leader del PKK e alla fine che aveva fatto o per aver avuto vinta la partita.
Signor Generale, non accetto volentieri questo incarico, ma sono un militare e le assicuro che metter, come sempre, il massimo impegno nella riuscita della missione. Lei per mi deve garantire che potr disporre di tutto ci che riterr necessario. Dal momento che si tratta di un'operazione alquanto anomala, dovr fare uno studio e una pianificazione appropriati, poi sar in grado di quantificare personale, armi e mezzi che mi saranno necessari".
Il Generale Gk apparve piuttosto soddisfatto. Man mano che ascoltava la traduzione si strofinava le mani come se le avesse tenute sotto un getto d'acqua. Le girava e rigirava.
Mentre Kk ascoltava le disposizioni che il Generale gli stava dando, osserv Gk, anzi lo fronteggi con lo sguardo. Sapeva che da quel momento in poi sarebbe cominciato il gioco, e quello davanti a lui era il nemico, uno a cui stare molto attenti.
Bene, Colonnello Roci da questo momento il Colonnello Aslan sar la sua ombra! Qualunque notizia abbia ce la deve comunicare immediatamente disse Gk come se avesse intuito i suoi pensieri.
Lei sta scherzando, Generale? Sar io a mettermi in contatto con voi, quando e come lo riterr necessario. Non voglio nessuna interferenza vostra e nessuna fuga di notizie, e per fare questo ho bisogno solo dei miei uomini. Sia ben chiaro, Generale, questa  un'operazione italiana, con lei se ne riparler alla fine. Le ricordo un'altra volta che non sono un ufficiale turco e che questa non  una cooperazione italo-turca. Avete chiesto il nostro intervento? Allora lasciate fare a noi! Poi, in tono minaccioso, puntandogli il dito contro, aggiunse in turco: Generale Gk, io trover Baran Ali, ma se gli verr torto un solo capello far scoppiare il pi grande scandalo della politica internazionale di cui abbiate memoria, stia ben attento. Un'altra cosa: se accidentalmente io dovessi morire, pochi giorni dopo il Segretario delle Nazioni Unite ricever un plico in cui vi sar scritta una vicenda che lei conosce bene! Una documentata relazione sugli avvenimenti svoltisi in Kurdistan in totale disprezzo della Carta dei Diritti dell'Uomo, corredata di date, luoghi e nomi. Kk si avvicin ancora di pi verso il Generale, aggir il tavolo e arriv di fronte a lui. Avvenimenti che la videro protagonista aggiunse.
Gk trem di rabbia. Sostenne livido lo sguardo, ma oramai doveva accontentarsi. In qualche modo gli avrebbe addossato le sue spie, lo costringeva a faticare, ma intanto l'operazione sembrava avviata.
Il Comandante del COFS e l'ammiraglio si alzarono contemporaneamente. L'intento era quello di concludere l la conversazione ma il turco non sembrava del tutto soddisfatto.
Ci fu un attimo di imbarazzo diplomatico, poi finalmente decise di accomiatarsi. Passarono allora ai saluti e fu chiamato un militare per scortare i due ufficiali turchi fuori dell'edificio.
Rimasto solo con i propri comandanti, Kk si perse qualche attimo nelle sue riflessioni. Erano sempre ben disposti nei confronti degli altri paesi, ma quel Generale era stato uno dei massimi esponenti nella repressione dei curdi, quando il governo turco, ricusando l'esistenza stessa dei curdi, con un intervento militare aveva istituito una corte marziale in alcune province curde. L'allora Colonnello Gk aveva fatto arrestare e torturare migliaia di cittadini e questo era accaduto fino a pochi anni prima.
Cosa vogliono da Baran? chiese Kk guardando il Generale De Martino.
In questi sei anni, cio da quando hai liberato Baran, la situazione  molto cambiata, almeno rispetto a come era prima".
In che modo?
Baran ha trovato dei finanziamenti. Il suo movimento, inizialmente volto a ottenere solo l'autonomia curda, ha coinvolto anche una buona parte della societ turca. Lo vedono come il futuro. Essendo un anglo-curdo non ha un'immagine da estremista come poteva avere Ocalan, la gente vede in lui la sola possibilit di entrare in Europa".
Generale questo lo so, ma cosa intende per cambiata?
Intendo che se prima lo volevano morto solo i turchi, ora si ritrova addosso anche i servizi segreti di mezza Europa contraria all'ingresso della Turchia nella Unione Europea, e poi effettivamente". Fece una lunga pausa. Sembra che abbia contatti con gli estremisti islamici". Il Generale De Martino parlava con tono pacato e convincente. La sua figura incuteva rispetto, nell'ambito dell'Esercito era una leggenda vivente, nonch una mente temibile.
Incredibile". Kk scosse la testa stupito. Dovrei aiutare il Generale che ha ideato e preso parte a una delle pi atroci repressioni del popolo curdo a uccidere il mio amico!
Insomma, Colonnello, basta! tuon il Generale. La Turchia ci ha informato di un possibile attentato e noi non possiamo ignorarlo!
No, la Turchia  venuta a chiederci aiuto! precis Kk.
E noi non ci tireremo indietro!
Kk rimase a guardarlo interdetto, c'era qualcosa che non gli quadrava, il Generale De Martino non era uno stupido, quindi se i conti non tornavano voleva dire solo che c'era dell'altro.
Il silenzio fu interrotto dal Dottor Landi, che in tutto quel tempo non aveva fatto altro che ascoltare.
Per quanto riguarda il mio settore noi non abbiamo alcun motivo di supporre che una simile notizia sia vera".
Ne  certo, dottore? chiese De Martino con voce tagliente, questa volta indirizzando all'ufficiale del SISMI le sue occhiate incenerenti.
Chiaramente quando sar uscito di qui riattiver una serie di contatti, di certo non possiamo ignorare una simile informazione, per a mio avviso  decisamente improbabile che sia attendibile".
Bene, la riunione  sciolta concluse il Comandante del COFS. Si alzarono tutti e si avviarono verso la porta. L'Ammiraglio usc per primo seguito dal Dottor Landi.
Erano rimasti loro due da soli. Continuarono a guardarsi, poi il Generale improvvisamente riaccost la porta.
Lo so che  un maledetto bastardo. Ho fatto parte delle prime delegazioni di osservatori italiani, lo so chi ! Ma tu trova Baran e noi lo proteggeremo, dovesse costare tutta la mia carriera, a Gk gli remeremo contro, gli daremo informazioni distorte".
Lo vuole morto! insistette Kk sbattendo un pugno sul tavolo.
Ascoltami Claudio! Il Generale sembrava iniziasse a perdere la sua stoica pazienza. Attualmente sembra che la Turchia sia pronta per accettare Baran in parlamento. A novembre ci saranno le elezioni, se riuscissimo a proteggerlo fino a quella data, e se Baran sar ancora vivo per allora, verr eletto dal popolo!
Ma come diavolo possiamo trovarlo e proteggerlo con i turchi alle costole?
Lo so che sar un'impresa impossibile, ma dobbiamo prendere Gk con le mani nel sacco, per sbatterlo finalmente di fronte alla corte internazionale dell'Aja. Lui non  in grado di trovare Baran da solo e crede che noi possiamo essere pedine facili da muovere per i suoi fini".
Allora non ho capito perch lei, Generale, si presta al gioco".
Perch ci deve credere suoi alleati. In tal modo possiamo entrare in Turchia e muoverci come vogliamo, e mentre lui  sicuro che gli consegneremo Baran, noi intanto lo portiamo qui, gli garantiamo l'immunit e poi lo rispediamo in Turchia ripulito e con tanto di frastuono mediatico. Gli scateniamo a favore l'opinione pubblica mondiale, che gli garantir il lasciapassare almeno fino alla data delle elezioni. Poi stiamo nelle mani di Dio".
Un sorriso apparve sulle labbra di Kk. Solo allora si rilass. Finalmente per quella storia qualcuno aveva previsto un lieto fine.
Ma lei, Generale, in tutto questo che interesse ha?
Il mio interesse consiste nel dare alla Turchia finalmente la possibilit di entrare in Europa, e soprattutto di contrastare la Francia e la Germania. Sono decenni che ne ostacolano l'ingresso. S, decisamente sarebbe un bel regalo per me, ormai prossimo alla pensione! Un sorriso da vecchio pirata si stamp sul volto del Generale. Gli mise una mano sulla spalla. Kk si sent stringere come in una morsa. Era ancora forte quell'uomo, e non solo fisicamente. Il Generale lo guard accennando un sorriso.
A volte fa comodo passare per coglioni, eh? disse parlando perfettamente in turco. Il Comandante del GIS spalanc gli occhi incredulo, scoppiando in una fragorosa risata.
Capisco perch lei  considerato il numero uno!
Ci puoi giurare, ragazzino, ci puoi giurare! Kk lo guard con ammirazione.
Al lavoro ragazzo, fammi subito l'elenco di tutto ci che ti occorre". Aggiunse senza perder altro tempo.
Comandi, Generale".
Si salutarono, il Tenente Colonnello si avvi verso l'uscita gi mentalmente impegnato a ragionare su ci che gli sarebbe occorso.

1,04. Livorno, Italia, 1 aprile 2007, ore 17,30
Caserma Vani, sede operativa del GIS.

Pedonti, come sempre dopo le riunioni al COFS, si trovava al reparto con la squadra al completo, pronta e operativa nel giro di mezz'ora.
Rientrato a Livorno, dopo aver delegato al vice Comandante i compiti di routine, Kk entr nel suo ufficio e prese il posto dietro la scrivania con l'intento di iniziare la pianificazione della missione. La prima cosa che doveva fare sicuramente era trovare qualcuno in grado di tradurre il taccuino che Baran Ali gli aveva consegnato, poi avrebbe dovuto cercare un luogo sicuro dove alloggiare e proteggere chi avrebbe svolto quel lavoro.
Chiam a rapporto la sua squadra. Il primo a entrare fu il maresciallo Pedonti, che venne informato immediatamente dei fatti. Poco dopo l'ufficio del Tenente Colonnello si riemp di uomini, otto per l'esattezza, due sezioni al completo delle tre operative, composte ognuna da quattro uomini. Introdusse il discorso cercando di essere molto chiaro e di mettere al corrente quei ragazzi di ci che era accaduto sei anni prima.
Gi vedeva brillare nei loro occhi una luce. Erano da qualche mese tornati da una missione in Iraq e gi si sentivano prudere le mani. Anche lui alla loro et era cos, poi il tempo, le delusioni e finalmente anche la maturit gli avevano insegnato a vivere con pi moderazione quelle missioni, soprattutto per il diverso ruolo che attualmente ricopriva. Difficilmente, infatti, stava ancora in prima linea come quei ragazzi.
Si ritrov il loro sguardo fisso negli occhi, trepidante e in attesa che lui cominciasse a dare spiegazioni.
Abbiamo una nuova missione". Non appena pronunci quelle parole fervidamente attese colse l'eccitazione degli uomini, tradita da movimenti ritmici di qualche gamba, da un colpo di tosse, da chi strofinava le mani nervosamente.
Sorrise. Sono una concentrazione pura di energia, pens. Regal loro ancora un attimo perch potessero gustare quella eccitazione, poi, dopo qualche istante, li vide di nuovo concentrati su di lui.
Dobbiamo trovare un uomo. Si chiama Baran Ali, ed  un curdo. Attualmente si crede che sia nascosto in territorio turco".
Chi  quest'uomo? chiese il Tenente Rossi.
Kk ammicc con la testa. Ora ci arrivo, ma dovete essere messi al corrente di molte cose". Guardandoli in faccia pens alla giovane et dei suoi uomini e si domand quanti di loro conoscessero la storia della Turchia, almeno quella degli ultimi vent'anni.
L'arresto di Ocalan, leader del partito dei lavoratori curdi PKK, fu interpretato dai curdi come un tradimento e li spinse, eliminando le divisioni che c'erano tra i partiti, a riunirsi in un unico grande partito curdo, il PHAED. Cos, tranne i due partiti in Iraq che cooperarono con gli Stati Uniti e Israele, quasi tutte le grandi formazioni politiche curde non furono pi divise n al loro interno n tra di loro. Si unirono tutti nella lotta per i diritti del popolo. Il leader del nascente PHAED era Sahin Ali, il padre del nostro uomo. Dopo neanche due anni il governo turco lo accus di terrorismo e fu messo in carcere. Il partito si sgretol e si andarono riformando gruppi sparuti di ispirazione, chi pi e chi meno, terroristica". Fece una breve pausa per dar loro il tempo di assimilare i primi dati.
La Turchia non ha mai voluto riconoscere n l'autonomia n l'indipendenza del popolo curdo. Addirittura la costituzione del 1982 ne vietava la lingua e condannava ogni espressione che affermasse una loro identit. Come sapete, ancora oggi la questione curda  irrisolta e la loro repressione a sud-est del paese continua.
In Italia pi o meno in quel periodo ci furono molti tentativi di attentati da parte di Al-Qaeda, poco dopo il G8 di Genova, vi ricordate? Per fortuna il SISMI riusc a infiltrarsi ovunque, svolgendo un ottimo lavoro di intelligence. Scopr che Al-Qaeda, collaborando con diverse organizzazioni turche, stava istruendo nuove formazioni destinate a impiantarsi in Italia. La cellula operativa era formata da studenti dell'Universit di Diyarbakir. Mandarono due agenti che come copertura lavoravano alla segreteria del progetto Erasmus della stessa universit. In quel periodo, nell'aula magna, nei corridoi, nei banchi dell'ateneo un giovane studente cominci a far sentire la sua voce. Diversamente dal padre, aveva un modo di porsi pi intelligente di fronte al governo. Riusc a coinvolgere e a trascinare dalla sua sempre pi studenti, poi i genitori di questi, poi sempre pi persone fino quasi a diventare una nuova figura politica a cui non solo i curdi cominciavano a fare riferimento".
Quindi, tanto per ricapitolare, in quel momento l'Universit di Diyarbakir poteva annoverare fra dipendenti e studenti agenti del SISMI, fazioni terroristiche e attivisti curdi? fece ironico il Tenente Capozza.
Esattamente, la figura di questo astro nascente oscur del tutto il lavoro di reclutamento dei terroristi. In un primo momento credettero di poterlo coinvolgere, poi pensarono di eliminarlo. I nostri agenti cercarono di proteggerlo, ma qualcosa and storto. Furono scoperti e sequestrati insieme a Baran Ali. Il governo turco non sembrava intenzionato a intervenire, e allora l'Italia decise di entrare in azione mandando un suo gruppo d'assalto.
All'epoca ero Comandante della squadra di combattimento. Partirono prima i ricognitori. Ci volle qualche giorno per localizzare il luogo della prigionia, poi arrivammo noi.
Visto che il governo di Ankara trovava degli escamotage per non essere coinvolto, entrammo clandestinamente in Turchia, liberammo gli agenti e, anche se non era previsto, portammo con noi il giovane Baran Ali".
Fece una pausa per riprendere fiato, ma i militari lo osservavano in attesa del proseguo.
E poi? Che ne  stato del ragazzo? chiese Rossi.
Da quel momento inizi la nostra fuga". Come un lampo, pass davanti agli occhi di Kk l'immagine di Baran, e torn con la mente a quei momenti.
Aveva il viso di un'adolescente. Se fosse vissuto in Italia magari la sera sarebbe andato a ballare come fanno la maggior parte dei ragazzi che vivono in un paese normale, ma era nato in Kurdistan e forse l l'adolescenza finisce prima. A dispetto di tutto, il rapimento fece risaltare la sua immagine agli occhi di tutto il popolo turco. Venne visto come un santo, la gente urlava nelle piazze per farlo rilasciare, gli studenti diedero fuoco all'universit: fu un momento terribile. Il governo turco cominci a temerlo seriamente. Finse agli occhi del mondo di impostare qualche azione, ma sappiamo che non mosse realmente un dito. Non solo, la loro speranza era riposta nei terroristi".
Ossia? domand Rossi.
Si auguravano di ritrovare, prima o poi, un corpo da qualche parte. Speravano che i terroristi lo avrebbero ucciso e in effetti era nei loro piani".
Quindi l'avete protetto? chiese Capozza.
Aveva l'aspetto di un bravo ragazzo, biondo e con gli occhi azzurri. Incredibile per un curdo, se non si sapeva che aveva la madre inglese. Era cos giovane... Forse fu anche quello che mi imped di voltargli le spalle. Ero la sua unica speranza di fuga, la sua unica speranza di vita. Ne feci quasi una questione personale. Ma il difficile venne dopo: l'interminabile fuga durata sei mesi, in cui inevitabilmente stringemmo un legame profondo. Scappavamo di continuo. Raramente riuscivamo a passare due notti nello stesso posto: dormivamo nei campi, in mezzo ai boschi, organizzando letti di foglie e fango, inizialmente ci nutrivamo di razioni k2, poi finirono anche quelle. Il tempo passava, l'umore dei miei uomini era a terra e l'Italia si trovava in imbarazzo. Non ci facevano pervenire ordini di alcun tipo, cos dopo due mesi diedi io l'ordine ai miei di abbandonare la missione, ma io rimasi. Loro rientrarono in patria, ma per me non fu cos. Trascorsero altri quattro mesi di fuga durante i quali ci unimmo a un gruppo di rivoluzionari che vedevano in Baran Ali il loro salvatore, colui che sarebbe riuscito a mettere fine alle torture e ai soprusi del governo turco. Con il passare dei giorni trovammo aiuti e giorno dopo giorno il nostro accampamento mobile divent il nucleo di un vero e proprio esercito. Fu allora che il governo turco decise che doveva in qualche modo agire. Volevano arrestare il ragazzo con l'accusa di essere uno dei pi pericolosi rivoluzionari degli ultimi vent'anni! Erano passati sei lunghi mesi ormai. Baran Ali era al sicuro, il suo esercito si era ingrandito ancora a dismisura ed era stato raggiunto da molti altri gruppi di rivoluzionari che avevano abbandonato i loro capi troppo estremisti. I curdi vedevano in lui la giusta figura che li avrebbe condotti verso un'autonomia pacifica. Quasi come se il PHAED si stesse riformando. Il mio compito era terminato. Lo lasciai e rientrai sempre clandestinamente in Italia".
E perch ora dobbiamo ritrovare Baran Ali? chiese Rossi.
Kk li aggiorn allora anche sulla riunione al COFS.
Come pensa di muoversi? aggiunse ancora Rossi.
Ho due strade da percorrere, e lo faremo parallelamente".
Quali?
Ripristinare alcuni vecchi contatti e farmi tradurre dei documenti che mi consegn proprio Baran".
Dopo un'altra ora la riunione si sciolse. Tutti avevano l'aria molto stanca.
Rimasto solo nel suo ufficio, il Tenente Colonnello si massaggi le tempie cercando di provare un po' di sollievo. Era una storia complicata, anche per lui che l'aveva vissuta in prima persona. Una notte, ricord, erano infilati dentro sacchi a pelo davanti al fuoco. La temperatura sfiorava i cinque gradi sottozero.
Cosa sognavi da bambino? aveva detto Baran tirandosi un po' su.
Sinceramente non lo ricordo, forse gi mi piacevano le armi".
Io sognavo di volare, di andare lontano da casa mia, lontano dal dolore che vedevo ogni giorno". La luce del fuoco proiettava sul viso del giovane curdo lingue arancioni che danzavano lentamente come serpenti. Sembravano quasi riflettere l'agonia, la sofferenza della sua anima.
Il silenzio della notte li avvolgeva e nel loro parlare lento riflessioni e ricordi spesso disturbavano il sonno.
Baran aveva guardato il bel volto di colui che lo aveva salvato, portandolo fino a quel punto.
Seraskr, ora io comincio a volare: ora che vedo tutti questi uomini che come me stanno qui, che mi sono venuti ad aiutare, che come me credono in una Turchia nuova, in un paese pi giusto, come il tuo, che sono disposti a rischiare la loro vita per le generazioni future. Ora io comincio a volare".
Rimase ancora una volta sorpreso dalla profondit del suo giovane amico. Avrebbe potuto avere una vita facile, spianata dai soldi e dal potere della sua famiglia, e invece era l che rinunciava a tutto, che volava verso i suoi ideali. Lo faceva sentire un essere piccolissimo, si rendeva conto di aver avuto l'onore di conoscere un tipo di persona appartenente a un genere unico.
Seraskr, cos lo chiamava Baran in kurmanji. Aveva presto imparato la sua lingua: quel termine voleva semplicemente dire Capitano.
Frammenti di vita si sovrapposero nella sua mente. Ricord il momento in cui aveva deciso di lasciare l'accampamento, sapendo che non avrebbe mai pi rivisto l'amico e che il giorno dopo sarebbe scomparso cancellando qualunque traccia del loro passaggio.
Lo aveva raggiunto nella tenda che ormai i ribelli montavano e smontavano in meno di cinque minuti. Era in corso una riunione, l'amico stava al centro e controbatteva a qualcuno che lo aveva fatto innervosire. In quel frangente cap a malapena i loro discorsi, perch parlavano un dialetto troppo stretto. Baran Ali lo fiss. Solo per un attimo il suo sguardo fu attraversato da un accenno di paura, poi riprese il controllo.
Da quando ci hanno raggiunto i ribelli non hai mai messo piede qui dentro. O stai per andare via o hai deciso di diventare Comandante dei ribelli".
Non hai pi bisogno di me".
E chi lo dice? Baran Ali si era alzato in piedi, sovrastandolo di almeno di quindici centimetri in tutta la sua altezza. Era un gigante, aveva un ampio torace e le spalle larghe come quelle di un nuotatore. Il suo atteggiamento ricordava la fierezza di un imperatore romano.
Partir domani mattina, presto".
C' qualcosa che posso fare per indurti a cambiare idea?
No, il mio compito qui  terminato, sono un soldato e devo rientrare".
Ti dar una scorta di cinque uomini. Quando ho finito la riunione ti raggiungo".
Kk usc fuori nel freddo della notte. Sent un nodo afferrargli la gola: era giunto al termine della sua missione personale. I suoi uomini erano tornati a casa sani e salvi, e l'unico a rischiare tutto era stato solo lui. Era pronto al suo destino.
Sent un rumore alle sue spalle. Colto di sorpresa si gett contro chi lo stava per aggredire, e in men che non si dica si ritrov con le ginocchia sopra la schiena del suo giovane amico riverso per terra con la faccia schiacciata contro il terreno umido, torcendogli il braccio e puntandogli un coltello alla gola.
Ti volevo fare uno scherzo!
Bello scherzo del cazzo! Ti sembrano questi il luogo e il momento adatto per arrivarmi alle spalle? disse aiutando l'amico a rialzarsi.
Si ritrovarono uno di fronte all'altro.
Mi mancherai amico mio disse Baran mettendogli una mano sulla spalla.
Vedi di non farti ammazzare!
Ci prover, ci prover, ma gli ideali non si ammazzano, se fanno fuori me qualcun'altro prender il mio posto, ormai la Turchia  pronta! rispose sorridendogli.
Vedi di non farti ammazzare! ripet come se non avesse sentito affatto la sua risposta. Serr le mascelle e contrariamente al suo solito modo abbracci l'amico. Si gir e si allontan verso la tenda.
L'indomani mattina, ancora prima che facesse giorno, di lui non vi era pi traccia.
Era tornato in patria, senza l'aiuto dei ribelli, attraversando quel grande paese, strisciando nel fango la notte nei pressi degli accampamenti militari turchi. In prossimit delle varie cittadelle che incontrava, grazie alla sua conoscenza di qualche lingua in pi, si fingeva una volta un ornitologo canadese, un'altra un prete francese, un'altra ancora un archeologo inglese.
In realt il suo rientro in patria non fu cos drammatico. L'imbarazzo dei suoi comandanti nell'aver praticamente abbandonato l l'intera sezione era tale che passarono in secondo piano le decisioni autonome prese dal Capitano. Kk inoltre sapeva troppo, conosceva tutti i nomi, i luoghi e i fatti della vicenda. Fu ritenuto necessario sorvolare su alcuni aspetti secondari, come gli fu detto. Ufficialmente il Capitano era rientrato dopo due mesi dalla missione, insieme alla sua compagnia, poi si era preso una lunga licenza di quattro mesi.
Agli atti non rimaneva traccia di nulla e per la sua carriera era una soluzione ottima. Ma in cuor suo gli sembrava di aver tradito l'amico, anche se ovviamente lui non aveva preso parte a nessuna di queste decisioni.

1,05. Livorno, Italia, 2 aprile 2007, ore 7,30
Caserma Vani, sede operativa del GIS.

Sentiva dentro di lui il fuoco, l'adrenalina che si affacciava come al solito quando iniziava una nuova missione.
Il percorso non sarebbe stato facile. Molto dipendeva dalla traduzione, ma in qualche modo ce l'avrebbe fatta! Senza perdere tempo a indugiare ancora in ricordi Kk accese il computer per collegarsi a intranet, la rete militare. Prov a cercare se esisteva qualche collegamento tra l'esercito e l'universit, oppure se qualche storico o archeologo avesse mai lavorato con l'esercito. Aveva bisogno di qualcuno gi sperimentato, qualcuno di cui fidarsi. Non sarebbe stato facile trovare una figura del genere, in grado per qualche mese di allontanarsi dalla sua vita, di rinchiudersi in un luogo protetto in cui sarebbe stato vietato ogni incontro e ogni contatto con l'esterno.
Niente, dal monitor non appariva nessun nome. Accese allora l'altro computer quello collegato a internet, attese qualche attimo, digit la password e avvi la ricerca. Questa volta uscirono fuori centinaia di nomi validi: professori stimati che avevano alle spalle anni e anni di carriera, di scoperte importanti, ma i nomi erano troppi, doveva cominciare a restringere il campo. Inser i dati trovati e li incroci con i nomi di alcuni luoghi in Turchia, ma anche qui ne uscirono parecchi. Infine inser proprio il nome del luogo dove Baran Ali gli aveva dato il taccuino. Si trattava di uno scavo archeologico. Finalmente apparvero pochi nomi e pi inerenti all'argomento. Lesse il sito. Era dell'Universit La Sapienza di Roma.
Una spedizione italiana... importanti scoperte nel 2006, la dottoressa Lisa Dell'Oro si era distinta per le sue brillanti intuizioni, portando alla luce".
Lui si era trovato proprio in quel luogo quando stava scappando. Gli ritorn alla mente una donna favolosa, bellissima. L'attimo dopo che l'immagine di lei gli fu apparsa nella mente lo percorse una scossa. Socchiuse gli occhi e si lasci andare a quel ricordo. Mai in vita sua aveva provato un'attrazione cos istantanea per una donna, pur se nel suo passato ne aveva collezionato una lunga sfilza.
I ricordi scorrevano accavallandosi gli uni sugli altri: lo scavo, le guardie, la tenda, i lunghi capelli biondi raccolti sul capo in maniera veloce, il volto di lei, purtroppo ormai sfocato dal tempo, e infine l'odore del t alla pesca. Ancora oggi, quando ne percepiva l'aroma, veniva dolcemente aggredito dal suo ricordo. Allora aveva dovuto usare tutto il suo autocontrollo per non saltarle addosso. Erano mesi e mesi che non vedeva una donna. E quella era davvero una gran bella donna, con tutti gli attributi al posto giusto! Era assurdo provare certe sensazioni in quelle circostanze. Due guardie turche lo avevano fermato, eppure era ci che gli era capitato. Gli era costato uno sforzo infinito tenere a bada il proprio istinto. Erano ormai passati sei anni e ancora ricordava una donna vista soltanto per non pi di venti minuti, questa era l'unica giustificazione che si dava. Chiss se la dottoressa Lisa Dell'Oro era lei?
Prese la chiavetta e trasfer i dati sull'altro PC. Confront una decina di nomi che aveva scelto con la banca dati militare. Uscirono fuori le intere vite di quegli uomini: studi, situazione familiare, gusti, idee politiche, fotografie e addirittura i voti degli esami conseguiti.
Selezion solo i nomi di chi si avvicinava di pi alla sua esigenza. Stamp i dati di tre soggetti che pi o meno avevano i requisiti richiesti. Soprattutto, sarebbe stato meglio trovarne uno senza famiglia, perch questo avrebbe facilitato le cose. Prese i fogli dalla stampante e si ritrov fra le mani la fotografia della bella dottoressa.  proprio lei!, pens. La foto non era molto chiara, ma la riconobbe. La fiss per un lungo momento. Era proprio cos bella come lui la ricordava: certo che gli era preso un colpo quando l'aveva incontrata! Aveva scordato la perfezione di quei lineamenti. Continuava a osservare la foto. Si sent turbato, un lungo respiro fu trattenuto nei suoi polmoni e si strofin una mano sugli occhi: cominciavano a bruciare. Li riapr e ancora quegli occhi grandi, intensi, profondi lo guardavano, quell'espressione distratta che l'aveva colpito anche allora. Ma quando lesse con attenzione i profili di quei professori si rese conto a malincuore che nessuno presentava tutti i requisiti necessari. Due erano sposati, mentre la dottoressa non lo era, per aveva una famiglia e comunque attualmente insegnava all'universit.
Lesse e rilesse ancora infinte volte quelle pagine. La donna vantava una lunga lista di titoli e riconoscimenti. Nell'ambito della ricerca comparivano materie, discipline, nomi di luoghi o di lingue come l'ittita, il luvio, il hurrita, l'accadico, il hattico, che neanche conosceva o aveva mai sentito nominare. La filologia studia i testi letterari, fin qui ci arrivava, ma la semiotica? Si domand il Colonnello che rispolverando un po' di greco fatto alle superiori riusc a trovare un nesso. S, forse  la disciplina che studia i segni, disse fra s e s. A lui sicuramente bastava, per il resto tutte quelle incomprensibili parole rimanevano l sulla carta solo per testimoniare le numerose attivit svolte dalla filologa.
Aveva un curriculum di tutto rispetto, pens. Si inser nel data base dell'universit continuando a ricercare informazioni sulla dottoressa. Trov negli atti della commissione personale docenti dell'ufficio concorsi la procedura di valutazione per l'assegnazione al posto di Professore universitario di ruolo. Apr il file:
ACCERTATA la regolarit formale degli atti costituiti dai verbali...
DECRETA
Sono approvati gli atti della Commissione giudicatrice della procedura di valutazione...
 dichiarato vincitore il candidato: Dott. Lisa Dell'Oro
Roma, 12.3.2006
CANDIDATO Dott. Lisa Dell'Oro
Giudizio finale: Il candidato, laureato in Storia del Vicino Oriente antico e dottore di ricerca in Scienze storiche e filologiche dell'antichit: Civilt egee e anatoliche, presenta un curriculum scientifico e didattico molto ricco, con attivit svolta principalmente all'estero in Germania presso l'Universit di Wrzburg, a Berlino presso la Freie Universitt, a Chicago presso l'Oriental Institute, infine a Roma come ricercatore presso l'Istituto di Studi sulle Civilt dell'Egeo e del Vicino Oriente del CNR. Il candidato ha pubblicato saggi su importanti riviste internazionali, ha partecipato a numerosi convegni e a missioni archeologiche in Siria e in Turchia. Ha evidenziato una rara capacit espositiva comunicando in maniera appropriata ed efficace e dimostrando altres notevoli attitudini alla ricerca scientifica. Le numerose e differenti pubblicazioni scientifiche storiche e linguistico-filologiche si collocano principalmente nell'ambito anatolistico e denotano originalit nella realizzazione delle ricerche.
Anche l'attivit didattica  stata svolta prevalentemente nell'ambito della filologia anatolica. L'esame della produzione scientifica rivela un'ottima competenza in tutti gli ambiti di ricerca pertinenti agli studi anatolistici. Il candidato  ritenuto pienamente meritevole di coprire un posto di Professore universitario di ruolo per il settore scientifico disciplinare in questione.
Si allontan dal monitor ritrovando una posizione pi comoda, allung il collo facendo qualche piccola torsione. La decisione l'aveva presa. S, pens, sarebbe stata in grado di tirare fuori qualcosa da quel taccuino e tutto sommato la sua famiglia era sicuramente abituata a vederla partire. Almeno, da quanto si leggeva sul suo curriculum, aveva passato molto tempo fuori casa.
Tra tutti quei professori era sicuramente la pi titolata proprio in merito alle civilt anatoliche. Tra l'altro, nell'occasione del loro primo, breve incontro si era dimostrata anche molto coraggiosa nel difenderlo dalle guardie turche. Forse era davvero la persona giusta. Sicuramente si sarebbe potuto fidare di lei. Sei anni prima le aveva lasciato in mano la sua vita per qualche attimo e la dottoressa non si era persa d'animo, aveva sostenuto la sua bugia non sapendo neanche chi fosse. E poi non sarebbe stato male rivederla! Decise di stampare anche il dossier sul Rettore dell'universit: pi dati si ritrovava in mano, pi sarebbe stato facile manipolare la situazione. Dopo aver letto anche quest'ultimo fascicolo si sofferm un attimo a riflettere per schiarirsi le idee.
Poco dopo aveva deciso! Apr la sua casella di posta elettronica e inizi a scrivere una lettera al Rettore dell'Universit La Sapienza di Roma chiedendogli la collaborazione per un progetto militare. Non aveva ancora le idee chiare su come affrontare il discorso, ma qualcosa se la sarebbe inventata, l'importante era ottenere l'aiuto della dottoressa. Fin di scrivere, digit send e alcuni istanti dopo arriv una mail di conferma: la lettera era stata recapitata.
Di l a breve avrebbe organizzato una base operativa a Roma.
Si alz dalla sedia e raccolse tutto quello che poteva servirgli al Nuovo Centro Direzionale. Pens che quello era il luogo adatto per mischiare le carte. L aveva ancora del lavoro arretrato da svolgere e ricevere civili non avrebbe destato sospetti. Quel luogo era un porto di mare, entravano e uscivano da quegli uffici centinaia di persone al giorno. Bene, il gioco  cominciato, disse fra s e s. Gli rimaneva un'ultima cosa ancora da fare. Alz la cornetta e poco dopo prenot un volo per Bruxelles.

1,06. Bruxelles, Belgio, 2 aprile 2007, ore 21,30
Aeroporto Internazionale di Zaventem.

Perso nei suoi pensieri e nei suoi ricordi non si accorse neanche di trovarsi in fila per lo sbarco dentro l'aereo della compagnia belga.
La gente si accalcava all'uscita e lui si mise di lato per far passare i pi frettolosi. Guard l'orologio. Forse era ancora presto. Michele sarebbe andato pi tardi a bere la solita birra nel suo solito pub sotto casa.
Attravers tutto l'edificio dell'aeroporto e sal sul primo taxi disponibile. Dopo un'ora si ritrov fuori dalla porta del locale preferito dal suo amico.
Erano un paio di anni che non lo vedeva. L'ultima volta si erano sentiti per gli auguri di Natale, e aveva percepito nella sua voce una qualche inquietudine. Sorrise fra s e s pensando alla sferzata che avrebbe ridato alla sua vita di l a poco.
Michele Giove, luogotenente, ottimo soldato, l'unico che Kk avesse mai considerato amico. Avevano condiviso anni di duro lavoro, di missioni nei teatri di guerra pi feroci, in cui la loro antica amicizia era stata messa duramente alla prova. Pur ricoprendo ruoli e incarichi diversi erano diventati l'uno l'ombra dell'altro. Pronti a proteggersi vicendevolmente sia dal nemico sia dal superiore. Qualche anno prima Michele aveva fatto la scelta di lasciare la prima linea per orientarsi verso orizzonti pi sereni, entrando cos presso lo Stato Maggiore militare dell'unione Europea. Ma Kk era giunto l per riprenderselo, poich era l'unico di cui si fidava, l'unico che conosceva da principio la storia, poich anche Michele aveva partecipato a quella missione. E poi, dopo averlo sentito, non aveva avuto pi alcun dubbio. L il suo amico non aveva trovato la felicit che sperava, stava solo aspettando l'occasione buona per andarsene via e quella decisamente lo era.
Entr nel locale. Sulla destra c'era un bancone lungo, di legno, pieno di bicchieri vuoti e di gente seduta sopra gli sgabelli.
Lanci uno sguardo furtivo in giro, ma non vide Michele. Osserv gli altri tavolini: qualche coppia chiacchierava, una musica bassa di sottofondo copriva le voci. Avanz di qualche passo. Lo schermo in fondo alla sala proiettava le immagini di una partita di calcio. Avvicinandosi ancor di pi riconobbe i colori delle maglie indossate dai giocatori del Siena. Sorrise, certo di averlo beccato: difficilmente a un belga sarebbe interessata la sorte di quella squadra. Michele, come molti par che passano la maggior parte della loro vita a Siena, pur essendo pugliese ne era diventato un tifoso. Si gir e lo vide, proprio in fondo al bancone. Occupava l'ultimo sgabello e gli dava la schiena. Era inconfondibile, in pochi avevano quel fisico, i fianchi stretti e le spalle ampie muscolose e tornite. Anche se indossava una giacca dalla linea piuttosto elegante, la postura e il fisico di un par difficilmente passavano inosservati. Aveva qualche anno in pi di lui eppure sembrava sempre un ragazzino, pens Kk. Era intento a seguire la partita di calcio e non si accorse di lui quando and a sedersi sullo sgabello accanto.
Incroci le braccia e aspett che il suo amico si girasse, divertendosi all'idea di prenderlo in contropiede. Ma incredibilmente sent risuonare la sua bassa e possente voce:
Sei schifosamente invecchiato, bello mio! Kk esplose in una fragorosa risata dandogli una pacca sulla spalla. Michele si gir, e a Kk non sfugg l'emozione che per qualche breve attimo traspar dagli occhi buoni del suo amico.
E tu invece sembri un damerino! disse afferrando il bavero della sua giacca. Per sei in gran forma, eh, vecchio!
Be', si fa quel che si pu! Certo l dentro non abbiamo le palestre che avete voi! Per vado un po' bicicletta, qualche corsa... insomma mi do da fare".
Lo vedo! Lo vedo! Vorr dire che ora rimorchierai tu pi di me!
Be', questo  quello che hai sempre creduto, in realt tu eri quello che se le faceva tutte e io quello che ascoltava i tuoi commenti e poi se le ripassava. Chiaramente solo quelle promosse da te! Risero di cuore entrambi per qualche minuto.
Arriv il banchista e Michele ordin una birra anche per il Tenente Colonnello. Appena fu servita, brindarono felici dei vecchi ricordi.
Un momento di silenzio cal fra di loro. Kk sent il suo amico schiarirsi la gola, segno inequivocabile che Michele stava per partire alla carica.
Ce l'hai fatta a venirmi a togliere da questo posto d'inferno! Pur essendo un uomo davvero buono, Michele aveva involontariamente sul volto un'espressione minacciosa. Gli angoli della bocca piegati sempre un po' in gi, la fronte perennemente corrucciata, gli occhi quasi sempre socchiusi gli conferivano un'aria veramente pericolosa. Chi non lo conosceva bene poteva facilmente scambiarlo per un attaccabrighe, ma niente era pi lontano dalla verit.
Sei tu che ci sei voluto venire, io ho fatto di tutto per farti capire che uno come te non sarebbe stato bene qui, ma alla fine ho dovuto rispettare la tua decisione".
E ora?
E ora di quello che hai deciso me ne frego, perch ho bisogno di te".
Una luce brill negli occhi del Luogotenente, che si sent rinascere. Si volt gettando un'occhiata attorno e pensando che forse era l'ultima sera che avrebbe trascorso in quella triste citt.
Quando?
Ieri".
Hai gi fatto partire la richiesta?
Ancora no, prima volevo accertarmi di persona che avresti accettato. Non ti avrei mai fatto arrivare un trasferimento senza chiedertelo".
Grazie".
Bene allora, andiamocene a casa tua. Io riparto domani mattina, e ora sono distrutto, non so quanti voli ho preso oggi. Ti racconto tutto l".

2. Organizzazione e contatti dell'operazione.

2,01. Roma, Italia, 4 aprile 2007, ore 11,40
Universit La Sapienza, Dipartimento di Scienze dell'antichit, aula di Lingue e civilt dell'Anatolia antica.

...e quindi, in conclusione, possiamo affermare che la conquista della civilt fu una fase molto complessa, il risultato dell'interazione di molteplici trasformazioni, ma questo lo vedremo in seguito".
La voce di Lisa, amplificata dal microfono, risuonava nell'enorme aula ad anfiteatro. Quella mattina era stracolma, oltre alle trecentocinquanta poltrone gremite, alcuni ragazzi sedevano sulle scale ai lati e al centro della gradinata.
Lisa termin la lezione. Era esausta e felice al tempo stesso. Affrontare argomenti come le prime civilt suscitava sempre un'incredibile interesse, e da l nascevano gli infiniti quesiti che le ponevano i ragazzi del primo anno.
Aveva il dono di saper esporre in maniera semplice e accattivante argomenti difficili. Tutti gli studenti pendevano dalle sue labbra e Lisa era entusiasta di trasmettere loro quella curiosit che poi si sarebbe trasformata in passione, e a volte, a dire il vero, anche in ossessione. Esponeva gli eventi utilizzando video, carte e grafici. Era un'ottima insegnante e non per caso la sua aula era sempre affollata di ragazzi.
Riordin la cattedra, spense il proiettore e ripose infine nel cassetto il telecomando del video. Lanci un'occhiata verso la porta dove si era creata una coda per uscire.
Passarono alcuni minuti prima che si potesse intravedere l'uscita.
Era contenta di aver concluso il corso. L'indomani avrebbe dovuto esaminare gli studenti della sessione precedente, poi avrebbe avuto un periodo tranquillo prima di ricominciare con le lezioni del secondo corso.
Qualche tocco rapido e veloce sulla porta l'avvis dell'arrivo di qualcuno. Si volt per vedere chi fosse e con grande piacere riconobbe il Rettore dell'universit. In attesa di un suo cenno, lo accolse con un sorriso.
Buongiorno Rettore, a cosa debbo l'onore?
Lisa cara, l'onore  sempre il mio quando ti vedo rispose in tono cordiale.
Era un uomo difficile, severo ed esigente, poco amato dai docenti, ma decisamente brillante e anche abbastanza giovane per ricoprire quella carica. A Lisa faceva sempre piacere scambiare due chiacchiere con lui. Era un Rettore presente, conosceva tutte le problematiche dell'insegnamento, della gestione di un ateneo e della didattica. Inoltre era un costante promotore di nuove esperienze, progetti e ricerche che avevano fatto compiere all'universit un salto di qualit notevole, consentendole di diventare uno dei centri di ricerca pi avanzati in tutta Europa. Pur possedendo una corporatura appesantita dai chili di troppo, era un uomo di piacevole aspetto. I capelli un tempo biondi si erano sbiaditi prematuramente fino a divenire sottili fili d'argento e fra le sopracciglia molto arcuate ancora spuntavano peli biondi che contornavano gli occhi grigi.
Grazie,  sempre molto gentile, cosa posso fare per lei? chiese Lisa raggiungendolo verso la porta.
Dunque, non saprei spiegartelo con precisione, per ho ricevuto una e-mail da un corpo dell'esercito che francamente non conosco, in cui mi si chiede la collaborazione a un certo progetto". s'interruppe rendendosi conto di quanto fosse poco chiaro ci che aveva appena detto la lettera  molto vaga, ma ormai dovresti conoscermi, l'idea mi incuriosisce. Collaborare con loro significherebbe mettere lo zampino su documenti o luoghi proibiti a noi comuni mortali. Ho un colloquio domani mattina con un Tenente, vorrei che tu fossi presente".
Lisa pens immediatamente ai suoi impegni e rispose: Oh Rettore sono spiacente, ma domani mattina dovr tenere gli esami del secondo anno.
Accidenti! Sbuff arruffando le sue sopracciglia argentate.
Per se riesco a trovare un attimo la raggiungo, prov Lisa a rimediare mi dispiace ma non posso proprio lasciare i ragazzi da soli e neanche rimandare gli esami, sarebbe davvero antipatico, hanno studiato molto e non lo trovo corretto. Quando avr finito verr da lei. Se il Tenente sar gi andato via, mi spiegher la situazione, poi me ne occuper io".
Si erano avviati verso l'uscita, il Rettore camminava in silenzio accanto a lei con il suo pancione prominente che oscillava a ogni passo. Probabilmente il suo pregevole cervello star trovando altre soluzioni, pens Lisa. Passarono attraverso il corridoio, il Professore si ferm osservandola distrattamente.
Se ne occuper lei? chiese quasi ripetendolo a se stesso.
Si".
No Lisa, credo che la faccenda sia pi complessa. Questa persona mi ha chiesto un colloquio privato per illustrarmi il progetto ma, da quanto ho capito, vorrebbe del personale alle sue dipendenze. Mi mander un suo subordinato, un certo Tenente Crini. Per quello che sar possibile, ci spiegher approssimativamente in cosa consiste la collaborazione. Qualora valutasse positivamente le nostre competenze, comunicher parte del progetto soltanto al personale di cui avr bisogno".
Come alle sue dipendenze? E poi che tipo di personale? Docenti? Ricercatori?
Non lo so, facciamo cos, io parlo con lui, poi se il gioco vale la candela tu lasci tutto quello che stai facendo e vieni da me".
Ma Rettore, gli esami?! Controbatt Lisa allibita credendo di aver superato la questione.
Ah non mi interessa, promuovili tutti, fai quello che vuoi, ma tu devi essere presente! rispose iniziando ad alterare il tono della sua voce.
Alcuni studenti che passavano di l la salutarono, Lisa sper che non avessero ascoltato le parole del Rettore.
Ma come promuoverli tutti! lo riprese a bassa voce. Era decisamente sorpresa, non riusciva a comprendere la questione ma di certo non sarebbe stato possibile agire come lui le suggeriva.
Lisa, non sono arrivato fin dove sono ora per niente, ho un grande intuito e sono convinto che questa possa essere un'ottima occasione per il nostro ateneo, non posso lasciarmela scappare! Il Professore tir fuori dal taschino un fazzoletto e se lo tampon sulla fronte per asciugare il sudore. E ti prego, ovviamente, di non parlarne con nessuno".
Certo Rettore Lisa osserv la tensione sul volto del suo interlocutore. Il fiuto del Professore era ormai noto in tutto il mondo accademico e il loro lavoro aveva bisogno anche di questo: un affinato senso dell'intuito e una gran fortuna.
Devo trovare una soluzione per i miei ragazzi, prese un attimo di tempo per cercare un'alternativa in qualche modo far, ci devo pensare".
Brava ragazza, cos ti voglio sentir parlare!
Lo sa Rettore che mi  sempre stato impossibile negarle qualcosa, d'altronde lei  il primo a prodigarsi per noi docenti. Mi far venire in mente qualche idea, magari preparer dei test scritti, sicuramente impiegher meno tempo si pass una mano fra i capelli, riflettendo sul da farsi.
A che ora  l'incontro?
Alle 11,00".
Credo di farcela, gli appelli iniziano alle 8,00, devo solo sbrigarmi a preparare i test, va bene Rettore a domani concluse in tono deciso.
Il Rettore le fece un baciamano, era sempre molto galante e aveva un atteggiamento particolare nei suoi confronti rispetto agli altri docenti. Lisa sapeva di essere la sua beniamina, ma sapeva anche di esserselo ampiamente meritato.

2,02. Roma, Italia, 4 aprile 2007, ore 18,20
Casa di Lisa.

Percorse il breve tragitto che faceva ogni giorno per arrivare al suo appartamento. Quando rientr, il suo cagnolino le venne incontro facendole le feste: Roky era la sua unica compagnia, il suo unico inquilino.
Il lavoro che svolgeva, spesso la portava lontano da casa per lungo tempo. Il suo stile di vita le aveva reso impossibile mantenere una qualunque relazione sentimentale o qualunque altro tipo di rapporto personale. Di questo ne soffriva. Spesso, sulla strada del rientro, veniva colta da un senso di tristezza all'idea di non aver nessuno dentro casa ad attenderla. Eppure non si perdeva d'animo. Tutto sommato, pur sentendo la mancanza di qualcuno a cui raccontare la sua giornata, era consapevole di aver compiuto una precisa scelta professionale. Forse, se avesse avuto dei rapporti pi sereni con la sua famiglia, non avrebbe patito la solitudine.
Il suo appartamento, molto gradevole, era ampio e luminoso, rifinito con boiseries e librerie in noce che ospitavano centinaia di preziosissimi testi. L'ingresso era delimitato da una scaffalatura grigliata, anch'essa di legno, sulla quale erano disposte due piante dai lunghi rami cascanti, ricchi di foglie verdi e alcune coppe d'argento. Oltre la griglia, si apriva un enorme salone dove un ampio tappeto persiano dai colori caldi ricopriva buona parte del parquet chiaro. L'ambiente era impreziosito da mobili d'antiquariato e quadri antichi che gli conferivano un aspetto ancor pi elegante.
Le camere da letto e i bagni, arredati sempre con accuratezza, si trovavano oltre un corridoio luminoso che partiva dal salone. La cucina invece era modernissima, completamente ricoperta di marmo bianco e acciaio. Tutto in quella casa decantava classe e raffinatezza, rispecchiando in pieno la personalit di Lisa.
La donna pass gran parte della serata a preparare l'esame. Riprese in mano l'intera dispensa che aveva consegnato ai suoi studenti e cominci a rileggerla. Struttur il test in modo da ottenere delle risposte che le avrebbero fatto capire chi davvero aveva compreso la sua materia.
Dopo qualche ora si ritenne soddisfatta, certa anche del fatto che i suoi ragazzi nell'apprendere che l'esame non sarebbe stato orale avrebbero fatto i salti di gioia.
And a dormire, si sentiva esausta. Il suo cagnolino la segu fedele accomodandosi nella sua cuccetta collocata ai piedi del letto.
La mattina seguente Lisa, come al solito, non sent la sveglia, e inizi la sua corsa per rincorrere il tempo.
Gli esami! Accidenti anche questa mattina dovevo fare tardi?
Sbrig tutto il prima possibile, si lav, si pass velocemente un filo di trucco, leg i suoi lunghi capelli in un veloce chignon, indoss un completo nero, pantaloni aderenti, giacca avvitata e camicetta bianca. Mise una delicata collana di corallo rosa e dei piccoli orecchini anch'essi dello stesso corallo. L'aspetto era gradevole, salt la colazione, diede da mangiare a Roky, poi prese la sua borsa, la cartella degli esami e scapp all'universit.

2,03. Roma, Italia, 5 aprile 2007, ore 8,07
Universit La Sapienza.

Riusc ad arrivare in tempo. Appena spieg ai ragazzi il cambiamento della modalit dell'esame, risuonarono nell'aula urla di gioia. Inizi il test velocemente, consegn a tutti le domande e ritorn alla cattedra. Una rapida occhiata all'orologio la rassicur, aveva ancora un'ora e mezza, se i ragazzi non avessero tardato avrebbe raggiunto il Rettore nei tempi stabiliti.

2,04. Roma, Italia, 5 aprile 2007, ore 9,30
Nuovo Centro Direzionale.

Kk si trovava nel suo ufficio in attesa del Tenente Crini, un giovane ufficiale che da poco gli avevano affiancato al NCD.
Avrebbe mandato lui all'incontro col Rettore, non poteva assolutamente rischiare mandando uno dei ragazzi del GIS, loro dovevano rimanere sotto copertura. Ovviamente neanche lui poteva farsi vedere fino a quando la dottoressa non avesse accettato.
Ripens mentalmente a tutto ci che aveva ideato, ogni storia doveva essere ben raccontata. Non aveva a che fare con quattro scemi. Doveva rendere credibile il progetto agli occhi del Rettore dell'universit, un uomo incredibile - come aveva letto nel suo dossier - una delle teste italiane pi brillanti nonch innovatore, ricercatore e ideatore di nuovi progetti. Da qui era nata la sua ispirazione. Inoltre, non era del tutto un bluff. Non era escluso che poi, alla fine di quella storia, il taccuino sarebbe potuto passare nelle mani dell'universit. Sicuramente da quell'affare non ci avrebbe rimesso il Rettore. Doveva solo fare chiarezza, pensare bene a cosa poteva dire per convincerlo.
La porta era aperta, il Tenente Crini si affacci.
Comandi Colonnello".
Accomodati disse indicando la sedia di fronte a lui.
Il Tenente Crini aveva fatto di tutto per poter entrare nel corpo dei paracadutisti dell'esercito, La Folgore, ma non era mai riuscito a superare le prove. Cos, aveva scelto di entrare nell'arma delle trasmissioni. Dopo il primo periodo di comando obbligatorio, Crini era stato assegnato a quell'ufficio. Le mansioni che avrebbe dovuto svolgere erano ancora poco chiare, ma quando comprese che avrebbe collaborato con il Comandante del GIS in persona aveva provato la gioia pi intensa della sua vita. Erano mesi che aspettava di conoscerlo e proprio quel giorno il momento tanto atteso era giunto.
Crini, esord il Comandante prendendo tempo per studiare bene chi aveva di fronte e attese che il Tenente si accomodasse sembra che durante le ultime esercitazioni a Formello alcuni ragazzi abbiano trovato una sorta di galleria. In questo momento non saprei spiegartelo con precisione, ma sembra che dentro ci siano dei sepolcri. Hanno anche trovato reperti di varia natura. Tu sai che noi non vogliamo grane con le belle arti vero?
Certo Comandante rispose con un pizzico di enfasi in pi il giovane Tenente, tradendo un po' di emozione. Stare di fronte a quell'uomo avrebbe agitato chiunque.
Bene rispose Kk.
Formello? Potrebbero essere dei sepolcri etruschi? Esord il ragazzo che non riusc a trattenere sul viso un'espressione di felicit per quell'intuizione che orgogliosamente gli aveva fatto sfoderare una certa cultura davanti al suo Comandante.
S,  probabile, lo assecond ieri ho contattato il Rettore dell'Universit La Sapienza. Ho bisogno di qualcuno che venga a dare un'occhiata ma, come ovviamente sai, non  possibile introdurre un civile all'interno di quelle zone".
Certamente, non pu entrare nessuno l afferm Crini nel tentativo continuo di farsi apprezzare.
E certamente, l non faremo entrare nessuno gli rifece l'eco Kk ma sarei pi tranquillo se anche i reperti non viaggiassero, quindi l'unica soluzione  quella di ospitare da qualche parte questo perito mentre li esamina e sarebbe il caso di farlo nella pi totale discrezione, mi spiego Crini?
Si Colonnello, ma se il perito non pu accedere ai campi di Formello, come fa a vedere i reperti?
Parte di quei reperti li ho requisiti!
Giusto! Un barlume di legalit poi attravers la sua espressione.
Ma non si possono togliere i reperti dalla scena! Disse con fare preoccupato iniziando ad agitarsi.
Crini, non  una scena del crimine e non stiamo chiamando la scientifica, lo guard perplesso Kk ho tolto semplicemente dei vecchi vasi, non  cos grave, d'altronde se l non ci pu entrare nessun civile che facciamo? Il Colonnello trovava divertente burlarsi del Tenente, si guard intorno come se forse poteva esserci qualche ficcanaso che stava origliando il loro dialogo. Abbass il tono della voce e intuendo in lui giovani sentimenti patriottici disse:
Non possiamo mica mettere a rischio la sicurezza nazionale permettendo a chiss chi di entrare nella nostra roccaforte? Aveva colpito! Si accorse dalle espressioni del ragazzo che aveva fatto centro. Il giovane si raddrizz, mento in alto e spalle dritte, la bocca prese una piega curiosa all'ingi.
Giusto! disse con voce decisa.
Mentre parlava, Kk assumeva un tono sempre pi austero e solenne.
Ma mio caro giovane soldato non possiamo neanche privare l'umanit di questa clamorosa scoperta storica! Giusto? sbatt la mano sulla scrivania.
Giusto!
Quindi non siamo tenuti a dire al Rettore dove dovr andare il perito che si occuper del caso, giusto? riprese poi Kk in tono normale.
Giusto!
Dopodich, una volta che ci verr fornita una perizia, allora e solo allora, renderemo nota a tutti la scoperta e vedremo come comportarci. Probabilmente cederemo una parte del campo alle belle arti, ma fin quando non avremo in mano una relazione dettagliata di ci che abbiamo tra le mani, non proferire parola con nessuno. In caso contrario, il sito potrebbe essere saccheggiato e noi accusati di sottrazione indebita di beni storici".
Comandante, se mi posso permettere, ha trovato un'ottima soluzione! Crini parlava in maniera sempre pi esaltata.
Bene ragazzo, bene! Per ora  importante stabilire ci che devi dire al Rettore, quindi ascoltami con attenzione".
Certo!
Non devi assolutamente raccontare del sito, n dove si trova, devi solo chiedere la collaborazione del loro massimo esperto in materia. La pi competente  la dottoressa Dell'Oro, quindi se ti rifilano qualcun altro rifiuta. Gli devi dire che sono in gioco importanti questioni militari e che verranno messi al corrente del progetto soltanto coloro che seguiranno direttamente il caso. Alla fine del lavoro, ricompenseremo l'universit con alcuni dei nostri preziosi reperti".
Giusto comment il Tenente.
Inoltre, la dottoressa dovr fare i bagagli in fretta e trasferirsi in una localit segreta per un tempo indeterminato. Lo devi convincere. Trova le parole giuste ma devi ritornare da me che hai ottenuto la collaborazione di quella dottoressa. Se proprio vedi che non riesci a persuaderli, d al Rettore questa parola: Beyky. Nient'altro. Vedrai che avr un sussulto e rischier di svenire, fidati".
E cos' questa parola? Beyky?
 incisa su uno di quei reperti, per loro vorr dire qualcosa, che dici? Ment.
S, s, certo! Ok Colonnello, vado, l'ammazzo e torno! disse quasi emozionandosi.
Ok soldato! Combatti e vinci! rispose Kk alzando una mano chiusa a pugno, imitando gli atteggiamenti camerateschi.
Ok! Combatter per lei!
Oddio non se ne va pi, pens Kk.
E vai!!!
Il Tenente gir i tacchi e usc dall'ufficio pronto ad affrontare la sua missione.
Kk si lasci andare sullo schienale della poltrona. Da quando era diventato Comandante del GIS aveva perso la sua privilegiata condizione di riservatezza. Ormai ricopriva quel dannato ruolo di comando e aveva da tempo constatato come la gente, ma anche i militari, tendessero a mitizzarlo. Spesso si trovava di fronte del personale che lo identificava come un super eroe senza avere la pi pallida idea sui compromessi che un Colonnello doveva affrontare ogni singolo istante della propria vita.
In ogni caso, il giovane Tenente era l'uomo giusto per quel compito. Il Colonnello ha giocato sull'entusiasmo ingenuo del suo carattere per ottenere ci che voleva. Era certo che avrebbe avuto successo. In cuor suo, sperava che nel giro di pochi giorni la dottoressa avrebbe iniziato a lavorare per la sua causa.

2,05. Roma, Italia, 5 aprile 2007, ore 11,00
Universit La Sapienza, ufficio del Rettore.

Il cicalino del telefono avvis che il Tenente era arrivato.
Scortato dall'assistente del Rettore entr nell'ufficio.
La sua uniforme risaltava in quell'ambiente incutendo una certa soggezione. Subito dopo arriv Lisa con il suo ritardo cronico, non era ancora riuscita a recuperare il suo rapporto sfortunato nei confronti del tempo.
Dopo i saluti e le presentazioni di rito, presero posto sul comodo divano grigio dell'ufficio del Rettore.
Bene Tenente, la prego, mi esponga il progetto".
Rettore come lei sa purtroppo non potr dirle molto. Cercher, per quanto mi sia possibile, di spiegarvi perch abbiamo bisogno di voi".
Il Rettore era impaziente, Lisa invece trovava la questione molto ambigua.
Cominci la prego lo esort.
Siamo in possesso di alcuni reperti molto particolari, materiale che ha visto la luce solo pochi giorni fa. Ovviamente non siamo in grado di fare una perizia attendibile ma sappiamo che lei, nel suo ateneo, ha uno degli esperti pi titolati nel campo. Pertanto sono qui a richiedere ufficialmente la collaborazione della dottoressa Dell'Oro".
Lisa nel sentir pronunciare il suo nome quasi sussult, mentre il Rettore rimase allibito. Non aveva capito niente. Il Tenente era stato troppo elusivo.
Tutto qui?
Purtroppo si,  tutto qui".
Ma lei capisce che  impossibile per me acconsentire. Sa quanta gente ogni giorno viene a chiedere il nostro parere per residui di terracotta che magari erano appartenuti al vaso della nonna, o ossa che pensano siano di dinosauri? Ha idea di quante bufale dobbiamo schivare oppure quanti mitomani esistano?
Beh Rettore io la comprendo certamente, per chi le chiede collaborazione non  un cittadino qualunque,  l'Esercito italiano. Crede davvero che noi possiamo mettere in piedi un progetto basato sul vaso della nonna?
Il Rettore si sofferm a pensare.
No certo, lei ha ragione Tenente, ma sono pur sempre il Rettore di questo ateneo e non posso prendere decisioni alla cieca, mettendo a rischio la reputazione del nostro ateneo".
Le posso garantire che quello di cui noi abbiamo bisogno non intaccher in alcun modo la vostra reputazione, si tratta semplicemente di analizzare dei reperti e rilasciarci una perizia".
Il Rettore non sembrava affatto convinto.
Ho in mano un certificato di propriet a nome del vostro ateneo, dopo la perizia, parte del materiale esaminato diventer vostro continu il Tenente.
Il Rettore cominci ad agitarsi incrociando le gambe prima in un modo poi nell'altro.
Per, non perdete tempo eh? Siete cos sicuri che accetter?
Non  questo Rettore, in realt siamo messi alle strette con le tempistiche, ma se voi non accetterete saremo costretti a rivolgerci all'Universit di Napoli, anche se sappiamo perfettamente che la vostra docente  sicuramente la pi preparata".
Su questo non ci sono dubbi! il Rettore si alz, fece un giro nella stanza, era molto combattuto.
Lisa, che ne pensi?
Rettore non sono in grado di darle un parere, credo comunque che se veramente qualche reperto arrivasse all'universit sarebbe importante per i nostri allievi. Per non sappiamo di cosa si tratti effettivamente... L'esercito chiede la nostra collaborazione".
Non la nostra Lisa, la tua!
Si infatti, questo passaggio mi  ancora oscuro, per non mi tiro indietro. Se lei accetter, sar ben lieta di partecipare a questo fantomatico progetto".
Senta Tenente mi lasci pensare qualche giorno, non vorrei pentirmi della decisione presa disse il Rettore.
Mi dispiace ma questo non  possibile, ho l'ordine di andare direttamente a Napoli se non ottengo una risposta positiva da voi". Rispose il Tenente negando con il capo.
Le posso solo confidare una cosa, aggiunse vedendo che il Rettore non si smuoveva ma la prego in nome della sicurezza nazionale di non riferire ci che sto per dirle". Il Rettore lo guard incuriosito e in parte anche spaventato.
Il Tenente, come aveva fatto il suo Comandante, volt il capo di qua e di l, guardandosi intorno con fare da cospiratore.
Beyky sussurr.
Ud i due professori esclamare in coro: Ccosa?!
Il Rettore, come aveva predetto il Tenente Colonnello, sgran gli occhi e sobbalz. In effetti era andato tutto come previsto. Aveva gestito la discussione come programmato e probabilmente stava riuscendo nel suo intento.
Ancora una volta si guard in giro e ripet: Beyky.
Beyky? Fece Lisa stupefatta, quello era un sito archeologico che si trovava in Turchia, che cosa c'entrava?
Si dottoressa, ha capito bene, ora vi prego di darmi una risposta".
Il Rettore e la sua docente si guardarono stupiti, poi l'istinto e la curiosit del Rettore prevalse.
Ok Tenente, accetto!
Bene vi ringrazio, ma devo aggiungere un particolare: la dottoressa dovr partire subito e non sar reperibile da nessuno fin quando non avr concluso il suo lavoro. Dopodich potr riprendere la sua vita normale". Detto questo, si alz, salut rapidamente e usc dall'ufficio del Rettore.
Lisa e il Professore rimasero in silenzio per alcuni minuti.
Beyky? Ha sentito Rettore? Forse non  chiaro neanche al Tenente cosa devo fare".
Infatti, lo penso anch'io, ma d'altronde nell'esercito esiste un livello di informazioni a comparti stagni e solamente in pochi conoscono dettagliatamente gli ordini. Questo permette al personale di lavorare senza mandare all'aria i loro piani nel caso ci fosse una divulgazione impropria d'informazioni".
Entr la segretaria con il caff. L'anziana signora, avvertendo la tensione nell'aria, prefer lasciare il vassoio sopra la scrivania del Rettore e defilarsi all'istante. Lasci passare qualche attimo mentre i loro cervelli ragionavano, poi Lisa si alz per zuccherarlo e servirlo.
Il tintinnio del cucchiaino sembr riscuotere il Professore.
Gli ho detto di si! ribad sorpreso il Rettore sorseggiando la bevanda bollente.
Si! rispose Lisa Ma sono convinta che ha fatto bene, e comunque sono certa che se fossero andati all'Universit di Napoli si sarebbe mangiato le mani!
A cara Lisa su questo ne puoi star certa, sono anni che siamo in competizione con loro! Ma si, sono convinto che il mio istinto non fallir neanche questa volta".
Bene Rettore, ora vado a concludere la seconda sessione d'esami, poi come ha detto il Tenente andr a casa in attesa delle loro disposizioni".
Si d'accordo, e come la mettiamo qui con la tua assenza?
Ma per quanto riguarda le lezioni mi pu sostituire il Professor Lorenzetti. Per quanto concerne la motivazione direi forse che un problema di famiglia mi ha costretto a una partenza improvvisa. Che ne pensa, potrebbe andare?
Si certamente, prenderai un periodo d'aspettativa e far in modo che ti venga retribuito".
La ringrazio Rettore, io ora andrei, arrivederci Lisa usc dalla stanza con la testa in subbuglio.

2,06. Roma, Italia, 5 aprile 2007, ore 13,30
Nuovo Centro Direzionale.

Il Tenente Crini entr in tutta fretta dentro l'ufficio del suo Comandante.
Colonnello, sono gi tornato! Kk alz gli occhi dai documenti che uscivano a raffica dalla stampante. Colse all'istante sulle sue labbra l'ombra di un sorriso d'orgoglio trattenuto, poi torn ai suoi documenti. Ci volle qualche minuto prima che rispondesse al ragazzo e qualche colpetto di tosse per richiamare la sua attenzione.
Ottimo ragazzo! Hanno accettato? Fu costretto a chiedere pur avendolo gi inteso.
Sicuro Comandante, ho fatto esattamente come lei mi ha detto, e tutto  filato come previsto dai nostri piani! nostri? Pens Kk, quel povero Tenente non aveva capito fino a che punto era stato raggirato. Prov un po' di dispiacere, ma quello era il suo lavoro e spesso doveva passare sopra gli altri come un carro armato, senza rispetto, talvolta mortificando anche il proprio onore.
Mi congratulo Tenente, mi hai risolto davvero una grana! Ora mi metter in contatto direttamente io con loro, grazie ancora". Cos dicendo conged l'ufficiale che invece rimase l in attesa forse di qualche altro complimento.
Kk prese i fogli dalla stampante, lanci un'occhiata verso la porta, il Tenente ancora non si muoveva. Lo guard in faccia e rimase per qualche istante a pensare qual'era il miglior modo di levarselo dai piedi.
Credo proprio che tu ti sia meritato un elogio, ti sei decisamente distinto per le tue qualit gestionali. Ti sei adoperato senza risparmiarti evidenziando rare doti ragazzo mio, spero ne sarai soddisfatto disse avendo finalmente trovato la soluzione. Il viso del Tenente s'illumin.
Grazie Comandante, grazie, ma per la nostra Patria e per lei questo e altro!
Ben detto Tenente, ben detto, ora vai! Che fai mi cominci a poltrire?
Vado, certamente! Mai perder tempo! Finalmente usc.
Certe volte  davvero faticoso trattare con i militari, pens!
Dal cassetto della scrivania tir fuori una delle cartelle dell'esercito e vi introdusse ci che aveva stampato. Poi sfil il CD da cui aveva estrapolato quei file dal lettore e lo mise nella giacca mimetica. Infine s'incammin verso l'uscita, diretto alla Caserma di appoggio del GIS.

2,07. Roma, Italia, 5 aprile 2007, ore 14,30
Caserma di appoggio del GIS Andrea Dori.

Dopo circa venti minuti era giunto nell'altro ufficio. Chiam il Maresciallo Pedonti e nell'attesa rilesse quei fogli che avrebbe mandato alla dottoressa: erano semplicemente delle poesie in lingua curda. Non comprendeva tutto, forse non era il curdo attuale ma qualche versione pi arcaica di quella che aveva imparato lui.
Aveva trovato quelle poesie sempre nel taccuino di Al, probabilmente lui, o chi aveva raccolto tutti quei fogli e quelle trascrizioni, era un amante delle poesie. Alcune erano molto belle, e soprattutto le trovava adatte per ci che voleva fare, anzi, per dir la verit, le aveva adattate ai suoi scopi. Un requisito necessario per quell'incarico era conoscere il turco e meglio ancora il curdo. Il taccuino, oltre a una serie di segni indecifrabili e incomprensibili per un comune mortale, era continuamente segnato da note e appunti in entrambe le lingue.
In effetti aveva intenzione di mettere alla prova la dottoressa per saggiare soprattutto il suo livello di conoscenza del curdo. Pertanto aveva modificato qualche parola qua e l. Una cosa era essere un'esperta nelle antiche civilt orientali, un'altra era conoscere a fondo quella lingua. Sentiva su di s una grande responsabilit e quindi, prima di dare il via al piano, voleva constatare direttamente le capacit del personale coinvolto. Era un progetto rischioso, e soprattutto da quel taccuino dipendeva la vita del suo amico.
Co... co...mandi Co... co...lonn! Entr Pedonti con la mano sul basco. Kk chiuse la cartella e la porse al Maresciallo.
Ti ricordi di quel dossier che ti ho fatto leggere? Quello sulla dottoressa Dell'Oro?
Certo".
Bene, vai da lei e consegnale questa, mi deve tradurre questi fogli, quando avr terminato me li deve inviare via e-mail".
P... poi? C... cosa dovr fa... fa... re? il Maresciallo prese la cartellina.
Poi vedr, se ci impiega poco tempo e tradurr correttamente sta roba, l'andiamo a prendere subito e la portiamo al circolo degli anziani. Ho pensato che l riusciremo a organizzarci tranquillamente, sia per gli alloggi che per le guardie, sei d'accordo?
Pedonti si gratt con l'indice fra gli occhi, un gesto abituale che spesso faceva quando rifletteva.
S... s credo che poss... sa andare, far un controllo su chi attualmente ci vive, organizzo dei turni di guardia di sei uomini, cos li posiziono in coppia sulle tre uscite".
Ok, verifica anche se ci sono dei passaggi pedonali, tieni il circolo sotto sorveglianza gi da ora e controlla ogni movimento tutti quelli che ci lavorano. Voglio sapere vita morte e miracoli su ognuno di questi".
Ok rispose il Maresciallo dopo aver memorizzato tutte le disposizioni ricevute.
Ho parlato con il Generale De Martino prosegu Kk mi ha gi messo a disposizione due appartamenti attigui. Controllane l'ubicazione, non voglio avere finestre che diano sulle strade esterne. Scatena i ragazzi, l dentro voglio un impianto satellitare, computer e tutto il solito".
Ok Comandante, se non c' altro vado!
Not che quando Pedonti entrava in azione smetteva di balbettare.
Vai! dopo aver lasciato ordini per tutti, Kk si alz e si avvi anche lui verso l'uscita, diretto all'aeroporto militare di Ciampino. Tra qualche ora sarebbe atterrato a Palermo. Dopo oltre dieci anni era stato intercettato un boss mafioso, un superlatitante di massima pericolosit che comandava sull'intera provincia di Agrigento. Nella notte, una squadra del GIS avrebbe fatto irruzione all'interno del suo covo.

2,08. Roma, Italia, 5 aprile 2007, ore 17,00
Universit La Sapienza, ufficio di Lisa.

La giornata non sembrava finire pi, dopo gli esami and nel suo ufficio a sbrigare le pratiche pi urgenti.
Per tutto quel tempo la parola pronunciata dal Tenente rimbombava nella sua testa.
Beyky, ma che accidenti c'entrava? Eppure, sorrise fra s, le era bastata solo quella semplice parola per scatenare tutto il suo interesse. Beyky era il nome del sito in cui aveva lavorato sei anni prima. Era certa che quella parola fosse stata detta ad arte per far arrivare il messaggio soltanto agli esperti del settore, senza che il Tenente se ne rendesse conto. Tuttavia, il discorso che aveva proferito l'ufficiale, li aveva indotti a pensare a qualche ritrovamento in zona, non certo in Turchia.
In ogni caso, tra qualche ora, avrebbe avuto maggiori informazioni su questa misteriosa richiesta.

2,09. Roma, Italia, 5 aprile 2007, ore 19,00
Casa di Lisa.

Nel pomeriggio torn verso il suo appartamento e sotto al portone del palazzo trov ad attenderla una macchina militare. Come fu vista arrivare un uomo in divisa usc e le si par davanti. Lisa, un po' sovrappensiero fece un balzo indietro, sent quell'uomo scusarsi.
Mi mi mi dispiace dott... oressa, non volevo spaventarla teneva in mano una cartella grigia.
Le devo consegnare questa, gliela manda il Co... co...lonne...llo Roci, il coordinatore del progetto Lisa allung la mano per prendere quella cartella in cui sopra c'era stampato il marchio dello Stato.
Le parve strano sentire quell'uomo che balbettava, era una specie di montagna di muscoli, basso e tarchiato, con il viso spigoloso e il naso schiacciato come un ex pugile.
Mi scusi non mi sono presentato, sono il Maresciallo Pedonti s'impett tutto e alz la mano sul basco.
Buongiorno Maresciallo, suppongo che lei invece sappia chi sono, giusto?
Certamente dottoressa".
Beh francamente non so come faccia a saperlo visto che  la prima volta che ci vediamo, comunque cosa c' qui dentro?
Il Co... lo...nnell...lo vuole che lei traduca questi documenti, una volta fatto, avr nuove disposizioni". Il Maresciallo continuava a parlare rimanendo esattamente nella posizione in cui l'aveva salutata: con il capo immobile, fissava dietro le sue spalle tanto che a un certo punto Lisa si volt per cercare di capire cosa stesse osservando. Non vedendo nulla, ritorn a guardare l'uomo-statua.
Quando avr terminato le traduzioni le pu inviare alla e-mail che trover dentro la cartella, poi dovr attendere".
Nuove disposizioni! termin Lisa. Sembrava una caccia al tesoro. Erano buffi questi militari, si prendevano molto sul serio. Lisa pass una mano davanti agli occhi dell'uomo, nemmeno un battito di ciglia alter la sua espressione.
Bene dottoressa, il Colonnello attende con molta premura, arrivederci! Concluse bruscamente il Maresciallo, evidentemente infastidito.
Arrivederci fece Lisa incamminandosi verso l'atrio del palazzo. Entrata in casa, and spedita verso il suo studio. Si accomod davanti alla sua antica scrivania in ciliegio, accese il suo computer e apr la cartelletta consegnata dal Maresciallo.
Osserv quei fogli un po' perplessa: c'erano delle poesie. strano, pens, per un'operazione militare! Scoprendole intense, le lesse con piacere. Fu colta poi da un vago senso di ricordo. Le vennero spontanee sulle labbra le parole che andavano a completare alcuni di quei versi. Le conosco! Dove le ho sentite? Ma non riusciva a rammentare. Improvvisamente, si alz, e arrivata davanti alla libreria dello studio, sfil molti testi in cerca di quella risposta, ma non riusc a trovare nulla che appagasse la sua curiosit. Con un pizzico di fastidio decise di lasciar stare e di non perdere ulteriore tempo.
Si rimise a lavoro. In alcune righe trov dei termini strani, inusuali. Comprese subito che la forma lessicale si differenziava da quella in uso attuale ma conoscendo ogni sfumatura di quella lingua non ebbe alcun tipo di problema.
Apr la sua posta elettronica e quasi simultaneamente alla lettura scriveva traducendo in italiano. Nel giro di trenta minuti aveva terminato. Invi la mail all'indirizzo scritto all'interno della cartella. Ma che senso aveva tutto questo? Perch le avevano chiesto una cosa simile?
Quei versi, la musicalit di quella lingua, le fecero provare una sensazione di nostalgia.
Aver ripreso in mano alcuni libri, sfogliare i suoi appunti che erano scivolati fuori da un testo sugli Ittiti, la riport immediatamente al ricordo di quegli scavi in cui lei aveva lavorato. Ripens ai successi ottenuti, all'emozione unica di aver dato un valido contributo alla storia. Una collina turca dalla conformazione poco naturale aveva destato la curiosit di molti studiosi, primo fra tutti, il suo Rettore. Quest'ultimo in qualit di coordinatore scientifico aveva dato l'avvio alla missione archeologica coadiuvato dalle Universit di Pisa, Trieste e Roma.
Gli scavi avevano portato alla luce un ampio villaggio agricolo protetto da una cinta muraria. Al suo interno sorgeva un tempio probabilmente risalente al 1400 a.C. in cui vennero alla luce centinaia di tavolette d'argilla. Lisa arriv allo scavo per organizzare il lavoro di catalogazione di tutto quel materiale. Gi da allora era tra le assistenti predilette del Rettore. In quegli scavi per, ebbe la possibilit di misurarsi in quel mondo e grazie al suo operato riuscirono a individuare delle mura ciclopiche completamente ricoperte dalla collina. A seguito di un'indagine geomagnetica che confermava l'intuizione della brillante dottoressa Lisa, si guadagn il rispetto dei pi noti ittitologi del mondo. Erano trascorsi sei anni da allora. Aveva prodotto una discreta quantit di pubblicazioni scientifiche a seguito di quell'esperienza dedicandosi poi allo studio della religione, dei culti e dei riti di quel popolo.
Inevitabilmente i suoi ricordi riaccesero lo sguardo vivo di quell'uomo dagli occhi magnetici che sarebbe rimasto nei suoi sogni per tante notti.
Lisa era la responsabile dell'equipe romana. Gli scavi erano sotto strettissima sorveglianza, vi erano delle guardie ogni 20 metri pronte a entrare in azione verso chiunque avesse oltrepassato i limiti stabiliti. Piccole scoperte quotidiane rendevano la vita degli scavi meno faticosa. E proprio durante quella giornata si riteneva molto fortunata, era stato da poco ritrovato un altro fondamentale frammento di una tavoletta ittita che andava a ricomporre un testo sulla realizzazione di particolari carri da guerra.
Si ritir nella sua tenda per rinfrescarsi un attimo, era stata colta da un giramento di testa. Il sole bruciava e la terra restituiva un calore insopportabile. Entr alla ricerca di un po' di refrigerio, infinitamente accaldata, avvicinandosi al tavolino per sorseggiare il suo fresco t alla pesca si apr il primo bottone della camicetta. Il ghiaccio ancora resisteva intero dentro il bicchiere, ne prese in un pugno alcuni cubetti e se li pass strusciandoli sulla pelle dietro la nuca, sul collo, sui polsi, la pressione sembr ravvivarsi, finalmente inizi a sentire un po' di sollievo.
Si riemp la bocca della bevanda fresca, si pass il bicchiere ormai appannato sulle guance quando irruppero nella sua tenda due guardie che tenevano per le braccia un uomo sulla trentina, portava dei calzoni verde militare, una maglietta chiara, sgualcita e strappata di lato, era molto abbronzato e particolarmente affascinante, anzi decisamente bello. Una delle due guardie strillava all'uomo che cercava di mantenere un comportamento piuttosto degno, l'altra si rivolse lei.
Quest'uomo  il dottor Drenan? Lisa ebbe un attimo di esitazione.
Dottoressa, quest'uomo  il dottor Drenan? Lei lo stava aspettando? Lisa percep una supplica negli occhi dell'uomo trattenuto dalle guardie turche.
Certamente". Rispose nella loro lingua, cos senza pensarci due volte, solo l'incertezza nel suo tono l'avrebbe potuta tradire.
Dottoressa abbiamo sorpreso quest'uomo mentre si aggirava intorno allo scavo, aveva con se un'arma, per la precisione un fucile d'assalto HK416, ne  sicura?
Lisa inizi a sentirsi in pericolo, riguard l'uomo che stava l davanti a lei, aveva lo zigomo destro spaccato, solcato da un taglio profondo, una guardia gli torceva un braccio ma lui sembrava non provare alcun dolore.
Si sent percorrere da un brivido lungo tutta la schiena, sapeva che l la giustizia era in mano a quei balordi, uomini che per due soldi erano pronti a sparare e a uccidere, uomini che non conoscevano nessuna regola della civilt.
Lo sconosciuto, evidentemente sicuro che le due guardie non avessero compreso cos bene l'inglese, si rivolse a lei:
Questo scavo  enorme, stavo solamente cercando il modo di aggirarlo, ma adesso continui la sua parte altrimenti oltre a me ci andr di mezzo anche lei". La voce dell'uomo era bassa, intensa, ma il tono deciso, autoritario, non sembrava quello di un uomo impaurito. Lisa non seppe di chi aver paura, chi era il cattivo e chi il buono?
Le due guardie si indispettirono, compresero il raggiro e cos inaspettatamente uno dei due diede con il retro del fucile una botta secca sulla faccia dell'uomo che non fece in tempo a schivare il colpo e la ferita sullo zigomo si riapr cominciando a sanguinare.
Lisa si port una mano sulla bocca spaventata da quel colpo violento, d'improvviso si sent montare da una rabbia accecante e ag d'impulso.
Non capisco perch voi vi possiate permettere un simile atteggiamento! Quest'uomo  la persona pi illustre che in questo momento stia calpestando la vostra terra!  l'uomo che porter a questi scavi tutti i fondi necessari, che porter a voi fama e gloria e voi che fate? Lo accogliete in questo modo? strill contro le due guardie con un coraggio che non sapeva da dove venisse.
Le guardie rimasero attonite. Chiunque portava fondi allo scavo avrebbe garantito a loro lavoro ancora per altri anni.
Not che l'uomo cogliendo al volo l'attimo in cui i due turchi perplessi allentarono la presa, stratton il suo gomito ancora rigirato dietro la schiena. Poi si gir a fronteggiarli, sfidandoli con un'espressione insolente. A quel punto le guardie ne ebbero a sufficienza, colpiti inoltre dalle parole a dai modi della dottoressa ogni dubbio svan. Fecero infinite volte richieste di scuse. Addirittura una delle guardie fece un inchino al prigioniero e con un saluto ancora molto imbarazzato girarono i tacchi e uscirono dalla sua tenda.
Rimasti soli per un attimo si guardarono perplessi, Lisa aveva le guance in fiamme, il cuore che batteva fortissimo dentro al petto, cosa aveva combinato? Chi era quell'uomo? Adesso poteva anche sgozzarla per quanto ne sapeva, anzi era piena la zona di avventurieri in cerca di tesori da rubare, proprio negli scavi!
Quell'uomo rimaneva l a fissarla, Lisa era consapevole del suo aspetto fisico, e vestita in quel modo certo non nascondeva molto. Ma il caldo insopportabile aveva costretto l'intera equipe ad abbandonare pantaloni lunghi o camici. Aveva indosso dei pantaloni corti color kaki ma sulle sue lunghissime gambe sembravano sempre troppo corti. La camicetta bianca si era incollata al suo corpo sudato e vedendo in che modo l'uomo la stava osservando non fu difficile capire a cosa stesse pensando.
Si sent improvvisamente nuda sotto quello sguardo che scivolava lentamente gi sulle sue curve. Quell'uomo sembrava non avesse mai visto una donna in vita sua! Si sofferm sul seno, sulle sue labbra, sulle sue caviglie, cos sfacciatamente come fosse stata un'immagine di un calendario della Pirelli. Ci mancava solo che le chiedesse di fare un giro su se stessa!
Non ebbe il coraggio di muoversi, attanagliata dalla paura lo fiss negli occhi. Quando l'uomo si degn di riguardarla in faccia sembr come se finalmente gli ultimi pezzi di un puzzle ricercati nel tempo fossero andati al loro posto. Gli sguardi si incastrarono, si incollarono, Lisa avrebbe voluto abbassare gli occhi ma non ci riusciva, era imprigionata in quelle pupille scure che come due calamite la attiravano l, dentro, dietro le apparenze, oltre la conoscenza. Percep qualcosa di buono venire da quell'uomo, percep il suo calore.
Pian piano rilasci il respiro trattenuto. Forse, dopotutto, non era cos pericoloso. Tuttavia, si sent profondamente turbata, disorientata e avvert sulle guance il calore che la fece diventare in breve color rosso fiamma.
Un leggero ghigno si incurv sulle labbra dell'uomo, era quasi un sorriso ironico. Aveva forse compreso il suo turbamento? Certo era senz'altro cos! Il rossore sul suo viso non lasciava scampo all'interpretazione.
Esiste davvero questo Drenan? chiese l'uomo in inglese. La voce dello sconosciuto la riscosse dai suoi pensieri.
Assolutamente no! rispose con un filo di voce mentre lui mosse qualche passo verso la sua direzione.
Allora ti devo ringraziare, mi hai salvato la vita le disse facendo ancora qualche altro passo in avanti.
Chi sei? Chiese indietreggiando impercettibilmente, il suo cuore inizi un'accelerata vedendo lo spazio fra di loro diminuire.
Un archeologo rispose, poi fece ancora qualche altro passo verso di lei. Ormai si trovava a pochi centimetri dal suo corpo. Si avvicin e, lentamente, le tolse il bicchiere di t dalle mani continuando a fissarla. Ne bevve avidamente quasi tutto il contenuto, infine lo pos sul tavolino e la guard. Lisa fu scossa da un tremito di paura.
Grazie, io vado arrivederci disse bruscamente troncando cos su due piedi quell'incontro, anzi quell'intrusione nella sua tenda. Come se nulla fosse accaduto, si gir e fece per uscire.
No scusa... aspetta un attimo! L'uomo si arrest con un'espressione interrogativa sul volto.
Tu non sei un archeologo, e poi cosa dovrei dire alle due guardie ora?
Che ero venuto per parlare con te, per definire alcune cose e che sto perlustrando la zona qui intorno, cos se li incontro nuovamente non mi daranno fastidio".
E perch mai dovrei continuare a coprire un ladro di tombe?
Vide sul volto dell'uomo un espressione stupita.
Io non sono un ladro di tombe!
Be' ma non sei neanche un archeologo, le tue mani non hanno i calli che si formano a chi fa questo mestiere! precis indispettita Lisa.
Lui le apr stendendo le dita davanti ai suoi occhi, erano piene di escoriazioni, ferite e tagli, ma non dei tipici calli che si creano quando si scava per ore e ore nella terra.
Ho fatto in tempo a passare dalla manicure ieri, per questo non li vedi un sorriso lieve apparve sulle labbra di lei, poi cerc di riprendere un atteggiamento pi professionale, almeno quello che ci si sarebbe aspettato dalla responsabile di quel settore, che in questo caso era lei.
Io sono la responsabile qui dentro, non posso lasciarti andare cos".
L'uomo si abbass leggermente per ripassare dentro l'apertura della tenda.
Ok, non lasciarmi andare via cos! disse aprendo le braccia. Lisa rimase interdetta non comprendendo ci a cui alludeva l'uomo.
Be' se mi vuoi trattenere, qualcosa che possiamo fare per passare il tempo ce l'ho in mente disse sogghignando lo sconosciuto.
Il viso di Lisa si riaccese in pochi istanti, ma lo sdegno di quella battuta questa volta prevalse sull'imbarazzo.
Senti, io ti ho salvato da quei due mentre tu qui mi vuoi mettere nei guai! disse puntando l'indice nella sua direzione.
Se non mi dici chi sei veramente e cosa ci fai qui, continu sempre pi arrabbiata mi costringi a chiamare il servizio di sorveglianza! concluse sfidandolo con il viso alzato e gli occhi stretti come due fessure. L'uomo cambi espressione, sembr quasi che gli calasse una maschera nera sul volto.
Fai come credi, io ora me ne vado, se non vuoi un bagno di sangue qui dentro ti consiglio di non intralciare la mia fuga. Sappi comunque che non sono n un ladro n un violentatore, come hai pensato prima e tantomeno un assassino, almeno se non mi ci costringi tu detto ci si gir e usc dalla tenda.
In appena un quarto d'ora quell'uomo l'aveva stravolta!
Girava e rigirava nello scavo completamente sbigottita, annuendo qui e l ai vari ricercatori, scambiando qualche parola, il meno possibile, con chi le veniva a porre questioni da risolvere.
Chi diavolo era quell'uomo? Non ci stava capendo pi nulla. Ripensava al suo sguardo penetrante mentre si avvicinava a lei per rubarle il bicchiere di t. E poi perch stava girando attorno al sito? E se avesse rubato qualcosa? Ma come mi  venuto in mente di esporsmi cos? Il cuore di nuovo riprese a battere forte.
Oddio questa cosa non ha pi fine! Si scopr a parlare ad alta voce. Accidenti ma chi diavolo era!
Era incredibile, dopo sei anni il ricordo di quell'uomo le suscitava ancora delle emozioni intense. Non ne seppe pi nulla, nessuno lo incontr pi e le due guardie da quel giorno si mostrarono sempre incredibilmente disponibili nei suoi confronti.
Spense tutto e lasci il suo studio, era troppo stanca anche per mangiare, si avvi direttamente nella camera da letto.

2,10. Palermo, Italia, 5 aprile 2007, ore 01,20.

Kk rientr nella stanza d'albergo pi che soddisfatto dell'operato del GIS. Il bliz si era svolto in pochi attimi. Una volta che l'edificio fu circondato dalle forze dell'ordine, i suoi uomini, in perfetta sinergia, si arrampicarono sulla facciata della palazzina lanciando nelle finestre granate stordenti per immobilizzare il boss che poi fu consegnato alle autorit locali.
Lanci sulla poltrona la giacca dell'uniforme e si tolse le scarpe per buttarsi, cos come si trovava, sul comodo materasso. Aveva bisogno di qualche attimo per rilassarsi e lasciar scivolare la tensione accumulata durante la sera.
Passarono alcuni minuti, il sonno non ci mise molto ad arrivare ma con un ultimo sforzo si rialz per controllare la posta elettronica. Riaccese il suo PC, e apr la posta. Trov parecchie e-mail da leggere. Tra quelle, scorse l'indirizzo del Maresciallo e un altro che certamente apparteneva alla dottoressa visto che era formato dal nome dell'universit e dal suo: Lasapienzadelloro@univ.it.
Apr per primo quella di Pedonti. Gli comunicava che aveva dato da mangiare al cagnolino solo alle sette di sera. Kk comprese: il Maresciallo aveva usato il loro lessico via cavo.
Le e-mail che venivano mandate o spedite a quegli indirizzi non potevano essere lette ne violate da nessun hacker, erano protette da un sofisticato sistema di sicurezza ma era sempre meglio avere un minimo di accortezza. Quindi vediamo a che ora ha finito la dottoressa la sua traduzione? Apr l'altra e-mail e vide gi tutte e quattro le poesie tradotte, la mail gli era stata inviata alle 19,45.
Neanche il tempo di andare al bagno, pens Kk. E brava! Incredibile!
Si sofferm a rileggere attentamente la traduzione, curioso di vedere se la dottoressa avesse mangiato la foglia. Rimase sorpreso invece di constatare che non c'era alcun riferimento a errori, ma anzi la dottoressa aveva dato una sua interpretazione ad alcune parole. Altre invece le aveva barrate, ma era comunque riuscita a dare un significato all'intera frase, seppur priva di un vocabolo. Incredibile!
Alcune parole per, tradotte dalla dottoressa, cambiavano profondamente il senso della poesia. Prov un certo fastidio, ormai si era affezionato a quei versi. Erano anni che li custodiva e non gli andava gi che le sue incomprensioni ne avessero quasi stravolto il contenuto.
Le scrisse una nuova e-mail suggerendole di controllare meglio il significato di alcuni vocaboli, glieli elenc uno a uno. Invi la lettera e pi che soddisfatto delle capacit della dottoressa se ne and a dormire.

2,11. Roma, Italia, 6 aprile 2007, ore 8,15
Casa di Lisa.

Quando si svegli Lisa rimase a poltrire a letto. Felice di quel momento di pausa, gli esami erano conclusi, l'universit l'aveva messa ufficialmente a riposo ed era in attesa di nuove disposizioni pens sorridendo al ricordo dell'uomo-statua.
Le tornarono in mente le poesie. Si alz barcollante per dirigersi verso il suo studio. Voleva dare un'occhiata alla sua casella postale per controllare se le avessero mandato una risposta. Accese il computer e avvi internet, poco dopo un led lampeggiava richiamando la sua attenzione: posta in arrivo.
Una interminabile fila di lettere che sembravano casuali formavano il nome dell'indirizzo da cui proveniva: NCDNOXIITCCR.
Ma che diamine ? Forse un virus? Era meglio cestinarla direttamente, senza neanche aprirla. Per il resto aveva ricevuto qualche e-mail dai suoi studenti che le chiedevano dispense per la prossima sessione.

2,12
Palermo, Italia, 6 aprile 2007, ore 09,20
Prima di lasciare l'albergo volle ricontrollare se la dottoressa avesse risposto, and nuovamente al PC ma la casella di posta non segnalava alcun nuovo messaggio da leggere. Improvvisamente, innervosito per non aver ancora ricevuto la risposta le invi un'altra e-mail:
Gentile dottoressa,
Le vorrei sottolineare l'urgenza della situazione, la prego di non farmi perdere del tempo prezioso, pertanto la invito a tradurre correttamente questa volta le frasi che nella precedente lettera le ho riportato.

2,13. Roma, Italia, 6 aprile 2007, ore 09,40
Casa di Lisa.

Lisa aspettava intontita davanti al fornello del gas che il caff uscisse dalla macchinetta. Quando lo vers, finalmente inizi a reagire agli stimoli del nuovo giorno svegliandosi completamente.
Un beep l'avvis che era arrivata nuova posta.
Quando arriv davanti al monitor lesse ancora una volta quell'indirizzo strano, poi un pensiero l'assal facendola trasalire, si port le mani sulla bocca. Oddio e se fosse proprio questo Colonnello? Apr sperando che non fosse un virus, ma forse a quel punto sarebbe stato meglio!
Lesse e rilesse risentita quelle tre righe in cui non in maniera diretta ma in sostanza veniva offesa! Questo Colonnello chiedeva a lei di ricontrollare alcuni vocaboli? A lei che era una docente universitaria? Ma chi si credeva di essere questo tipo? E poi, pens, come avrebbe fatto a farlo visto che l'aveva cancellata? Riscrisse:
Visto che il suo indirizzo non corrisponde a quello da me usato, e visto anche che ha tutte le caratteristiche per essere scambiato come virus, ho ritenuto opportuno cancellarlo. La prego quindi di volermi rinviare la e-mail contente le frasi che secondo lei io avrei tradotto erroneamente. Distinti saluti.

2,14. Palermo, Italia, 5 aprile 2007, ore 10,20.

Stava per richiudere il PC quando arriv la risposta della dottoressa. La lesse sorridendo. In effetti aveva ragione, avevano strutturato tutti quegli indirizzi del Nuovo Centro Direzionale proprio per quel fine: essere scambiati per virus. In tal modo scoraggiavano eventuali hacker a intercettare la loro posta. A volte erano addirittura loro a mandare qualche virus in giro con quelle sembianze, per rendere ancora pi credibile la storia.
Quel sistema, nelle rare occasioni in cui esisteva una corrispondenza al di fuori del circuito, creava un unico problema: generava sempre nuovi indirizzi, celando quello reale, rendendo impossibile ai non addetti comprendere chi fossero.
In pratica le e-mail in entrata passavano nel blocco centrale e da qui, smistate ai destinatari. A quella in uscita invece, dopo esser passata nel blocco, veniva ogni volta generato un nuovo indirizzo prima di essere recapitata al mittente. Solo le ultime lettere facevano capire la provenienza, TCCR stava per Tenente Colonnello Claudio Roci.
Le invi nuovamente la prima e-mail poi chiuse tutto. Un pilota militare lo stava aspettando gi da qualche tempo all'aeroporto pronto per ricondurlo a Roma.

2,15. Roma, Italia, 6 aprile 2007, ore 10,20
Casa di Lisa.

Lisa attese l davanti la risposta. Dopo pochi attimi arriv. Era proprio curiosa di vedere su quale frasi il Colonnello non fosse d'accordo sulla sua traduzione.
Quando lesse rimase sorpresa, era assolutamente certa della sua interpretazione. Il curdo era una lingua piuttosto complicata, parlando poi di una lingua in versione antica bisognava comprendere il significato dell'intera frase per essere certi della traduzione. Ogni vocabolo poteva avere pi interpretazioni, ma era certa di quella data da lei, la sua conoscenza in materia era imbattibile, l'avrebbe potuto insegnare anche a un curdo stesso.
Scrisse la lettera elencandogli tutte le infinite interpretazioni di ogni singola parola che lui le aveva chiesto di controllare. Fu malignamente contenta quando le venne in mente che az di danim oltre a vari significati poteva voler dire anche fottere.
Eccoti il ben servito! Celata dietro toni professionali e non pensando alle eventuali conseguenze inser nell'elenco anche questa traduzione. Pienamente soddisfatta e abbondantemente risarcita da quella gustosa occasione che non si era lasciata sfuggire in oltre aggiunse:
...le ricordo Colonnello che se fra tutti i docenti italiani della facolt di lettere e filosofia hanno scelto me per collaborare a questo progetto forse qualche motivo c'. Inoltre, se non vuole perdere del prezioso tempo la prego di non mettere in discussione il mio operato e soprattutto di non farne perdere neanche a me.
Soddisfatta di aver rimesso al suo posto l'arrogante Colonnello digit invio.

2,16. Roma, Italia, 6 aprile 2007, ore 19,20
Nuovo Centro Direzionale, ufficio del Tenente Colonnello.

Entr nel suo ufficio, l'edificio era pressoch deserto, erano in pochi a rimanere l dentro a quell'ora, ma lui aveva rinunciato da tempo a una vita privata. A quarant'anni non aveva una famiglia, non aveva figli ma ora che tutto sommato si era dato una calmata non gli sarebbe dispiaciuto crearsi dei rapporti pi stabili.
Ripens alla dottoressa, accese il PC, apr la posta che le aveva inviato. Anche qui la risposta era arrivata immediatamente, la casella segnalava ora di invio 10,25. Be' l'aveva un po' stuzzicata, ma sicuramente era molto in gamba. Doveva necessariamente saggiare le sue capacit, tutto dipendeva da quello.
Lesse sogghignando e non gli sfugg la provocazione della dottoressa. Rispose:
conosco perfettamente le sue qualit visto che sono io che l'ho richiesta personalmente e la sua rapidit nel rispondermi ne  la riprova. Rimango comunque perplesso su alcune parole da lei usate, nel gergo attuale hanno proprio il significato opposto a quello da lei interpretato ma, come si suol dire, l'esperta  lei e io sono nelle sue mani!
Tra breve avvier l'operazione, rimanga in attesa di una mia nuova comunicazione, la convocher quanto prima".
n.b. ammiro la sua acutezza nell'essersi accorta che az di danim pu voler dire fottere, ma anche qui ho le mie riserve, essendo un verbo composto, di tempo passato e rivolgendosi a una donna l'interpretazione pi corretta forse sarebbe: ti ho fottuta.

2,17. Roma, Italia, 6 aprile 2007, ore 20,30
Casa di Lisa.

Lisa aveva atteso per tutta la giornata la risposta. Intanto aveva tirato fuori dalla libreria tutti volumi riguardanti il Kurmanji, la lingua curda pi diffusa, le sue origini e le trasformazioni subite nel corso del tempo.
Tra quelle poesie, ce n'era una che aveva gi sentito, ma non riusciva a ricordarne l'autore. La rilesse con attenzione, era proprio su quella poesia che era nata la disputa con il Colonnello. Poi si accorse dell'errore. La poesia che gli aveva inviato conteneva un errore di battitura! Lei aveva tradotto correttamente ci che era scritto ma il significato della frase di certo cambiava molto. Usando il termine giusto si percepiva il valore dell'autore e il significato profondo della frase.
And ad aprire la posta e leggendo la risposta del Colonnello che finalmente era arrivata, si sent compiaciuta da ci che le scriveva ma anche abbastanza infastidita per i toni concisi con cui, in poche parole, le diceva che doveva stare in attesa dei suoi comodi! Poi lesse anche le note in fondo alla lettera, un rossore le affior sulle guance!
Ti ho fottuta! Io questo lo strozzo con le mie mani! D'accordo lei aveva iniziato la provocazione e probabilmente il Colonnello non si era fatto abbindolare dal suo tono professionale. Ma la risposta era davvero troppo pesante.
Riapr il file per controllare ancora una volta quella parola e l'intera frase in cui era contenuta, per essere obbiettiva forse era pi giusta la traduzione del Colonnello che la sua! Eccola l, mi sono fatta prendere la mano su questioni personali e ho commesso un errore. Le velate offese e i toni bruschi e hitleriani di quest'uomo mi hanno portata fin troppo lontano!
Cominci a rilassarsi solo con la magra soddisfazione di aver lanciato un esplicito messaggio al tipo, forse cominciava a capire che non era una persona da prendere sottogamba. Decise di lasciar cadere la questione rendendosi conto che di l a poco probabilmente avrebbe avuto a che fare con lui e questo atteggiamento non avrebbe portato a nulla, solo a rendere pi difficile la sua permanenza presso di loro.

2,18. Roma, Italia, 7 aprile 2007, ore 08,30
Caserma Andrea Dori, caserma di appoggio al GIS.

La porta del suo ufficio si richiuse, il Colonnello rimase finalmente solo. Tamburell nervosamente le dita sul ripiano della scrivania ripassando mentalmente, punto per punto l'organizzazione dei giorni successivi. Entro la fine della settimana avrebbe dado il via all'operazione.
I suoi uomini erano davvero delle rocce instancabili. Da giorni ormai presidiavano quel circolo. Gli appartamenti erano gi stati attrezzati con tutto l'occorrente richiesto. Aveva davanti alla sua scrivania tutti i dossier dell'operazione, gi visionati e suddivisi per criteri di rischio. Tutto stava procedendo nella maniera pi seria.
Nella mattinata aveva mandato il Maresciallo Pedonti verso l'abitazione della dottoressa per richiederle una lista di materiali che le sarebbero potuti occorrere. Il Maresciallo inoltre, portava con s un altro elenco, scritto dal Colonnello in persona, in cui venivano descritti tutti gli strumenti che loro avevano gi reperito. In pi, le veniva richiesto ufficialmente di portare con s tutto il materiale che aveva a disposizione in merito all'argomento trattato nella cartellina.
L'operazione si stava per avviare e come sempre anche lui oltre ai suoi uomini si sentiva teso fino allo spasmo per mantenere il controllo di tutto e tutti in quella delicatissima fase.
Nell'intera gestione dell'organizzazione e di tutti i piani ideati probabilmente era riposto l'esito del buon fine dell'operazione.
Il suo corpo stava rilasciando lentamente l'adrenalina, il neurotrasmettitore principale del sistema nervoso che entra in funzione per predisporre l'organismo ad affrontare situazioni di emergenza sul piano fisico ed emotivo. S, questo era il suo segnale, sapeva che stava tutto per cominciare, anche il suo corpo si stava preparando, sentiva il livello di energia aumentare. Per qualche giorno sarebbe rimasto con quella sensazione addosso, si alz dalla sedia e fece un giro per sgranchirsi le gambe e mandare un po' in circolo quell'ormone che gli stava bruciando nelle vene.
Ruot le spalle sciogliendo un po' le braccia e ritorn al suo posto. Prima di dare un'occhiata a quei dossier doveva pensare anche all'equipaggiamento militare per la dottoressa, per quando sarebbero dovuti partire. Questo ovviamente, non le era stato comunicato ma non faceva differenza, in qualche modo, l'avrebbe portata in Turchia.
Le invi una nuova e-mail, mentre componeva il messaggio si rese conto quanto le sue parole potessero risultare ambigue ma non ne tenne conto pi di tanto. Era ormai giunto il momento di rivederla e se aveva capito un po' che tipo di donna fosse. Di certo, dopo aver letto quella e-mail, la dottoressa si sarebbe precipitata da lui. Sogghign trovando divertente la situazione:
Gentilissima dottoressa, avrei bisogno delle misure del suo corpo, altezza, peso, circonferenza vita e seno.
In ultimo non scordi di portare con s un valido dizionario della lingua curda e possibilmente aggiornato.
Distinti saluti Tenente Colonnello Claudio Roci

2,19. Roma, Italia, 7 aprile 2007, ore 11,40
Casa di Lisa.

Dopo esser stata molto tempo china sui libri da scegliere e aver compilato una lista dell'occorrente che si andava ad aggiungere a quello gi reperito dai militari. Lisa torn alla sua scrivania, l conservava anche molti altri fascicoli, prefer non privarsene.
Con una rapida occhiata al monitor vide posta in arrivo, apr il documento sapendo gi chi fosse il mittente.
Quando lesse, non pot credere ai suoi occhi: questa volta le ha superate tutte, le mie misure? Ma  impazzito questo? Che diamine voleva fare? E poi il riferimento al dizionario? Noo! Questa volta non la passi liscia!
Non attese neanche un minuto in pi, cerc la cartellina che le era stata consegnata, aveva letto un cellulare, immediatamente compose quel numero.
Maresciallo Pedonti risuon la voce dell'uomo.
Buongiorno Maresciallo, sono la dottoressa Dell'Oro, potrei parlare con questo diamine di Colonnello? fece Lisa con tono deciso.
Dot... Dot...toressa non  in sede in questo momento".
Bene mi dice allora dove lo posso trovare?
La posso richiamare? Non so dove si trovi ora il Colonnello".
Maresciallo mi richiami immediatamente altrimenti per me non se ne fa niente! Intesi? Io voglio incontrare il suo Colonnello, ora! E gli dica che se non mi d qualche delucidazione sul suo comportamento per me pu andare a az di danim!
Come?
Gli dica cos az di danim, non si preoccupi, lui capir!
D'accordo, la richiamer il prima possibile, arr... arr...rivederci".
Arrivederci".
Non pass neanche mezz'ora che il Maresciallo la richiam. Una macchina era a sua disposizione e quando voleva sarebbe venuta a prelevarla per condurla direttamente dal Tenente Colonnello.
And immediatamente a cambiarsi, scelse dei vestiti pratici ma allo stesso tempo la sua femminilit e la sua eleganza non ci avrebbero perso. Recuper tutto il materiale che le sarebbe potuto occorrere da sbattere in faccia a quel presuntuoso e arrogante militare, poi chiam il Maresciallo per farsi mandare la macchina.
Attese fumante di rabbia il suono del citofono, scese in strada, la vettura militare la stava attendendo.
Un militare ne usc e cominci a fare i soliti riti tacco-basco-mento in alto e apertura dello sportello. Lisa era troppo furiosa questa volta per apprezzare tutte le cerimonie dell'uomo.
L'auto s'incammin lentamente districandosi nelle vie cittadine. Ci impiegarono almeno quaranta minuti vista l'ora di punta del traffico.
Sorpassarono una serie di controlli all'entrata di una base che aveva tutte le caratteristiche di una caserma. All'ingresso, c'era un cartello con su scritto Nuovo Centro Direzionale.

3. L'incontro.

3,01. Roma, Italia, 7 aprile 2007, ore 12,00
Nuovo Centro Direzionale, ufficio Tenente Colonnello.

Ok tra un'ora va bene, anch'io sto arrivando al NCD, sono proprio al corpo di guardia, tu dove sei? Rispose Kk al Maresciallo Pedonti che gli aveva comunicato le intenzioni della dottoressa.
Io sono arrivato proprio ora, l'aspetto nel suo ufficio".
Ok, ciao la conversazione fin. Kk, in auto, oltrepass il casello di guardia rallentando mentre alzava un braccio mostrando il suo tesserino. In breve tempo, raggiunse il suo ufficio.
Percorse il corridoio pensando alla dottoressa, bene l'avrebbe incontrata finalmente! Si sentiva addosso una strana euforia, dopo molto tempo avrebbe nuovamente visto quel bellissimo viso. Era curioso di vedere se il ricordo di tutta quella storia lo aveva portato a esaltare la bellezza di quella donna, se l'aveva trasformata lui in una dea ammaliatrice o se lo era davvero.
Not che lungo il corridoio gli stava venendo incontro Pinolo, soprannome meritato per il suo aspetto fisico, molto alto e con la testa decisamente piccola rispetto al corpo, per di pi pelata.
Lo trovava estremamente sgradevole, percepiva la sua invidia e lo considerava arrogante e vigliacco, ottimi motivi per non stringerci mai un rapporto che andasse oltre quello di lavoro.
In quel luogo la gente si conosceva poco, tutto sommato quegli uffici non erano come le caserme dove c'era la possibilit di conoscersi giorno dopo giorno. Ivi gli Ufficiali, mantenendo sempre i loro incarichi di comando presso i propri reggimenti, passavano l poco tempo ma dovevano comunque portare avanti progetti delicati spesso molto problematici per cui l'Unit di Crisi li aveva coinvolti.
A qualche passo di distanza si salutarono quasi simultaneamente. L'antipatia era sicuramente reciproca e per fortuna le occasioni di lavorare insieme erano rarissime. Pinolo teneva in mano un caff, probabilmente lo stava portando a qualche superiore come suo solito era molto servizievole nei loro confronti. Quando arrivarono a sfiorarsi l'uomo davanti a lui prese una storta, il bicchierino di carta vol per aria e il caff fin tutto sulla camicia della sua uniforme.
Kk sent il liquido bollente sulla pelle, immediatamente si scans l'indumento dal petto.
Ancora non ho capito se sei deficiente o se lo fai proprio impegnandoti! furente Kk si rivolse al suo collega, l'altro gli sorrise ironico.
Ma come un eroe di guerra come te che fa il signorino perch si sporca? Kk lo squadr in faccia, in silenzio lo guard da capo a piedi riflettendo su ci che aveva appena detto Pinolo, confermando l'invidia che provava nei suoi confronti.
Osserv un leggero tremito degli occhi, che vigliacco! Pens, non ha neanche il coraggio di sostenere il mio sguardo.
Con il massimo del disprezzo Kk gli lanci un'ultima occhiata sprezzante. Stronzo disse, andandosene via lo urt di proposito con la spalla facendolo barcollare all'indietro.

3,02 . Roma, Italia, 7 aprile 2007, ore 13,18
Nuovo Centro Direzionale, ufficio Tenente Colonnello.

Kk arriv nel suo ufficio e trov il Maresciallo che lo stava gi aspettando.
Cco... co...madante... che ha fa... fa...tto?
Eh che ho fatto! disse fra s e s Quello stronzo di Pinolo mi ha rovesciato il caff addosso si diresse verso l'armadio che aveva nella stanza alla ricerca di un cambio. Apr le ante ma non trov nulla, le richiuse imbestialito.
Vado a ve...dere se in magazzino hanno un cambio? Intervenne Pedonti notando il suo nervosismo.
Ok, grazie cos dicendo inizi a spogliarsi togliendosi la camicia mentre il Maresciallo usc dall'ufficio.
Kk and nel bagno per provare a ripulirla, la mise un po' sotto il getto dell'acqua calda poi prese della carta assorbente, usc dal bagno e stese la camicia sulla scrivania. Prov a tamponare sulla macchia ma sembrava che l'alone diventasse sempre pi grande e scuro.
Lisa era cos nervosa che aveva prestato poca attenzione alla strada, non avrebbe saputo neanche dire in che modo fosse arrivata fin l. Man mano che passava il tempo si montava sempre di pi ripensando a tutta la gestione di quel progetto e all'arroganza del Colonnello.
Il militare la scort fino alla fine del corridoio poi le indic l'ufficio nel quale era attesa, infine il ragazzo gir i tacchi e spar lasciandola sola. Si ritrov davanti alla porta del suo ufficio, quasi si scontr con il Maresciallo Pedonti che ne usciva piuttosto spedito, ma come la vide s'arrest di colpo e si piant davanti impedendole di entrare. Rimasero per qualche istante a guardarsi in faccia.
Do... do...tore...sa, ora non p... pu entra...re! il Maresciallo prov a spiegare.
Io devo entrare, mi faccia passare la prego! rispose Lisa indispettita.
No... ora...proprio non...  pos...sibi...bi...le!
Lisa scost bruscamente il Maresciallo ed entr nell'ufficio del Colonnello.
Di spalle alla porta c'era un uomo in piedi chino verso la scrivania, di schiena. Era a torso nudo e aveva tra le mani un indumento che stava cercando di pulirlo assorbendo con della carta un liquido, forse caff.
Non si accorse della sua presenza, o forse la attribu al Maresciallo.
Lisa osserv quella schiena muscolosa, attraversata da una cicatrice spaventosa che andava dalla spalla destra fino al centro del corpo. Era lunga e interrotta continuamente da altre piccole cicatrici orizzontali, sembrava l'impronta di un cingolo. S'intravedeva un filo bianco degli slip che fuoriusciva dai pantaloni della uniforme militare. I dorsali ben sviluppati tracciavano una doppia divisione lungo la schiena, lasciando al centro una linea infossata.
A Ped me l'hai portato sto cambio? chiese con la sua voce bassa e profonda il Colonnello.
Di colpo Lisa realizz della situazione in cui si era cacciata, in effetti il Maresciallo aveva provato a bloccarla ma lei testarda non aveva voluto ascoltare, e ora? Che diavolo avrebbe potuto dire? Silenziosamente cominci a camminare a ritroso, pronta a girare i tacchi, ma proprio quando aveva raggiunto con la mano la maniglia della porta, lui volt il capo. Senza minimamente scomporsi alz un sopracciglio e lentamente volt anche il corpo.
Lasci la camicia che si ritrovava in mano sulla scrivania e con tutta la calma del mondo ci si accomod, allung le braccia appoggiandole anch'esse sul bordo e cos rimase per qualche tempo.
Se la ritrovava finalmente davanti, wow che schianto! Era davvero bella, da rimanere senza fiato.
Indossava un paio di jeans che le si stringevano sulle cosce per poi scivolare gi dritti fino a sopra le scarpe. Un maglione tortora ripercorreva morbidamente la forma delle sue curve alzandosi sui seni pronunciati. Una cinta larga di cuoio, decorata con dei piccoli anelli di metallo, metteva in risalto i fianchi. E per finire un elegante collana di perle le girava due volte attorno al collo, un giro molto pi lungo dell'altro finiva all'interno dei seni.
Stringeva nelle mani dei fogli, la borsetta e la giacca. Di l a qualche momento le sarebbe caduto tutto dalle mani, ne era certo.
Si sofferm a contemplare tutte le espressioni che in quei pochi attimi si sovrapposero sul suo viso. In effetti era sconcertante ritrovarsi dopo tanto tempo, lo credeva ancora un archeologo e per di pi inglese, non sarebbe stato facile spiegarsi. Ma forse la dottoressa neanche se lo ricordava pi!
Come vide in volto l'uomo Lisa sussult, non si sarebbe mai e poi mai aspettata di vedere l quell'individuo! Era lui, si ne era certa, era passato molto tempo ma era decisamente lui, e sempre maledettamente affascinante. Ma cosa ci fa qu? Com' possibile tutto questo!
Prima ancora di provare a dare una giustificazione logica a quella situazione il suo cuore accidenti a lui aveva cominciato un'accelerata del sangue che ovviamente sarebbe terminata sulle sue guance, rendendola ancor di pi ridicola.
Il colorito aveva raggiunto in breve le tonalit di un rosso scarlatto. Kk non riusc a reprimere una risata, gli si incurvarono gli angoli della bocca, tent di trattenersi ma lentamente scopr anche i denti. Ne usc fuori quasi un ghigno diabolico.
Pass un minuto buono prima che lui parlasse.
Il colorito violaceo che hai sulle guance fa parte della tua carnagione o lo devo attribuire alla mia presenza?
Lisa si sent un moto di frustrazione montarle addosso, non solo quell'individuo parlava perfettamente italiano, anzi era decisamente italiano, ma in pi era anche arrogante e cafone, ma in effetti questo l'aveva gi capito al primo incontro.
Caro Signor non so cosa". cominci a parlare cercando di controllare la rabbia e il tremito della propria voce  per la seconda volta in vita mia che mi trovo nella circostanza pi imbarazzante che mi sia mai capitata, e visto che nella prima ci stava sempre lei di mezzo tragga da solo le conclusioni! Si  sicuramente da attribuire a lei il mio rossore!
Kk aveva seguito tutto il discorsetto di Lisa sorridendo ancora di pi,  in gamba la tipa,  davvero pane per i miei denti.
Quel sorrisetto stampato sulla sua faccia ebbe il potere di imbestialire ancor di pi Lisa.
La porta dietro di loro si apr di scatto, entr il Maresciallo con il cambio della camicia su un braccio, nell'altro portava una tazzina di caff.
Co... co... colonnello io ho cercato di fermarla ma poi pop o pop poi lei stava nudo a...allora sono corso in magazzino e gli ho riportato la ca... ca... camicia".
Un attimo di tregua, pens Lisa ringraziando in cuor suo il Maresciallo che li aveva interrotti.
Non preoccuparti Ped,  tutto apposto, anche io una volta sono entrato bruscamente nell'ufficio della dottoressa".
Lo stesso Pedonti non comprese niente, ma cap dallo sguardo del Comandante che era meglio abbandonare il campo.
Va b io vado a finire il rapp prese un lungo respiro porto".
Cos dicendo usc dall'ufficio e li lasci nuovamente soli.
Sentendolo chiamare Colonnello Lisa rimase ancora e sempre pi sconcertata.
Colonnello? Lei  un Colonnello? chiese.
Eh gi, Tenente Colonnello per la precisione! rispose mentre si infilava la camicia, poi prese la giacca della uniforme dalla spalliera della sedia, era decorata da almeno quattro file di mostrine, prese il basco e se lo mise sul capo leggermente sbieco, cos come va portato.
Che dici ora assomiglio di pi a un Colonnello? stava dritto di fronte a lei, aggir la scrivania e prese il suo posto sulla poltrona girevole, con una mano le fece cenno di accomodarsi. Lisa si avvicin posando tutto quello che ancora teneva in mano sul tavolo.
 inutile che cerchi di capire, so che la situazione ti potrebbe apparire inverosimile quindi diciamo che ci conosciamo oggi, che effettivamente non sono un archeologo, che non sono inglese, ma sono un semplice Tenente Colonnello, mi chiamo Claudio Roci". Si sollev leggermente dalla poltrona allungando verso Lisa una mano presentandosi cos ufficialmente.
Lisa non poteva credere alle sue orecchie, il Colonnello Roci? Lui era quel Colonnello Roci? Che l'aveva tartassata negli ultimi giorni rimandandole indietro le sue traduzioni corrette? Inconsapevole dei propri gesti assecond l'uomo, anche lei si discost un po' dalla sedia per raggiungere la sua mano. Era calda, forte, ruvida e cos rimase senza lasciarlo andare, perplessa, inebetita, in attesa di chiss cosa.
Viste le tue conoscenze e i tuoi studi ti ho ritenuto la pi preparata per affrontare questo progetto, il Colonnello riprese il discorso ma poi s'interruppe, storse leggermente il capo, fece un altro dei suoi sorrisetti diabolici se mi lasci la mano forse ci possiamo risedere!
Lisa attese qualche attimo prima di rispondere, questa volta fu lei a guardarlo in faccia e a farlo fremere, aveva occhi splendidi, grandi e uno sguardo intenso, poco truccati ma ugualmente s'intravedevano le lunghe ciglia. Si scost con un gesto molto femminile una ciocca di quei lunghi capelli dal volto.
Lei  un cafone, glielo ha mai detto nessuno? La frase di Lisa termin con un sorriso, cominciava a fare il gioco del Colonnello.
Un interminabile silenzio cal fra loro due.
Lisa si sentiva completamente frastornata. Doveva riordinarsi le idee, non ricordava neanche pi il motivo che l'aveva spinta fin l. La sua testa, le sue emozioni erano in subbuglio e quel silenzio che percepiva da lontano stava perdurando all'infinito, fu finalmente interrotto dalla profonda voce dell'uomo.
Dunque dottoressa, il Maresciallo Pedonti mi ha riferito che dovrei andare ad az di danim le disse sorridendo, grazie a quelle parole improvvisamente Lisa ritrov la memoria, si ricord della telefonata fatta al Maresciallo e della ultima e-mail del Colonnello. Ma faceva ancora fatica a sovrapporre le due persone, l'archeologo inglese e il Colonnello Roci e farle coincidere in un unico individuo, comunque l'arroganza combacia alla perfezione, constat sarcastica fra s.
Kk not che Lisa era rimasta molto perplessa.
Capisco che sei rimasta interdetta, vuoi qualcosa da bere? Hai bisogno di qualche attimo per riprenderti? le si rivolse con fare gentile, Lisa fu grata a quella voce che almeno spezzava quel silenzio imbarazzante.
No grazie va tutto bene, ritrov la forza per parlare certo sto facendo fatica a capirci qualcosa. In ogni caso, il motivo che mi ha spinto a venire qui  l'esigenza di fare chiarezza sulla natura dei nostri rapporti! A quel punto Lisa aveva recuperato del tutto la ragione. Ricominciava a provare tutte le sensazioni frustranti dovute a quelle e-mail.
Vorrei sapere Colonnello come si  permesso di mandarmi l'ultima lettera, io non sto qui per gioco, sono una stimata professionista e lei mi ha continuamente offeso e provocato. Non credo che questo sia il modo giusto per iniziare una collaborazione. e in pi si tolga dalla testa qualunque cosa le sia venuta in mente quando ha scritto l'ultima e-mail". Il Colonnello sembr non avesse ascoltato neanche una sola parola.
Ti ho scelto personalmente perch ho bisogno della tua esperienza in merito ad antiche lingue orientali. Ho fatto una serie di ricerche e il tuo nome tra la lista dei professori presi in considerazione era sempre fra i primi che combaciavano con le nostre esigenze. Ho per le mani dei documenti ittiti. Devono essere tradotti il prima possibile, credi di potermi dare una mano?
La curiosit di Lisa prevalse anche sui suoi principi, sentendo quelle parole in un attimo la rabbia scaturita dall'atteggiamento dell'uomo scomparve.
Documenti? Che genere di documenti? E come fa lei ad essere in possesso di simili documenti?
Tu hai idea di dove ti trovi ora, qui in questo momento?
Lisa si guard attorno: Nell'ufficio di una caserma rispose secca. Kk accenn con il movimento della testa a un no.
Non  tutto come pu apparire. Ti trovi all'interno del Centro Direzionale dell'Unit di Crisi in cui convogliano tutte le Forze dell'Ordine, le Forze Armate e i ministeri. In breve, qui dentro c' una dislocazione di ognuno di questi organi. Non  una normale caserma, qui vengono gestite le situazioni ritenute di crisi, quelle situazioni per cui lo Stato italiano ritiene opportuno mettere a disposizione un staff di esperti per ogni settore. Purtroppo molte cose non potrai mai saperle, ti dovrai fidare se ti dico che sono in possesso di alcuni reperti. Sono un Colonnello dei Carabinieri".
Io ancora non ho capito cosa dovr fare, mi  stata chiesta una perizia, lei mi parla di una traduzione,  difficile avere le idee chiare con voi!
Devi semplicemente metterti a disposizione e collaborare a questo progetto. Sono certo che per chiunque faccia il tuo mestiere possa essere di incredibile interesse".
Sicuramente, vorrei capire invece quale potrebbe essere il vostro di interesse?
Non posso risponderti,  coperto da segreto militare il modo in cui la guard fu deciso e glaciale. Lisa si sent quasi una bambina colta a fare una marachella per aver formulato quella domanda.
Il Tenente Crini ti ha spiegato che verrai messa al corrente solo di alcuni dati e non dell'intero progetto? Che non dovrai avere contatti con nessuno al di fuori di me e del mio staff? Che non potrai sentire fino alla fine di questa storia nessun parente, amico, familiare o fidanzato? si ferm un attimo guardandola dritto negli occhi ce l'hai un fidanzato dottoressa? chiese con il suo solito modo arrogante.
Colonnello vada avanti, questi non sono affari suoi!
Sbagli, dal momento che hai accettato tutto quello che ti riguarda diventa affar mio. Sappi inoltre che ho ovviamente gi tutte le informazioni a tuo riguardo, che scuole hai fatto, con quanto sei diplomata, chi  tuo padre, chi  tua madre, la tua migliore amica, cosa mangi, dove vivi e che sport fai, vado avanti? spi la reazione di lei.
Non ci poteva credere, la sua intimit era stata violata, messa su una scrivania, utilizzata per una trattativa di lavoro. No, il gioco si stava facendo troppo duro per lei. Non era pronta ad affrontare tutto questo. Se ne doveva andare da l, quell'uomo in qualunque modo la mettesse, in qualunque versione lo conoscesse, che sia archeologo o militare, aveva il potere di turbarla profondamente.
Scossa, si alz, decisa a portare a termine quell'incontro.
La saluto Colonnello, per quanto mi riguarda, la mia vita privata  solo affar mio e non sono disposta a metterla in gioco ne per l'universit tantomeno per il suo progetto".
Se l'aspettava, aveva capito che Lisa era molto rigida, ma aveva dovuto necessariamente essere stato chiaro e metterla al corrente dell'intera situazione almeno fin dove poteva.  vero che quella donna lo attraeva in modo particolare, unico, ma l'aveva coinvolta per la sua preparazione prima di tutto. Certo, anche altri professori dell'universit avrebbero potuto aiutarlo, ma Lisa era stata in quel sito e forse aveva notato qualcosa in pi. Forse era in grado di aiutarlo diversamente, non solo nella traduzione del taccuino. E poi in effetti, per essere soprattutto sincero verso se stesso, doveva ammettere che voleva rivederla. Non si era mai spiegato perch lui, che di donne sicuramente ne aveva conosciute molte, ancora non l'aveva dimenticata. Kk cap che era arrivato il momento di tirare fuori qualche nome.
Lisa era arrivata alla porta.
L'unica cosa che ho potuto comprendere su quei fogli, sono degli appunti scritti ai lati dei testi. Secondo te un Colonnello dei Carabinieri potrebbe mai conoscere nomi come Suppiluliuma, Hattusa, o Tarhuntassa? fece lui, Lisa si ferm, interdetta si gir verso di lui.
Si pronunciano SCiuppiluliuma, Khattuscia... con la acca aspirata un po' come fanno i toscani con la C, fece un sorriso al Colonnello sono nomi che si trovano in un qualunque testo di storia sul vicino Oriente".
La correzione della dottoressa suonava strana alle sue orecchie che ormai si erano abituate al suono di quelle parole cos come lui le aveva sempre pronunciate. Nomi che aveva letto infinite volte e che gli suonavano nella testa, aveva provato a fare delle ricerche ma si era reso subito conto di non avere la minima preparazione per comprendere realmente l'intrinseco valore del taccuino, e non potendone parlare con nessuno non aveva mai compreso fino in fondo cosa in realt contenesse.
Se fossi in grado di leggere quei segni strani non avrei coinvolto nessuno, purtroppo non posso darti altre informazioni". Lesse qualche tentennamento sul volto della sua interlocutrice, decise di insistere.
Devi accettare a scatola chiusa, purtroppo, come ti ho gi detto,  tutto coperto da segreto militare".
Quindi lei ha in mano delle trascrizioni visto che parla di fogli? Chiese Lisa incurante dell'ultima affermazione del Colonnello.
Dottoressa o accetti o lo saprai dalla relazione di". Il Colonnello prese dalla sua scrivania l'elenco dei professori uno di questi tuoi colleghi disse facendo penzolare il foglio.
Lisa torn sui suoi passi, si pass tutte e due le mani sul viso.
Ho bisogno di tempo, lo guard sinceramente sono frastornata, cerchi di capire non capitano tutti i giorni situazioni simili, e non capita tutti i giorni di conoscere tipi come lei".
Ma noi ci conosciamo gi da tempo! scherz il Colonnello, cominciando a provare una certa tenerezza per la donna che si trovava davanti a lui.
Si vedeva che era abituata a tenere tutto sotto controllo, chiss come sarebbe stato portarsela a letto! se solo si fosse sciolta un po'... Cerc con sforzo di ritornare alla situazione reale.
D'accordo, pensaci, domani mattina ti far venire a prendere, porta con te tutto quello di cui puoi avere bisogno, indumenti, libri, testi, per almeno due mesi vivrai lontana da tutto e tutti". Lisa si stava per arrabbiare seriamente questa volta. Se accetti naturalmente! Riusc a dire prima che lei esplodesse.
Lei  cos sicuro che io accetti?
Ti piace di pi se ti dico". cambiando tono di proposito Vorrei che tu accettassi".
Certo che cambia, l'educazione  una pratica ancora in uso nei paesi civilizzati!
D'accordo, d'accordo. Ti chiedo un'ultima cosa, non parlarne con nessuno, sono in gioco importanti questioni di segretezza nazionale, per la sicurezza della tua vita e anche per quella delle persone coinvolte nel progetto, nel caso in cui non dovessi accettare, scordati di quest'incontro". Lisa lo fiss stupita, con la bocca aperta, quelle parole la colpirono, cominci a comprendere solo in quel momento la vera entit della situazione.
Bene esord Kk in tono conclusivo, apr un cassetto, tir fuori quello che sembrava un bigliettino da visita, si alz, fece il giro della scrivania andando verso di lei. Lisa fece rapidamente altrettanto per non offrirgli una posizione di vantaggio, si avvi verso la porta.
Se decidi per il si, chiama questo numero, ti metteranno in contatto con me".
Gi! Pens Lisa, sarebbe stato troppo semplice avere un numero di cellulare! Quell'uomo sembrava uscito dalle pagine di un romanzo anni trenta, anzi pi che uscito sembrava scaraventato nella realt del ventunesimo secolo. Traffico, smog, ogm,  l'agente 007?
Lisa alz gli occhi, il Colonnello la stava osservando cercando di scrutarla, di percepire cosa le passasse nella mente.
Nell'ultima e-mail ti ho chiesto le misure del corpo solamente per preparare l'equipaggiamento del tuo vestiario nel caso dovessimo spostarci si sent in dovere di chiarire. Lisa ne fu rassicurata, fece un cenno con il viso come a voler ringraziare quell'ultima precisazione.
Ok, le far sapere al pi presto i toni si erano leggermente stemperati, not con piacere Kk.
Questa sera fece lui.
Questa sera rispose Lisa dopo un lungo respiro arrendendosi all'insistenza del Colonnello.
Il Colonnello port la mano sul basco, poi le apr la porta del suo ufficio. La dottoressa la oltrepass e s'incammin accompagnata dal militare che non sapeva come, non sapeva perch, stava gi l ad attenderla per riaccompagnarla fuori da quegli edifici fino al suo appartamento.
Ripercorse la strada a ritroso, solo quando sal sull'auto si lasci andare, rilassandosi sullo schienale del sedile, la testa appoggiata, gli occhi chiusi.
Era tutto talmente assurdo! Incredibile! Rivedere quell'uomo era stato uno shock forte, l'aveva circoscritto e relegato a un passato lontano, a volte credeva addirittura di essersi immaginata tutto. E invece se l'era ritrovato davanti, cos vivo e pieno di energia e sinceramente pieno anche di se!
Non aveva dubbi, avrebbe accettato la proposta, ma voleva far chiarezza su come affrontare l'intera vicenda. Con il Rettore non avevano ben capito di quanto tempo si trattasse. Come poteva sparire per due mesi, cosa avrebbe detto ai suoi cari? Forse non sarebbe stato cos facile, ma sentiva per la prima volta in vita sua la voglia di uscire dai suoi rigidi schemi. Il progetto la interessava e l'incuriosiva fin troppo. Il Colonnello aveva nominato l'ultimo imperatore ittita e oltre ad Hattusa aveva nominato anche l'ultima capitale ittita, Tarhuntassa. Erano rarissimi i documenti in cui venivano citati, per una come lei forse ci che aveva in mano l'esercito poteva rappresentare il sogno di una carriera.
Si, avrebbe accettato, era una sfida alla quale non si poteva sottrarre, in qualche modo avrebbe organizzato la sua copertura e sistemato la casa e Roky il suo cagnolino. La sua famiglia tutto sommato era da tempo abituata alle partenze repentine di Lisa. Il suo lavoro la costringeva a spostarsi quasi sempre in luoghi lontani, zone difficili da raggiungere, zone scordate dalla civilt e seppellite del tempo, sperdute. Zone dove era quasi impossibile mantenere contatti quotidiani con il resto del mondo.
La macchina scorreva sul Lungo Tevere diretta verso la sua abitazione. Lisa chiuse la comunicazione con sua madre, l'aveva avvisata che si sarebbe assentata per un po'. Una veloce telefonata anche alla sua amica Gina e Roky era sistemato.

3,03. Roma, Italia, 7 aprile 2007, ore 16,50
Casa di Lisa.

Arrivata a casa si lasci cadere sul divano. Fece il resoconto appuntando su un blocknotes tutto quello che le sarebbe occorso in aggiunta alla prima lista che aveva lasciato al Maresciallo. Adesso almeno, aveva capito l'argomento. Aggiunse anche tutti i testi, gli studi, le cartine e le mappe che aveva inerenti al caso.
Si prepar frettolosamente un toast formaggio e prosciutto cotto. Detestava mangiare cos ma non aveva tempo da perdere, a detta del Colonnello non sarebbe tornata l per almeno due mesi. Doveva recuperare tutto il materiale possibile che aveva per affrontare ad armi pari quella prova.
Si sentiva euforica, in fibrillazione. Prima di rientrare a casa era passata al supermercato per recuperare delle scatole. Aveva troppo materiale, lo spostamento non sarebbe stato facile.
Stava chiudendo l'ultima scatola quando il telefono cellulare squill: Pronto?
Do... dottoressa buonasera, sono il Maresciallo Pedonti not che tartagliava molto meno il Co...lo...nnello le voleva ricordare di portarsi anche un costume. Ci teneva a farle sapere che all'interno del comprensorio che la ospiter c' una piscina olimpionica e sa che lei  una nuotatrice".
Per l'ennesima volta quell'essere riusc a indispettirla!
Maresciallo dica al Colonnello che io ancora non so se accetter! Ho detto che avrei comunicato la mia decisione questa sera, e cos far. Adesso se non le dispiace avrei delle cose da sistemare, arrivederci cos dicendo chiuse la comunicazione.
Presuntuoso e arrogante, ecco cos' questo qua! Insopportabile, questo devo tenere a mente, mi far impazzire, sono certa che voglio questo lavoro?

4. Trasferimento al CPU.

4,01. Roma, Italia, 7 aprile 2007, ore 22,30
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

La cartina del Kurdistan era spiegata sopra la grande scrivania di mogano al centro della sala. Kk si trovava nel suo temporaneo alloggio all'interno del complesso da lui scelto come base operativa. Si era voluto trasferire l anche per poter seguire di persona il lavoro che avrebbe svolto la dottoressa.
Aveva scelto quel luogo per la vicinanza al NCD, non troppo lontano dalla citt e abitato principalmente da militari in pensione. Un posto tranquillo dove sarebbe stato pi facile organizzare turni di guardia e sorveglianza senza dare nell'occhio. Era sempre stato faticoso gestire queste delicate situazioni e la prudenza non era mai troppa. Allo stesso modo il posto si presentava decisamente accogliente e confortevole. Gli appartamenti a lui assegnati erano dotati di tutti i confort necessari, comprese postazioni internet, possibilit di gestione del satellite usl tramite un PC, e tutte le tecnologie infernali che gli sarebbero potute occorrere.
Ritorn con gli occhi sulla cartina. Dove sei? Accidenti a te! Dove diavolo sei? Pens Kk.
Era gi trascorsa una settimana da quando era stato contattato dal Generale De Martino, una settimana in cui aveva preso vita l'intera organizzazione. Ormai erano pronti.
Scosse la testa come a voler cacciar via le preoccupazioni. L'obbiettivo unico di Gk era di uccidere Baran ed eliminare una figura scomoda per la Turchia e l'avrebbero fatto tramite lui non appena fosse riuscito a scoprire il luogo in cui si trovava.
E cos si sono mossi i generali a porre fine a questa situazione, pens, i generali che avevano portato avanti la repressione del terrore cos veniva definita da loro stessi.
Una notte, qualche tempo dopo essersi lasciato alle spalle l'accampamento di Baran, trov riparo in un piccolo anfratto ai piedi di un bosco. Stava dormendo dentro il suo sacco a pelo quando d'improvviso sent sul viso la morsa di una mano tappargli la bocca.
Aveva camminato per molti chilometri con il sole cocente alle spalle, era distrutto, ma era avanzato di molto nella sua traversata. Nessun rumore rivel la presenza di qualcuno, solo quella stretta sulla sua bocca, spalanc gli occhi e si ritrov davanti il suo amico.
Non parlare, ho pochissimo tempo e posso fidarmi solo di te. Penso di avere qualche traditore al mio seguito. Siamo accampati a 200 metri da qui, ci possono sentire bisbigli Baran, in mano aveva un pacchetto avvolto da uno straccio logoro e sporco, lo porse a Kk.
Prendi, questo  l'unico modo che hai per metterti in contatto con me. Ti chiedo un'ultima cosa amico mio, se dovesse capitarmi qualcosa fallo pervenire a mia madre. Finch sono in vita custodiscilo tu per me, io lo conosco a memoria".
La mano era ancora premuta sulla sua bocca, Baran si port un dito sulle labbra prima di lasciarlo, volendogli sottolineare ancora una volta di non parlare. Tese poi il braccio verso di lui e si diedero una stretta di mano come a voler suggellare il patto.
Baran si sfil dal collo un laccio di cuoio da cui pendeva un ciondolo di metallo di forma romboidale. Lo allontan per dargli un'ultima occhiata: all'interno del primo rombo ce ne era un altro pi piccolo da cui sui due angoli orizzontali si appoggiavano due stanghette verticali che si ricongiungevano al rombo pi grande.

Lo mise al collo di Kk, fatto ci Baran si dilegu fra i cespugli e spar avvolto nell'ombra della notte.
Kk lo consider un portafortuna. Prese il ciondolo tra le dita e rimase ancora a osservarlo.
L'indomani mattina si risvegli dentro al suo sacco a pelo piuttosto rattrappito ma non congelato. Pur essendo un paese caldo, quando la notte calava la temperatura subiva uno sbalzo arrivando addirittura sotto lo zero. Sent il pacco che gli aveva dato il suo amico impuntarsi sulla schiena.
Subito dopo che Baran era sparito Kk aveva levato le tende, se l'accampamento dei rivoluzionari si trovava a duecento metri, era meglio allontanarsi e mettere fra loro maggior distanza. Si spost cos percorrendo ancora altra strada seguendo la direzione sud-ovest verso Beyky una piccola cittadina. Cammin almeno per altre tre ore probabilmente distanziandoli di una quindicina di chilometri, poi sfinito si accontent, era esausto.
Trov riparo in una specie di caverna, forse un'antica dimora. Dei fori sulle pareti indicavano in quel luogo l'intervento umano. Non vedeva bene, solo la luce della sua torcia non era sufficiente ma gli sembrava di aver scorto delle incisioni sulle pareti in fondo, due grandi figure una di fronte l'altra. Stese nuovamente il suo sacco a pelo e incuriosito dal pacco di Baran si accinse ad aprirlo. Tolse lo straccio che avvolgeva il contenuto e si ritrov nelle mani dei fogli ingialliti, alcuni rilegati fra di loro come se fossero appartenuti a un unico quaderno, altri sciolti. Erano scritti a mano, sembravano appunti o trascrizioni, disegni e simboli spiccavano qua e l ovunque. Si coric lasciando andare tutto ci che aveva in mano, non ci capiva niente! Era troppo stanco. Il sonno prevalse.
Fu svegliato da quel fastidioso pungere alla schiena provocato dai fogli che durante il suo sonno irrequieto si erano sparsi ovunque. Ebbe un attimo di perplessit nel ritrovarsi dentro la caverna ma in breve ricord tutto, la fuga, Baran e quel taccuino.
Gir il capo tutto intorno, osserv il luogo in cui si trovava e ricerc alla luce del giorno le incisioni sul fondo. Si alz e and vicino per contemplarli meglio. Curiosamente quando si ritrov davanti alla parete non vide nulla. Rimase interdetto, forse l'incisione era su un'altra parete? Constat allibito da tale mistero.
Senza pi dargli molta attenzione lasci il riparo proseguendo per la sua strada.
Aveva davanti a s molti chilometri da percorrere e il ritmo delle sue falcate, dopo ore di cammino, cominciava a cedere il passo alla stanchezza.
Decise di fare una sosta, prese dalla saccoccia militare una delle ultime riserve di cibo che ancora aveva a disposizione. Se avesse continuato a marciare con quei tempi l'indomani avrebbe raggiunto il piccolo centro abitato. L avrebbe avuto modo di nutrirsi e lavarsi, forse avrebbe trovato anche un albergo.
Si guard un po' intorno cercando un punto in cui avrebbe potuto riposarsi, in lontananza, dietro le cime degli alberi, scorse un accampamento che si trovava su una collina. Vide degli uomini gironzolare all'interno, a prima vista non sembravano soldati di alcun genere, nessuno con un minimo di esperienza militare avrebbe potuto stanziare l un accampamento in cima a una collina ed essere visti a chilometri di distanza! Ma allora che cosa pu essere? Si domand.
Osservando poi con pi attenzione, nonostante le sue riflessioni, vide alcuni uomini che si aggiravano nei dintorni. Era chiaro che sorvegliavano l'accampamento come guardie ma non sembravano esperti. Avevano lasciato scoperto un varco di almeno duecento metri. Che diavolo combinavano quelli? Gli venne da ridere.
L'espressione sui volti di quegli uomini era molto seria ma pi che guardie da come tenevano quei fucili, sembravano contadini. Si fermavano a chiacchierare fra di loro, fumavano qualche sigaretta, chi stava seduto, chi aveva posato a terra l'arma. La situazione non sembrava delle pi pericolose anche se ormai con la sua esperienza aveva capito che proprio l dove non c'era il pericolo si poteva manifestare senza piet.
Li aveva conosciuti uomini come quelli. Uomini che per pochi soldi sottostavano a regole rigide accettando quei lavori paramilitari alla stregua di mercenari. Senza esperienza o preparazione si prestavano a svolgere controlli e sorveglianze ma non sapendo frenare il proprio istinto o la propria paura spesso alla prima difficolt sorta volavano colpi.
Il governo turco in mancanza di forze dell'ordine - perch la maggior parte degli uomini era coinvolta nella guerra civile - aveva assoldato contadini, allevatori e migliaia di uomini che nelle ristrettezze economiche in cui gravava l'intero paese erano stati costretti ad accettare.
La collina scendeva dolcemente verso una pianura. Osservando attentamente con il binocolo, not che a distanza di centocinquanta metri l'uno dall'altro vi erano degli scavi delimitati da una recinzione. Nastri di plastica rossa che si agitavano sibilando nel vento tracciavano il perimetro della buca. Alcune erano molto grandi e all'interno riusc a scorgere sagome confuse di persone chine, intente a svolgere una qualche attivit. Comprese allora di trovarsi a poca distanza da un sito archeologico. Doveva studiare il modo di aggirarlo senza essere notato. Si avvicin ancora di pi fino a vedere con chiarezza il volto di quelle persone.
Un rumore alle sue spalle gli anticip l'arrivo di qualcuno ma fece finta di niente. Continu a studiare la zona fingendosi a questo punto interessato alla natura del sito e degli scavi. Voltando la testa per osserv il suo fucile, in effetti quello sarebbe stato pi difficile da spiegare. Li sent a pochi passi dietro di lui. Poi gli arriv un colpo secco sullo zigomo.
Fingendosi sorpreso e impreparato alz le braccia sulla testa come a volersi coprire da ulteriori percosse, si rannicchi terrorizzato esasperando la sua recitazione.
Erano in due, indossavano una divisa kaki ed erano proprio le guardie di sorveglianza del sito.
Uno dei due aveva calato il fucile con cui lo aveva colpito facendo toccare la punta per terra.
Chi sei? url l'altro parlando in turco e muovendo l'arma come fosse stato un dito puntato verso di lui.
Li avrebbe potuti ammazzare in tre secondi ma non gli sarebbe tornato comodo allarmare tutta la sorveglianza, se li sarebbe ritrovati addosso in poco tempo. Fece finta di non comprendere quella lingua.
Chi sei? sbrait isterico la guardia che ora gli puntava il fucile sulla faccia.
Questo pezzo di merda non capisce! disse rivolgendosi all'amico.
Chi sei? Perch ci stavi spiando? ritent pi lentamente.
Sto facendo uno studio archeologico, mi stanno aspettando al sito, sono il professor Drenan rispose Kk parlando in inglese. Forse aveva azzardato troppo, ma tra gli archeologi che aveva visto lavorare negli scavi non ce ne stava uno turco, di questo ne era certo, tutti avevano l'aspetto europeo anzi avrebbe detto addirittura italiano. Nel caso lo avessero condotto l, qualcosa si sarebbe inventato, ma forse sparare nomi e titoli grossi li poteva impressionare e la vigliaccheria insita in quella specie di uomini lo avrebbe salvato. Ma cos in realt non fu.
Perch il fucile? Insistette la guardia parlando a stento l'inglese.
Caccio". rispose portando le mani sugli orecchi come a imitare un animale ma anche per verificare la loro reazione a un suo spostamento repentino. Gli uomini alzarono simultaneamente il loro fucile, si scambiarono velocemente uno sguardo. Poi lo presero sotto le ascelle e come un condannato a morte lo condussero al sito. Lo portarono dentro una tenda.
Li conobbe Lisa. Stava tranquillamente sorseggiando un t quando entrarono e nonostante la circostanza fu immediatamente colpito delle sue lunghissime gambe, dalle sue caviglie sottili e da quei biondi e lunghi capelli raccolti in uno chignon fermato da una penna. Erano mesi che non teneva fra le braccia una donna e il suo istinto prevalse.
Ora che l'aveva rivista i ricordi si riaccesero pi vivi che mai, nitidi come fosse stato il giorno prima.
Quando Lisa si volt verso di lui e lo guard per la prima volta rimase all'istante incantato dai suoi occhi verdi e grandi, da quel viso bellissimo, caratterizzato da zigomi alti e labbra tornite, rosa, labbra da mordere e accarezzare.
Percepiva il suo profumo, forse la stava spaventando ma non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Forse non era giusto, ma stava l incantato senza ricordarsi delle basilari regole della societ, del mondo civile, di quel mondo a cui lui non apparteneva pi da troppo tempo. Rimase sollevato nel constatare che anche la dottoressa apparve turbata, quel rossore sulle guance l'aveva tradita.
Si impose di non pensarci pi e di ritornare con la mente al presente. Non sarebbe stato cos facile lavorare accanto a lei. Si strofin il viso come a voler definitivamente cambiare pagina ma prepotentemente riaffior la visione di lei accaldata. Di una camicetta bagnata incollata a quelle curve, leggermente aperta che lasciava intravedere il bordo del reggiseno. Del suo lungo collo bagnato dalla scia di un ghiaccio. Di un respiro trattenuto che senza volerlo le accentuava il seno, quel seno pieno, dritto, che tendeva la camicetta, che si indovinava dietro il tessuto reso trasparente dall'acqua. Sembrava avesse appena finito di fare l'amore, questo pens allora.
Scosse la testa da quei pensieri, con uno sforzo notevole ancora una volta cerc di ritornare in s.
Si riaffacci sulla cartina e lentamente riusc a ritrovare la concentrazione.
C'era un collegamento, ancora non comprendeva quale poteva essere, ma di certo gli serviva tradurre quei fogli. E lo doveva fare alla svelta. Lisa sembrava sapere il fatto suo, aveva titoli ed esperienza sufficienti per svolgere il lavoro.
Poche ore prima l'aveva chiamato, aveva accettato il lavoro.
Lo inform che era pronta, aveva raccolto tutto il materiale necessario e le valigie erano fatte. L'indomani mattina avrebbe atteso l'auto. Bene! Non perde tempo la dottoressa! Chiam il maresciallo Pedonti e come ultima cosa si assicur che anche l'abitazione della donna fosse messa sotto controllo, giorno e notte. Sicuramente i turchi gli sarebbero stati alle costole, era bene sapere fino a che punto.

4,02. Roma, Italia, 8 aprile 2007, ore 9,50
Casa di Lisa.

Si chiuse la porta di casa alle spalle, finalmente il trasloco dei libri era concluso e la prima auto se ne era gi andata. Scese le scale e usc dal portone. Un giovane militare la stava aspettando in piedi vicino alla macchina, come la vide scatt sull'attenti e apr la portiera posteriore dell'Alfa.
Buongiorno".
Buongiorno a lei, dura molto il viaggio? non pot trattenersi dal domandare Lisa.
Fino al Nuovo Centro Direzionale? Mah dipende dal traffico ma non  molto lontano".
Fino al Nuovo Centro Direzionale? Fece perplessa.
Si dottoressa, non  l che deve andare? Ho l'ordine di portarla l".
Ok, pens,  cominciata la mia avventura alla 007! Credeva sarebbe andata direttamente al suo nuovo alloggio. Con fare un po' distratto annu.
Ah perfetto, al Nuovo Centro Direzionale allora!

4,03. Roma, Italia, 8 aprile 2007, ore 11,00
Nuovo Centro Direzionale, ufficio del Tenente Colonnello.

Kk aveva gi selezionato tra i suoi uomini quelli che riteneva pi idonei per le sorveglianze e quelli che preferiva avere accanto a s in Turchia. Michele avrebbe preso il posto di Pedonti che invece sarebbe rimasto come un mastino sul collo della dottoressa. Rossi e Capozza, seduti in quel momento di fronte a lui nel suo ufficio, erano gli unici realmente appartenenti a quella sezione operativa.
Rossi, specialista in esplosivi, era un gigante dalla testa pelata che sovrastava con la sua statura la maggior parte dei suoi uomini. Portava un pizzetto rossiccio di cui ne andava molto fiero che riequilibrava sopracciglia incredibilmente angolate. Capozza invece incarnava il perfetto siciliano, capelli e sopracciglia folti e scuri, occhi scuri, carnagione scura. La corporatura era sempre quella di un uomo pi che preparato fisicamente ma risultava rispetto agli altri pi agile e atletico. Era un ragazzo molto simpatico, un ottimista, un barzellettiere e riusciva in ogni circostanza, anche la pi estrema a tirare su il morale con le sue battute. Aspetto importante che Kk non trascur leggendo dalle sue note.
Il lavoro  diviso in base alle squadre, voi preparatevi a partire con un preavviso di trenta minuti, da ora fino a quando non vi dir il contrario li avvis Kk.
Dove dobbiamo andare Boss? chiese Rossi.
Devo fare qualche telefonata. Ma se il mio contatto non si  spostato, in Turchia".
L'equipaggiamento? chiese Capozza.
Si spalanc di colpo la porta. I due giovani militari incuriositi da chi avesse osato tanto si girarono perplessi, un uomo dalla corporatura piuttosto ingombrante entr richiudendosi la porta alle spalle, prese posto su una sedia libera vicino a loro e con fare disinvolto, per nulla imbarazzato, continu le spiegazioni del Tenente Colonnello.
In borghese se non vuoi farti ammazzare nel giro di dieci minuti vedendo un sorriso stampato sulla faccia del loro Comandante Rossi e Capozza spostavano il loro sguardo da uno all'altro, e poi ancora dall'altro all'uno, in attesa di una qualche spiegazione.
Ragazzi vi presento il Luogotenente Michele Giove, quarto e ultimo componente della squadra".
Un attimo di silenzio scese nella stanza, ci volle qualche istante prima che i ragazzi realizzassero le parole appena udite.
Il rapporto che si creava all'interno di ogni nucleo operativo era di fondamentale importanza, si stabilivano dei legami indissolubili, ognuno di loro era cosciente che per riportare la pelle a casa serviva quell'intesa, quel feeling che con un estraneo era quasi impossibile da stabilire.
Ho richiesto la collaborazione del Luogotenente perch lo ritengo il miglior soldato che io abbia mai conosciuto, se voi pensate di sapere qualcosa, lui ne sa pi di voi! Se pensate di essere capaci pi degli altri, lui lo  ancor di pi. Se credete di aver fatto qualcosa di unico, lui l'ha fatto prima di voi". Li guard con un'espressione che non ammetteva repliche.
Sono stato chiaro? Quasi simultaneamente i ragazzi si girarono verso il nuovo venuto, gli allungarono le mani per potergli stringere la sua e presentarsi. Un simpatico sorriso si stamp sulla faccia di Michele. Nel giro di pochi minuti la situazione era nuovamente sotto controllo. Passarono un po' di tempo a chiacchierare e conoscersi, fin quando il Tenente Colonnello conged i ragazzi per poter parlare da solo con Michele.
Bene ragazzi, lasciatemi qualche minuto per salutare il mio amico, andatevi a prendere un caff, poi ricominciamo attesero qualche istante fino a quando la porta si richiuse.
Allora? Ce l'hai fatta a venire eh?! disse confortato dalla vista del suo amico.
Ma hanno i brufoli in faccia quelli! Sei sicuro di loro? disse provocatorio il luogotenente indicando la porta.
Li avevamo anche noi se ti ricordi, e comunque si, sono i migliori, non ho dubbi! Kk accese il computer, inser il CD che gli aveva passato Michele. In breve apparvero sul monitor le immagini satellitari della prevista drop zone, la zona sopra la quale avrebbero effettuato il lancio con il paracadute.
Per evitare le spie che gli avrebbero addossato i militari turchi, Kk aveva intenzione di entrare in Turchia clandestinamente. Si prese qualche istante per studiare le foto.
S, perfetto, saremo a una trentina di chilometri dalla loro base".
Certo, se atterrassimo in Siria la strada  di meno".
Vedremo, ancora non so se il Generale De Martino accoglier la mia richiesta".
Un discreto colpetto alla porta mise fine alla loro conversazione, Kk sfil dal computer il dischetto e lo infil nella tasca della sua giacca.
S avanti". I ragazzi presero nuovamente il loro posto come se mai si fossero interrotti.

Impiegarono di pi a sorpassare i vari controlli, le guardie, i cancelli che uno dopo l'altro si aprivano e richiudevano al loro passaggio, militari con fucili imbracciati che facevano cenni al conducente di passare o di arrestarsi, tesserini tirati fuori.
Il conducente non si perdeva d'animo, tutto quello ormai era rientrato nella sua normalit.
L'auto si ferm finalmente davanti al piazzale di un edificio giallino e basso che si sviluppava in lunghezza, non arriv a vederne la fine perch nascosta da filari di pini. Il giorno prima era cos arrabbiata che non aveva notato nulla, le sembrava essere l per la prima volta.
Quel luogo era decisamente gradevole. Sorgeva nella periferia sud di Roma, collegato alle pi grosse arterie viarie della citt. Si estendeva per parecchi chilometri quadrati, come le aveva spiegato il giorno prima il Colonnello Roci. Raggruppava al suo interno per la prima volta insieme dislocamenti di vari organi. Lisa not una targa di ottone su un edificio Dislocamento Uff. Ministero degli Esteri, e come quella ve ne erano altre su ogni edificio che Lisa aveva visto l dentro. Dislocamenti di uffici del ministero degli interni, della difesa e della presidenza del consiglio. Infine, proprio l'edificio in cui lei era stata il giorno prima ospitava un nucleo operativo multiforce gestito dai Generali in capo di ogni Arma.
Gli spazi verdi erano ben tenuti, prati e aiuole fiorite sicuramente erano state affidate alla cura di un esperto giardiniere.
Le vetture parcheggiate ordinatamente e siepi, che costeggiavano quasi tutte le strade interne, potate rigorosamente alla stessa altezza erano la conferma sui luoghi comuni dei militari.
Scese dall'auto e segu il militare che l'aveva condotta fin l. Arrivarono davanti all'ufficio del Colonnello Dislocamento uff. COFS". lesse su una targa accanto all'entrata.
La porta era chiusa ma dall'interno proveniva il vociare di una riunione. Il militare che l'aveva accompagnata fin l diede un leggero tocco alla porta e invitato a entrare fece cenno a Lisa di precederlo.
Buongiorno salut Lisa trovandosi davanti a tre energumeni oltre al Comandante che si alzarono e salutarono scattando sull'attenti tutti contemporaneamente.
Si stava cominciando ad abituare all'atteggiamento militare, ma a volte le sembrava quasi che cercassero di battere un record di velocit con se stessi. E poi rimanevano l, tutti irrigiditi, con la faccia sparata in aria e lo sguardo vitreo, ad aspettare non si sa bene che, ma quand' che si doveva calare la mano? Chiss!
Ovviamente il Colonnello era l'unico ad essere rimasto fermo e immobile a osservarsi la scenetta, e come se percepisse il suo imbarazzo eccolo l che il solito ghigno diabolico riaffiorava sulle labbra. Appoggiato alla scrivania, esattamente come stava nel loro primo incontro, in piedi, con le gambe incrociate e le braccia conserte non si degn neanche di salutarla.
Siamo d'accordo allora, il materiale lo mandiamo tramite i wfb disse in tono conclusivo congedando gli uomini. I tre fecero altrettanti saluti scattanti e si accomiatarono.
Bene dottoressa, sei arrivata! la accolse con un sorriso aperto e sincero.
Si, ma ancora non ho capito dove si trova il posto in cui andr".
Se mi dai qualche minuto andiamo insieme, io mi sono gi trasferito l ieri sera".
Lei?
Si, io! Lisa rimase stupita.
Ma perch anche lei? chiese iniziando a sentire l'agitazione formicolare sulle mani. La vicinanza del Colonnello l'avrebbe messa di certo in difficolt.
Mi auguro che la sistemazione sia ben distinta e che io possa avere la mia privacy!
Certo! rispose l'ufficiale con fare serio.
Aspettami solo un attimo vado a firmare un rapporto e poi andiamo, accomodati pure se vuoi prese il basco se lo cal sul capo e si diresse con lunghe falcate verso la porta.
Rimasta sola si guard intorno assecondando la sua natura che, per comprendere la storia, ricercava frammenti di umanit. Non sapeva esattamente cosa cercare ma aveva bisogno di ricomporre quel personaggio. S, ricomporre come si ricompone una tessera antica, cercando e scavando fin quando non si iniziava a intravedere qualcosa.
Ecco, il punto era proprio quello, ancora non le era chiaro chi diavolo fosse quell'uomo e per quale motivo fosse interessato a quella traduzione, cosa accidenti c'era dietro a tutta quella storia e, ancor di pi, perch mai l'Esercito fosse interessato agli Ittiti?
L'ufficio era abbastanza grande e tutto sommato anche confortevole. La parete dietro la scrivania era riempita da cornici dorate, un passepartout rosso contornava i documenti incorniciati. Si avvicin per leggere meglio. Erano encomi, diplomi e attestati di specializzazioni di ogni tipo, di caricamento aereo, salvamento marino, lanci col paracadute. Un diploma di laurea in Ingegneria Elettronica conseguito col massimo della votazione. Un altro diploma di laurea in Scienze Politiche con indirizzo internazionale anch'esso conseguito con la votazione di centodieci e lode. Altri erano in inglese, altri ancora in francese. In alcuni documenti spiccava al centro in alto una bandiera a fondo blu, all'interno la rosa dei venti simbolo della N.A.T.O.
Per, accidenti,  davvero qualcuno Mister arroganza! Pens Lisa. In mezzo a tutte quelle cornici trovavano posto anche alcuni scudetti in legno che riportavano lo stemma smaltato di diversi reggimenti. Altri ancora avevano delle incisioni:
Nascosti da un passamontagna e da una tuta arrivano,
dall'alto, silenziosi come la notte,
veloci come la folgore,
neri come la morte!
oppure:
Primi a partire ultimi a tornare
In tutti quei documenti spiccava il suo nome, da quando ancora era Sottotenente fino a pochi mesi prima.
Cerc con gli occhi una foto sulla scrivania, ma ovviamente, pens, non era tipo da foto ricordo di famiglia. Sebbene ci fossero quei documenti incorniciati che occupavano l'intera parete quell'ufficio si presentava anonimo come la stanza di un albergo. Non c'erano oggetti di uso personale, non c'era l'impronta di una vita vissuta li dentro. Non un foglio di carta su quella scrivania, non una penna o una matita che avrebbe potuto tradire la personalit del Colonnello, le dava la sensazione di stare dentro un set cinematografico.
Sbuff delusa ritornando a fissare quelle cornici forse messe l di proposito proprio per condizionare l'opinione del malcapitato visitatore.  un uomo in gamba quindi, un plurilaureato, pluridiplomato, pluriattestato, pluriencomiato, accidenti a lui!! Pens Lisa. Lei che per tutta la vita sua non aveva fatto altro che studiare, la testa china sui libri, d'estate niente vacanze, niente mare, niente divertimento, solo studio. Se ne andava in giro come un topo di biblioteca con la faccia bianco latte, solo quando aveva cominciato ad andare in giro per gli scavi la sua pelle aveva conosciuto il sole. Ma nonostante ci, lei aveva una sola cornice nel suo ufficio all'universit! E nessun attestato o diplomi vari, anzi se doveva essere sincera, l'unico attestato che aveva era quello di un corso di batik, un corso di pittura su stoffa conseguito l'estate prima con la sua amica Gina. Ma quello certo non poteva appenderlo all'universit.
Lo sent arrivare alle sue spalle.
Complimenti! Ho letto tutta quella roba! fece Lisa indicando le cornici con la mano.
L'ufficiale aggir la scrivania e frug in un cassetto come se non avesse sentito, alz poi la testa e guardandola con fare assorto fece un cenno col capo come a voler ringraziare.
Sei pronta? chiese tagliando corto.
Pronta! fece Lisa alzandosi.
Si avviarono fuori dall'ufficio percorrendo il corridoio che li avrebbe condotti verso l'uscita del centro.
Bene, allora da questo momento in poi tu sei alle mie dipendenze e sotto il mio comando, entri a far parte di un organizzazione militare e come tale sei assoggettata alle nostre leggi e regole. Forse non lo sai ma qui vige la gerarchia, essendo quindi tu un semplice militare appena arruolato s'interruppe un attimo aggrottando le sopracciglia vabbe', diciamo Caporale, visto che comunque sei una docente universitaria, e io invece, sottoline il tono scherzoso un Ufficiale, mi sembra ovvio e scontato che qui a dare regole e ordini sia il sottoscritto. Ti  chiaro? In effetti Lisa non aveva ben capito, o sta scherzando o  un pazzo!
Ti  chiaro? insistette il Comandante vedendola perplessa.
In che senso? domand allora Lisa.
Nel senso che fino a quando fila tutto liscio puoi anche non pensare a quello che ho detto, ma al primo problema o pericolo sono io che guido si blocc e la ferm per il braccio guardandola in faccia improvvisamente brusco.
Ti  chiaro? non era una domanda ma un ordine.
Io francamente non sto capendo nulla, non so niente, in quali problemi o pericoli possiamo incorrere. Ma va bene. Io semplice militare, lei il capo. Giusto?
Brava ragazza! disse annuendo. Ripresero a camminare poi accennando un sorriso disse: Ora il primo ordine che ti do  quello di darmi del tu!
Fu lei a fermarsi questa volta. Sia ben chiaro Colonnello, la mia intenzione  quella di lavorare, non quella di andare a fare bisboccia con un militare dallo sguardo famelico come il suo! precis con il tono da professorina acida.
Ops forse ho esagerato! Pens Lisa spiando le sue mosse, ma lui continu a camminare imperterrito come se non avesse sentito la sua replica.
Del tu! Fammi il favore, dammi del tu e non discutiamone oltre. Come militare sei troppo ribelle, sei stata appena degradata, ora sei un soldato semplice! si gir. Lei ancora stava l: E comunque quella era un'altra storia se ti riferisci al modo in cui ti guardai a Beyky, tra l'atro non mi sembravi molto infastidita! concluse guardandola ironico.
Andiamo! fece lui indicando con la mano l'uscita.
Caro Colonnello a me sembra che tu spesso oltrepassi i limiti del buon gusto! replic Lisa con le guance in fiamme passando al tu come se fosse un insulto.
Si, non mi distinguo certamente per le mie doti galanti!
Ah! Questo l'ho visto! Spero allora che tu ne abbia altre di doti visto che dovremo lavorare insieme".
Oh ci puoi giurare, qualche altra dote ce l'ho eccome! rispose il Colonnello scoppiando in una fragorosa risata.
Era la prima volta che lo sentiva ridere, era bello e dannatamente affascinante anche quando rideva. Ma la sfacciataggine con cui l'uomo la derideva la fece pi di ogni altra cosa inviperire.
Io non ho intenzione di lavorare in questo modo, non trovo il tuo atteggiamento serio, credo sia meglio lasciar perdere!
Ok, ok, ti chiedo scusa disse Kk alzando le mani, cercando di reprimere la risata. Lisa, affranta, decise di lasciar perdere, avrebbe fatto attenzione la prossima volta a non offrirgli pi la possibilit di fare quelle battute.
Nel corridoio un andirivieni di militari segnava il passaggio di una vita frenetica. Un militare molto alto, con il capo piccolo e quasi calvo si avvicin guardandoli.
Cos si lavora  Kk? disse l'uomo dalla testa a pinolo storcendo la bocca in una smorfia maliziosa come voler alludere a chiss cosa vedendolo andar via in compagnia di una donna.
Stronzo rispose tra i denti il Colonnello. Dopodich, come se tutto rientrasse nella loro quotidianit, i due ripresero il loro cammino in direzioni opposte.
Kk? Cos ti chiamano? fece Lisa ridacchiando. Ha un suono very strong! disse ancora prendendolo in giro e continu alzando una mano che richiuse a pugno. Lo vide sorridere e annuire con la testa. Sembrava pensare si si prendi in giro ma poi arriva il turno mio!
Perch Kk? insistette lei.
Stiamo andando in un posto dove ci saremo solo noi i computer e i libri, magari un po' di tempo per raccontarti questa storia ci sar".
Uscirono dall'edificio per dirigersi verso la macchina, una jeep cherokee renegade di colore verde oro metallizzato, con fari rotondi e pedane laterali, sicuramente una versione limitata. Sopra il tetto si affacciavano dei fanali poggiati su una fascia nera che sottolineavano l'aspetto spartano di quella autovettura.
Sali e mettiti la cintura".
Comandi scherz lei.
L'auto si diresse verso un'altra uscita, molto meno sorvegliata di quella che in precedenza aveva fatto perdere tempo a Lisa e all'autista per tutti i controlli subti. Il Colonnello si avvicin al corpo di guardia, prese un tesserino che teneva nel cruscotto e lo mostr sporgendolo fuori dal finestrino. Fu al solito salutato, si allontanarono poi velocemente dal Centro Direzionale verso le arterie principali.
Durante il tragitto cal il silenzio. Il Colonnello si estrane completamente, perso chiss in quali pensieri. Lisa invece, dal canto suo, nello stretto abitacolo dell'auto, percepiva la forte vicinanza di quell'uomo. Il silenzio prolungato era un'agonia per lei ma lui, contrariamente, sembrava a proprio agio. Arrivarono finalmente poco tempo dopo.

4,04. Roma, Italia, 8 aprile 2007, ore 13,30
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Un altro corpo di guardia, un altro cancello e la solita trafila prima di entrare. Poi, finalmente, si trovarono davanti a un gruppetto di palazzine a tre piani, in stile moderno, collegate tra loro da corridoi vetrati. Elementi architettonici un po' bizzarri caratterizzavano quel luogo, cancelli e portoni erano posizionati obliquamente rispetto all'entrata e ci li faceva apparire sempre aperti. Ringhiere e inferriate zincate sbarravano tutti i possibili accessi dall'esterno. Si riproponevano a moduli ondulari creando, al loro passaggio, giochi ottici simili alla roteazione del caleidoscopio.
Il posto appariva discreto ed elegante, c'era il giusto equilibrio tra verde e cemento.
Scendendo dall'auto fu avvolta da un intenso profumo di gelsomino. La pianta in alcuni punti pi di altri, l dove trovava sostegno, si arrampicava intrecciandosi tra quelle ringhiere creando delle vere e proprie pareti verdi che si alzavano per oltre tre o quattro metri.
Si avviarono verso una delle tre palazzine, percorso il corridoio vetrato che collegava il portoncino esterno all'edificio si ritrovarono in un atrio luminoso dove al suo interno vi era una piccola aiuola con tanto di fiori e piante sopra alla quale un lucernaio ne garantiva luce e sopravvivenza.
Le porte dell'ascensore si aprirono e ne usc un signore anziano ma dall'aspetto energico e vitale tanto da dimostrare almeno dieci anni in meno di ci che suggerivano le macchie bianche sul volto e sulle mani, dopo un cordiale scambio di saluti entrarono a loro volta nel capiente ascensore che li condusse al terzo piano.
Finalmente poterono entrare nell'appartamento che di l a chiss fin quando sarebbe stato il loro quartier generale.
Come l'esterno dell'edificio, quell'appartamento era arredato in stile moderno. Un'ampia sala ospitava al centro un enorme divano bianco di pelle. Di fronte un televisore a cristalli liquidi dalle dimensioni gigantesche, alle spalle del divano un bellissimo tavolo di mogano. Una vetrata molto ampia che dava sul cortile interno illuminava tutta la sala. Lisa not che i suoi scatoloni erano stati aperti. Tutti i volumi ordinati in una libreria che occupava un'intera parete del soggiorno. Appena varcata la soglia d'ingresso Kk fece un giro per l'appartamento tirando su tutte le serrande e scostando le tende apr le finestre. Immediatamente l'aria all'interno si profum di gelsomino. Si avvi poi verso la porta.
Documenti-Lisa-Beyky-Roky la password  12 09 98 L O S O disse il Colonnello, avendo tutta l'aria di chi stava per abbandonare il campo.
Come? Come? rispose Lisa interdetta dall'improvviso cambio di scena. Ma cosa vuol dire? Kk torn sui suoi passi, le si avvicin indicandole il computer.
Lo vedi che sul tavolo c' un computer? Se lo accendi e vai nella cartella documenti troverai un'altra cartella che si chiama Lisa. Aprendola ne troverai un'altra con il nome di Beyky. Infine, per accedere all'ultima cartella che si chiama Roky, dovrai inserire una password. La password  12 09 98 L O S O le spieg come se si rivolgesse a un bambino.
Ok ma poi? Cosa dovrei vedere?
Tutto ci che devi esaminare  stato scansionato. Lo trovi l dentro, pagina per pagina".
Ma io veramente speravo di poter vedere l'originale?
Avrai modo di vederlo, ma per adesso devi accontentarti".
Lisa annu leggermente distratta dalla combinazione alquanto insolita della password.
12 09 98 L O S O! Il 12 settembre 1998  il giorno in cui  nato Roky! disse quasi tra s e s Lisa, pensando al suo dolce cagnolino che gi le mancava.
Lo so! rispose Kk prima di richiudersi la porta alle spalle.
Lo so ripet Lisa ad alta voce 120998 lo so! Non elle o esse o, ma lo so! Ma che tipo! Cosa intende con questi giochetti? Che conosce tutta la mia vita? O che avrebbe spiato ogni mia mossa? Che accidenti vuole da me? Meglio sbrigarsi, prima finisco la traduzione, prima avr messo fine a questa situazione da film americano di controspionaggio! E poi dove se ne va? Non ha forse detto che si era trasferito anche lui qui?
Spinta dalla curiosit di vedere come erano stati sistemati fece un giro per la casa. Un arco separava la sala dalla cucina, lasciandola di poco a vista, alla base dell'arco, un muretto fungeva da piccolo tavolo. Una bellissima porta vetrata divideva la zona giorno da quella notte. Su un piccolo disimpegno si affacciavano le porte di due camere da letto, in una di esse le valige di Lisa erano state posate ai piedi del letto, quindi l'altra sarebbe spettata al Colonnello? Si affacci ma nulla le fece supporre che quella stanza fosse gi abitata da qualcuno. Forse non era l che stava Kk, ma allora dove? Pi distante dalle altre la stanza da bagno. Entr, una doccia doppia con la parete in cristallo occupava un intero lato, un lungo piano in marmo ospitava uno di quei lavabi ultramoderni che sembravano posati casualmente sul piano. maioliche grigio perla e marmi rosa chiaro conferivano a quell'ambiente un tono molto sofisticato, ne rimase sufficientemente soddisfatta. Certo d'intimit ne avremo avuta poca visto che il bagno  solamente uno!
Dopo aver accontentato la sua curiosit torn nella sala decisa a cominciare. Prese posto sulla comoda poltrona girevole messa l per evitare o quantomeno attenuare a chi avrebbe lavorato ore e ore davanti al computer un po' di mal di schiena.
Fece come le disse Kk, apr quella sfilza di file e digit la password. Non ci posso ancora credere, la data di nascita di Roky!
Attese qualche attimo davanti al monitor fin quando non apparve un'immagine, sembrava la copertina di uno di quei taccuini che si usavano nei primi 900, con la copertina rigida e nera e al centro una ellisse bianca in cui spiccava il nome di una cartaria.
Apr gli altri documenti e in effetti ebbe la conferma di ci che aveva supposto, era proprio un taccuino.
Comprese immediatamente dai primi segni che vide che si trattava degli Ittiti. Era un'infinit di materiale, su alcuni si trattenne di pi, ma non erano documenti comprensibili a un primo sguardo. Da dove provenivano? Dove erano stati ricopiati? C'erano copie, trascrizioni, disegni di reperti o di scavi, piantine, molti fogli spesso erano pieni di appunti scritti in ogni angolino bianco. Non sarebbe stato semplice arrivare a comprendere tutto. Sfogli decisamente perplessa gli altri file. A lei non era mai capitato di avere sotto gli occhi gli originali, sicuramente erano stati copiati in qualche sito, ma quale?
Nel corso della giornata, file dopo file Lisa si era fatta l'idea, che chiunque avesse realizzato una simile raccolta di informazioni fosse una persona preparata.
Si scost dal monitor muovendosi per la prima volta dopo ore. Era esausta ma incredibilmente euforica. Finalmente s'intravedeva qualcosa e con molta probabilit il Rettore aveva visto giusto anche in questo caso.
Il lavoro da fare sarebbe stato enorme e se nel pomeriggio aveva provato a fare una stima di quanto tempo avrebbe impiegato, dopo aver dato un'occhiata a quegli ultimi file non avrebbe saputo pi dire se un mese o dieci anni le sarebbero occorsi.
Era ormai giunta la fine della giornata, Kk fece ritorno al CPU buss ma non sentendo alcun invito a entrare apr la porta di cui ovviamente aveva un duplicato di chiavi. Lisa era intenta a lavorare, sembrava completamente estraniata dalla realt.
Posso? Fece lui rimanendo per discrezione ancora sull'uscio.
Completamente assorta Lisa non sent nulla. Kk allora attravers tutta la sala, ma la dottoressa ancora non dava cenno. Non si accorse del suo arrivo n lo sent avvicinarsi quando le arriv alle spalle fermandosi dietro la sua sedia.
Il Colonnello si chin per lanciare un'occhiata al monitor, ma disgraziatamente la sua faccia capit proprio sopra la testa di Lisa. Solo allora lei percep una presenza e si alz di scatto spaventata. Il cranio di lei si scontr col naso di lui. L'impatto tra i due fu doloroso per entrambi. Un fiume di sangue sgorg in pochissimi attimi dal naso di Kk. Quest'ultimo, per evitare di sporcare tutto quanto, teneva il capo alzato verso il soffitto e le mani sotto il mento. Lisa invece stava piegata sulla sedia reggendosi con le mani la testa nel tentativo inutile di alleviare il dolore.
Scusami esord con un filo di voce in tono dimesso e gli occhi inumiditi dal dolore non ti ho proprio sentito! gli occhi del Colonnello mandavano lampi di fuoco.
Me ne sono accorto! rispose in tono asciutto bene, dopo questo benvenuto me ne vado un attimo in bagno!
Hai bisogno di un aiuto?
No! Di un naso nuovo! lo sent gridare dal fondo del corridoio.
Arriv poco dopo. Si present con due tamponi improvvisati di carta igienica infilati nel naso. Due cornetti uscivano fuori dalle narici! Lisa non riusc a reprimere una piccola risata.
Se Kk avesse avuto un inceneritore al posto degli occhi, lei sarebbe stata polvere.
Scusa, scusa davvero ma sembra che hai rubato le zanne a un elefante!
Be'? Hai finito di prendermi in giro? disse ormai spazientito.
Ok scusa ancora. Ho dato un primo sguardo ai file, il materiale  veramente tanto, non sar un lavoro veloce come mi avevi fatto intendere esord Lisa affrettandosi a ritrovare un atteggiamento professionale.
Quanto tempo pensi che ci voglia?
 quasi impossibile dirlo, anche perch non sapendo bene a cosa andavo incontro quando ho scelto il materiale da portare, non  detto che io abbia tutti i volumi che potrebbero servirmi".
Be' in quel caso ci dovremmo accontentare, ormai non ci possiamo pi muovere, speriamo di aver tutto l'occorrente".
E comunque visto che ora so pi o meno di cosa si tratta avrei bisogno di conoscere alcune cose".
Tipo?
In che modo sei entrato in possesso di questi documenti e in che luogo sono stati rinvenuti. Sono dati fondamentali che potrebbero accelerare notevolmente il mio lavoro. Di certo pi dati ho, meglio posso lavorare".
No  impossibile, tutto quello che puoi sapere  solo ed esclusivamente quello che ne caverai dal taccuino".
Posso sapere almeno cosa cerchi di ottenere da questa traduzione? A cosa ti serve? Su cosa devo focalizzare la mia attenzione?
Negativo! Tu traduci, decifra, poi ci penser da solo".
Non hai idea di cosa significhi affrontare un simile lavoro, basta un'imprecisione, una virgola e ti puoi ritrovare completamente da un'altra parte".
Be' vorr dire che ne seguir passo passo l'evoluzione, in tal modo potr rimetterti in carreggiata! Ora basta, questo discorso non verr pi affrontato, sai gi pi di quello che dovresti sapere! Disse con tono autoritario.
Sfil i tamponi dal naso. Il sangue si era arrestato ma sotto gli occhi si stava formando gi un versamento. Si pos una mano sulla fronte e chiuse per qualche attimo gli occhi, dopo quella forte collisione un mal di testa si stava affacciando.
Perch sei anni fa stavi li? fu interrotto dalla voce di lei.
E tu perch ci stavi? ribatt eludendo la sua domanda con un'altra.
Per lavoro rispose come se fosse la cosa pi ovvia al mondo. Kk annu con il capo.
Anche io! con fare conclusivo si alz bene, se non c' altro io vado. Mi raccomando Lisa, tutto quello che fai, dagli appunti che prendi alle prime traduzioni, fai la scansione e mandamela via e-mail, sempre! Deve essere il tuo modo di lavorare d'ora in poi! La guard per un ultima volta, poi prese il basco che aveva posato sul tavolo e si avvi verso l'uscita.
Quando Lisa sent chiudere la porta, si rilass sulla poltrona girevole. Fece come Kk le aveva ordinato, scansion tutto ci che aveva scritto in quella mezza giornata di lavoro, compresa la lista dei libri che avrebbe dovuto consultare. Infine ripose tutto in una cartellina.
Basta! Era stanca, chiuse tutti i documenti e spense il computer per non avere tentazioni. Osserv l'ultimo rigagnolo di luce ingoiato dallo schermo nero fin quando non divenne un puntino inesistente che continu a brillare ancora per qualche breve istante al centro del monitor. Troppe cose le giravano nella mente e come un assetato davanti a un mare di acqua potabile avrebbe gi voluto riaccendere il PC.
Affamata si diresse verso il frigo, all'interno trov una serie di vaschette di cibo pronto, forse confezionate da qualche ristorante, dall'aspetto ottimo.
Scelse un secondo di scaloppine con carciofi. Dopo averlo riscaldato and a posizionarsi davanti al televisore con il vassoio sulle gambe pronta a gustarsi la cenetta e un po' di meritato relax.
Subito dopo aver acceso il televisore una musica d'improvviso irruppe nell'aria, proveniva dall'esterno e con il suo frastuono rendeva impossibile ascoltare il programma alla TV. Lisa alz l'audio ma non fu sufficiente. Allora abbass del tutto il volume per cercare di capire da dove provenisse, non le era sembrato un posto abitato da famiglie giovani, da ragazzini adolescenti che amano stordirsi con la musica.
Pos il vassoio sul divano senza neanche aver assaggiato un boccone di quella pietanza gustosa, si affacci alla porta. Evidentemente sia la porta che le pareti del suo appartamento erano insonorizzate molto bene. Come apr, sent la musica ancora pi forte. Il suono era davvero assordante, un rock scatenato! Tutto quel baccano proveniva dall'abitazione accanto. Con un passo da guerriera, decisa a mettere fine a quel concerto assordante buss con veemenza alla porta. Stando cos vicina alla sorgente le parve addirittura di distinguere due musiche diverse. Attese qualche minuto e poi riprov. Suon il campanello ma niente e nessuno si affacciava da quella porta! Ritent ancora tenendo fisso il dito premuto sul campanello, erano passati almeno cinque minuti da quando aveva iniziato a bussare, la dottoressa inizi a preoccuparsi, forse avrebbe dovuto chiamare la polizia? Ma non era certa di poterlo fare vista la sua posizione.
Rientr dentro il suo appartamento e prese sul tavolo il cellulare che le era stato consegnato, compose il numero che ormai aveva imparato a memoria e attese qualche attimo.
Pedonti rispose poi la solita voce.
Maresciallo salve sono la dottoressa Dell'Oro, avrei bisogno di parlare con il Colonnello".
Lo contatto subito e la faccio richiamare".
Un leggero tremito scosse la dottoressa. La paura s'insinu nelle sue incertezze. In fin dei conti lei era sola l, non aveva idea della gente che viveva in quel centro, e se fosse stato ammazzato qualcuno? Magari avevano alzato il volume cos tanto per non far sentire degli spari, o qualcuno che urlava! Cominci a tremare, si stava suggestionando un po' troppo forse, tutta quella situazione di segretezza, di spionaggio forse? Insomma stava perdendo i contatti con la realt o forse la situazione era davvero cos pericolosa? In quel momento la musica cess e subito dopo il cellulare cominci a squillare.
Pronto?
Lisa? Che succede? la voce rassicurante del Colonnello risuon nell'apparecchio.
Ti volevo chiedere che tipo di gente abita qui al centro? In realt avrebbe volentieri voluto sapere quando sarebbe ritornato, ma certo non voleva sembrare una mogliettina in apprensione.
Il CPU  stato costruito da poco, per adesso tra tutte e tre le palazzine ci saranno si e no una decina di inquilini e sono tutti militari in pensione. Hai paura? le chiese intuendo la sua tensione.
Un po' si francamente, per se mi dici cos mi tranquillizzo". La sua risposta invece non lo tranquillizz affatto.
Ascolta questo luogo  sotto sorveglianza. La tua casa  sotto sorveglianza. Tu sei sotto sorveglianza. Ho predisposto turni di guardia, blocchi in entrata e uscita ventiquattro ore su ventiquattro".
Wow! Questo si che mi piace, ma perch non me lo hai detto?
Non volevo spaventarti, in realt  semplicemente una prassi". Cerc di minimizzare.
Ok, non sono spaventata ma sicuramente dietro a questa storia c' molto di pi di quello che mi vuoi far credere".
Io non ti ho mai fatto credere niente, ti ho sempre detto tutto quello che ti potevo dire il resto  top secret".
Ok, ok. Ora sono pi tranquilla, grazie".
Prego".
Lisa rasserenata ritorn sul divano, prov a mangiare ma nell'attesa il cibo si era raffreddato cos lo infil nel forno a microonde. Quando finalmente fu pronto afferr la forchetta e affamata assaggi quella delizia. Mentre assaporava con gli occhi chiusi il primo boccone, la musica assordante riprese a far tremare le pareti. Militari in pensione? Pens, ma questo  un invalido di guerra! Si  fracassato i timpani con un'esplosione! Sono le dieci di sera! Pos nuovamente il vassoio sul divano. Si rialz e determinata questa volta ad andare fino in fondo usc e suon il campanello della porta da cui proveniva quel frastuono, buss, suon. Era livida di rabbia, sent qualche rumore dall'altra parte, poi la porta si apr. Lisa rimase ammutolita, le braccia le calarono lungo i fianchi, la bocca spalancata dallo stupore, si ritrov davanti Kk con un accappatoio addosso e sulla faccia qualche residuo di schiuma da barba.
Il volume della musica l dentro era paragonabile a quello di una discoteca.
Che ti succede la sera?
Ma che ci fai tu qui?
Te l'ho detto che mi sarei trasferito qui!
 vero, che idiota, me lo ha anche detto, ma perch non l'ho capito che poteva essere solo lui?
Ma prima quando parlavamo al telefono".
Io ero qui, si!
E perch non me lo hai detto?
Perch non me lo hai chiesto?
Ma perch non sei venuto direttamente!
Come puoi immaginare cinque minuti fa non ero molto presentabile!
In realt ti avevo chiamato perch pensavo che". si sent veramente una stupida, ma quel dannato frastuono che ancora non cessava la stava facendo impazzire.
Ma puoi diminuire quest'accidenti d'affare? chiese stizzita.
Kk and verso lo stereo. Lisa lanci un occhiata alla TV, era accesa! Che senso ha tenere accesa la tv con questa musica assordante? Finalmente la musica si interruppe ma a quel punto si distinsero altri rumori, si gir verso la cucina e not che dal rubinetto del lavandino sgorgavano fiumi d'acqua e un altra musica proveniva dal PC aperto sul tavolo.
Ma  da impazzire qui dentro! Come fai?
Kk si strinse nelle spalle.
Stavo solo ascoltando un po' di musica rispose.
Ok allora ti chiedo la cortesia di ascoltarla a un volume pi basso, tanto da evitare che mi tremino le pareti! Notte!
Lisa lo lasci l e rientr nel suo appartamento, questa volta and spedita verso la camera da letto, ormai l'appetito era sfumato!
Kk ritorn nella stanza da bagno e fin con calma, sper questa volta, di farsi la barba. Sorrise ripensando allo stupore dipinto sul viso di Lisa. In effetti, guardandosi dal di fuori poteva veramente sembrare un folle. Tuttavia, quel comportamento si era modificato inconsapevolmente nel corso degli anni per difendere la sua privacy e le sue conversazioni dalle situazioni come quella che per necessit imposte da lui stesso tutto quanto veniva messo sotto controllo.

5. Inizio traduzione.

5,01. Roma, Italia, 9 aprile 2007, ore 8,00
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Il risveglio di Lisa fu dovuto nuovamente al frastuono della musica. Aveva un mal di testa infernale, cerc di non arrabbiarsi.
Dalle persiane chiuse filtrava qualche pigro raggio di sole. Pur essendo Aprile, a quell'ora del mattino la temperatura era ancora fresca. And a spalancare le finestre e fu pervasa dall'odore della primavera. Si riemp i polmoni trattenendosi il respiro per qualche attimo, l'aria frizzantina le pungeva il viso.
Dopo essersi lavata, decise di indossare dei pantaloni bianchi e una camicetta di lino color verde acqua. Infine, si aggiust un po' quella massa di capelli ribelli.
La musica non cessava un attimo, ma lei non voleva permettere a quel tipo di averla ancora vinta. La sera prima riflettendoci aveva fatto proprio la figura della donnetta isterica e questo non poteva sopportarlo.
Inizi il suo lavoro dopo essersi fatta un buon caff ma la musica continuava ancora ad assordarla. Lisa cominciava a perdere la pazienza. Ritorn con gli occhi sul monitor ma sentiva la concentrazione abbandonarla. Cos non posso riuscire a lavorare!
Decise di ritornare a chiedere ancora una volta di abbassare il volume. Si diresse verso l'appartamento di Kk, la porta era accostata, la oltrepass senza farsi alcuno scrupolo.
Riconobbe, pur essendo di spalle al lato del divano, uno di quegli uomini che il giorno prima aveva conosciuto nell'ufficio del Colonnello. L'uomo parlava con voce sostenuta per sovrastare il volume che da l dentro era insopportabile.
Allora ci raggiungi verso l'ora di pranzo?
In attesa di una risposta che non arrivava la testa del militare prese a muoversi prima su e poi gi e ancora prima su e poi gi.
Ma che combinano questi due? Lisa avanz di qualche passo, Kk stava per terra ai piedi del divano gambe incrociate e petto in fuori, con addosso solo dei pantaloni di una tuta militare. Ma quel che pi la sconcert fu un mobiletto di frmica che veniva sollevato dal Colonnello come fosse stato un bilanciere. Se ne stava l, a fare esercizi ginnici, alzando un mobile pieno di oggetti vari che di tanto in tanto precipitavano qua e l.
Si accorsero della sua presenza, Kk si volt con fare interrogativo, continuando imperterrito a fare i suoi esercizi. Il Luogotenente sorrise evidentemente per l'espressione che Lisa aveva sul volto.
Allora? Esord Kk cos, senza un buongiorno, senza un minimo di educazione.
Be', ti sei incantata?
Ma cosa si pu rispondere a una persona cos sfacciata? Si ritrov dunque ammutolita e imbarazzata. Era andata l per urlargli in faccia la sua maleducazione ma di giorno in giorno assisteva alla sua arroganza. Sapeva bene che nessuna parola avrebbe mai potuto cambiare un tipo cos.
Ok, ci vediamo a pranzo rispose a Michele che ottenuto ci che voleva gir sui propri tacchi fiutando una certa tensione nell'aria.
Rimasti soli l'uomo and a spegnere lo stereo e un silenzio improvviso cal su di loro. Il sudore gli imperlava la pelle e i capelli umidi apparivano ancora pi scuri. I muscoli gonfi per lo sforzo, guizzavano a ogni movimento. Osserv Lisa, sempre pi affascinata da quell'uomo.
Ti sta bene il verde, risalta i tuoi occhi, ma eri in cerca di complimenti mattutini? chiese provocatoriamente il Colonnello. Demoralizzata, gir i tacchi e se ne and.

5,02. Roma, Italia, 9 aprile 2007, ore 10,30
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS).

Claudio lo sai, qui la decisione pu essere presa soltanto dal Presidente del Consiglio di concerto con il Ministro degli Esteri e il Ministro della Difesa Il Generale De Martino non sembrava molto accondiscendente.
Bene, allora saliamo al vertice insistette Kk.
La vedo difficile, se l'impresa dovesse fallire e divenisse di dominio pubblico, scoppierebbe uno scandalo internazionale di enormi proporzioni. In seguito a questo evento, il Governo sarebbe costretto alle dimissioni e il Presidente del Consiglio terminerebbe per sempre la sua carriera politica".
 evidente per che ci sono dei motivi validi per cui il Presidente ritenga necessario giocarsi la carriera politica, tutto sta nel giusto modo di raccontare i fatti".
Ma se tu entrassi per le vie ufficiali in Turchia sarebbe tutto pi semplice".
Quelli mi hanno gi addossato i loro servizi, metterei a rischio la copertura dei miei contatti. Inoltre, Generale, i turchi sanno che io operer nel loro territorio. Sono loro che hanno chiesto aiuto a noi! Abbiamo tutte le carte in regola per entrare. Eventualmente, se qualcosa dovesse andare storto dovremmo giustificare solo il perch abbiamo scelto di agire senza ufficializzare il piano". Il Generale rimase qualche istante silenzioso poi punt i suoi occhi grigi sul Colonnello.
Mi sembri deciso, prover a muovermi, contatter nuovamente il sottosegretario alla presidenza del consiglio".

5,03. Roma, Italia, 9 aprile 2007, ore 14,00
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Lisa stava china sui suoi libri quando sent bussare alla porta, alz la testa pensando: E ora ecco il seguito!
Avanti disse con voce leggermente prevenuta, certa che poteva essere solamente il Colonnello. Infatti, comparve davanti a lei, stagliandosi sull'uscio ormai aperto.
Sul volto aveva un'espressione rilassata, la pelle era tesa e fresca di rasatura. Indossava una tuta militare nera. Le maniche della camicia erano arrotolate fino ai gomiti. Sulla spalla spiccava sempre lo scudetto tricolore. Sul petto, il simbolo e il nome dell'arma. Sul colletto, le mostrine. Come al solito portava il basco amaranto, calato obliquamente sul capo.
Vogliamo fare due chiacchiere? le disse sorridendo usando un tono cos cordiale che tutto il nervosismo di Lisa si dissolse in pochi attimi come un palloncino che si sgonfia. Fu impossibile resistergli, Kk rientrava in quella schiera di uomini che con un sorriso avevano in tasca il mondo. Gli sorrise a sua volta.
Kk oltrepass l'ingresso avvicinandosi. Si sedette sulla scrivania di mogano, con una gamba ben ancorata a terra e l'altra penzoloni. Incroci le braccia al petto pronto per quella che sembrava sarebbe stata una lunga chiacchierata. I muscoli delle braccia guizzarono fuori dalle strettoie delle maniche arrotolate. Lisa osserv gli estensori del avambraccio ben delineati, un orologio di acciaio dal grande quadrante nero spiccava sul polso, pens che avrebbe tranquillamente potuto fare uno spot televisivo. Distolse lo sguardo.
Dimmi? Utilizzando lo stesso tono cordiale di lui.
Vorrei sapere qualcosa? Hai capito di che si tratta?
Credo di si, allora". fece Lisa con fare introduttivo. Si prese qualche attimo, chiuse il libro che stava consultando mettendoci un segno con un pezzetto di carta. Spinse un tasto a caso del PC per mandar via il salva schermo. Immediatamente comparvero i suoi appunti.
Si rivolse a Kk che nel frattempo si era posizionato davanti al monitor sapendo che avrebbe dovuto compiere un miracolo per spiegare duemila anni di storia in breve tempo.
Ma tu cosa sai sulla storia degli Ittiti?
Poco e niente. Se ricordo bene, era un'antica popolazione che viveva nella penisola anatolica circa 2000 anni prima di Cristo, giusto?
Si pensa che gli Ittiti siano arrivati prima, gi verso il 6000 a.C. Forse, giunsero dalle steppe a nord del Mar Nero attraverso il Caucaso o da ovest passando attraverso i Balcani. Una popolazione di pastori nomadi, seguendo i movimenti migratori arriv in Anatolia. L trovarono i Prohatti, delle popolazioni autoctone, insediate in quel luogo dall'et della pietra. I nuovi arrivati si sovrapposero all'antica popolazione non indeuropea e, riunite alcune trib, formarono il primo nucleo di quello che in seguito sarebbe divenuto un impero".
Ti prego, dimmi solo l'essenziale".
Cerca di capire continu Lisa petulante: Visto che non so cosa vuoi sapere non sto tralasciando alcun particolare.
Ok, ok, vai avanti Kk reclin il capo, allung le gambe davanti a s cercando di trovare una posizione comoda.
I Prohatti erano abbastanza civilizzati, vivevano in centri ben organizzati, la pi antica citt del mondo a noi oggi conosciuta  Catal Huyuk,  stata costruita da loro".
 quel sito a sud-est di Ankara?
Bravo, proprio quello. La citt poi fu abbandonata, forse per qualche incendio e vennero costruite altre citt tra cui Kultepe. Una localit che segn la comparsa di questo primo nucleo, circa 2000 anni a.C".
Ma quanto manca? chiese Kk cominciando a spazientirsi.
Ma sei matto? scatt Lisa Ora stai un po' in silenzio e mi ascolti. Sono appena all'inizio e ti devo ancora raccontare altri 2000 anni di storia! Quindi mettiti l'anima in pace!
Kk fece un respiro trattenendo l'aria nei polmoni. Ok, ok".
Lisa riprese il discorso: La storia degli Ittiti a noi  nota solo da un centinaio di anni.  avvolta da moltissimi misteri e solo all'inizio del 900, quando fu portata alla luce un'intera citt, si  capito che si trattava di una nuova civilt. Prima di allora, solo la Bibbia citava questa popolazione. Il problema sulla loro storia  che le fonti scritte e i reperti che abbiamo non coprono l'intero periodo della loro egemonia. Ci sono parecchi vuoti.
E quel taccuino? Potrebbe coprire qualche vuoto? Credo che sia stato scritto negli anni 70".
S, il taccuino cita fonti e parla di documenti e reperti che a noi oggi non sono noti.  proprio per questo che potendo risalire a chi te lo ha dato si potrebbe tentare di arrivare agli originali. Infatti, esistono delle copie perfette di iscrizioni probabilmente appartenute a palazzi e santuari. Materiali che io non ho mai visto prima e che potrebbero dare delle risposte ai quesiti che ancora oggi rimangono in sospeso".
Ma lo sai che almeno per ora non posso dirtelo".
Lo so Lisa congiunse le mani e se le port alla bocca, era inutile insistere, lasci cadere le spalle, quasi in segno di resa.
Ti garantisco Lisa che appena ne avr la possibilit, ti metter al corrente di tutto".
Lisa alz gli occhi puntandoli in quelli scuri di Kk e avvert la sua sincerit.
Andiamo avanti, cercher di riassumere il pi possibile. Il fondatore dell'Impero ittita fu Pitkhana di Kussara. Sotto il protettorato della citt di Kultepe un le prime trib. Il figlio part con un esercito per andare a conquistare Nesa e Hattusas, che dopo un centinaio di anni divenne la vera capitale ittita. Con il passare del tempo, la loro lite arriv a dominare su un regno che si estendeva - nel momento del suo massimo splendore - dalla costa occidentale dell'Asia Minore, alle montagne a nord del Mar Nero fino al confine del Libano. Questo popolo divenne una delle pi grandi potenze dell'et del Bronzo, pari agli Egizi, agli Assiri e ai Babilonesi. Introdussero innovazioni nell'arte della guerra con le armi fabbricate di un nuovo metallo, il ferro, pi resistenti di quelle in bronzo. In battaglia utilizzavano il cavallo attaccato a una biga che trasportava quattro guerrieri. Queste innovazioni li resero irresistibili. La loro espansione giunse anche in Mesopotamia dove si riversarono, nel 1595 a.C., nella pi antica civilt del mondo: Babilonia, erede del grande Impero sumero-accadico. Nella loro storia si distinguono generalmente due fasi: quella dell'antico regno che va dal 1650 al 1430 a.C. e quella del periodo imperiale che va dal 1430 al 1200 a.C. Dopodich lo stato scompare".
Come scompare? Che vuol dire?
Che non abbiamo pi tracce della loro civilt. Sappiamo che nella tarda Et Imperiale lo stato cominci a indebolirsi per svariate cause. Nel 1200 a.C. l'Impero ittita  quasi al collasso: situazioni interne di faide familiari, troni illegittimi, la perdita di importanti scambi commerciali e le continue rivolte degli stati vassalli crearono una crisi demografica, tanto da spingere il re a deportazioni di massa dei prigionieri per garantire la manodopera. Oltre ai problemi interni, lo stato doveva fronteggiare anche i pericoli che venivano da fuori come i Kashka o altre popolazioni seminomadi dediti alla razzia e al saccheggio che rappresentavano una continua minaccia, oppure gli egiziani, gli assiri".
Be' stavano combinati male! disse Kk seguendo con attenzione la spiegazione della dottoressa.
E non  finita, in conseguenza a un cambiamento climatico sopraggiunse una carestia, che fu probabilmente l'unica vera responsabile dello sfacelo di tutti quegli stati dell'Asia minore. Intere popolazioni furono costrette a lasciare la loro terra per andare alla ricerca di nuovi posti dove stanziarsi. Da allora in poi crollarono uno dopo l'altro inesorabilmente quegli immensi imperi della tarda et del Bronzo".
Lisa si sofferm un attimo per riprendere il fiato e, pensierosa, aggiunse: Ma ci non  sufficiente per far sparire del tutto una civilt. Cosa realmente accadde a quella popolazione non ci  dato sapere. Improvvisamente manca sulla terra il loro segno,  come se si fossero volatilizzati.  davvero incredibile se ci pensi. In tutta quella vasta area nessuno  mai riuscito a trovare nulla che ne spiegasse in qualche modo la loro fine. Generalmente, quando un popolo viene dominato da un altro, si integra con questo. C' un passaggio lento nella perdita degli usi e delle tradizioni. Questo avviene col passare di centinaia di anni, piano piano, quindi le tracce rimangono, per gli Ittiti non  cos!
Forse oltre a quel quadro politico magari c' stato un evento naturale tipo un terremoto che ha dato il colpo di grazia ai pochi rimasti?
Se ci fosse stato un terremoto il crollo dei palazzi avrebbe sepolto anche le grandiose ricchezze contenute. Prima di questa eventuale catastrofe la gente viveva in condizioni agiate. Invece, tutto ci che abbiamo trovato di prezioso proviene soltanto da sepolture o da evidenti nascondigli come pozzi. La cosa  spiegabile solo con l'ipotesi di un saccheggio".
Quindi? Cosa vuoi dire che hanno subito un'invasione?
Si".
E allora cosa significa? Se non si sono integrati agli invasori li hanno massacrati tutti? Un'intera popolazione massacrata?
No".
E allora cosa ne  stato di loro?
Sono scappati!
Un intero Stato che scappa? domand incredulo il Colonnello.
Direi che  l'ipotesi pi attendibile".
Ma come  possibile?
Ma intanto parliamo solo di trentamila persone, ci sono stati esodi nella storia molto pi numerosi".
Perch solo trentamila persone?
Dopo la caduta dell'impero, nascono una serie di piccoli stati detti neo-ittiti. Ci di cui non vi  pi traccia sono principalmente gli abitanti di Hattusa, la corte, l'imperatore e tutto il suo seguito. Ossia circa trentamila abitanti".
Kk strizz gli occhi rivolgendo lo sguardo verso il basso, ammiccando con la testa prov a immaginarsi quella grande fuga.
Diciamo che la storia ufficiale sostiene che le motivazioni legate alla fine di questo Impero sono quelle che ti ho detto prima, ossia le carestie, un indebolimento del potere, le invasioni di altre forze, ma io credo che ci sia stata una fuga o altrimenti una deportazione, o ancora meglio entrambe. Si, sono certa che prima o poi ne troveremo la traccia".
Caspita! incredibile!
Kk sembrava rapito da ci che aveva ascoltato. Rimasero in silenzio per qualche minuto, ognuno assorto nelle proprie riflessioni.
Cerc di ricordarsi le parole del suo amico. Erano passati ormai degli anni da quando Baran gli aveva detto che attraverso quel taccuino avrebbe potuto rintracciarlo. Lo ricordava molto bene non poteva sbagliarsi, probabilmente andando avanti nella traduzione sarebbe emerso qualche dato.
Vai avanti Lisa, ora che mi hai spiegato il quadro storico, dimmi cosa hai visto nel taccuino".
Bene, dopo questa premessa ti spiego cosa sto facendo, prima ho dato uno sguardo generico a tutto quello che contiene questo taccuino, e sinceramente mi sembra infinitamente ricco di informazioni".
E cosa hai trovato?
Ho trovato appunti, disegni, copie di epigrafi, copie di tavolette a carattere cuneiforme che a un primo e rapido sguardo mi sembrano perfette, questo mi fa supporre che il taccuino sia appartenuto a qualcuno del ramo. Insomma, un'infinit di documenti preziosi, anzi in realt un'infinit di copie! Ti posso dire per certo che nulla di tutto questo  noto a noi professionisti. Questi documenti sono unici, ma ho bisogno di tempo per valutare e tradurre tutto. Tra l'altro c' una cosa che ancora non capisco. L'ultimo documento , almeno mi  sembrato, semplicemente la copia di un trattato molto noto tra ittiti e egizi.  piuttosto importante. Francamente non ho capito perch lo riporta all'interno del taccuino, non  una sua scoperta:  il primo trattato al mondo sulla pace. Pensa, questo documento  esposto all'ingresso del palazzo delle Nazioni Unite a New York.  conosciuto come il trattato di Kadesh3".
Che vuoi dire? Cosa non capisci?
Vorrei capire che nesso c' con gli altri documenti. Devo studiare un po', gli ho dato solo una rapida occhiata".
Hai un'idea di quanto tempo ci possa volere?
Non  cos semplice come pu sembrare, il lavoro  molto lungo".
Lo immagino, ma spiegami una cosa". disse toccando con l'indice lo schermo ma come fai a capire che diamine c' scritto, a me questi segni sembrano tutti uguali".
Ma non lo sono per! Se li osservi con pi attenzione puoi vedere che sono formati da gruppi, ai quali corrisponde una sillaba, vengono poi traslitterati e interpretati e solo allora si ha il senso globale del testo".
Traslitterati?
Seguendo uno schema, converto ogni segno in sillaba. Ho visto che nel computer c' un programma che potrebbe essere molto utile per questo lavoro. Una volta inseriti i dati, mi dar un grande aiuto".
Be' quando sono venuti a prenderti, i miei uomini hanno fatto una copia del tuo PC disse Kk alzando le spalle.
Ah, be' giusto, potevo immaginarmelo! Visto che avevi mandato qualcuno a casa mia perch non farsi anche un po' gli affari miei?
Ehi vacci piano! Fa parte del mio lavoro munirmi di ogni mezzo necessario si risent il Colonnello.
Ma scusa, non ti viene in mente che potrei avere anche cose personali sul mio PC?
No, non c'era nulla di personale, a parte i rapporti epistolari con i tuoi ventitre figli adottivi! A distanza! sentire quelle parole quasi con derisione fer profondamente Lisa. Gli occhi le iniziarono a bruciare. Li sbatt pi volte nel tentativo di ricacciare indietro le lacrime.
Quindi lo hai anche esaminato? disse con un filo di voce.
Affermativo rispose Kk senza sentirsi minimamente in difetto. Quel tono mand Lisa su tutte le furie. Il suo desiderio di maternit, impossibile da realizzare per il lavoro che svolgeva, la spinsero inizialmente a fare qualche adozione. Soddisfatta, divent membro di un'associazione dell'UNICEF che si occupava proprio dei bambini orfani, della loro istruzione e del loro mantenimento. Questo in qualche modo riempiva quel vuoto scavato dal suo desiderio. Ma tutto ci erano faccende private, strettamente personali.
Ma dannazione non ti rendi conto che esiste la privacy? Non credi di oltrepassare i limiti anche della buona educazione?!
Affatto. Ti ripeto, fai parte di un'operazione militare e io devo sapere tutto di te. Ma non la prendere sul personale, non mi interessi cos tanto".
Un rossore improvviso affior sulle guance della dottoressa.
Non ho fatto alcuna allusione. Ti ho semplicemente detto che sei un cafone. Forse ho usato un linguaggio troppo forbito per le tue doti intellettive. Sicuramente capisci meglio se mi esprimo in questo modo: Sei un cafone! 
Lo vide sorridere a dispetto del suo imbarazzo. Si ritrov a stritolare fra le mani alcuni fogli che aveva poco prima preso in mano per metterli dentro lo scanner. Fece finta di leggerli molto attentamente, come a voler intendere che lei aveva molto da fare e che la conversazione era giunta al termine.
Be'? Non hai niente da dire? chiese lui.
Quando avr svolto altro lavoro ti aggiorner, per ora se mi lasciassi lavorare in pace e senza innervosirmi".
Abituati Lisa, ti ho detto dal primo nostro incontro che sarai oggetto di indagine. Tu e tutto ci che ti circonda, quello che tocchi, quello che mangi e anche quello che respiri. E ti ripeto, da parte mia non c' alcuna motivazione personale per farlo. Ma il mio ruolo me lo impone". Detto questo afferr il basco posato sulla scrivania si alz e se ne and piuttosto infastidito.

6. Summit.

6,01. Roma, Italia, 13 aprile 2007, ore 9,30
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS).

Tutti i rappresentanti delle forze speciali coordinati dal Generale De Martino erano seduti al tavolo della sala riunioni. Il Sottosegretario voleva un piano dettagliato prima di poter dare il consenso definitivo all'operazione.
Uno schermo enorme proiettava l'immagine satellitare dell'obiettivo militare, la base del Dtp, riflettendo una luce azzurra sui volti degli ufficiali. Ognuno di loro era l per dare il massimo contributo tecnico nonch il supporto operativo e logistico della Forza Speciale a cui appartenevano.
Signori Ufficiali, vi ricordo che state facendo delle ipotesi senza considerare che un velivolo militare non pu vagare per gli spazi aerei dei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente senza la loro autorizzazione disse il Colonnello, Comandante del 17 Stormo Incursori.
Dobbiamo presentare e farci approvare un Piano di Volo dettagliato che specifichi i punti che verranno sorvolati e gli orari del sorvolo".
Ma questo  impossibile se vogliamo entrare clandestinamente". Intervenne il Comandante del GOI, il Gruppo Incursori della Marina.
Be', di certo non vogliamo neanche essere colti da un intercettore. Senz'altro, ci scorterebbe fino al confine senza farci atterrare". Il pilota and dritto al punto, ricordando a tutti qual'era il rischio peggiore a cui si andava incontro. La sola ipotesi di quella fine riport tutti alla massima concentrazione.
L'obiettivo  molto vicino al territorio siriano disse il Generale De Martino
Per il sorvolo dei paesi non appartenenti alla NATO come la Siria serve un'autorizzazione del loro Ministero degli Esteri. Questa richiesta va presentata con un anticipo di qualche giorno specificando i motivi del volo rispose il pilota.
Il Generale tamburell per qualche attimo con le mani sul pianale di mogano del tavolo.
No, troppo lungo. Non abbiamo tempo da perdere. Se invece chiedessimo ai servizi segreti di procurarci questi permessi?
Kk scosse la testa. Il Generale era un uomo d'azione. Fingeva di non sapere quali beghe diplomatiche ci fossero sotto ogni loro spostamento.
La Siria  un paese poco affidabile e non amico. Non possiamo fidarci. Inoltre, i nostri alleati europei e americani non gradirebbero questa soluzione".
Il Generale si rabbui. Giusta affermazione Roci. Stai diventando sempre pi diplomatico a forza di lavorare con l'Unit di Crisi. Escludiamo allora del tutto la Siria o altri stratagemmi per poter atterrare l. Tra l'altro, sul confine, entrambi gli stati hanno dei dispositivi radar e si controllano a vicenda".
Facciamo salire il commando su un aereo che percorre delle rotte gi autorizzate disse Kk.
Umh il Comandante del 17 Stormo si sofferm a pensare sulla nuova proposta si, potrebbe andare. A Brindisi c' un centro logistico dell'ONU, l'UNLB4, da cui partono aiuti umanitari per l'Iraq".
Bene, allora caricateci su un C130 che trasporta medicinali, viveri o cose simili! Kk si alz andando verso lo schermo. Punt il dito sopra una zona cerchiata di rosso.  perfetto, la solita rotta ci passa sopra. Il C130 parte da Brindisi, passa sulla Grecia, sulla Turchia e arriva in Iraq da nord fino a Bagdad, giusto Colonnello?
Esatto, da quale quota vi lanciate?
Vorrei evitare le bombole d'ossigeno, preferirei sotto i 4500 piedi".
Bene, allora chiediamo le autorizzazioni previste per effettuare un volo diretto Italia-Iraq, calcolando di passare in prossimit del confine turco nelle ore notturne. Ottenute le autorizzazioni, decollerei con il velivolo carico di aiuti e con il Commando. Quindici minuti circa prima di arrivare al traverso del punto di lancio contatterei il Centro di Controllo del Traffico Aereo turco dichiarando di avere un grave malfunzionamento al sistema di pressurizzazione del velivolo e chiedendo l'autorizzazione a scendere immediatamente a una quota inferiore a 8.000 ft. Considerata l'emergenza, la manovra verr autorizzata. A questo punto, imposterei una discesa veloce puntando direttamente la zona di lancio volando a una quota pi bassa possibile. Occhio alle montagne! Silenzio radio! Luci di posizione e apparati di identificazione spenti! fece una pausa catturando lo sguardo di tutti. Il tono diminuiva sempre di pi, come se lui stesso in quel momento si dovesse nascondere. Riprese poi dando maggiore enfasi e mimando con le mani le varie quote del volo.
Venti minuti al lancio... Dieci minuti al lancio. Salgo alla quota prestabilita, quindi abbiamo detto circa 4500 piedi. Riduco la velocit, 6 minuti al lancio, apro il portellone, 1 minuto al lancio, ora! Viro immediatamente verso il confine, chiudo il portellone, accelero. Quando il navigatore mi indica che siamo sul confine, tiro un respiro di sollievo. Dopodich mi rimetto in rotta, accendo le luci di posizione e gli apparati di identificazione; quando sono sugli 8.000 ft chiamo il controllo turco dicendo che il problema della pressurizzazione  stato risolto, salgo ancora fino alla quota assegnatami e proseguo il volo come un angioletto innocente".
Il Colonnello aveva carpito l'attenzione di tutti. Come un attore aveva reso perfettamente l'idea del piano.
Kk lo guard sorridendo, gli stava simpatico quell'uomo, avendo fatto fin troppi lanci non poteva che constatare la perfezione di ogni singolo momento descritto e le doti interpretative del Colonnello del 17 Stormo.
Per poi siamo costretti a continuare la finzione e atterrare all'aeroporto pi vicino? sottoline Kk.
Certo fece il Generale De Martino se si verifica un'avaria non si risolve da sola e comunque potrebbe sempre ripresentarsi. Quindi  pi verosimile se chiediamo di atterrare sull'aeroporto pi vicino".
Per poi diventa pi complicato farci risalire al commando. Se invece il C130 se ne va a Bagdad, non dobbiamo giustificare niente intervenne ancora Kk.
Nel nostro caso l'avaria  simulata, non ci sono problemi di sicurezza per continuare il volo. Dobbiamo solo fornire una giustificazione valida al Centro di Controllo a terra. Potremmo fare in questo modo: effettuato il lancio, il velivolo assume la configurazione di volo normale proseguendo a 5.000 ft. in direzione di Diyarbakir. Qualora, a causa della quota troppo bassa, non riuscisse a collegarsi con il Controllo d'Area, si sintonizza sulla frequenza radio dell'APP di Diyarbakir. A quest'ultima verr comunicato che, una volta risolto il problema della pressurizzazione, il volo proseguir per Bagdad".
Ottimo Comandante, direi che finalmente il piano comincia a delinearsi si congratul il Comandante del COFS.
Bisogna segnalare la zona di lancio, sarebbe troppo rischioso e da pazzi lanciarsi senza aggiunse Kk.
Mi  sembrato di capire che tu e il Dottor Landi... vi conosciate? gli chiese il Generale.
Non bene, ci siamo riconosciuti perch siamo nello stesso corso di accademia".
Be' hai pi possibilit tu di riuscita. Chiedi a lui di mandarti qualche loro agente laggi per segnalare la zona di lancio. Sai come sono questi del SISMI, sono cos complicati che obbedire a un ordine di un superiore gli sembrerebbe troppo lineare".
Comandi Generale, far come mi ordina".
Gli ufficiali continuarono a definire e perfezionare il piano, considerando tutti gli aspetti sotto ogni punto di vista.
L'ora migliore per il lancio  tra le due e le tre di notte per noi disse Kk.
Il Comandante del 17 Stormo calc rapidamente il tragitto. Considerando che la base del Dtp dista da Brindisi circa 2000 Km e che il C130 viaggia a una velocit di circa 600 Km/h e tenendo conto del fuso orario, il decollo da Brindisi dovrebbe avvenire tra le 21,40 e le 22,40".
Un giovane Tenente stava gi scrivendo la relazione dettagliata che sarebbe dovuta passare la vaglio della Presidenza del Consiglio.
Scusate Signori Ufficiali, che nome diamo all'operazione?
Sette veli rispose Kk con fare distratto mentre appuntava dati sul palmare. Non si accorse immediatamente del silenzio sceso nella sala riunioni. Dopo qualche istante, alz lo sguardo e si ritrov una decina di occhi puntati su di lui.
Le sembra appropriato dare il nome di una danza a questa operazione? gli chiese il Colonnello del GOI piuttosto disorientato.
Kk si alz dal suo posto dirigendosi nuovamente vicino allo schermo e indic le montagne che caratterizzavano principalmente il territorio sul quale avrebbero dovuto lanciarsi.
Vede Colonnello, visto che io e i miei uomini dobbiamo precipitare a caduta libera da una quota di circa 4500 piedi, era auspicabile un atterraggio soffice come sopra una sette veli. Mi riferisco alla torta sette veli".
Tutti i comandanti guardarono storto il Colonnello del GOI, che con fare imbarazzato, si gratt la gola.
Certo, mi scusi allora, ovvio... Anche io spero che per voi non ci siano problemi".
Grazie, ma non ci saranno problemi! rispose deciso Kk.
Lo sappiamo bene Tenente Colonnello, mi scuso ancora".
La riunione si sciolse molte ore dopo, solo quando avevano pianificato anche le modalit del ritorno in patria. Avrebbero attraversato il confine con l'Iraq a piedi e l un mezzo li avrebbe condotti all'aeroporto di Bagdad. Infine, un C130 che avrebbe potuto sostare al massimo qualche giorno per aspettarli, li avrebbe ricondotti in patria.

6,02. Roma, Italia, 13 aprile 2007, ore 18,00
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Nella quiete del suo appartamento, comodamente seduta sul divano, Lisa si lasciava accarezzare dalla leggera brezza che entrava dalla finestra appena scostata sfiorandole la pelle. Reclin il capo appoggiandosi sui cuscini. Ascoltava il fruscio delle foglie smosse dal vento.
L'ambiente era cos avvolto da una calma apparente che tuttavia strideva con il forte fermento di quella assurda situazione. Doveva ritrovare la calma o l'agitazione che avvertiva in quel momento le avrebbe fatto commettere degli errori.
Cerc di rilassarsi e di ritrovare la concentrazione. Le immagini di quelle pagine lise e consunte che aveva appena tradotto, le scorrevano nella mente. I minuti passavano lenti. Rimase con lo sguardo fisso sulla finestra, ancora interdetta.
Finalmente poco a poco sent il cuore ritrovare il suo normale ritmo, ma era davvero sorprendente ci che aveva tra le mani.
Certo, in effetti era possibile che quella storia fosse stata vera. Qualcuno, qualche coraggioso, aveva anche azzardato a delle simili ipotesi, ma lei in quel momento ne aveva in mano la prova. Non si trattava pi di supposizioni. Finalmente si sarebbe potuto aprire uno spiraglio per cominciare a indagare seguendo una direzione, per sapere cosa accadde a quella civilt misteriosamente scomparsa. Se solo avesse potuto sapere l'origine di quel taccuino! Le domande erano sempre le stesse: chi lo aveva consegnato a Kk, come ne era venuto in possesso? Dove erano state copiate quelle iscrizioni cuneiformi cos fedelmente riprodotte? Non era un falso, e sicuramente chi aveva svolto un simile lavoro, doveva saperne molto in materia. Doveva sicuramente conoscere le antiche lingue di quel popolo. Il suo sesto senso le suggeriva di fidarsi.
Un violento colpo alla porta la fece sobbalzare, distogliendola dai suoi pensieri. Non ebbe neanche il tempo di alzarsi per andare ad aprire che Kk irruppe nella stanza richiudendosi la porta dietro di s, con una lieve spinta del piede.
Lisa ho bisogno di sapere qualcosa. Non mi rimane molto tempo e devo sapere che diamine c' scritto in quell'affare! disse indicando il monitor alludendo chiaramente al taccuino.
Come di consueto, saltando i convenevoli, l'entrata in scena di Kk era sempre un gran trambusto. Con la sua divisa e le sue mostrine che gli dondolavano sul petto, era rimasto al centro della sala, impalato e in attesa di una risposta.
La sua presenza colmava l'intero ambiente, la sua prepotenza regnava ormai ovunque. Non si era neanche minimamente preoccupato di poter violare l'intimit della dottoressa.
Buongiorno anche a te Colonnello, io sto bene grazie e tu? fece Lisa sottolineando la sua mancanza di educazione.
Kk fece un sorriso.
Scusami, ciao come stai? Lisa scosse la testa come chi ha ormai perso la speranza.
Ho appena finito di tradurre parecchie pagine e ci che ho letto ... ... sconvolgente, se fosse realmente vero".
Kk intuendo gi dove lei voleva arrivare alz una mano e la blocc all'istante.
Lisa ti prego, dimmi ci che hai letto ed evitami i commenti".
Ok, come vuoi, guarda qui disse indicando i file aperti sul monitor.
In questi primi appunti l'autore riporta parte di un'iscrizione. Probabilmente l'ha trovata in condizioni critiche o forse ha ricomposto lui stesso alcuni pezzi della tavoletta. L'autore di questo taccuino ha ricopiato fedelmente tutto ci che ha trovato. Inoltre, appuntava ai lati delle pagine le datazioni da lui attribuite ai reperti indicando una scritta piccola in verticale, Lisa fece notare a Kk la data.
1205 a.C.? lesse Kk strizzando gli occhi tanto era piccola la scritta.
Gi. Quindi parliamo della fine dell'impero, degli ultimi anni prima della loro scomparsa. Vedi questi simboli? disse indicandoli con l'indice.
Questo  il sigillo del Gran Re Suppiluliuma II.  un messaggio al Re di Tarhuntassa, Kurunta. Da quel poco che  riuscito a copiare, sembra una richiesta di aiuto, parla di saccheggi e incendi ma non  chiaro da chi siano provocati. Poi non dice altro. Devo precisare una cosa, gli ittiti non usavano i numeri I, II o III per distinguere i loro re omonimi e infatti in molti casi non sappiamo di quale re si parli. In questo caso invece  l'autore che aggiunge I, II o III accanto ai nomi dei re, evidentemente sa con certezza quello che fa".
E chi era questo re? E dove si trova questo posto?
Kurunta era il nipote del Gran Re, Tarhuntassa era uno Stato annesso all'impero, a sud dell'Anatolia. La sua capitale che si chiamava nello stesso modo, non  ancora stata scoperta. Si pensa che sia a sud di Hattusa. Tarhuntassa  un nome che deriva dal Dio della tempesta, Tarhunta, la loro principale divinit. Per un periodo rest la capitale dell'Impero ittita, poi fu nuovamente spostata ad Hattusa. Rimase per una citt importante che in qualche modo segn una divisione all'interno del regno. Ma ti ripeto si fanno varie ipotesi, si pensa che il sito sia incluso nell'attuale Konja, ma la realt  che ancora non si ha niente in mano".
Si guardarono per un attimo negli occhi, Kk non avrebbe saputo dire se Lisa fosse pi bella che intelligente o il contrario.
E questo potrebbe tornare con altri reperti che furono rinvenuti. Nei documenti c'era sempre qualche Re vassallo che chiedeva aiuto. Addirittura fu rinvenuta una tavoletta di argilla ancora nel forno per la cottura in cui il sovrano di Ugarit chiede soccorso al sovrano di Alashiya, l'attuale Cipro. Erano entrambi vassalli del Gran Re ittita. La testimonianza rivela una grande guerra. Il sovrano di Ugarit aveva le sue navi impegnate su altri fronti e quindi non poteva difendersi. Probabilmente il Gran Re subiva la stessa sorte".
Quindi hai un riscontro anche con i dati ufficiali?
S, direi che questo primo frammento si pu tranquillamente inserire in quel contesto, anzi ne sono certa. Sippiluliuma II chiedeva aiuto per gli stessi motivi che spinsero tutti i re vassalli a farlo, sarebbe fantastico scoprire quale fosse il motivo! Lisa parlava con se stessa, andando a ricercare nella sua memoria altri dati da agganciare a quel contesto. Tuttavia, alla luce di quello che aveva tradotto nelle tavolette successive, probabilmente non sarebbero servite ulteriori prove. Riprese la sua spiegazione.
Ma questo ancora  niente". clicc sul mouse mandando avanti le immagini.
Sullo schermo comparve un disegno, ci volle qualche attimo per mettere a fuoco, poi l'immagine cominci a definirsi. Un disegno fatto a china raffigurava un ruscello in mezzo a un bosco, da un lato una parete rocciosa si ergeva sopra un piccolo laghetto. La vegetazione molto fitta lasciava intravedere poco.
E cosa sarebbe questo? domand Kk non vedendoci nulla di strano.
Osserva questa roccia indic Lisa con il cursore, poi ingrand l'immagine. Kk strizz gli occhi avvicinandosi.
Si, porca miseria! Ci sono delle scritte Lisa sorrise per l'entusiasmo del Colonnello. Clicc ancora una volta cambiando immagine. Apparve un altro schizzo in cui veniva riportata l'iscrizione della roccia.
Quelle scritte sono geroglifici luvi. Probabilmente il primo schizzo serviva per memorizzare il posto e qui, in quest'altra pagina, ha ricopiato le iscrizioni".
Ma perch prima era un'altra la scrittura?
Gli ittiti usavano molte lingue e sistemi di scrittura differenti a seconda dei tipi di documenti che producevano. Quelli diplomatici, come la prima tavoletta, erano scritti in cuneiforme e la lingua era l'accadico. Mentre per i riti religiosi, come in questo caso, sembra che abbiano usato il geroglifico luvio".
E qui cosa c' scritto? Che cos'?
Quelle raffigurate nello schizzo, suppongo siano le rovine della porta di un tempio. Per la precisione, credo proprio si tratti del tempio di Tarhunta".
Lisa apr il file successivo gi tradotto e interpretato l dove i geroglifici non erano completamente visibili per intero.
nel ventinovesimo anno del regno di Suppiluliuma II".
Considerando che ha regnato dal 1207 al 1178, il periodo corrisponde alla fine del suo regno e alla fine dell'impero". Precis Lisa.
Questo tempio xxxxxx costruito dal Gran Re Suppiluliuma II per volere di Tarhunta, per volere di Tarhunta ha lasciato Hattusa e in suo onore xxxxxx Tarhuntaxxx nuova capitale dell'impero.
Ma quindi Tarhuntassa fu di nuovo la capitale?
Cos sembra rispose Lisa poco convinta. C'era qualcosa che le suonava strano ma ancora non riusciva a focalizzare bene cosa fosse. Si ripromise di ritornare su quel testo. Lisa continu: Studi recenti ipotizzano che Hattusa sia stata abbandonata da tutto il personale palatino e templare, compresa la corte ovviamente. Quindi anche questo elemento coincide con la storia. Non sappiamo dove siano andati, ma questi documenti per ora ci confermano che il re ha trasferito la capitale lo sguardo della giovane dottoressa si perse nel vuoto, sembrava rincorresse chiss quali misteri.
Ehi? Ti sei spenta? la canzon bonariamente Kk passandole una mano aperta a ventaglio davanti agli occhi. Lisa si riscosse e trasal. Una risata calda sfugg dalla gola del Colonnello.
A cosa stavi pensando?
Sai cosa vuol dire questo? disse indicando il file aperto.
Vuol dire che chi ha scritto questo taccuino conosce il luogo in cui si trova questa citt".
Kk annu: S!  evidente!
Gi, rispose Lisa serrando le labbra e annuendo con la testa. 
E non credi che facciamo prima a chiedere a questo tipo dove diavolo sta, piuttosto che stare qui a decifrare l'impossibile?
Perch impossibile? Non  il tuo lavoro decifrare questi segni?
S, certo che  il mio lavoro, ma in questo caso io devo decifrare anche l'interpretazione di un improvvisato scriba!
Ossia?
L'autore di questo taccuino! Non so, alcuni testi s'interrompono improvvisamente, ma perch?  l'originale stesso che diventa illeggibile o  lui che scientemente toglie parte del testo? E se lo fa, perch? disse Lisa.
Kk sent la necessit di muoversi, di spezzare la tensione.
Vuoi dire che non sei in grado di tradurla? un guizzo di sfida pass come un lampo negli occhi verdi della dottoressa.
Non ho detto questo! Lisa si scoraggi. Abbass le spalle in segno di resa, ma dur solo pochi, brevissimi attimi e ritrov in fretta la sua tenacia. Convieni con me che sarebbe pi semplice andare direttamente alla fonte?
Convengo, convengo, ma ti ho gi ripetuto un'infinit di volte che non  possibile".
Perch?
Perch la tua traduzione mi dovrebbe servire, almeno spero, per arrivare proprio a questa fonte!
Ossia? Devi rintracciare questo Professore?
Non proprio? E come fai a sapere che  un professore?
Mi prendi per una stupida Colonnello? Che vuol dire non proprio'?
Ah Lisa basta! rispose innervosito. Fece un breve giro della stanza, qualche stiramento del collo e poi ritorn al suo posto.
Aveva tenuto lui in mano quel taccuino per anni senza conoscere minimamente nulla di quello che gli stava rivelando Lisa. Tuttavia, a parte il suo entusiasmo che lo coinvolgeva, non riusciva ancora a capire il nesso tra il taccuino e il suo amico.
Osserv Lisa con il labbro imbronciato e le braccia conserte che fissava il monitor incantata. Chiss cosa vedeva in tutti quei segni, chiss cosa cercava anche lei da tutta quella storia. Forse era stato troppo brusco. Ragionandoci con calma non poteva darle torto. Era ovvio che per Lisa quel taccuino non aveva alcun valore fino a quando non ne avrebbe saputo la provenienza e l'attendibilit.
Certo, dev'essere molto emozionante per te!
Fino a quando non mi dirai la provenienza, tutto questo non ha alcun valore". La sua risposta immediata e acida pose fine al misero tentativo di recupero di Kk che alz gli occhi al cielo sospirando. Questa volta fu lui a spazientirsi, gir il polso per guardare l'orologio. Alz un sopracciglio contrariato.
Accidenti, devo andare".
Cos repentinamente come era arrivato, si avvicin alla porta, l'apr e salutandola se ne and.
Lisa rimase sola con i suoi pensieri, spinse un tasto a caso della tastiera e lo screen sever spar scoprendo le pagine del taccuino sullo schermo, si rimise a lavoro.
L'occhio le cadde nuovamente sul nome della citt di Tarhuntassa, e nuovamente ebbe la sensazione di dover indagare meglio, qualcosa le sfuggiva.
Scroll il capo lasciando perdere le sue congetture, si rituff a capofitto nella traduzione. Gli occhi si inumidirono man mano che procedeva, venendo in possesso di altri piccoli frammenti che ricostruivano gli ultimi momenti di vita del glorioso Impero di Hatti.
Continu per molto altro tempo ancora, concentrata nel suo lavoro, ma fin per innervosirsi quando ancora una volta il testo s'interrompeva improvvisamente. Senza una nota aggiunta dell'autore che ne confermasse in qualche modo l'impossibilit di trascriverlo o ne spiegasse i motivi per cui non era stato possibile andare avanti. Nessuna ipotesi, nessuna indicazione.
Ma perch? Perch diamine non hai finito di copiare tutto il testo? Perch?
Era scoraggiante, quasi demotivante. Scorse rapidamente tutti i file del taccuino, una cosa risaltava sempre di pi ai suoi occhi: il nome della citt di Tarhuntassa non era mai completo. Possibile che su tutto il materiale che aveva avuto la fortuna di trovare non avesse mai trovato leggibile per intero Tarhuntassa? Era molto strano! Come strano era aver riportato il trattato di Kadesh. Apr anche quei file e rimase a osservarli scrutando con attenzione ogni segno. Su quel trattato ci aveva lavorato per mesi, lo conosceva a memoria, era probabilmente in assoluto il documento pi noto tra i testi ittiti.

6,03. Roma, Italia, 14 aprile 2007, ore 8,00
Nuovo Centro Direzionale, ufficio del Tenente Colonnello.

Il Tenente Colonnello era in attesa al capo del telefono. Aveva appena ricevuto la conferma, l'operazione Sette veli era stata approvata.
Tamburellava nervosamente sul ripiano di legno della scrivania, queste attese lo snervavano. Ma se doveva aspettare cos a lungo, perch non lo avvisavano? Quando stava per mettere gi sent la voce del Dottor Landi: Mi scusi se l'ho fatta attendere Colonnello, ma non avrei saputo in che modo rintracciarla.
Kk rise. Questa  bella, lei che non sa come rintracciare qualcuno?
Be' diciamo che avrei dovuto smuovere un po' le acque per ottenere il suo numero! Allora, mi dica tutto".
Vorrei incontrarla di persona".
Bene, quando?
Il prima possibile, anche ora".
Mi dia mezz'ora, le va bene all'EUR? Ci prendiamo un caff da Paoletti?
Perfetto, allora a dopo".

6,04. Roma, Italia, 14 aprile 2007, ore 8,30
EUR Bar Caff Paoletti.

Il Dottor Landi parcheggi la sua auto sul marciapiede opposto al bar, chiudendo la portiera vide il Tenente Colonnello gi seduto sul tavolino fuori il locale.
Mentre attraversava la strada Kk fece un segno di saluto con il capo, lui rispose accennando con la mano. Poco dopo sedevano insieme ordinando caff.
Non si conoscevano bene, per nel corso degli anni le loro strade si erano spesso incrociate. Entrambi provavano stima per l'altro e anche una buona dose di curiosit per le loro professioni.
Kk avrebbe voluto chiedergli un'infinit di cose, in molte occasioni si era fatto delle risate intuendo lo zampino del SISMI e apprezzando la mente che stava dietro.
Dall'altro canto il Dottor Landi si sentiva quasi intimorito da chi aveva di fronte. Lui era un uomo abituato a lavorare principalmente con la testa. Il suo mestiere era fatto di relazioni personali, di contatti, di politica, di spionaggio. Quell'uomo invece era stato in prima linea! Disse fra s e s ripensando al curriculum che aveva letto prima dell'incontro.
Kk lo guard negli occhi, non riusc a trattenere un sorriso.
C'era lei dietro il caso Chorer vero?
Acuto! rispose il Dottor Landi sorridendo a sua volta.
Mi ha fatto fare delle gran risate, mi sono spesso domandato cosa avessero pensato gli inglesi quando hanno trovato i quattro albanesi dentro la sua casa".
In realt non li hanno trovati loro, ma la madre ultra ottantenne di Chorer! scoppiarono a ridere entrambi.
Chorer era un povero disgraziato caduto in una trappola internazionale mirata a screditare la sua immagine. Era un parlamentare europeo contrario alla legge sull'immigrazione clandestina che non sarebbe passata sicuramente con il suo voto opposto.
L'Italia, come altri Stati, era favorevole. Cos, inspiegabilmente agli occhi dell'opinione pubblica fu trascinato in uno scandalo: quattro immigrati clandestini furono trovati nel suo appartamento, legati e nudi. Le immagini fecero il giro del mondo annientando cos proprio colui che voleva in realt tutelare gli interessi degli immigrati.
La cameriera pos i loro caff sul tavolino. Fra i due uomini si era instaurato un piacevole clima, quasi cameratesco.
Ho bisogno di un uomo a terra per la segnalazione di una drop zone e di trovare un'auto al confine con l'Iraq Kk, in contropiede, fece la sua richiesta.
Immaginavo che prima o poi me lo avrebbe chiesto, mi ero gi preparato a questa eventualit. Un mio uomo sta aspettando solo il via".
Non mi capita spesso di essere anticipato rispose Kk sorpreso. Landi si mostr compiaciuto del complimento.
Be'  il mio lavoro, altrimenti che intelligence sarei?
Kk gli sorrise di rimando alzandosi. Stese il braccio verso l'uomo ancora seduto per stringergli la mano.
Grazie il capo del SISMI sembr sorpreso della rapidit con cui il suo interlocutore aveva gi messo fine a quel colloquio.
Mi faccia sapere quando e come".
Lo sapr prima di quanto immagina, grazie ancora".
Detto questo afferr il basco posato sul tavolo e se ne and riposizionandolo sul capo.
Il Dottor Landi rimase interdetto, non aveva neanche pagato la consumazione? Ma che tipo! Arriv la cameriera con il vassoio e prese le tazzine vuote. Sul tavolo, sotto un piattino c'era un foglietto. Il dottore lo mise nel taschino della sua giacca.
Quanto le debbo? si rivolse alla cameriera.
Niente, il suo amico aveva gi pagato prima di ordinare".
E come sapeva cosa avrei ordinato?
La cameriera alz le spalle, rimase un attimo a sorridere poi rientr nel locale.
Al telefono proprio io l'ho invitato a prendersi il caff! Si alz lasciandosi il bar alle spalle e se ne and.
Entrato in macchina, sfil dal taschino il foglietto che aveva trovato sul tavolo e incredulo, lesse le coordinate geografiche, la data e l'ora in cui avrebbe dovuto far segnalare la zona ai paracadutisti. Gi sapeva che gli avrei concesso tutte le sue richieste, che avrei mandato un mio uomo a mettere un marcatore, certo che  diabolico quell'uomo! Si sarebbero lanciati senza averne la certezza?
Accese il motore incassando il colpo, con la mente gi attiva per organizzare il lavoro e le varie manovre politiche.

6,05. Roma, Italia, 14 aprile 2007, ore 15,30
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Lisa si prese qualche attimo per ritrovare la concentrazione, poi si gir del tutto verso Kk. Lo osserv attentamente nel tentativo di comprendere da dove poter ricominciare. Il Tenente Colonnello gli restitu un'espressione incuriosita che incoraggi Lisa a riprendere la spiegazione della sua traduzione.
Esattamente come il giorno prima, era entrato nell'appartamento sedendosi sopra la scrivania accanto a lei.
La situazione rasentava la comicit, alla dottoressa si illuminarono gli occhi. Kk sent nell'aria lo sfott di Lisa.
Be'? Che hai che ti fa ridere?
Ma ti sei accorto che  passato un giorno da quando te ne sei andato?
Per qualche attimo lo vide disorientato...
Che vuoi dire? chiese corrugando la fronte.
Sei rientrato qui come se te ne fossi andato tre minuti prima. Perch dovrei capire solo dal fatto che ti siedi sopra la scrivania che vuoi sapere il seguito?
Kk lasci cadere le spalle in gi lentamente, sospirando.
Oh Lisa, sapessi quante cose ho fatto da ieri, scusami ma non  facile tenere tutto sotto controllo disse mentre si passava una mano sul volto.
Lisa lo osserv meglio, era teso come una corda di violino.
Si sent studiato, per interrompere quell'attento esame di Lisa la incoraggi a riprendere le sue spiegazioni.
Ok, ci sono disse indicando con la mano il monitor del PC mentre riassumeva in breve quello che aveva capito.
Il Gran Re Ittita chiede soccorso al Re di Tarhuntassa, e questo ci fa dedurre che la capitale era in difficolt. Da cosa per ancora non lo abbiamo capito. Il Gran Re abbandona Hattusa e si stabilisce in un luogo che si chiama Tarhuntassa. Questa citt diventa adesso la capitale dell'impero. Il Re fa costruire un tempio in onore del Dio della Tempesta dove viene svolto un rito religioso per ingraziarsi il favore degli dei".
Lisa rimase sorpresa e nello stesso tempo compiaciuta, gli sorrise pronta per riprendere da dove aveva lasciato il giorno prima.
Devi considerare che in circostanze gravi come la malattia del re o una carestia o ancora le guerre venivano convocati gli specialisti'. Questi avevano il compito di interpretare il rito pi appropriato per riportare equilibrio fra quel rapporto di causa/effetto fra l'ira del dio e il male che si vuole esorcizzare. In poche parole in questo tempio". disse Lisa indicando lo schizzo sul video Vengono praticati dei riti di magia per acquietare il Dio Tarhunta responsabile con la sua ira della disfatta del suo Stato".
Ok".
Bene, andando avanti, le prime vere e proprie tavolette che l'autore del taccuino ha ricopiato fanno parte degli annali di un re, Tahurwaili II".
E chi  ora questo re? fece un po' demoralizzato Kk.
Lisa accenn a un sorriso quasi sconsolato. Non lo so, si conosce Tahurwaili I che  stato un imperatore ittita intorno alla met del XV secolo a.C".
Gli punt gli occhi nei suoi, improvvisamente molto seria. Questo documento  di fondamentale importanza, nulla di tutto questo  conosciuto, credimi".
E di cosa parla?
Sono parte degli Annali di questo Tahurwaili II. Gli Annali' sono il racconto di tutte le vicende militari e politiche ovviamente relative al tempo del sovrano che li fa redigere".
Nel settimo anno di regno del Gran Re Tahurwaili II, discendente di Zidanta".
Stessa cosa per quest'altro re da cui discende, si conosce solo Zidanta II, che fu anche lui un imperatore ittita del tardo XV secolo a.C". aggiunse Lisa.
...le popolazioni che trovammo, erano inferiori in forza e in armi. Vivevano raggruppati in piccoli centri, come mai neppure i kaska avrebbero fatto. In pochi anni, pur essendo per numero inferiori, sono riuscite ad avere il completo dominio sul territorio. Con il passare del tempo, fondai grandi centri e le popolazioni che vivevano fra le valli delle montagne centrali divennero sudditi del re di Hatti.
Il popolo di Hatti divenne sempre pi potente, cresceva e si rafforzava. Possedeva la straordinaria capacit di annettere a s tutto ci che incontrava. Fondai la citt pi importante in nome del nostro supremo dio che ci aveva protetti nella fuga. Il dio del tuono e del fulmine, il dio della tempesta, Tarkhun, dalla quale sarebbero partite le imprese marittime e le conquiste terrestri. Poi ne fondai altre e altre ancora. Misi a capo di ogni citt i pi valorosi guerrieri conferendogli poteri assoluti. Misi sul loro capo una corona d'oro e li feci sedere sopra un trono d'avorio. Gli diedi nella mano uno scettro con l'aquila alla sommit. Vestii il loro corpo con una tunica di porpora e con fregi in oro. Ricoprii le loro spalle con un mantello di porpora ricamato. Furono queste le insegne della supremazia con le quali ho investito i miei re. Infine, come simbolo del potere sovrano, consegnai loro il fulmine stretto da un fascio di dodici verghe, perch dodici erano le popolazioni che si erano riunite sotto il Gran Sole".
Proprio come lo indossavano i re della Lidia e della Persia Bisbigli Lisa.
Come? chiese Kk.
Notavo la similitudine delle insegne reali con altre civilit... ma niente lascia stare tagli corto. Il Colonnello rimase pensieroso per qualche istante con lo sguardo perso nel vuoto.
Ho un po' di confusione sinceramente! disse tornando a guardarla.
Immagino, ma per ora  tutto quello che sono riuscita a tradurre, forse andando avanti si capir meglio".
Ma che idea ti sei fatta? Chi sono questi re? Cosa  successo?
Questo re ha riorganizzato un territorio. Parla di popolazioni che hanno incontrato e con le quali si sono integrati. Penso che siano i discendenti degli imperatori di Hatti che hanno trovato una nuova terra dove stanziarsi. Questo". Lisa s'interruppe un breve istante, ...questo confermerebbe la mia tesi, ma mi sembra cos incredibile da credere che vorrei andare avanti prima di fare congetture".

6,06. Roma, Italia, 18 aprile 2007, ore 10,30
Caserma Andrea Dori, caserma di appoggio al GIS.

Le squadre erano al completo, riunite in attesa del Colonnello, mancava solo chi stava facendo il turno di guardia al CPU. Si trovavano nel suo ufficio. Di colpo la porta si spalanc e il Comandante comparve sulla porta.
Ottimo, pens Kk, sono gi tutti qui. Dai loro volti poteva notare il fermento che li eccitava, avevano intuito qualcosa. Anche Michele, nonostante fosse a conoscenza dell'intera situazione, sembrava curioso di sentirlo parlare. Sorrise ricordandosi il commento di un soldato inglese. Ogni volta che si incrociavano gli puntava un dito in faccia e diceva: You have the face of a roman centurion! ed era vero, Michele sembrava uscito dal set di Quo Vadis? La fronte alta incorniciata dagli scuri capelli, un naso dritto, importante, caratterizzava la mascolinit di quei lineamenti. Le labbra quasi sempre serrate gli conferivano quell'aspetto sempre teso.
L'organizzazione della missione aveva richiesto molta fatica. Aveva sperato di poter ottenere qualche informazione utile dal taccuino ma si era reso conto che non era possibile ottenere la traduzione di quei documenti in cos breve tempo. Anzi Lisa si era mostrata piuttosto celere, ma in entrambe le circostanze in cui la dottoressa aveva cominciato a spiegargli, qualcosa era sopraggiunto, e lui era dovuto scappare.
Voi quattro disse indicando gli uomini che componevano la prima squadra continuate la protezione della dottoressa. Sta arrivando un'altra squadra da Livorno, lavorerete affiancati. La signora mi sembra abbastanza irrequieta, dobbiamo aumentare la sorveglianza. Voglio qualcuno fisso, e dico fisso fuori l'appartamento. Potete usare il mio come appoggio, ma non lasciate neanche un minuto senza controllo quella donna!
Comandi! risposero quasi all'unisono i militari.
Bene con un gesto indic la porta. Gli uomini si alzarono lasciando vuote le sedie e uscirono dall'ufficio del Colonnello. Rimasto solo con Michele e gli altri due uomini della squadra si rivolse a loro.
Ho appena finito di parlare con il Generale De Martino. La prima parte della missione come sapete  gi avviata, ora tocca a noi. Dobbiamo andare in Turchia, devo contattare una persona, si chiama Haci Salih Akyurt. Sei anni fa era un attivista curdo, era all'ultimo anno di medicina, ora  un pezzo importante,  diventato un imam. Baran Ali gli ha imposto questo ruolo per poter controllare tutte le informazioni che girano all'interno della moschea. Quella di Adana  ormai diventata un pericoloso covo terroristico. Quest'uomo sta l per parlare e avere contatti con la gente del luogo. Se c' qualcuno che pu darmi informazioni su Baran Ali  lui. Voglio entrare in Turchia clandestinamente anche se abbiamo tutti i permessi per poterci muovere in via ufficiale, ma non voglio mettere a rischio la vita di Haci e la sua copertura. Abbiamo i turchi sempre alle costole, dobbiamo muoverci in punta di piedi".
Li squadr uno a uno in attesa di domande.
Quando? chiese Rossi. Kk guard l'orologio che aveva al polso.
Tra un'ora all'aeroporto di Pratica di Mare".
Come entriamo? domand Capozza.
Avevo nostalgia di qualche lancio, ci facciamo lasciare al confine con l'Iraq, sul Tauro Michele termin la spiegazione. L c' una base del Dtp. Una volta raggiunti loro, non avremo alcun problema a muoverci dentro la Turchia".
Al ritorno che strada faremo?
Il Luogotenente spieg con calma tutta la pianificazione della missione.
Attraversato il confine a piedi, troveremo un'auto che ci porter all'aeroporto di Bagdad dove il C130 ci star aspettando, per potr traccheggiare solo per qualche giorno fingendo di riparare un guasto".
Kk afferr la cornetta del telefono, compose il numero del centralino.
Si sono il Colonnello Roci, passami per cortesia l'officina".
Gli uomini lo guardarono interrogandosi sul significato della telefonata.
Questa situazione era molto diversa dal solito. Il loro Comandante aveva inserito un cambio di uomo e avrebbe preso parte anche lui stesso operativamente all'azione, li aveva colti un po' di sorpresa.
Salve Tenente, avrei bisogno di una cortesia". Kk mise in viva voce la conversazione.
Mi dica Colonnello, se posso esserle utile".
Quanti VM ha?
In questo momento ne abbiamo 18 rispose orgoglioso l'uomo.
Bene, allora tra esattamente venti minuti su ogni VM ci dovranno salire due uomini con la tuta combat e gli faccia mettere in testa il mephisto".
E il foglio di viaggio? Che destinazione? Dove dovranno andare? chiese agitato il Comandante dell'officina.
Tenente mi serve un depistaggio, ho qualcuno che mi sta controllando, per muovermi ho bisogno dei suoi mezzi con o senza fogli di viaggio! Li faccia uscire, la mia squadra si muover insieme ai suoi, poi prenderemo tutti direzioni diverse. Deve far muovere i suoi mezzi a vuoto, con il preciso intento di far capire a chi mi segue di essere stato preso in giro. Ok?
Bene Comandante, sar fatto come lei ordina".
Bene Tenente, grazie".
Gli operatori del GIS si andarono a cambiare. In breve si ritrovarono tutti e quattro nel piazzale della caserma.
Qualche attimo dopo una colonna di diciotto mezzi blindati blu, in dotazione all'Arma dei Carabinieri, raggiunse il piazzale. Gli altri due VM s'inserirono all'interno della fila.
Il cancello automatico si apr lentamente e i blindati avanzarono uscendo dalla caserma. Percorsi circa due chilometri, la colonna improvvisamente si sciolse. I blindati presero simultaneamente tutte le diverse direzioni possibili. Alcuni muovendosi a coppia, altri accelerarono sorpassandosi fra di loro. Nel giro di qualche secondo, dopo aver creato il panico nel traffico cittadino, sparirono.
I due VM del GIS si avviarono verso l'aeroporto di Pratica di Mare.

7. Base del Dtp.

7,01. Confine Turchia, Iraq, 18 aprile 2007, ore 02,20
Monti del Tauro.

L'agente stava accovacciato ormai da ore. Le gambe si erano rattrappite per la posizione scomoda che aveva scelto ma dalla quale riusciva ad avere una buona visione della zona di lancio.
Per passare il tempo, aveva gi scavato la buca dove avrebbe nascosto in seguito i teli cosparsi del tracciatore chimico.
La situazione sembrava tranquilla, sapeva che l'intera zona era monitorata da un satellite. Guard l'orologio, mancavano una decina di minuti. Usc allo scoperto portandosi sulle spalle l'occorrente necessario per la segnalazione. Raggiunta la zona di lancio spieg i teli correndo velocemente. Li posizion sul terreno in linea retta distanziandoli di tre passi l'uno dall'altro. Continu l'operazione questa volta tagliando perpendicolarmente al centro della prima linea, cos da formare una enorme lettera T. Questa operazione, avrebbe permesso al pilota il riconoscimento della zona da 5000 metri di quota. Allontanatosi di altri 250 metri verso la sinistra, con gesti rapidi, spieg ancora altri teli. Questa volta per formare la lettera I che avrebbe segnalato la reale possibilit del lancio.
Non era un compito facile quello che gli avevano assegnato. Spostare di qualche metro quelle indicazioni avrebbe potuto significare mettere a rischio la vita di quei ragazzi facendoli finire sopra i cavi dell'alta tensione, sopra alberi o specchi d'acqua.
C'erano molti pericoli nell'affrontare un lancio notturno. Non ultimo la motivazione che li aveva costretti a una scelta del genere, si trovavano in una delle aree pi calde dell'intero pianeta: petrolio, terroristi, fazioni di guerriglieri che combattevano una volta alleandosi e l'altra massacrandosi a vicenda.
Si chin strappando dal terreno un ciuffo d'erba per poi lanciarlo in aria. Osserv con attenzione la direzione presa dai fili d'erba che volteggiarono prima di adagiarsi nuovamente sul terreno. La tensione ormai era palpabile, una folata di vento gli scompigli i capelli, l'aria era umida e sapeva di fogliame putrido. La sua unica compagnia era lo scricchiolio dei ramoscelli rotti sotto le sue scarpe.
Si accese una sigaretta e aspett con calma e diede l'ultima tirata aspirando forte. La brace scintill. Si trattenne per un po' quell'aria intrisa di nicotina nei polmoni poi spalanc la bocca e sput fuori il fumo, in cerca dell'ultima conferma della direzione presa dal vento.
Sfil dal taschino della sua giacca le due fialette di plastica contenenti cialume chimico. Una la infil nella bocca, la spezz fra i denti consentendo cos ai due componenti chimici di miscelarsi e di dare vita a una luce intensa di colore verde. Altrettanto fece con la seconda fialetta di colore azzurro.
Raggiunse il centro della drop zone mentre l'udito allenato aveva gi captato in lontananza il rumore generato dalle 4 turboeliche del C130.
Alz lo sguardo verso il cielo in attesa di vederlo comparire, accese la radio ricercando la frequenza criptata del pilota e invi due impulsi. Poi frettolosamente s'infil la radio nella tasca laterale dei pantaloni e tenendo in ognuna delle mani le fialette spalanc le braccia per indicare ai paracadutisti la direzione del vento.

Il C130 da trasporto tattico Lyra 25 della 46 Brigata Aerea di Pisa sorvol i Monti del Tauro volando a una quota di 8.000 metri. Lasciandosi alle spalle la Grecia, oltrepass quasi del tutto la Turchia fino ad arrivare al confine con l'Iraq.
Avvolti da una luce soffusa, gli operatori del GIS cercavano di trovare la massima concentrazione ripassandosi le tabelle di atterraggio.
Il load master apr e richiuse per due volte le mani, comunicandogli visivamente il venti minuti al lancio.
Il frastuono all'interno era insopportabile, rendeva inutile qualunque parola, ogni comando era necessariamente anche visivo.
Kk li squadr di sbieco, erano sicuramente gli uomini migliori che aveva. Anche se sembravano rilassati come se dovessero scendere da un bus alla fermata successiva, era certo che in ognuno di loro, come in lui, in quel momento stava calando la maschera del guerriero.
Il load master apr e chiuse le mani, una sola volta.
Kk si port le sue ai lati della bocca.
Preparatevi anche in quel caso era il gesto che comunicava. Con la voce avrebbe potuto dire qualunque cosa, nessuno l'avrebbe potuto sentire.
Automaticamente serrarono il soggolo, il laccio del casco sotto il mento e si prepararono con gesti meccanici e precisi. Quasi simultanee le loro mani sganciarono le cinture di sicurezza. Lo zaino tenuto fra le gambe fu agganciato alle maglie a D dell'imbracatura del paracadute. Controllarono l'altimetro, sistemarono i guanti e allargarono l'elastico degli occhiali per calarli sul viso.
Il Colonnello appoggi il gomito al fianco. Con l'avambraccio teso verso di loro, allung le dita della mano alzando il pollice.
Attivare la capsula".
Gli uomini ruotarono il pulsante della capsula barometrica in posizione on, precedentemente tarato. Ci significava che se avessero avuto dei problemi, il paracadute secondario si sarebbe aperto automaticamente a 330 metri.
Raggiunto il punto prestabilito, il pilota ridusse la potenza dei motori iniziando la discesa. Nello stesso istante spinse il bottone sulla cloche per contattare il Centro di Controllo del Traffico Aereo.
Ankara Controllo da Lyra 25, dichiariamo emergenza per avaria all'impianto di pressurizzazione di bordo, siamo a 106 miglia a est di Diyarbakir, livello di volo 210. Chiediamo l'autorizzazione a scendere immediatamente a 5.000 ft. e di atterrare a Diyarbakir".
Qualche scarica elettrostatica annunci la risposta.
Lyra 25 da Ankara Controllo, siete autorizzati, potete iniziare la discesa in direzione Diyarbakir. Richiamate livellando".
Il Comandante non perse tempo: mentre il Secondo Pilota inseriva nel sistema di navigazione automatico le coordinate del punto di lancio, abbass lentamente il muso del velivolo sotto l'orizzonte. La discesa inizi piuttosto ripida, l'altimetro indicava gi l'attraversamento dei 5.000 fh.
Sei minuti al lancio indic Kk con le cinque dita di una mano e il pollice dell'altra. Gli uomini controllarono l'equipaggiamento.
La pressione era tale che sentivano gli occhi uscire fuori dalle orbite.
Il pilota guard fuori, attraverso il vetro. Il visore notturno avrebbe amplificato la luce ambientale. Attese qualche istante mentre gli occhi si abituavano all'intensit delle immagini verdi, poi finalmente individu la segnaletica luminescente illuminata da un fascio di luce.
Gir l'aereo compiendo una manovra trasversale sulla zona di lancio. Dalla seconda radio accesa, vibrarono due impulsi, a seguire una voce anonima: Zyc 1! Bene, pens. L'agente a terra gli comunicava la fattibilit del lancio.
Afferr l'interfono per comunicarlo al load master che a sua volta lo rifer al direttore di lancio.
Zyc 1".
All'interno della fusoliera si abbassarono le luci bianche e furono inserite quelle da guerra rosse.
Il portellone posteriore si apr. Nonostante l'abbigliamento adeguato furono investiti da una violenta aria fredda.
Tenendosi ben fermo all'apposito tubolare si sporse dalla rampa nel vuoto, dopo qualche secondo Kk individu la drop zone.
Doveva accertarsi che il lancio fosse sopravento, in caso contrario non sarebbero riusciti a entrare in zona. Comunic a gesti con il load master per effettuare piccole correzioni, a ogni movimento del suo pollice corrispondeva una piccola variazione di rotta, pochi attimi dopo mim l'ok con le dita.
Erano tutti in fila sulla rampa, Kk fece la chiamata di controllo:
3
Bene rispose Rossi.
2
Bene rispose Capozza.
1
Bene rispose Michele.
La semisfera trasparente a destra sulla barra laterale era accesa da una luce rossa, poco dopo divenne gialla, infine scatt il verde.
Si lanciarono dalla pedana dell'aereo nel vuoto, uno dopo l'altro a intervalli di un secondo.
Il pilota preg per loro. Dopo appena sei secondi il portellone inizi a richiudersi e l'aereo vir verso la sua destinazione.
L'agente a terra spense la torcia, il cronometro part, dopo cinquanta secondi l'avrebbe riaccesa.
Inghiottiti dalla fredda notte precipitavano nel vuoto percorrendo 55 metri al secondo a testa in gi, sopra i ruvidi e impervi Monti del Tauro squarciando il cielo come proiettili.
Quella tecnica in caduta libera TCL consisteva in un lancio ad apertura ritardata usato per garantire l'invisibilit nelle l'infiltrazioni in aree critiche. In pochi si azzardavano a farlo. Era un lancio che richiedeva uno sforzo fisico e una preparazione atletica notevole.
L'aria gli sferzava sugli indumenti mentre ricercavano la stabilit. A una velocit di circa 190km/h in pochi secondi raggiunsero l'altezza di 1200mt, la quota minima consentita per aprire il paracadute.
Nello stesso istante in cui il cronometro emetteva un beep, l'agente sent distintamente l'impatto del vento frenante contro i paracadute che si schiudevano. Riaccese il fascio di luce e nuovamente la segnaletica prese vita. Tutto si svolse in brevissimo tempo. Mantenendo lo stesso ordine con cui si erano lanciati, atterrarono a poche decine di metri di distanza.
L'adrenalina gli era andata in circolo, i sensi erano tutti all'erta pronti a captare ogni minimo segnale di pericolo. Avvolti dal buio della notte cominciarono a ripiegare il paracadute.
Bob, Poz, Bufo? il Colonnello richiam accanto a s i suoi uomini con il nome che solitamente usavano in missione. Lui invece sarebbe stato semplicemente Capo o Boss".
Bene Rispose Rossi
Bene Rispose Capozza.
Bene Rispose Michele.
Si radunarono. Il Comandante indic la direzione e gli uomini s'inoltrarono nel bosco mentre l'agente gli andava incontro. Si salutarono senza scambiarsi troppe parole. L'uomo li condusse dove prima si era nascosto, dunque scaricarono dalle spalle il peso dei paracadute e li nascosero nella buca appositamente preparata.
L'agente gli consegn un contenitore savip di tela impermeabile. Michele l'apr. Avvolti in alcuni panni c'erano quattro fucili d'assalto, gli Hk416 heckler & koch e quattro Beretta calibro 9x19, le armi pi diffuse al mondo in dotazione anche all'esercito turco. Il soldato le estrasse e le consegn cautamente al team.
Poco distante da l, l'agente aveva nascosto un fuoristrada vecchio e malconcio, forse un modello della Mercedes di una decina di anni prima. Li condusse al mezzo e infine li salut scomparendo nel buio.

Dopo due ore di tragitto per quelle impervie strade raggiunsero un'altura. Il Colonnello comunic con il telefono satellitare con il Comandante del COFS, aggiornandolo sulla loro posizione.
Il ricordo che aveva di quei luoghi si dimostr perfettamente coincidente con l'ambiente che lo circondava. Fu una conferma in pi che la direzione presa era quella corretta, costat il Colonnello. Lasciarono il fuoristrada ben nascosto nella boscaglia e proseguirono a piedi.

7,02. Monti del Tauro, Turchia, 18 aprile 2007, ore 03,40
Nascondiglio Dtp.

Ripresero il cammino lasciandosi alle spalle parecchia strada.
Percorsero l'unico sentiero possibile fra quella terra acerba, fin quando quella strada impervia non termin improvvisamente al centro di una conca. Tutt'intorno solo boscaglia. Il Comandante prosegu in direzione nord-ovest. Passarono ancora per altri sentieri e dopo un'ora di cammino Kk si ferm, riconoscendo quei luoghi.
L sembrava che il tempo non fosse mai passato, tutto era come allora. A poche centinaia di metri da quel posto si trovava uno dei nascondigli degli attivisti curdi.
Strapp una foglia da un albero, se la mise sulle labbra e raccogliendo fiato nei polmoni produsse una vibrazione che suon nella quiete apparente di quel bosco come il verso di un animale.
I suoi uomini aspettavano accanto a lui in un rigoroso silenzio. Ancora una volta emise quel suono. Cominci a pensare che forse era troppo lontano dai suoi amici per farsi sentire. Tent nuovamente qualche altra volta.
Seraskr! Solo tu sai fare quella specie di graccho!
Un uomo si materializz a pochi passi da loro. Camminava lentamente raggiungendoli indossando una sorta di divisa verde, pantaloni larghi e una fusciacca gialla, larga, arrotolata in vita. Ci volle qualche attimo prima che Kk riconoscesse l'uomo. Lo stupore iniziale lasci il posto a un sorriso festoso, gli and incontro con le braccia aperte.
Riza! Amico mio! il Colonnello parl in curdo, mentre si abbracciavano e salutavano come fratelli.
Quanto tempo, quante cose sono successe! disse commosso Riza. Kk si discost trattenendolo per le spalle
Be' non vorrai mica intrattenermi qui! Che fine ha fatto la famosa ospitalit curda?
Hai ragione, vieni andiamo al campo il Colonnello fece cenno ai suoi uomini di aspettarlo l.
Come si era immaginato, la distanza era di appena qualche centinaio di metri. Una decina di tende addossate quasi l'una all'altra stavano al centro di una piccola radura. Qualche fuoristrada malconcio parcheggiato l vicino. Qua e l sparsi resti di focolari. Qualcuno ancora acceso con la brace arancione che consumava pigramente l'ultimo residuo di legno da bruciare. Alcune sagome scure in lontananza si voltarono per osservare il nuovo arrivato. Con un gesto il Comandante del campo tranquillizz i suoi uomini.
Riza lo fece entrare nella tenda, quella che un tempo era stata del suo amico. Kk la riconobbe, Baran Ali davanti a lui aveva disegnato sul telo consunto il simbolo del suo partito, un cerchio rosso con una luna blu al centro. Qualche sedile vecchio appartenuto a chiss quale auto fungeva da divano. Erano diventati meno nomadi rispetto a sei anni prima. All'interno delle tende sembrava esserci qualche comodit in pi come alcuni materassi che sostituivano i giacigli di gommapiuma o di paglia. Tappeti sparsi e sormontati gli uni sugli altri e un piccolo tavolino di legno scuro rendevano pi confortevole l'ambiente.
La barba di Riza si era tinta di grigio, solo qualche ciuffo ai lati rimaneva ancora scuro. I capelli sulla fronte erano corti. Indossava gli stessi occhiali dalla montatura sottile di allora davanti agli occhi dal taglio obliquo, quasi felino. Le labbra rosse e carnose spuntavano ben delineate fra i baffi, leggermente pronunciate al centro, spinte dagli incisivi.
Era incredibile il cambiamento avvenuto in lui in quegli anni. Un tempo era un giovane irrequieto, portava sempre la barba ma era pi disordinata, ribelle come lo era lui. Forte, energico, gli occhi sorridevano sempre. Si era laureato in ingegneria, era continuamente alla ricerca di donne e spesso spariva per giorni per poi ricomparire soddisfatto e finalmente in pace per dedicarsi alla causa solo per qualche altro giorno. Baran lo considerava il suo braccio destro anche perch era parecchio pi grande di lui. Ora invece aveva l'aspetto di un vecchio e saggio capo trib, quale in effetti era diventato.
Sul suo volto erano passati decenni. Era sparito il suo sorriso ironico, la sua espressione scanzonata, ma la stessa energia che sprigionava allora era ancora viva e forse pi pericolosa.
Seraskr  gi da un po' che ti aspettavamo esord Riza sedendosi sulla poltrona di pelle bordeaux probabilmente divelta da una fiat 127 degli anni 70 e sparendo quasi del tutto dietro il tavolino. Kk annu anticipando con quel gesto la sua risposta.
Lo immaginavo, sono arrivato appena possibile prese posto anche lui su di un altro sedile la cui finta pelle era tagliata in molti punti da cui ne fuoriusciva l'imbottitura.
Abbiamo passato dei momenti terribili, il governo non ci ha dato un solo istante di tregua. Hanno ammazzato centinaia dei nostri uomini e continuano a ritenerci terroristi, cos ci fanno passare agli occhi del mondo".
Riza, se sono qui  perch qualcosa sta cambiando, il mio governo vi appoggia come se non l'avesse sentito, continu il suo racconto.
Ci stiamo muovendo in tutte le direzioni. Ci occupiamo dell'istruzione dei nostri figli, portiamo soccorso alle famiglie che non hanno pi una casa, alle famiglie distrutte e annientate dal governo solo una flebile luce negli occhi comunicava sul volto senza pi espressione la dignit e la fierezza di quell'uomo.
Abbiamo creato un'associazione dei prigionieri per seguirli sia all'interno delle carceri sia fuori. Una volta usciti come puoi immaginare, sono persone finite, hanno bisogno di cure di ogni tipo, spirituali e fisiche perch hanno dovuto sopportare ogni tipo di tortura".
Si osservarono per qualche istante in silenzio, era la loro vita quella, era doloroso raccontare, ricordare. Riza socchiuse gli occhi, inspir profondamente e continu il suo racconto.
Abbiamo dato vita a mobilitazioni pacifiche per tentare di aprire la strada della democrazia. Abbiamo avviato una campagna per l'Amnistia Generale per i prigionieri, anche per i rifugiati e per i militanti del Kadek5 si ferm ancora. Il racconto rimase sospeso cos, aleggiando pesante sopra le loro teste. Riza tentava di comunicargli tutta la forza con il quale il popolo curdo si difendeva, la loro determinazione, ma anche la loro solitudine.
Kk si alz leggermente dal sedile, lo afferr per le spalle e disse: Siete riusciti a trasformare la vostra causa in una giusta causa. Vi siete distaccati da tutte le altre fazioni terroristiche, siete diventati una potenza, cos vi comincia a vedere il resto del mondo Riza. Credimi amico mio. Il fatto che mi hanno mandato qui  la riprova di ci che sto dicendo il Colonnello sostenne il suo sguardo, forse era riuscito a infondergli un briciolo di speranza.
Entr una donna, indossava un abbigliamento molto simile a quello di Riza. Impossibile definire un'et, il volto segnato da uno sguardo senza vita. Pos sul tavolino un vassoio con del t. Si gir verso il Colonnello facendo un lieve inchino e usc dalla tenda senza fiatare. Pur essendo piena notte, la cura che quel popolo mostrava nei confronti dell'ospite non attese a farsi sentire.
Ha 38 anni. Il marito e un figlio sono stati ammazzati, un altro figlio  in carcere da sei anni, della figlia non si hanno pi notizie, forse si  unita ai guerriglieri del PKK e sta in Iran se  ancora viva".
Dio mio! si pass una mano sulla fronte colpito da quella storia.
Si  sposata giovanissima consider Kk
 nella nostra cultura".
Certo, certo".
 eccezionale.  lei che segue l'associazione dei prigionieri, non li lascia soli un istante, cerca di trovargli un lavoro, di riabilitarli alla vita. Altre donne invece sono riuscite ad aprire centri culturali e cooperative dandole poi in gestione a ex prigionieri. Ma tutto questo, tutto quello che ci impegna giorno e notte e consuma le nostre vite,  solo una goccia nell'oceano. Seraskr siamo rimasti soli. Contiamo solo su noi stessi e non possiamo fare a meno l'uno dell'altro. La nostra sicurezza  lo stare insieme, contro tutto il resto del mondo.
Ci sono ancora pi di seimila prigionieri politici curdi nelle carceri turche e la nostra regione  piena di check point: non possiamo muoverci senza essere perquisiti. Ci hanno accerchiato e chiuso tra questi monti. Ci illudiamo di essere nascosti, ma invece abbiamo fatto la fine del topo in trappola. Appena mettiamo un piede fuori ci ammazzano, ecco qual' la nostra libert. Ci confondono con terroristi, con integralisti, ci accusano di essere rivoluzionari mentre noi cerchiamo solo di dare sostegno al nostro popolo. Perch l'Europa ci ignora? Perch non impone al governo turco la democrazia? Perch noi dobbiamo andare in carcere solo perch vogliamo parlare nella nostra lingua ed essere rappresentati in parlamento? Perch".
Riza Kk lo interruppe alzando una mano devo trovare Baran! disse in tono deciso.
Riza sorrise mostrando i suoi denti macchiati di tabacco. Aveva degli occhi luminosi e per qualche istante brillarono di nuova speranza.
 bello pensare che come allora, tu riesca a proteggerlo, ma all'epoca era solo un ragazzo che aveva destato un po' di clamore, ora  diventato il nostro capo, la nostra guida. Questa volta, non sar cos facile proteggerlo Seraskr".
Ma tu hai un'idea di dove sia andato?
No, riceviamo sue notizie solo da Haci. Siamo in attesa delle elezioni e sappiamo che prima o poi comparir. Tuttavia, lui sa bene che lo vogliono ammazzare e ultimamente non si fida pi di nessuno.  convinto di avere qualche spia all'interno del partito cos due anni fa ha deciso di sparire ma ha continuato a seguire il partito. In questo periodo  riuscito a scrivere il programma e lo statuto stesso. Qualche mese fa l'hanno pubblicato e ha riscosso l'approvazione da parte di moltissimi turchi. Ha oltrepassato i limiti delle religioni che dividono questo stato, ha oltrepassato i limiti delle divisioni etniche,  andato oltre.  un grande stratega e un grande uomo politico, non  giusto che sia costretto a nascondersi quando avrebbe tutti i titoli per sedersi sulla poltrona dei comandi".
L'uomo era molto emozionato, parlava tirando fuori un dolore interiore, gli occhi si inumidirono.
Ho capito allora cosa ha scatenato Mehmet Gk!
Mehmet Gk? l'odio per quel Generale gli trasform il volto.
Kk lo mise al corrente dell'incontro avvenuto al COFS e delle vere intenzione del governo italiano.
Sorseggi il t, assaporando il liquido caldo e abbondantemente zuccherato.
Riza so che sia tu che Haci Salih Akyurt siete i due principali riferimenti del partito, tu sei il braccio, Haci la mente. Insieme a Baran avete portato questo sogno vicino alla realt. Ora ho parlato con te ma devo sentire anche Haci".
Domani ti far portare alla sua moschea, l potrai incontrarlo".
Bene disse Kk drizzandosi sulla poltrona Speriamo che sappia dirmi qualcosa si avvicin al tavolino e ci pos sopra il bicchiere vuoto.
Riza ho bisogno di ospitalit per me e i miei uomini".
Ti faccio liberare una tenda".
Perfetto, grazie".
Usc fuori, raggiunse i suoi uomini ripercorrendo la strada a ritroso.

7,03. Adana, Turchia, 19 aprile 2007, ore 9,20
Moschea di Adana.

Kk attese per una buona mezzora l'imam. Dentro la moschea si respirava un po' di refrigerio a quell'ora le temperature arrivavano ai ventotto gradi centigradi. Si aggir all'interno dell'enorme struttura vuota ricoperta da marmi bianchi e rossi che creavano disegni geometrici infiniti alternandosi a finestre riempite da luce intensa che rischiarava l'enorme ambiente.
Haci Salih Akyurt lo raggiunse attraversando l'enorme moschea, come lo vide un sorriso accese il suo volto contornato da una fitta barba perfettamente curata. Un turbante bianco gli copriva il capo, indossava la tradizionale jallabah. Haci appariva solo un po' invecchiato, anche la sua barba era completamente grigia ma per il resto era identico a come lo aveva lasciato, pens Kk, sorridendogli a sua volta.
Quando l'imam fu a pochi passi congiunse le mani e reclin leggermente il capo, era il suo saluto. Non si abbracciarono, anche se in quel momento non sembrava esserci nessuno, era opportuno rispettare tutte le precauzioni possibili.
Si rivolse a Kk decidendo l'inglese come lingua per quell'incontro, una tutela in pi, difficilmente altri in quel luogo lo avrebbero compreso. Ci che aveva da sempre caratterizzato tutti i membri del partito era l'incredibile cultura che li distingueva dalle altre fazioni di rivoluzionari curdi. Tutto era cominciato infatti all'interno di un'universit.
Seraskr, i miei occhi gioiscono e il mio cuore canta".
Mohamed  un infinito piacere rivederti".
Si guardano per qualche istante negli occhi, era inutile spiegare le motivazioni che l'avevano spinto fin l, l'imam era stato gi messo al corrente dal militante che lo aveva accompagnato.
Sollev le sopracciglia portando indietro la testa emise una specie di schiocco con la lingua: Tsk. Tutto quel gesticolare era il modo loro di dire No".
Kk lo squadr cercando di intuire inutilmente qualche tentennamento.
Seraskr non sono in grado di dirti dov', ma sta bene ed  pi forte e potente che mai".
Lo so, Riza mi ha messo al corrente degli ultimi anni, del programma e del successo ottenuto. Mi ha detto che tramite te si hanno sue notizie".
 vero ma non le ho direttamente da lui. Io ricevo e do notizie tramite altre persone che a loro volta le passano ad altri. Ogni sei ore incontro qualche militante del partito, se ci sono notizie ce le scambiamo. A loro volta incontrano altri membri a cui devono riportare tutto. Ognuno di loro si sposta, aspetta sei ore e incontra ancora altri membri e cos via".
Una staffetta! Quindi pu passare anche qualche giorno?
Anche di pi".
E se dovete contattarlo subito?
Non  possibile, non prima di tre giorni almeno".
In che modo si trasmettono i messaggi?
A me arrivano pi o meno tutte le notizie dagli accampamenti vari e mi arrivano a voce, anche io riferisco nello stesso modo, non so altro Haci alz le spalle dispiaciuto per non poter essergli d'aiuto.
Kk si fiss a guardare il pavimento, non poteva funzionare solo a voce, pens negando con la testa.
 improbabile che i messaggi siano solo a voce... a che ora verr il prossimo membro?
Haci guad l'orologio: Tra due ore.
Come far a riconoscerlo?
Lo accompagner io fuori dalla moschea".
Ottimo, grazie".
Attento, se qualcuno ti segue rischi di farlo ammazzare!
Lo ammazzeranno comunque se prima non lo trovo!
Ho fiducia in te, tutti noi abbiamo fiducia in te! disse afferrandogli le braccia e stringendogliele. Vuoi fargli arrivare qualche notizia? Kk ci pens un attimo ma erano passati molti anni, era ormai troppo al di fuori della causa per capire di chi potersi fidare.
Grazie Haci, digli solo che sono arrivato".

8. La staffetta.

8,01. Adana, Turchia, 19 aprile 2007, ore 10,00
Moschea di Adana.

Come usc fuori dalla moschea, il vecchio Mercedes sgangherato gli pass davanti. Rossi e Capozza erano andati a recuperarlo nella boscaglia in cui lo avevano nascosto la notte precedente facendo un viaggio molto pi lungo del loro e solamente ora si ricongiungevano.
Liquid l'uomo di Riza con poche parole pregandolo di lasciare a loro disposizione l'auto con cui li aveva trasportati fin l. L'uomo gli allung le chiavi del fuoristrada ancor pi malconcio dell'altro e infilandosi le mani in tasca si allontan alzando le spalle.
Raggiunse i suoi militari che lo stavano attendendo dentro il sudicio caff poco distante dalla moschea. Due ore sarebbero trascorse in fretta, pens.
Il tempo pass fin troppo rapidamente. Come da accordi, l'imam usc dalla moschea accompagnando un uomo, si salutarono poi Haci rientr dentro il suo regno.
Capozza e Rossi iniziarono il lento pedinamento. L'uomo sembrava non avere alcuna fretta, entr in una bottega che vendeva pane fermandosi di tanto in tanto a scambiare qualche chiacchiera con alcuni conoscenti. La prima ora vol cos come la seconda e la terza.
Finalmente, si decise a entrare all'interno di un palazzo. Capozza lo segu fin dentro l'androne, sulle scale. L'uomo entr in un appartamento. Rossi si appost fuori non prima di aver controllato che il palazzo avesse una sola uscita, di l a poco fu raggiunto da Capozza, attesero insieme il cambio del testimone. Presero nota delle targhe affisse fuori al portone: notai, medici e studi specializzati di ogni tipo. Era un palazzo molto elegante che si trovava in una strada piuttosto centrale della citt.
Una targa tutta nera attir la loro curiosit, al centro qualche illeggibile segno inciso di giallo, verde e rosso. Sotto, in caratteri latini, la ragione sociale di uno studio di progettazione tessile Jek'.
Poco prima dello scadere delle sei ore, videro il militante uscire dal palazzo. S'incammin per la via principale, affollata e trafficata fino all'inverosimile, rendendo l'inseguimento pi difficoltoso. I militari dovettero accorciare le distanze per non perderlo di vista.
Improvvisamente l'uomo salt di lato schivando un ciclista che lo stava per investire. Tra i due ci fu uno scambio di battute, sembravano quasi insulti, non riuscivano a capire una sola parola di quella lingua ma i toni erano piuttosto concitati.
Il militante, dopo l'episodio, gir sui tacchi e incredibilmente torn indietro verso il suo palazzo.
Capozza e Rossi si guardarono increduli, poi compresero allo stesso tempo il giochetto, scattarono fulminei e gridarono l'uno all'altro: Il ciclista!
Percorsero ancora una volta a ritroso quella strada, districandosi fra le persone e la merce esposta fuori dai negozi, cercando di non dare troppo nell'occhio. Per fortuna il traffico non avrebbe limitato solo i loro movimenti.
Passarono alcuni minuti, si girarono intorno ma non c'era traccia dell'uomo sulla bicicletta. Arrivarono ancora pi gi. La strada cominciava leggermente a scendere e sembrava finito il tratto del mercato risultando meno affollata. Dovettero rallentare notevolmente il passo altrimenti li avrebbero notati tutti, non passavano inosservati, erano alti e atletici, spesso la gente si fermava a guardarli per la loro presenza fisica.
Con un incredibile colpo di fortuna, Rossi not in un vicolo la bicicletta arancione che poco prima stava investendo il militante. Si avvicin, sulla stradina c'erano solo due porte, probabilmente una era da escludere perch troppo lontana dalla bicicletta. Capozza fece un giro dell'edificio e una volta constatato che aveva solo quella di uscita, rimasero l, acquattati, senza pi perderlo di vista in attesa del cambio con il Colonnello e Michele.
Bob? Capozza richiam l'attenzione del suo collega. Ma cosa si scambiano?  evidente che i messaggi non sono pi orali". Domand in attesa del loro arrivo.
Deve essere qualcosa che tengono in mano, ma niente carta altrimenti l'avremmo notata rispose Rossi.
Tipo? Che idea ti sei fatto?
Mah, qualche supporto digitale penso".

8,02. Adana, Turchia, 20 aprile 2007, ore 13,20
Bazar coperto.

Le attese e gli spostamenti continuarono incessanti, ora dopo ora.
Kk aveva trovato un piccolo albergo nei paraggi della moschea per poter riposare dopo le ore di pedinamento notturno.
I messaggi passavano di mano in mano, rispettando rigorosamente il ritmo delle sei ore, ma tutto sommato passati ormai quattro turni questi messaggi non erano andati molto lontano. Percorrevano un giro senza senso, sempre all'interno della citt.
Le due coppie si alternavano aggiornandosi e riferendosi tutti i movimenti. Allo scadere delle sei ore tenevano gli occhi ben aperti per poter capire il successivo incontro.
Avevano messo su una rete veramente intricata, senza le informazioni dell'imam non sarebbero mai riusciti a capire l'astruso giro che ancora non li portava da nessuna parte.
L'uomo che seguivano Kk e Michele stava discutendo in un bazar l'acquisto di alcune stoffe grezze. Michele si ferm qualche metro prima per comprare una bottiglietta d'acqua.
Il bazar era enorme, coloratissimo, pieno di merce di ogni tipo, tappeti colorati di ogni misura con disegni classici o moderni con scritte incomprensibili, vestiti, gioielli accanto alla frutta. La gente si accalcava davanti al mercante che offriva il miglior prezzo.
L'aria era riempita da suoni e odori orientali, profumi di spezie si mischiavano al forte odore dell'aglio che si trovava ovunque, anche il banco dell'elettronica ne vendeva qualche testa.
Michele raggiunse Kk che aveva continuato a tenere d'occhio il militante.
Tolto il primo tratto in cui i messaggi vengono riferiti a voce da tutti i vari nascondigli sui monti, gli incontri fra i militanti sono troppo rapidi. A volte anche accidentali,  evidente che si scambiano qualcosa". Sottoline Michele aprendo il tappo della bottiglia e infilandosela in bocca, con tre sorsi la fin.
Si, mi sembra la situazione pi verosimile. I messaggi arrivano solo via orale in citt anche perch non in tutti i nascondigli hanno dei gruppi elettrogeni che gli consentono l'utilizzo dei PC".
Il militante aveva finalmente acquistato al prezzo che diceva lui e con la stoffa sulla spalla riprese il suo cammino ignaro di essere seguito.
Kk e Michele sembravano due turisti, si vedeva perfettamente che non erano del luogo, ma il bazar era molto frequentato da stranieri, era uno dei maggior centri di attrazione turistica.
Il militante si ferm improvvisamente, Kk devi verso sinistra trovandosi davanti a un banco improvvisato al centro del vicolo interno che vendeva magliette. Per poco non se lo ritrovarono in braccio. Con la coda dell'occhio vide Michele, aveva deviato dalla parte opposta e si fingeva interessato a un cellulare.
Fortunatamente l'uomo non si accorse di niente, gli lanci solo un'occhiata rapida, che a loro non sfugg, mentre sceglieva la frutta da comprare.
Kk prese in mano una di quelle magliette esposte. Erano tutte colorate di giallo, verde e rosso e piene di segni strani, sia davanti che sul retro. Sembravano quasi come quelli di Lisa, forse erano segni della scrittura cuneiforme, pens.
Alz lo sguardo e proprio in quell'istante vide passare davanti a lui un gruppo di ragazzi giovani che le indossavano. Sembravano gli stessi segni che aveva visto sui tappeti. Istintivamente decise di comprarne una, magari l'avrebbe regalata a Lisa.
Il curdo riprese a camminare, Michele gli si avvicin.
Bell'acquisto, complimenti ragazzo hai stile! Kk sorrise divertito, la alz per mostrargliela meglio. Non  per me, voglio fare un regalo".
S... hai intenzione di litigarci con la persona a cui la vuoi regalare? scoppiarono a ridere entrambi come due ragazzini senza mai perdere d'occhio gli spostamenti dell'uomo.
Ci volle qualche attimo per riprendersi.
Sono stato costretto a comprarla, il militante mi stava guardando, la regaler alla dottoressa Dell'Oro, quei segni sembrano una scrittura cuneiforme".
L'appallottol infilandola nella piccola busta di plastica che gli era stata data.
Riflettendo su tutti gli spostamenti che ci sono stati sono certo che subito dopo Haci,  avvenuto il passaggio dei dati su un supporto informatico,  stato il primo militante che hanno seguito Rossi e Capozza, quello che si  infilato nell'appartamento. Dopo, gli incontri sono sempre stati rapidi, spesso non hanno avuto neanche il tempo di scambiarsi una parola. Quindi bisogna controllare quell'appartamento afferm il Colonnello.
Ok, come diamo il cambio ai due ragazzini andiamo a dargli un'occhiatina".
Falla finita brontolone, semmai siamo noi due vecchi! Tu li prendi poco sul serio, ti assicuro che sono i migliori dei miei uomini". Gli rispose scuotendo la testa rassegnato.
L'ultima ora che rimaneva la trascorsero sempre all'interno del grande mercato coperto. Pochi minuti prima dello scadere delle sei ore furono raggiunti da Rossi e Capozza.
Il messaggio pass a un altro militante ancora, dall'apparenza un uomo di campagna, un contadino.

8,03. Adana, Turchia, 20 aprile 2007, ore 18,40
Sede dello Studio progettazione tessile Jek.

Kk e Michele si ritrovarono fuori l'androne del palazzo elegante. Il sole era sceso dietro le case, una leggera brezza si portava via l'afa lasciando respirare un po' la citt.
Attesero una decina di minuti prima che qualcuno uscisse.
Un uomo gentile gli tenne aperto il portone dando per scontato che dovessero andare in qualche ufficio. Seguendo le indicazioni di Capozza, salirono al secondo piano trovandosi in fondo al corridoio due porte. In una al centro era appesa una targa in ottone di uno studio legale, nell'altra una targa nera di plastica, fissata con delle viti storte. Dei segni colorati di giallo, verde e rosso componevano qualcosa di indecifrabile. Al centro incisa una scritta: Jek.
Sotto una scritta: Studio progettazione tessile. Ad accompagnarla, sempre gli stessi colori: giallo, verde e rosso.
Kk osserv Michele che con la fronte corrugata si gir perplesso guardandolo, sembrava esserci rimasto di stucco, forse anche lui aveva fatto gli stessi collegamenti.
Furono riscossi dal rumore delle porte dell'ascensore che si apriva, salirono rapidamente le scale che si trovavano di fianco alla porta, arrivati al pianerottolo attesero qualche istante per vedere chi fosse uscito dall'ascensore. Gli pass davanti l'uomo che avevano seguito con le stesse stoffe sulla stessa spalla. Lo sentirono citofonare allo studio di progettazione tessile.
Come se provenissero dal piano superiore decisero di scendere le scale per poter dare uno sguardo prima che la porta si fosse richiusa.
Passarono l davanti proprio mentre un uomo, a questo punto il primo militante, pens Kk, apr.
S'intravide solo un piccolo corridoio che terminava in una stanza dove si trovava un lungo tavolo con sopra alcuni monitor grandi.
Gli uomini si scambiarono qualche parola di saluto, il militante entr richiudendosi la porta alle spalle.
Uscirono dal palazzo, Kk si sentiva gli occhi di Michele puntati come un mitra, appena attraversarono la strada non perse tempo.
Ma che diavolo vuol dire tutto questo? chiese sbalordito.
Non ne ho la minima idea rispose Kk ancor pi perplesso.
Forse sono le cooperative di ex prigionieri di cui mi parlava Riza, fanno semplicemente il loro lavoro e intanto danno una mano alla causa".
S'incammin lentamente costeggiando sul marciapiede il grande viale nel pieno del traffico cittadino, a quell'ora la gente usciva dagli uffici e come in tutte le altre parti della terra mediamente civilizzate era l'orario di punta.
Silenzio e riflessioni si alternavano, erano entrambi intenti a capire, a spiegarsi in che modo era articolata l'organizzazione.
E la maglietta? La targa l'hai vista? Che diamine c'entra? Michele ferm l'auto al semaforo.
 solo una coincidenza, ma se ci fai caso la indossano tantissimi giovani, dopo che l'ho comprata l'ho vista a tutti, sembra che vada di moda. Oppure potrebbe anche essere che sia proprio quello lo studio che progetta quelle magliette e quei tappeti rispose Kk alzando le spalle.
O quei cappelli disse Michele indicando il ragazzo che stava attraversando la strada proprio in quel momento passando davanti a loro.
Senti Claudio, queste magliette non sono cos belle da scatenare una moda!
Gi!
Magari... parte dell'incasso viene devoluto per qualche causa di beneficenza?
Bravo coppio6! Allora potrebbero sovvenzionare proprio le cooperative degli ex prigionieri, in questo modo entrerebbero fondi per la causa e sicuramente, viste le vendite, riusciranno anche a dare aiuto ai pi bisognosi". Apr la busta dove precedentemente aveva appallottolato la maglietta. Se la rigir fra le mani alla ricerca della targhetta. L'afferr fra le dita e portandosela vicino agli occhi riusc a leggere la scritta minuscola: cooperativa jek. Era lei.
Rimasero in silenzio, gustandosi quella piccola soddisfazione, finalmente la storia cominciava a prendere senso.
Avevano camminato con passo spedito, mancava poco per arrivare al piccolo albergo.
Comunque avevi ragione tu disse Michele voltandosi verso Kk. L dentro ci sono computer professionali,  l che tutte le informazioni vengono inserite su qualche supporto. L'unica cosa che non capisco  perch non le inseriscono su internet, perch continuano a passarsele di mano in mano?
Se non li hanno mai persi vuol dire che il loro sistema funziona rispose Kk.
E se invece sbagliamo e i messaggi se li passano solo di persona allora vorrebbe dire che qualcuno riesce a raggiungere Baran".
No, questo non lo credo, molti curdi hanno tradito la causa, Baran non si fidava pi di nessuno,  gente disperata che viene costretta a tradire in cambio della scarcerazione di figli, padri o madri. Gli unici che resistono sono quelli che ormai hanno perso tutto, solo quelli sono incorruttibili. No, sicuro finiranno su internet questi dati!
Ma perch non li inseriscono gi dallo studio di progettazione tessile?
Perch sono cooperative di ex prigionieri e sicuro sono sotto controllo dal governo turco, ecco perch non li inseriscono dallo studio".
Bene quindi stiamo da capo a dodici concluse Michele spingendo in avanti la porta di vetro dell'albergo.
S, dobbiamo continuare a seguire il percorso di questi dati".

8,04
Regione del Mediterraneo, Turchia, 20 aprile 2007, ore 22,40
Il nuovo testimone prese una strada che li aveva portati fuori citt, ebbero la sensazione che qualcosa di nuovo fosse accaduto.
Una stradina sterrata li condusse a un casolare vecchio, abbandonato a un primo sguardo. L'uomo entr dentro.
Rossi e Capozza si avvicinarono pi che poterono, lasciato il fuoristrada poco distante proseguirono a piedi trovando rifugio dietro alcune grandi querce. Dopo qualche minuto usc dal casolare un'anziana signora dalle vesti grigie, portava in testa il tipico turban curdo. Attravers il cortile trascinandosi nelle mani due pesanti secchi colmi d'acqua che trasbordava a ogni oscillazione. Li pos a terra davanti a una porta di legno sgangherata di quella che sembrava una stalla. S'intravide lo spazio all'interno, paglia ammucchiata, un forcone e una pala appoggiati sull'unica parete che riuscivano a scorgere. Come l'anziana donna entr, udirono indistintamente dei ragli. Poco dopo fece ritorno nella vecchia casa.
Era ormai mezzanotte passata e l'uomo non usciva pi da l dentro, quella era chiaramente la sua abitazione. Le sei ore erano trascorse e niente e nessuno aveva raggiunto quel luogo.
Rimanete incollati a quel casolare! tuon la voce del Colonnello dalla radio.
Trascorse tutta la notte, verso le cinque della mattina, con le prime luci dell'alba, nuovamente la donna usc, riport i due secchi d'acqua dentro la stalla. Questa volta per lasci la porta aperta, si ud ancora ragliare, quando qualche istante dopo sbucarono fuori quattro asini, spronati dalla donna che gli dava delle pacche sul dorso.
Li insegu per qualche metro urlandogli in un dialetto incomprensibile. Piegandosi lentamente a terra, con fatica, afferr dal terreno alcuni ciottoli e glieli scagli addosso centrandoli in pieno. Ne ottenne finalmente un discreto trotto.
Altre sei ore erano scadute, quello fu il primo e ultimo avvenimento nel casolare.
N l'uomo tanto meno la donna misero pi piede fuori casa.
A met mattinata gli asini fecero ritorno trovando gi la porta della stalla aperta. La donna li sent arrivare, entr per qualche istante anche lei, poi usc chiudendo il catenaccio della porta.
Dovettero aspettare fino al tardo pomeriggio per ritrovarsi a seguire nuovamente il contadino che ritornava in citt, diretto alla moschea.
 evidente che ci siamo persi qualcosa fece Rossi al suo compagno.
Il giro sembra concluso constat Capozza.
Contatt nuovamente il Colonnello per chiedere istruzioni, tra le varie imprecazioni gli ordin di ritornare all'albergo.

8,05. Adana, Turchia, 21 aprile 2007, ore 18,20
Akkoc Butik Otel.

Kk si aggirava come una tigre in gabbia dentro la stanza, il caldo era insopportabile come la sua frustrazione, erano passati ormai tre giorni, erano arrivati al tredicesimo militante e ancora stavano dentro la citt.
Michele stava seduto sul letto, tale era il suo nervosismo che si sentiva la rete metallica produrre un suono ritmico che seguiva il movimento della sua gamba.
Kk si gir a osservarlo, il lieve tremito dell'occhio sinistro, le labbra serrate in una sottile piega all'ingi gli confermarono che anche il suo amico era arrivato al limite. La situazione era snervante.
Forse questa pista non porta a niente! sbrait.
Non perdiamo la calma Claudio, non abbiamo motivo di credere il contrario. Questa  l'unica via di comunicazione che hanno, anzi ragiona, se trovare Baran  difficile per noi che siamo al corrente del passaggio di informazioni, per chiunque altro sar quantomeno inimmaginabile".
Fu rincuorato dalle parole dell'amico. Michele aveva ragione, ma cominciava a chiedersi se l'avrebbero mai trovato.
Attesero ancora buona parte della mattinata, fino a quando non fecero ritorno i suoi due uomini. Dopo avergli raccontato nei dettagli l'accaduto, si rese conto che effettivamente non c'era alcuna notizia confortante.
Non si capiva molto da quel giro strano, era la seconda volta che ormai ricominciava, ripassando per la moschea. Era evidente che si erano persi qualche passaggio importane.
Il vecchietto oggi si  incontrato con l'imam e poi  ritornato nuovamente al casolare Rossi termin il racconto dei fatti.
Kk si pass una mano sulla faccia, sbuffando. Che cosa si erano persi? Cosa gli era sfuggito?
Tutto fila liscio fino al casolare giusto? domand.
Si Capo, fino al casolare abbiamo capito tutto quello che hanno fatto, sappiamo chi sono i militanti e dove abitano, ma arrivati al casolare". termin la frase con un movimento secco delle due mani: Niente, non si capisce pi niente.
Non  arrivato nessuno aggiunse Capozza.
E non si sono mai mossi! concluse Rossi.
D'accordo allora,  evidente, sta succedendo qualcosa l! Guard Michele che gi si era alzato prendendo le chiavi del fuoristrada.
Andiamo noi a dare un'occhiata! disse Kk.

8,06. Regione del Mediterraneo, Turchia, 20 aprile 2007, ore 20,40.

Arrivarono al casolare, percorrendo la strada si guardarono attorno alla ricerca di qualche dettaglio che poteva esser sfuggito ai suoi uomini.
Si appostarono sopra una collinetta che garantiva un'ottima visuale della zona compresa la stalla a fianco.
Perfettamente corrispondente al racconto di Rossi verso la mezzanotte un'anziana donna si diresse verso la stalla portando i secchi d'acqua. Entr e rimase qualche minuto, anche in quella circostanza si sentirono gli animali.
Asini? fece Michele.
Kk annu: Asini.
La donna riusc chiudendo nuovamente la porta della stalla dietro di s.
Andiamo a dare un'occhiata alla stalla!
Vai tu Mik, io voglio fare un giro intorno al casolare, voglio vedere se ci sono altre strade o altri accessi".
Attesero un bel po'prima di muoversi, Kk vide l'amico sparire e confondersi con il buio mentre discendeva la collinetta. Lui accese il fuoristrada, la distanza era tale che nessuno lo avrebbe sentito. Ripercorse al contrario la stradina sterrata, aggirando quasi del tutto il casolare fino a quando si trov davanti a un bivio. La stradina continuava a girargli intorno mentre a sinistra un piccolo sentiero si inerpicava su per la montagna, impossibile da percorrere con l'auto, a malapena ci sarebbe passato lui.
Scese e s'incammin per qualche centinaio di metri, il sentiero saliva rapidamente sempre pi su, era troppo buio per poter vedere dove portava. L'unica cosa che riusciva a scorgere era il profilo dei monti verso cui sembrava si dirigesse.
Non vedeva case o altre strade, ridiscese con passi larghi, spinto dalla forza di gravit verso il fondo. Probabilmente, era semplicemente un sentiero solcato dal passaggio degli animali che andavano al pascolo.
Ritorn sulla collinetta: Michele era gi arrivato.
Allora? chiese Kk, Michele storse la bocca: Niente, ci sono solo quattro muli, fieno e attrezzi, non ho notato niente.
Niente anche io! C' solo un sentiero che sale verso le montagne".
Be', allora aspettiamo, qualcosa accadr!
La notte stava scendendo, il freddo si faceva sentire. Kk apr il cruscotto dell'auto e prese il GPS.
Voglio capire dove porta la stradina spieg a Michele che lo guardava arricciando le sopracciglia.
Si misero tutti e due con la faccia sopra il monitor, in attesa dell'immagine.
Il sentiero passava fra le gole di quelle montagne, mantenendo quasi sempre la stessa direzione, sud-ovest. Oltrepassava i monti e finiva molto vicino a una localit di nome Merhin.
Ma non  possibile far passare qualcuno di l, c' una diga e dall'altra parte del fiume ci sono check point militari ogni 5 chilometri. Quelli li aspettano in ogni punto strategico con il mitra in braccio!
E con blindati e mitragliatrici! Lo so, per per adesso  l'unica cosa che abbiamo in mano".
Michele annu. Era vero. Fino a quel momento non erano riusciti a trovare altro che quel sentiero.
Passarono la notte chiacchierando, ricordando, alternando molti momenti di silenzio a intuizioni lampo che non trovavano conferma o supporto nell'altro.
Arriv l'alba. Nuovamente la donna torn alla stalla e spinse gli asini a uscire fuori, url contro di loro prendendo ciottoli per colpirli e spronarli.
Gli animali si misero in fila e trottarono via sparendo dietro il casolare.
Istintivamente Kk guard il sentiero, il primo tratto era coperto dal casolare ma riusciva distinguere chiaramente dove passava. Pochi minuti dopo not il passaggio dei quattro asini, li osserv mentre s'inerpicavano su per il sentiero.
Sent accanto a lui Michele che scoppiava a ridere, battendo le sue mani sul cruscotto. Ho capito! Ho capito! Ecco come fanno a passare i check point!
Spara!
Nel 2002 fui mandato in Kosovo per osservare un tratto di strada dove si praticava contrabbando di tabacco. Restammo l nascosti per giorni, tutto sembrava tranquillo, non c'era il passaggio di nessuno, eppure sapevamo per certo che ogni 3 giorni arrivava un carico di tabacco. Ce la facevano sotto il naso! Alla polizia dell'UNMIK7, a noi della KFOR8, ai servizi doganali, agli ufficiali di finanza. L'unico movimento che notavamo era il passaggio di una fila di asini. Alla fine scoprimmo che erano proprio loro i corrieri, li avevano addestrati e percorrevano pi di duecento chilometri trasportando merce di contrabbando, quando l'abbiamo capito ci siamo messi a inseguirli e ovviamente ci hanno portato in bocca ai contrabbandieri".
Gli asini! Esclam Kk battendo il pugno anche lui sul cruscotto.
Senza attendere un solo istante in pi contatt gli altri due componenti della squadra.
Rossi, dovete raggiungere una localit che si chiama Merhin". lo aggiorn sulle ultime scoperte e perse un po' di tempo a spiegare l'esatto punto in cui sbucava il sentiero sulla strada principale. Sbrigatevi, sto controllando... per voi la strada  molto pi lunga, forse per ce la potete fare. Non possiamo perdere il momento del passaggio delle informazioni, dovete assolutamente capire chi recupera gli asini".
Kk guard Michele sorridendogli, gli mise una mano sulla spalla, scuotendolo affettuosamente, sollevato di aver risolto il mistero.
Sei un grande Super Mik!
Grazie lo so!
Andiamo dai, corri! gli fece Kk mentre apriva la portiera.
Uscirono rapidamente dal fuoristrada, discesero la collinetta, girarono a tutta velocit attorno al casolare per poi risalire il piccolo sentiero e mettersi a rincorrere gli asini.
Il tratto era decisamente ripido e faticoso, gli asini andavano piano ma non perdevano il ritmo. Avevano su di loro un vantaggio ormai di circa un chilometro.
Dopo un quarto d'ora di corsa in salita i muscoli erano gonfi e cominciavano a irrigidirsi ma avevano accorciato di molto la distanza fino a quando riuscirono a raggiungerli. Entrambi bloccarono due asini a testa, ci si appoggiarono qualche istante per riprendere fiato.
Si misero a giragli intorno, gli alzarono le zampe per osservare ogni dettaglio alla ricerca di qualcosa che potesse confermare i loro sospetti: Che diavolo trasportano questi asini? chiese Michele, mentre Kk era intento a perquisire le lunghe orecchie dell'animale.
Qualcosa ci sar, altrimenti abbiamo sbagliato tutto! infil le mani sotto le cinghie che tenevano stretta la bordatura delle fascine. Tast ovunque il manto sudato, l'odore si impregn sulla mano che infine ritir non avendo trovato nulla.
Controll l'altro animale che pi intimorito del primo indietreggiava trascinandosi anche il secondo asino dietro di qualche metro.
Buono bello, buono". Lo rassicur Kk dandogli delle carezze sul collo.
Michele li aveva legati a un albero invece e stava sciogliendo la bordatura. Le fascine caddero per terra per fortuna rimanendo comunque legate.
Gli asini di Kk si stavano agitando, si mise fra i due cercando di non farli scontrare, afferr un legno legato a una fascina sfilandolo dai legacci e prov a governarli alla maniera dei pastori, ma l'asino pi grande continuava a tirare indietro. Kk, spazientito, lo trattenne afferrandolo questa volta per il nasello, la fascia di cuoio che passa nel morso dell'asino e poi si collega alle briglie. L'asino tirava con una forza incredibile, lo spost di qualche metro, Kk non riusciva a frenarlo e indispettito stratton bruscamente dal nasello. La cinghia si spezz rimanendo ciondolante sul muso dell'asino che incredibilmente proprio in quel momento trov la sua quiete.
Afferr la cinghia provando a sistemarla nuovamente nella fibbia di metallo. Rigirandosela fra le mani not che erano due strisce di cuoio cucite solo esternamente, all'interno c'era lo spazio per poterci infilare un dito.
Michele! la voce eccitata di Kk lo fece arrivare l con due balzi.
Qui ci pu entrare di tutto, delle chiavette, delle schede". Disse, mostrandogli la cinghia, il Luogotenente non perse tempo. Senza rispondere, si avvicin all'altro asino tenuto da Kk, sfil dalla fibbia il nasello, prese il coltello che portava infilato nella cintura dei jeans e tagli qualche piccolo punto della cucitura. Come rivolt verso il terreno l'apertura videro cadere una chiavetta usb gialla, istintivamente alz un piede come un giocatore di calcio cercando di bloccare la caduta, la chiave colp la scarpa e fin nella mano di Kk che si era precipitato anche lui nel tentativo di afferrarla al volo.
Tirarono un sospiro di sollievo, senza volerlo, avrebbero interrotto l'unica via di comunicazione con Baran e i suoi uomini.
Kk infil la chiavetta nel cellulare, in pochi minuti i dati furono copiati, intanto Michele tastava il nasello degli altri due asini per controllare se ci fossero state altre chiavette. La rimisero al suo posto, probabilmente nessuno si sarebbe accorto di niente.
Lasciarono andare gli asini incitandoli con urla per fargli riprendere il trotto. Ripercorsero tutto il sentiero fino a raggiungere nuovamente l'auto.

8,07
Adana, Turchia, 23 aprile 2007, ore 18,20
Akkoc Butik Otel
Anche gli asini si muovono rispettando le sei ore. Quando il contadino arriva a casa intorno a mezzanotte se ne va a dormire ma poi fa uscire gli asini molto prima della successiva scadenza, in quel tempo gli asini riescono ad attraversare tutto il tragitto giungendo all'appuntamento puntuali. Quel sentiero finisce in una localit di mare, poco abitata. Proprio dove sbocca, c' un porticciolo e l'unico essere che popolava quel luogo alle sei di mattina era un pescatore. Quando siamo arrivati gli asini stavano gi riprendendo il sentiero per ritornare indietro. L'uomo ha fatto qualche giro nei dintorni, poi si  allontanato con la sua barca". Spieg Rossi al rientro.
Dannazione! Ci siamo bloccati ancora una volta! disse spazientito Michele.
Tanto non lo avrebbero potuto seguire, chi si immaginava che addirittura finiva via mare?
Il C130 riparte oggi aggiunse Michele.
Nel gruppo stava calando lo sconforto, Kk li guard uno dopo l'altro, doveva tenere alto il morale di tutti.
Dai forza! Leviamo le tende! Gli asini prima o poi dovranno ritornare dal pescatore, andiamo!
Gli uomini del GIS lasciarono definitivamente il motel e dopo una trentina di minuti anche la citt di Adana. Il fuoristrada del Dtp erano andati a lasciarlo nello stesso esatto punto in cui l'uomo di Riza lo aveva parcheggiato qualche giorno prima vicino al bar.
Arrivati nel piccolo paesino di mare, ormai il buio era giunto tingendo di nero l'acqua, il fuoristrada si ferm sulla banchina del porticciolo.
Quella  la barca del nostro uomo fece Rossi indicando un piccolo peschereccio bianco e rosso piuttosto malconcio.
Avrebbero avuto davanti a loro parecchie ore di attesa, sempre che gli asini avessero rispettato i tempi calcolati.
Michele scese in cerca di qualcuno per contrattare l'affitto di un'imbarcazione mentre il vecchio Mercedes prosegu per raggiungere il sentiero da dove sarebbero dovuti ritornare gli asini. Proseguirono poi gironzolando l intorno ma ormai la notte era giunta impedendo la vista del terreno che li circondava. Sconsolati ritornarono a recuperare Michele, anche lui innervosito da quella perdita di tempo perch non era riuscito a incontrare nessuno.
Rossi, che era alla guida, condusse il fuoristrada lontano dal paesino, s'infil in una strada sterrata inoltrandosi per alcuni chilometri fin quando non trov uno spiazzo dove poter parcheggiare il Mercedes. Trascorsero le ore che rimanevano dentro l'auto, di tanto in tanto, qualcuno si lasciava andare al sonno rassicurato dalla voce dei compagni per poi risvegliarsi neanche dopo mezz'ora e dopo pochi minuti ritornare ancora a dormire e se non lui chi gli stava accanto. Questo, pi o meno, fu il modo in cui impegnarono le ore. Quando poi il sole si risvegli, uscendo appena dietro l'orizzonte, il buio si trasform in un romantico rosa antico e tutt'intorno la strada, gli alberi, le piante, presero forma e colore. Il momento era giunto, con brontolii e cupi richiami si destarono l'un l'altro. Poco dopo Rossi rimise in moto l'auto, nuovamente ritorn sulla strada principale che portava al paesino e arrivato in prossimit del porticciolo ferm l'auto, Michele scese per concludere ci che la sera prima non era riuscito a fare: trovare una barca; loro ripartirono lasciandolo l per raggiungere puntuali il sentiero in cui gli asini di l a poco avrebbero fatto capolino.
Attesero fino a quando non videro ricomparire il pescatore, accadde tutto come gi Rossi aveva raccontato: l'uomo aspett l'arrivo degli asini, si avvicin togliendo il finto carico dalla schiena dei muli e dopo aver lanciato un'occhiata in giro sfil dal nasello la chiavetta. L'operazione termin in pochi secondi e con una pacca sul posteriore degli animali li spron verso il sentiero in salita, vacillante per il peso dei sacchi si avvi verso il porticciolo.
Lo seguirono a distanza, come arrivarono nuovamente al porto trovarono incredibilmente Michele dentro la barca del pescatore. Rimasero tutti e tre perplessi per qualche istante.
Prima che vi raggiungesse alla fiera dei ciuchini  passato di qua, cos ne ho approfittato". un sorriso sfrontato si affacciava sul viso del Luogotenente.
Hai chiesto un passaggio al nostro uomo? Chiese Kk sorridendo della sfacciataggine di Michele.
Certo! Mi sembrava la soluzione pi semplice, anche perch non c' molta concorrenza! fece indicando con le braccia il resto del porticciolo che ospitava principalmente imbarcazioni private.
Ottimo, e dove siamo diretti? chiese il Colonnello mentre salivano sulla barca invitati dal pescatore che comunicava a gesti e monosillabi con Michele. Credo che abbia detto Antalya".
Ma come sei riuscito a". il resto della frase si confuse con il rumore del motore.
La barca era un tipico peschereccio e come tale sporco e maleodorante.
Trascorsero quasi tutte le sei ore dormicchiando. Ogni tanto, a turno, salivano sul ponte ma ancora non si vedeva terra. Rossi scese le scalette che riportavano sotto coperta inchinandosi per non sbattere il capo. Non si vede niente, siamo proprio in mezzo al mare".
Kk guard l'orologio e disse: Avverr in mare lo scambio, vediamo cosa accade fra un quarto d'ora. Comment con fare sicuro.
Attesero ancora, a conferma di ci che aveva detto poco dopo sentirono il peschereccio rallentare fino a quasi fermarsi. Michele si affacci dalle scale, cercando di sbirciare fuori.
S! C' una nave enorme mentre il peschereccio compiva le manovre per accostarsi alla nave sotto i loro piedi sentivano scemare le vibrazioni del motore diesel.
Riesci a leggere il nome? Gli chiese Kk.
Batte bandiera greca, si chiama". disse sporgendosi ancora di pi Prometheus".
Poco dopo il motore riprese i giri, l'imbarcazione vir verso est. Kk rimase silenzioso per qualche minuto, riflettendo sulle mosse successive.
I dati arrivano in Grecia quindi bisbigli riflettendo fra s Il nostro viaggio termina qui! concluse in tono deciso.
I militari rimasero attoniti guardandolo perplessi.
Ma come? Non andiamo in Grecia? chiese Capozza.
 inutile! Baran non sta l. I dati arrivano in Grecia solo per finire su internet. Tutto questo giro l'hanno creato per far uscire fuori dalla Turchia queste informazioni". Michele lo guard annuendo.
E dovunque si trovi Baran per accedervi deve solo aspettare il tempo che il suo computer si accenda aggiunse.
E il governo turco, qualora lo dovesse scoprire, non potr mai intervenire in Grecia! concluse Kk.
Ci volle qualche istante prima che Rossi e Capozza afferrassero il senso di quelle ultime affermazioni.
Il viaggio termin entrando nel porto della citt di Antalya.
Gli uomini salutarono il pescatore ringraziandolo del passaggio, Kk tent inutilmente di pagarlo ma fu impossibile, l'uomo non volle nulla.
Scesi dal peschereccio Kk telefon al COFS dando le generalit della nave incrociata.
In breve gli confermarono che la nave era greca, proveniente dall'isola di Lemons. Aggiorn il Generale De Martino sulla situazione.
Il C130  partito questa mattina gli disse.
Si, lo sapevamo. Noi ci troviamo ad Antalya".
Bene, organizzo il vostro recupero".

8,08. Roma, Italia, 24 aprile 2007, ore 8,00
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) ex aeroporto di Centocelle.

Le due uniformi blu si stagliavano al centro del monitor.
Il Comandante in capo della squadra navale era seduto dietro la scrivania, il Capitano di Vascello della divisione N3 stava in piedi accanto all'Ammiraglio.
La videoconferenza criptata stava andando avanti ormai da una buona mezz'ora. La marina effettuava delle esercitazioni nel Mediterraneo, il Generale De Martino non attese un secondo in pi dopo la conversazione con Kk contatt il CINCNAV, il Comando in Capo della Squadra navale, quella poteva essere l'unica strada per andarli a riprendere.
Si trovano ad Antalya Disse il Generale.
L'Ammiraglio li osserv nel suo schermo grattandosi il capo.
Il Comandante del COFS, il Capitano di Fregata e gli altri Ufficiali di Collegamento si aspettavano da lui una soluzione, non poteva tirarsi indietro di fronte alla loro richiesta, ma la situazione non era delle pi semplici.
Confabul con il Capitano di Vascello, entrambi parvero arrivare alla stessa conclusione: La task group SNMG2.
Dove devono andare?
Ad Antalya c' una delle basi navali della SNMG2".
Perfetto! Quando?
La task gruop  arrivata l'altro ieri ad Antalya, fa una sosta tecnica di 5 giorni,  meglio se salgono l'ultimo momento prima di ripartire. Quindi fra tre giorni".
Bene, ammiraglio dia il via all'operazione di recupero del commando".

8,09. Mediterraneo, Acque internazionali, 24 aprile 2007, ore 10,00
Unit Navale Cacciatorpediniere Marelli.

L'imponente nave filava liscia sulle acque in prossimit della costa turca lasciandosi dietro una scia spumosa.
Il Comandante sull'aletta di plancia era intento a osservare l'orizzonte con l'animo velato dalla nostalgia di qualche incontro fugace rubato nelle rapide soste che la task group effettuava.
Erano ormai quattro mesi che il gruppo navale permanente della NATO operava nel Mediterraneo.
Quando il Meltemi soffiava delicatamente portava sempre bel tempo, pens sfregandosi la folta barba, sollevava miriadi di infiniti spruzzi d'acqua, polverizzandoli quasi, nelle raffiche pi intense.
Da quel lato non riusciva a vedere tutte e cinque le imbarcazioni che componevano la task group.
Il caccia lanciamissili americano era cos vicino che poteva vedere le espressioni dei marinai che stavano sul ponte, la nave rifornitrice greca era pi indietro. Le due fregate, quella turca e quella spagnola si trovavano dall'altro lato del cacciatorpediniere italiano.
Dall'altoparlante, la rete ordini collettivi della nave, gracchi una voce: Il Contrammiraglio Garini e il Comandante Torresi sono pregati di comunicare urgentemente con la centrale operativa di combattimento. Il Contrammiraglio Garini e il Comandante Torresi sono pregati di mettersi in contatto urgentemente con la C.O.C".
Eccola l! Il suo momento di relax era andato a quel paese!
Butt gi l'occhio sul ponte di volo, nonostante fosse coperto da alcune sovrastrutture, lateralmente riusc a scorgere il Contrammiraglio. Era intento in una fitta conversazione con il pilota dell'AB212. Il giorno precedente avevano ricevuto una richiesta di soccorso, un mercantile distante una quindicina di miglia da loro stava per cadere vittima della pirateria, l'elicottero decollato da bordo del cacciatorpediniere in breve aveva raggiunto il mercantile e messo in fuga le imbarcazioni dei pirati.
Il contrammiraglio Garini, Comandante del gruppo navale, aveva riportato un discreto successo. Si gir verso di lui, per qualche breve istante con lo sguardo sembrarono domandarsi a vicenda cosa mai potesse essere accaduto. Non ricevendo alcun conforto l'uno dall'altro contemporaneamente si diressero in C.O.C.
Pochi minuti dopo si ritrovarono davanti al comando, quasi si scontrarono con il sottoufficiale addetto alla sala radio che ne usciva sfrecciandogli davanti. Entrarono. L'Ufficiale in comando di guardia aveva in mano una cartellina, il Contrammiraglio lo scrut corrugando la fronte.
Cosa succede Resta? Il ragazzo mosse davanti ai suoi occhi la cartellina.  arrivato un flash segreto in radio".
Mh allung le mani per afferrare il documento.
Il Comandante l'apr rapidamente e ancor di pi la richiuse. Gir il capo alla ricerca di Torresi, si avvicin a lui e gli mostr il messaggio.
Flash... segretissimo
1) situazione
un commando delle forze speciali del GIS si  infiltrato in Turchia il XXXXXXXXXX. Cause forza maggiore, il C130 in scalo a Bardad che li avrebbe ricondotti in Italia  stato fatto ripartire. Il commando si sta dirigendo verso Antalya.
Missione OTW
Mandato:
Il Comandante in capo della squadra navale assegna al vostro comando il recupero del suddetto commando.
Il mandato in oggetto specifica chiaramente la tipologia OTW, di non combattimento, autorizzando l'impiego della forza - solo nei casi in cui si renda inevitabilmente necessaria per portare a termine la missione".
Obiettivo:
recupero del commando
modalit di coordinamento:
a) stabilire contatto frequenza frequenza XXXXXXXXXX
alle ore 23,00 del giorno XXXXXXXXXX
esecuzione:
 lasciata a questo comando la completa libert d'azione per il conseguimento dell'obiettivo.
Sostegno logistico:
per comunicazioni con il comando centrale utilizzare il canale 69 LPD e i seguenti numeri di cellulare.

8,10. Antalya, Turchia, 28 aprile 2007, ore 20,30
Porto militare Unit Navale Cacciatorpediniere Marelli.

L'oscurit era scesa sulla baia, solo la sagoma scura del costone roccioso era ancora visibile. Il suo riflesso nelle acque scure si confondeva fra le sagome delle imbarcazioni. Piccoli puntini bianchi luccicavano sulla cresta delle onde oleose che si propagavano, ormai stanche per concludere il loro perpetuo moto, sulla fredda banchina di cemento.
Apparentemente non c'era vita, solo qualche marinaio di guardia stava in piedi sul ponte, con il fucile in spalla, immobile quasi a integrarsi con la quiete che lo circondava.
Le unit navali del gruppo erano giunte al porto orami da quattro giorni, avrebbe sostato ancora quell'ultima notte per riprendere il largo e dirigersi verso Taranto. Circa mille e quattrocento uomini componevano il gruppo SNMG2, per tutto il giorno, c'era stato un andirivieni di carichi e scarichi, rifornimenti, materiale di approvvigionamento. Sembrava arrivato il momento del riposo.
La quiete fu repentinamente interrotta dallo schiamazzo del vociare di marinai che ridevano e scherzavano mentre, scendendo la scaletta accostata al barcarizzo, si andavano a godere il loro meritato riposo.
Uscirono a piccoli gruppi quasi simultaneamente da ogni nave, alcuni si fermarono per salutarsi, altri s'incamminarono velocemente verso i vicoli che li avrebbero condotti nei pub o night del porto.
Kk not che lentamente quel posto si stava riempiendo di uomini.
Erano arrivati l dentro quel pub quasi insieme ai primi marinai sbarcati dalla task group, ma a stretto giro, ne arrivarono una moltitudine.
Rossi gi da qualche minuto stava intrattenendo con una bellissima ragazza dai lineamenti orientali una fitta conversazione. Gli altri erano rimasti seduti al tavolo, intenti a monitorare la situazione non trovarono di meglio da fare se non parlare di cibo e degli alcolici tipici di quei luoghi.
Ormai l'ambiente era saturo di uomini giovani, nonostante l'abitudine di non indossare l'uniforme all'estero in franchigia, era impossibile non riconoscere in loro dei marinai.
Kk li studi, erano prevalentemente italiani, seduti sul bancone, chiacchieravano in ogni dove, mangiavano, abbordavano qualche donna di dubbia morale. Pass una ragazza, dall'espressione di Capozza era il suo tipo, si alz andandole dietro. Rimase solo al tavolo, anche Michele si diresse al bancone.
Una decina di minuti dopo Michele, osserv Kk, si dirigeva verso di lui in compagnia di due marinai.
Il pi anziano si rivolse a Kk: Il nostro corpo di guardia  avvisato, l'ultimo giorno di porto viene messo un rientro di franchigia anticipato, sa". disse indicando i marinai che ormai si erano appartati in tutti gli angoli possibili del locale avvinghiati ai provocanti corpi femminili. Per evitare ritardi all'uscita in mare dell'intero gruppo navale".
A che ora ?
All'una, a quell'ora c' piuttosto movimento proprio perch  l'ultimo giorno di sosta. Infilatevi come ultimo gruppo, il corpo di guardia del gruppo navale non vi noter. I nostri non vi vedranno se vi terrete distaccati e i marinai delle altre navi vi scambieranno per il personale imbarcato nella nostra unit. Vi aspetter al nostro corpo di guardia per condurvi dal Contrammiraglio".
Il Tenente Colonnello concluse l'incontro stringendo la mano al giovane marinaio. Si volt alla ricerca dei suoi uomini, era rimasto solo. Li osserv in completo agio coinvolti anche loro nella caciara del locale.
Attesero fino all'ora del rientro, si accodarono insieme ad altri marinai nel vicolo che li avrebbe condotti al porto.
La nave era ormeggiata di fianco, solo qualche scricchiolio di ferraglia, si poteva udire, che sbatteva contro la banchina.
Rimanendo leggermente scostati si fermarono per qualche minuto ancora, sicuri di non avere nessuno dietro. Infine si diressero con passo certo sul cacciatorpediniere italiano.
Si ritrovarono senza alcun problema all'interno della nave dove li aspettava il marinaio che li aveva contattati nel locale. Senza fermare il passo, silenziosamente furono scortati fino al camerino del Comandante del gruppo navale.

9. La festa.

9,01
Roma, Italia, 2 maggio 2007, ore 19,15
CPU circolo anziani, base operativa del GIS
Quattro settimane erano gi trascorse, quattro lunghissime settimane. I progressi nella traduzione erano stati molti ma il peso della solitudine diventava schiacciante. Lisa non aveva visto e sentito nessuno cos come le era stato imposto ma ora iniziava a sentirsi fuori dal mondo. Gi da qualche giorno, sognava di evadere da quella confortevole prigione.
Il Colonnello Roci sembrava sparito, di lui neanche l'ombra. Tuttavia, la sua compagnia non era ci di cui aveva bisogno.
Avrebbe volentieri chiamato Gina la sua cara amica, quasi sentiva la voglia di sentire la voce di sua madre e il suo cagnolino le mancava terribilmente.
Si alz dalla sedia, aveva lavorato tanto quel giorno, non avendo altro da fare si concentrava solo ed esclusivamente sulla traduzione, pens di andare a fare una nuotata, cos si and a cambiare.
S, un po' di movimento caccer via la malinconia, pens.
Si tuff nella piscina e immediatamente aggred l'acqua fresca con delle energiche bracciate nella speranza di scrollarsi di dosso i suoi pensieri.
Le vasche si susseguirono una dietro l'altra, dopo quaranta minuti di nuoto era esausta ma continu ancora ad andare avanti per sfinirsi. Desiderava mettersi a letto senza pensieri, distrutta, a dormire uno di quei sonni che da tempo non faceva.
Concluse le ultime vasche. Dovette fermarsi. Per qualche minuto, rimase l, reggendosi con le braccia conserte sul freddo marmo del bordo, con la guancia appoggiata sopra per recuperare il fiato.
Ma era stanca, e non solo fisicamente, si lasci andare in un pianto sommesso, liberatorio, privo di espressioni. Avvertiva un senso di pericolo, Kk era molto ambiguo e sicuramente c'era dell'altro. Troppe cose non le tornavano. Non si trattava solo di una banale perizia come le era stato detto all'inizio, ma ormai stava l e le era impedito qualunque contatto. Non poteva tornare indietro ma non sapeva neanche come sarebbe stato andare avanti. Le lacrime si confondevano nell'acqua, scivolando sulle braccia ancora conserte.
Ehi? Tutto ok?
Kk era accovacciato accanto al bordo, per terra, di fronte a lei.
Ormai Lisa si era abituata alle sue apparizioni silenziose e non si spavent pi. Quell'uomo aveva il dono di materializzarsi all'improvviso e cos altrettanto di smaterializzarsi. Aveva un passo leggerissimo era quasi impossibile sentirlo arrivare.
Per nascondere le sue lacrime e non farsi vedere in quello stato lasci la presa sul bordo e scese gi nell'acqua fino a toccare il fondo della piscina. Quando risal il Colonnello si era alzato tornando nuovamente in piedi.
Not che indossava un'uniforme molto elegante, non era la solita di tutti i giorni, probabilmente era quella che veniva chiamata alta uniforme usata per le cerimonie importanti.
Vestito cos era pi bello che mai, il nero della divisa risaltava ancor di pi quella abbronzatura che forse qualche giorno prima non aveva. I capelli cortissimi ai lati e un po' pi lunghi sopra accentuavano i lineamenti marcati di quel volto, la mascella quadrata, le labbra ben disegnate e gli occhi penetranti.
Si sent in imbarazzo visto il solo costume intero che indossava. Cerc di rimanere completamente coperta dall'acqua, rimanendo sommersa fino al collo.
Pi o meno rispose Lisa con voce fioca.
Che vuol dire stai male? chiese preoccupato.
No sono solo stanca".
Be' certo lo posso immaginare, posso fare qualcosa per te?
S farmi uscire da questa prigione!
Oh Lisa lo sai che questo non  possibile!
Si lo so! Lo so! Ma il fatto che non sia possibile non diminuisce la mia insofferenza! disse stizzita Che fai tu, ti vai a divertire? riprese poi in tono sarcastico.
Come? non capiva a cosa alludeva Ah, ti riferisci all'uniforme di gala?
S certo, dove te ne vai?
Mah veramente  una cosa noiosissima a cui non posso mancare purtroppo, odio ste manfrine!
Intanto un'idea balen nella mente del Colonnello e in un attimo valut la possibilit effettiva di realizzarla.
Vatti a vestire sbrigati che vieni con me, ti va? Inaspettatamente Lisa sent l'euforia rianimarsi.
Ma dove? chiese avviandosi verso le scalette E poi come mi devo vestire?
Hai qualcosa di molto elegante?
Forse, ma dove dobbiamo andare? fece contenta come una bambina mentre pensava a quale vestito avrebbe potuto indossare.
Alla festa del NCD,  una cerimonia che si svolge per la prima volta e i miei comandanti ci tengono molto alla presenza di tutti".
Lisa raggiunse la scaletta e usc dall'acqua, si ritrov gli occhi di lui incollati addosso.
Per qualche breve attimo l'ufficiale non parl, rimase cos a guardarla, denudandola con il suo sguardo sfacciato. Si sofferm sui seni, poi scese gi per ammirarle le lunghe gambe da gazzella.
Vengo da te tra mezzora disse interrompendo bruscamente il silenzio, poi se ne and cos come era venuto, rapido e silenzioso.
Ci volle qualche istante prima che Lisa si riprese da quella radiografia, poi corse nel suo appartamento. Cerc nell'armadio l'unico abito che aveva portato pensando di indossarlo per la presentazione della presunta perizia.
Le arrivava poco sopra il ginocchio, era rosa chiaro, le bretelle nere s'incrociavano davanti fra i seni formando due grandi triangoli rivestiti di seta plissettata bianca che lo ricoprivano. Il nastro nero girava poi proprio sotto il petto da cui partiva una gonna rosa. Calz un paio di sandali bianchi semplici con un tacco discreto. Indoss una collana di perle con un paio di orecchini, un tocco leggero di trucco, il solito chignon ed era pronta. Si guard allo specchio e ne rimase soddisfatta. Infine avvolse su di s uno scialle di seta bianco.
Poco dopo sent il suono del campanello. Apr la porta felice di quell'evasione, Kk era appoggiato al muro del pianerottolo.
Wow! Sei uno schianto! le disse, e prendendole un braccio la costrinse a fare un giro su se stessa. Lei lo lasci fare, si prest al gioco. Era contenta e le piaceva essere ammirata da quell'uomo in fin dei conti, anzi, ne era molto lusingata.
Be' anche tu sei molto bello! Il Colonnello fece un gesto con la mano come a voler scacciare una mosca per ci che gli aveva appena detto.
Si avviarono verso il parcheggio l'uno accanto all'altra. L'accenno di un sorriso illuminava il volto di Lisa, stentava a credere che finalmente stava mettendo un piede fuori da quel luogo. Salirono sulla jeep e in breve oltrepassarono il controllo all'entrata del circolo.
Un furgoncino bianco era appostato poche centinaia di metri dal cancello del CPU. Kk gli lanci uno sguardo distratto quando lo sorpassarono e gli furono accanto. La sfacciataggine di Gk non aveva limiti, pens. I suoi uomini stavano l per niente preoccupati di esser stati visti. Voleva mettergli pressione, voleva fargli capire che non era libero di fare neanche un passo senza che lui lo sapesse. Kk alz le spalle alla fine di tutti quei ragionamenti. Finch stiamo in Italia Gk non rappresenta alcun pericolo, solo altre complicazioni! Ora avrebbero sicuramente indagato sulla donna che gli sedeva accanto. Sbuff infastidito dai problemi stupidi che si era creato da solo. Ritorn con la mente all'interno dell'abitacolo della jeep. Il silenzio durava ormai da troppo tempo, Kk emise due colpi di tosse introduttivi.
Lisa, forse non avrei dovuto portarti ma ti ho visto cos abbattuta che non ho potuto fare a meno di farti uscire. Non vorrei mettere a rischio l'intera operazione, quindi ora ascoltami bene, non devi rivelare a nessuno, e dico a nessuno cosa stai facendo. Ufficialmente tu stai a questa festa perch sei la mia fidanzata ok?
Ma anche fra i tuoi colleghi?
Si, preferisco cos, solo gli uomini che hai conosciuto sanno la tua vera identit, per il resto io non mi fido mai di nessuno".
Ok rispose riflettendo sulle conseguenze di ci che le aveva appena detto.
Ma io non sono molto brava a dire le bugie".
Qui non si tratta di dire bugie, nessuno ti chieder mai se sei la mia fidanzata, ma di fatto vedendo che io sono accompagnato da una donna lo penseranno e a noi fa comodo cos. Intesi?
Intesi".
L'importante  che tu non intrattenga con nessuno conversazioni che durino pi di due minuti. Evita qualunque domanda personale, rimani sempre vicino a me. Sorridi qua e l e se ti facessero richieste specifiche, allontanati, vai in cerca di un bicchiere d'acqua".
Vedendo che lo ascoltava distrattamente si innervos.
Porca miseria Lisa mi ascolti? Hai capito quello che ti ho detto?
S! S! Ho capito non sono scema! Ho capito! rispose seccata. In fin dei conti non  cos difficile, devo solo evitare tutti! Forse avrebbe fatto meglio a rimanere nella sua prigione. Sent la felicit abbandonarla.

9,02. Roma, Italia, 2 maggio 2007, ore 21,20
Nuovo Centro Direzionale, sala meeting.

Arrivarono all'interno del NCD e un'atmosfera di festa li accolse gi all'entrata.
Il lungo viale era illuminato da molti lampioni. Disposti ai lati, alcuni militari offrivano una rosa a ogni donna.
Lisa la prese e se la port al naso per odorarla.
Si sentiva una musica provenire dalla sala, percorsero piano ancora qualche metro mentre cercava di infilare il gambo del fiore in qualche modo nel vestito, ma non riusc e la rosa cadde per terra. Dopo alcuni tentativi Kk si abbass a riprenderla e con le sue grandi mani cerc di sistemargliela addosso. Vide che sul bordo dello scialle erano presenti alcune asole che forse avrebbero permesso l'incastro.
Lisa si sent un po' impacciata dalla vicinanza, rimase immobile, in silenzio, con il respiro trattenuto. Si ritrovarono uno di fronte all'altro, lui afferr lo scialle e involontariamente con il dorso della mano sfior il suo seno. Cerc di non farci caso e continu il suo lavoro. La rosa non ne voleva proprio sapere di entrare dentro l'asola ma insistendo a muoversi, continuava a toccarle leggermente il seno e questo lo stava quasi facendo impazzire. Non riusciva a concentrarsi e le mani se le sentiva di pastafrolla.
Spazientito, si ferm un attimo raddrizzandosi, ci provoc un ulteriore contatto, aveva ancora tra le mani scialle e rosa.
Riprese, si chin di nuovo, poi not che un brivido percorse il corpo di Lisa, aveva la pelle d'oca. Quando prov a concentrarsi ancora sull'asola, sent un nodo serrargli la gola, dietro la stoffa leggera del suo vestito intravide il capezzolo di Lisa che si era inturgidito. Immediatamente sent anche la sua eccitazione e non ebbe il coraggio di guardarla in faccia. Finalmente la rosa entr, grazie a Dio quella tortura era finita. Tuttavia, non riusc a trattenersi: di proposito lasciando andare lo scialle le sfior nuovamente il seno. Con tutta la forza del mondo cerc di non pensarci pi, scacci quelle immagini dalla sua mente, non poteva impelagarsi ora, doveva stare attento.
Per, hai capito la dottoressa eh?
Ripresero a camminare raggiungendo l'ingresso della sala, qualche saluto di gente che incontrarono per fortuna li distrasse un po'.
Lisa per tutto il tempo era rimasta ammutolita, ma ringraziava il cielo che Kk non si fosse accorto della sua reazione. Si era innervosita con se stessa.
Neanche fossi una liceale, ma come era stato possibile? Non sono stata in grado di controllarmi, ma che diavolo ha quell'essere? Perch mi sento cos attratta? Ha tutto ci che pi detesto in un uomo, arroganza, maleducazione, presunzione. Torna con i piedi per terra e stai attenta come ti ha chiesto, anzi ordinato. Ci manca solo che faccio saltare tutta l'operazione!
Il Nuovo Centro Direzionale era sorto inglobando dentro la sua struttura un'antica villa ottocentesca che si prestava, come in questo caso, ad essere sede di ricevimenti e meeting importanti. La sala era enorme, stucchi e pitture riempivano le pareti. Enormi e luminosi lampadari pieni di un'infinit di gocce di cristallo pendevano dai soffitti. Un parquet con greche e decori ricopriva il pavimento. Infine, grandi vasi ricchi di fiori di stagione e piante ornamentali addobbavano l'ambiente.
Lisa non riusc a scorgere molto altro perch la sala era gi gremita di ufficiali con le loro belle uniformi, donne eleganti e camerieri che passavano ininterrottamente. La dottoressa riusc a individuare solamente il tavolo del buff.
Kk veniva salutato in continuazione, fermato da altri ufficiali la cui divisa era decorata con una quantit smisurata di medaglie.
Dal colore argenteo dei capelli Lisa, non sapendo leggere bene i gradi di quella divisa di gala, dedusse che dovevano essere probabilmente Generali. Generali che non finivano pi di congratularsi con lui, cosa che la incurios molto.
Di volta in volta il Colonnello la presentava come la dottoressa Dell'Oro. Dalle affermazioni che le facevano, concluse che quasi tutti interpretavano quel titolo come se lei fosse un medico, ma non chiar mai a nessuno l'equivoco.
Incontrarono il Tenente Crini che gli and incontro un po' perplesso nel vedere l la dottoressa.
Buonasera Colonnello fece il saluto militare poi rivolse a Lisa abbassando il capo in segno di saluto.
Nel frattempo si avvicin a loro un altro Colonnello, Kk fece un impercettibile cenno al suo subordinato.
Tenente lei gi conosce la mia fidanzata, Marco ti presento la dottoressa Dell'Oro si strinsero la mano e dopo qualche convenevole il Colonnello si allontan. Il Tenente Crini rimase a osservarli con un leggero riso sulle labbra.
Comandante sono davvero lieto che da questa storia ne sia nata anche una relazione".
Il povero ragazzo voleva solo complimentarsi ma aveva un modo di fare presuntuoso e fuori luogo, ci suscit le ire del suo Comandante.
Ah Crini! Ma porca miseria un po' di cervello lo vuoi usare? Crini si raddrizz come se avesse ricevuto un pugno nello stomaco, le guance erano paonazze. Kk quasi si sent in colpa, cerc di rimediare.
Secondo te la potevo presentare davvero per quello che ? Svelando cos il nostro piano davanti a tutti? gli bisbigli fra i denti. Aveva bisogno di un po' di distrazione, sono quattro settimane ormai che non parla con un essere umano aggiunse in tono pi amichevole.
Il ragazzo si riprese in fretta. Giusto Colonnello, mi perdoni il momento di distrazione! rispose tutto impettito, orgoglioso di partecipare a quell'intrigo.
Ok, ok". Aggiunse, ma non molto convinto del Tenente, si riavvicin e gli scand bene nel cervello la situazione.
Mi raccomando Crini! Non proferire parola, ti ricordo che questo  un segreto militare! Ti schiaffo dentro se combini qualche pasticcio".
Certamente Comandante, certamente!
Da lontano, un altro Colonnello li stava osservando, trovando strano tutto quel movimento.
Intanto Lisa sentiva la mano di Kk sempre sulla schiena. La guidava con fare possessivo e lei non comprese se quello fosse un suo atteggiamento spontaneo o se faceva parte del gioco.
Incontr molta gente, ogni tanto incrociava lo sguardo del Tenente Crini che non perdeva occasione per farle degli occhiolini come a voler suggellare il loro segreto. Era un incubo per, lo vedeva da un lato della sala e... occhiolino, poi poco dopo, accanto a qualcuno e... sorrisetto, non ne poteva pi!
Guardandosi in giro si domand quante fra quelle persone tramavano come il suo bel Colonnello e quanta finzione esistesse in quel mondo. Quanti intrighi, inganni condizionavano le loro parole o i loro saluti.
La festa era ormai in pieno svolgimento. Gli ufficiali erano intenti nei loro discorsi, divisi in piccoli gruppi. Solamente alcune donne avevano l'onore di poter prendere parte alle loro discussioni. Altre si erano ritrovate a loro volta a chiacchierare fra di loro, in disparte.
Kk era intento in una fitta discussione su dei reattori nucleari quando a un certo punto, Lisa decise di allontanarsi, attratta dai magnifici affreschi che decoravano le pareti per andarli ad ammirare da vicino.
Non sfugg neanche un istante al controllo del Colonnello. La segu con lo sguardo, ma l dentro si soffocava dal caldo, dagli odori e profumi di tutte quelle persone imbellettate.
Oddio quanto odio queste feste! Pens Kk.
Decise di andare sulla balconata a prendere una boccata d'aria fresca. Si appoggi alla ringhiera dando le spalle al giardino per continuare a osservare Lisa.
La gente nella sala inizi a ballare, alcuni ufficiali presero a muoversi in un walzer accompagnati dalle loro rispettive dame.
Lisa cerc il Colonnello con lo sguardo, si gir intorno ma non lo vide, rassegnata accett l'invito del Tenente Crini.
Not con fastidio che quel ragazzo allungava troppo le mani. Lisa sembrava impacciata, cercava di mantenere una distanza dal corpo di quell'uomo ma le mani del Tenente scivolavano troppo gi. Scendevano sui fianchi quasi accarezzandoli, si fermarono solo al limite del solco centrale in fondo alla schiena. Ci irrit il Colonnello che fece per entrare ma nello stesso attimo vide la dottoressa portare le braccia dietro la schiena per afferrare i mignoli del Tenente e rimuoverli con forza. Per non destare attenzione si stacc senza urla o insulti dall'ufficiale che intanto era diventato un'altra volta paonazzo.
Kk dovette frenare una risata, decise comunque di rimettere al suo posto Crini. Come oltrepass la grande vetrata se lo ritrov che passava davanti a lui.
Tenente! il giovane sobbalz.
Colonnello? rispose intimorito.
Le sembra degno di un Ufficiale il suo comportamento?
No, no, ma io stavo solamente cercando di".
Provarci? lo inquis il Comandante con gli occhi chiusi in due fessure.
S rispose mortificato il Tenente.
E ha pensato che razza di figura ha fatto, visto che tutti sanno che  la mia fidanzata?
Io... francamente ero cos contento quando mi ha spiegato che non era realmente la sua fidanzata che non ho pi ragionato. Sono stato abbagliato da quella donna, ... cos bella... mi scusi Colonnello, sono mortificato".
Non poteva dargli torto, d'altronde era lo stesso anche per lui.
Io credo che almeno tu le debba delle scuse".
Oddio Colonnello sono gi stato mortificato, disse mostrando i mignoli gonfi e rossi la prego non mi costringa a umiliarmi cos supplic Crini. Kk lo squadr per un interminabile minuto, tanto per farlo cuocere nel suo brodo.
Ok, ma non ti azzardare pi a farle delle avance, ci siamo capiti? concluse in tono serio.
Sollevato dalla clemenza del suo Comandante quasi sorrise.
Grazie, grazie, le assicuro che girer alla larga dalla dottoressa".
Raggiunse Lisa vicino al tavolo del buffet, era di spalle a lui, le si avvicin forse un po' troppo.
Hai finito di spaccare le dita ai miei uomini? la dottoressa sussult per la sorpresa, si gir guardandolo dritto negli occhi.
Se non gli hanno insegnato la buona educazione cosa ci posso fare? rispose strappandogli un sorriso.
Vieni, andiamo fuori a prendere una boccata d'aria".
La segu tenendole un braccio sulla schiena. Fu nuovamente investito dalla frescura della sera.
Ah, non riesco a stare l dentro, si soffoca, troppa gente, troppi profumi e troppe chiacchiere! Erano solo loro due l fuori. Gli sorrise.
Hai ragione, si sta meglio qui".
Lisa si guard intorno voltandosi verso il giardino interno della villa, era molto bello, curato e ricco di fiori.
Annus l'aria e si riemp di quelle fragranze miste all'odore del''erba umida.
Girandosi, si ritrov di fronte gli occhi del Colonnello, poco dopo Lisa li abbass.
Cosa hai trovato di interessante negli Ittiti? chiese a bruciapelo Kk prendendola letteralmente in contropiede.
Come mai mi fai questa domanda? disse Lisa corrugando la fronte.
Kk alz le spalle.  cos particolare quello che studi, anche cos noioso. Stai l ore a decifrare scarabocchi incomprensibili, cosa ci trovi di bello? Vorrei capire cosa ti ha spinto a dedicare a questa civilt anni e anni di lavoro, studi e fatica, sei giovane eppure ricopri gi degli incarichi importanti. Perch sei diventata una ittitologa e non una egittologa? Perch proprio gli Ittiti?
Passarono alcuni istanti, il viso di Lisa si trasform, le si poteva leggere in faccia la passione per ci che faceva.
Non  una domanda facile a cui rispondere, comunque prover a riassumerlo in una parola". sgranando gli occhi e virgolettando disse con fare canzonatorio: Mistero!
Sei curiosa? rispose scherzando Kk.
Ovvio, sono una ricercatrice!
E perch mistero? le rifece il gesto virgolettando anche lui. Di colpo Lisa divenne seria, per qualche istante si perse nei suoi pensieri.
Il mio amore per questa civilt  nato proprio sui libri, quando studiavo all'universit. Non riuscivo a capacitarmi di quanti misteri fossero legati a loro. Sono stati grandiosi, eppure il tempo li ha seppelliti per migliaia di anni. Non sono originari del luogo in cui si sono stanziati e sviluppati, non si hanno certezze da dove provengano e non  chiaro perch o come siano spariti". Lisa ormai parlava a ruota libera In uno dei primi esami che feci rimasi sconcertata e allo stesso tempo affascinata da una preghiera di un re ittita:
Dio celeste del Sole, pastore dell'umanit!
Tu emergi dal mare, sole del cielo,
su verso il cielo tu vai.
Celeste Dio del Sole, mio signore! All'uomo,
al cane, al porco, alla fiera selvaggia dei campi
tu parli di giustizia, deit del Sole, giorno per giorno.
E cosa c' in questi versi che ti ha colpito?
Tu conosci l'Anatolia giusto? L'hai percorsa a piedi".
Si certo, la conosco perfettamente".
Allora pensa alla sua conformazione geografica".
Chilometri e chilometri di terra, almeno due volte l'Italia, su ogni lato ci sono catene montuose, il Tauro nella parte meridionale fino alla Siria, sono montagne altissime che arrivano ai quattromila metri. A nord ci sono i Monti del Ponto, a ovest ancora altre montagne,  praticamente chiusa".
Tu emergi dal mare, sole del cielo". ripet ancora Lisa.
Non si vede il mare dall'Anatolia! scatt il Tenente Colonnello.
Gi! Solo i mediterranei occidentali possono affermare che il sole nasce a oriente sul mare! Questo canto solare  antichissimo e gli stessi ittiti se lo tramandavano da secoli, anche se la preghiera risale al 1300 a.C. si presume che risalga al periodo precedente la loro immigrazione in Anatolia. Emersero improvvisamente dal nulla, non si sa da dove siano venuti tanto meno che fine abbiano fatto eppure il loro Impero fu pari a quello egizio. Si chiamarono Hatti prendendo il nome dalla popolazione autoctona e chiamarono la loro capitale Hattusa. Molti dei loro re presero il nome di Hattusilis, come se un imperatore romano, dopo l'annessione del mondo ellenico si fosse aggiunto un nome greco. Per disperazione furono chiamati i veri Hatti, Pro-hatti, ossia pre-ittiti".
Questo  strano,  unico".
S,  molto particolare, insomma credo che un po' tutto questo mi abbia portata a questa interminabile voglia di conoscere, di scoprire chi erano gli Ittiti".
Be' visto cos  meno noioso di come l'avevo immaginato!
L'ultima affermazione del Colonnello strapp un sorriso a Lisa.
Grazie!
Era abituata a passare per un topo di biblioteca, ormai non si offendeva pi.
E tu invece toglimi una curiosit, dove vivi? Dov' casa tua? Si sfreg le mani sulle braccia, cominciava ad avvertire un pizzico di freddo.
Kk le fece un cenno con il capo invitandola a entrare.
Mah... casa mia tanto per dire. Si trova a Livorno, dov' ubicata la sede centrale del mio reparto".
Che vuoi dire?
Che  praticamente un deposito, non sono mai riuscito a togliere l'imballaggio dei mobili e ancora gli scatoloni sono chiusi e appoggiati l per terra nello stesso posto dove li hanno lasciati i trasportatori".
Ti sei trasferito da poco?
No, ma faccio sempre tardi con il lavoro, cos preferisco dormire in caserma, e poi". fece alzando le spalle non ho una famiglia che mi aspetta le sorrise, sospingendola la indirizz dentro la sala.
La musica era cessata, la festa sembrava in dirittura d'arrivo.
Si avvicinarono a loro un anziano generale e una donna molto appariscente dalle forme morbide e pronunciate. Not che il Colonnello le sorrideva galantemente e prov un'incredibile fastidio.
Ancora una volta, il Comandante del GIS ricevette altri apprezzamenti e altri elogi prima delle presentazioni. Poi Lisa si ritrov a stringere la mano melliflua della bellona che col capo ciondolante e lo sguardo languido era persa negli occhi scuri di Kk. Era evidente che tra loro l'interesse andava oltre la banale conversazione. Prov a chiedergli dov'era la toilette ma lui neanche la sent preso com'era dalle curve eccessive della donna, Clodia si chiamava, che nome!
Presa da un attimo di nervi puri, si allontan, altrimenti gli avrebbe dato volentieri un pizzico nella schiena, visto che era l'unica cosa che lui le offriva.
Pass un cameriere e lei si rub un flute di champagne, trov il corridoio che l'avrebbe condotta al bagno.
Appoggiato sulla parete in attesa di qualcuno che ne uscisse, c'era quel Colonnello che aveva incontrato la prima volta che aveva rivisto Kk, quello con la testa a pinolo.
Come la vide si distacc dal muro ricomponendosi in un atteggiamento pi consono, occupando per del tutto l'entrata.
Buonasera, la famosa donna di Kk, vero? disse con uno dei pi viscidi sorrisi.
Lisa si sent piuttosto infastidita da quel modo di esordire.
La conosco? chiese sulla difensiva.
No personalmente no, ma da quando  entrata non si fa altro che parlare di lei, visto che  la prima volta che Kk mostra ufficialmente una delle sue numerosissime fiamme".
Lisa fece finta di non aver sentito, imbarazzata si port una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Se fosse cos gentile da farmi passare".
L'uomo pieno di s, con fare altezzoso e la sua espressione ebete si scans lasciando libero il passaggio.
Una volta dentro, Lisa riprese fiato, si osserv allo specchio, le guance erano nuovamente arrossite, era furiosa!
Quel provolone ha perso la testa? Ma come? Stammi sempre vicino, rimani al mio fianco e non ti accadr nulla e poi come vede una fa il cascamorto e rischia di mandare all'aria tutto! Che depravato! Sbirci fuori, il tipo stava ancora l. Dannazione, accidenti a te Claudio! Dove diavolo sei?
Prese coraggio pronta ad affrontarlo.
Chi sei veramente? Una come te non pu apprezzare un tipo come Kk! le chiese l'uomo non appena Lisa apr la porta.
Questa volta tenendo le braccia tese da parete a parete le bloccava l'uscita del piccolo disimpegno antistante la toilette.
Lisa s'innervos. Perch mi fa questa domanda? Sa qualcosa forse? La nostra performance non  stata credibile? Se potessi essere me stessa ti rimetterei al posto tuo in tre secondi razza di cretino. Ma in questa cavolo di situazione non si pu sapere niente, non si capisce fino a che punto ho la libert di agire! Con un sospiro, ingoi la pronta risposta e decise di lasciar perdere.
Per cortesia mi lascia passare?
Perch non mi rispondi? sibil l'uomo come un serpente, lanciandole occhiate sfacciate sulla sua scollatura.
Hai un gran corpo, sei troppo bella per uno cos! termin la frase quasi in sofferenza, la voce s'incrin e cominci a incurvarsi all'indietro reclinando il capo. Dietro di lui apparve Kk, gli stava torcendo il braccio.
Passa tesoro, vai disse a Lisa con tutta la tranquillit del mondo. Perplessa non se lo fece ripetere, lo sorpass immediatamente e si diresse verso l'uscita. Kk lasci andare il braccio di Pinolo.
Sei sempre un gran signore tu eh?
Perch che ho fatto di male? disse toccandosi il braccio dolorante.
Stavi importunando la mia fidanzata!
Scusa non lo sapevo, non ti alterare. Mica ce l'ha scritto in fronte che  la tua fidanzata! rispose temendo dalle sue espressioni una reazione ben peggiore del semplice braccio ritorto.
Non si erano mai sopportati, Kk da tempo si era accorto dell'invidia che suscitava in quell'uomo. Erano quasi due anni che gli creava problemi, piccolezze, stupidaggini, spesso gli intralciava il lavoro e la cosa cominciava davvero a innervosirlo. Ora per aveva proprio esagerato. Quando era arrivato in fondo al corridoio e l'aveva visto mentre bloccava il passaggio a Lisa, una furia cieca si era impadronita di lui. Lo lasci intento ancora a massaggiarsi il braccio stritolato e raggiunse Lisa fuori.
La vide da lontano e la posa rigida del suo corpo non prometteva nulla di buono. Stava l fuori, ai piedi di un grande albero, lo aspettava minacciosa.
Tutto ok? Stai bene?
Non rispose, prese a incamminarsi verso la macchina.
Ehi, ti ho fatto una domanda, stai bene? insistette lui.
Lascia perdere e per favore non fare l'ipocrita!
L'ipocrita? Ti ho solo chiesto se stai bene! Accidenti a te Lisa mi vuoi rispondere? Ti ha fatto del male quello stronzo?
No stai tranquillo,  tutto a posto replic in tono freddo.
Andiamo ora? si spazient vedendo che lui rimaneva l impalato.
S certo, comunque non capisco perch hai quel tono! reag infastidito riprendendo a camminare.
Entrarono nella jeep, Lisa non profer parola e rimase cos nel pi ostinato silenzio per tutto il tragitto.

9,03. Roma, Italia, 2 maggio 2007, ore 23,40
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

L'auto si spense nel parcheggio del circolo, sotto alla sua prigione. Indugiarono ancora per qualche attimo in silenzio poi, seduti dentro l'auto, Kk tent ancora.
Allora? Si pu sapere che  successo?
Perch me lo chiedi? I sensi di colpa si stanno affacciando?
I sensi di colpa? Ma di che diavolo parli? Corrugando la fronte si gir per guardarla spazientito.
Parlo del fatto che stavi per mandare all'aria tutto per la tua incapacit di controllare i tuoi istinti sbott allora Lisa.
Istinti? Ma che sei pazza?
Quell'uomo, mentre tu te la spassavi, mi ha fatto delle domande molto ambigue, non ho capito se ce l'ha con te o se ha capito qualcosa".
Un sorriso apparve sulla bocca di Kk, solo allora comprese che la dottoressa si era ingelosita.
Ti riferisci a Clodia? disse sorridendo sfrontatamente, cosa che inviper ancor di pi Lisa.
No, mi riferisco alla totale deriva in cui vaga il tuo istinto! Fai il cascamorto con quella e rischia di saltare tutto il piano! Ma ti rendi conto delle duemila raccomandazioni che mi hai fatto mentre venivamo? Stammi vicino, non ti accadr niente". sbrait Lisa mimando i suoi atteggiamenti e rifacendo la sua voce bassa, cosa che suscit l'ilarit del Colonnello.
E infatti non  accaduto niente, quello  un deficiente e basta. Non ti preoccupare, non ha capito nulla".
Lisa aveva sul volto un'espressione quasi disgustata e dovette usare tutto il suo autocontrollo per non ridere. S, era certo che dietro si nascondeva la gelosia.
Non mi guardare cos Lisa, non ho fatto il cascamorto, la conosco da almeno dieci anni, ti assicuro che non ho assolutamente perso il controllo del mio istinto come dici tu! Anzi, piuttosto". Fece una pausa e l'accenno di un diabolico sorriso si stamp sulle sue labbra qui stasera se c' qualcuno che lo ha perso sei proprio tu!
Cosa?!
S, vorrei farti notare che quando siamo arrivati, mentre cercavo di infilare la rosa nell'asola dello scialle ti  venuta la pelle d'oca e i tuoi capezzoli... ehm come dire... si sono irrigiditi!
Lisa non ci poteva credere, se ne era accorto! Un violento rossore le imporpor le guance, non sapeva cosa rispondere, non trovava le parole. Il suo imbarazzo era palese.
Tranquilla, ti posso garantire che non  l'unica cosa che si  irrigidita in quel momento!
Lisa rimase incredula di fronte a quell'affermazione, non poteva capacitarsi di quello che aveva sentito! Era inconcepibile parlare in quel modo! In un impeto di rabbia pura gli allent uno schiaffone colpendolo in piena faccia. Kk si copr alzando le braccia per evitare gli altri colpi che sopraggiungevano uno dopo l'altro.
Sei solo un volgare maleducato Lisa lo sentiva trattenersi dal ridere.
Avevo freddo da un momento all'altro sarebbe scoppiato in una umiliante risata.
E poi sei un maiale! Kk esplose in una fragorosa risata mentre Lisa esplodeva in un disperato pianto.
Il Colonnello abbass le braccia lentamente e si accorse stupefatto di ci che stava accadendo: Lisa aveva portato le mani sul volto per coprirsi mentre era scossa da singhiozzi.
Ora calmati, vieni qui".
L'avvicin a s e la strinse forte, non era tanto bravo a coccolare, si sentiva un po' impacciato ma in effetti aveva esagerato.
Scusami Lisa, a volte ho un modo di fare molto cameratesco, mi rendo conto che sei una donna che non ama questo genere di battute e cercher di non farle pi".
Lisa prese un fazzoletto dalla sua borsetta e si asciug gli occhi.
Non ti devi scusare, in fondo quello che hai detto  vero rispose ritrovato il controllo.
Alz lo sguardo e lo fiss negli occhi. Per qualche istante scese fra loro un silenzio assordante e Kk non trov facile sostenerlo. Quegli occhi verdi cos profondi, intensi, lo osservarono, lo scrutarono lucidi di lacrime.
 solo che sono stanca, non vedo l'ora di finire, di ritornare alla mia vita, e poi tu, s'interruppe cercando le parole giuste tu mi metti a disagio".
Detto ci non attese neanche un minuto in pi, scese dall'auto e spar all'interno dell'androne della palazzina.
Kk rimase appoggiato allo schienale del sedile, perso nelle sue riflessioni non si accorse dello scorrere del tempo.
I pensieri erano molti, molti e angoscianti.
Che imbecille sono stato! Neanche un quindicenne si sarebbe comportato cos, certo che lo comprendeva il povero Crini! Si ripropose di avere un atteggiamento pi professionale, mai pi avrebbe permesso alle curve di quella bionda di mandarlo in visibilio!
Sorrise ripensando alle sue parole la totale deriva in cui vaga il tuo istinto! Forse era vero. Ma non certo per Clodia. Scese dalla jeep e anche lui s'incammin verso il suo alloggio.

10. La fuga.

10,01. Roma, Italia, 15 maggio 2007, ore 12,10
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

I giorni trascorsero abbastanza velocemente, molto simili uno all'altro. Lisa occupava la maggior parte del tempo a trascrivere e traslitterare tutto il materiale. In apparenza poteva sembrare un lavoro monotono ma in realt era ci che amava di pi. La sua curiosit veniva soddisfatta e le dava la giusta carica per affrontare quell'estenuante lavoro.
Nel tardo pomeriggio faceva un break. Andava a farsi una nuotata nella piscina del complesso dove incontrava spesso quell'anziano signore con cui di tanto in tanto ci faceva una piacevole chiacchierata.
Era un uomo molto gradevole, di estrema cultura. Rimasto vedovo da una decina di anni occupava il suo tempo dedicandosi ai nipotini che vivevano poco distanti dal CPU.
Ogni mattina li portava a scuola e li andava a riprendere, gli preparava il pranzo a casa del figlio e verso le quattro ritornava nella sua abitazione.
Lei invece non aveva raccontato molto di s, non sapeva proprio cosa avrebbe potuto dire, si ripromise di chiedere spiegazioni a Kk su come poter giustificare la sua presenza l.
Quando ritornava nell'appartamento riprendeva a lavorare. Il Colonnello durante la giornata si affacciava rapidamente due o tre volte, sempre agli stessi orari, dava un'occhiata al lavoro svolto poi se ne andava di nuovo.
L'aveva visto pochissimo in quei giorni, ma questo non le dispiaceva affatto, anzi aveva ritrovato un po' di serenit e si era anche scrollata di dosso quella sensazione di pericolo.
In effetti non era cos drammatico. Aveva tutto a disposizione, si trovava in un bel luogo, il cibo era buono ma soprattutto, man mano che procedeva nel suo lavoro, si rendeva conto di aver per le mani degli elementi di straordinaria importanza che, sicuramente, avrebbero rivoluzionato la storia dell'antico Oriente.
Nella foga di portare il maggior numero di testi con s, Lisa si accorse che probabilmente le era scivolato via uno dei fascicoli del Chicago hittite dictionary. E quello era proprio un grosso guaio: tutta la lettera L era contenuta in quelle pagine. Impossibile stare senza. In che modo avrebbe potuto recuperarlo? Tra l'altro era pieno di appunti personali, quindi non avrebbe potuto chiedere a Kk di prenderlo in una libreria universitaria. Cominci a credere che l'unica possibilit per averlo sarebbe stata quella di ritornare a casa sua, ma come avrebbe fatto? Kk lo aveva gi escluso ripetutamente, si sarebbe dovuta arrangiare con quello che aveva portato. Era impossibile, pens. Stava lavorando con delle lingue molto antiche, alcune neanche tradotte del tutto. No, doveva assolutamente andare a casa sua cos avrebbe recuperato anche tutta la documentazione relativa al trattato di Kadesh, in modo da poter confrontare tutti i segni con quello riportato sulle ultime pagine del taccuino.
Cominci a delineare un piano nella sua mente, Kk non arrivava mai prima di pranzo, avrebbe chiesto un passaggio al Generale Mariotti quando usciva per portare a scuola i nipoti. Avrebbe raggiunto casa sua e sarebbe tornata in tempo per incontrare nuovamente il Generale che l'avrebbe ricondotta al CPU. S, poteva andare! Era l'unico modo per sviare le guardie all'entrata.
Nell'androne del palazzo, Lisa era in attesa del Generale Mariotti.
Il suo piano aveva preso vita il pomeriggio prima, quando lo aveva incontrato in piscina e gli aveva chiesto il passaggio.
L'uomo arriv sorridente, evidentemente contento di avere un po' di compagnia.
Buongiorno Lisa".
Buongiorno rispose in tono cordiale.
S'incamminarono verso il parcheggio sotterraneo chiacchierando come loro solito.
Tutto filava secondo il suo piano, al momento del passaggio, davanti alle guardie, Lisa fece cadere le chiavi avendo cos la scusa per chinarsi e nascondersi alla vista dei soldati.
Fu incredibilmente semplice, pens che l'avrebbe potuto ripetere anche altre volte. Quando si rialz vide davanti a s il rettilineo che li avrebbe condotti alla strada principale.
Senza darlo a vedere, guard lo specchietto revisore per osservare la guardiola. Tutto normale, tutto a posto.

10,02. Roma, Italia, 16 maggio 2007, ore 8,10
Caserma Andrea Dori, caserma di appoggio al GIS.

Kk era intento a leggere alcuni documenti nel suo ufficio quando Pedonti entr bruscamente nella stanza.
Comandante la dottoressa  uscita dall'appartamento,  salita sull'auto del Generale Mariotti e si sta dirigendo verso l'uscita".
Ci volle qualche attimo prima che afferrasse il significato di quelle parole.
Ah che piantagrane questa donna! disse Kk alzandosi.
Che faccio? Dico di bloccarla?
No, no. Lasciala andare ma seguitela".
I ragazzi stanno monitorando ogni suo passo".
Bene! Andiamo, chiama la squadra, tra cinque minuti si parte".
Comandi concluse Pedonti portandosi la mano tesa sul capo.

10,03. Roma, Italia, 16 maggio 2007, ore 8,20
Casa di Lisa.

Il Generale la lasci davanti alla fermata dell'autobus che la port in mezz'ora davanti al suo stabile.
Sal le scale di corsa, felice di quella scappatella.
Entr e fu avvolta dall'odore della sua casa, dei suoi mobili e dei suoi profumi.
Fece un rapido giro per vedere se tutto era apposto, ne approfitt per dare un pochino d'acqua alle piante interne. And nel suo studio diretta alla libreria e trov il suo fascicolo, eccolo finalmente! Gi che c'era prese anche altri testi.
E ora che faccio tutto il resto della mattinata? Pens visto che mancava ancora molto tempo all'appuntamento con il Generale.
Una cosa la doveva assolutamente fare, inviare un resoconto al Rettore.
Accese il computer, mentre attendeva che il processore si avviasse sfogli uno dei suoi preziosi testi. La grafica web della sua posta elettronica comparve sul monitor e inizi a scrivere:
Gentile Professore,
la metto al corrente di ci che ho avuto la possibilit fin ora di vedere, i documenti che sto valutando fanno parte tutti di un taccuino, una specie di diario di viaggio di qualcuno che avuto la possibilit di trascrivere su queste pagine copie di tavolette d'argilla o di epigrafi. A parte delle poesie iniziali, recenti e scritte in lingua curda, tutto il materiale  riconducibile a un'appartenenza Ittita.
Sono dovuta tornare qui a casa mia per poter recuperare un fascicolo del dizionario, spero di poter trovare delle indicazioni utili visto che per recuperarlo ho sfidato l'esercito! Sono letteralmente scappata dalla base operativa, mi sono presa una mattinata di riposo. Mi sarebbe piaciuto confrontarmi con lei in merito a questo taccuino, il Colonnello Roci spesso mi ricorda che presto potremo averlo nel nostro ateneo, ma prima dovr terminare la traduzione. Spero di finire al pi presto, non so ancora quanto tempo resister.
Devo dire che mi hanno sistemato in un luogo molto carino e confortevole ma mi sembra comunque una prigionia e questi militari sono un mondo a parte, hanno un gergo incomprensibile, pieno di sigle e gesti.
Ho avuto spesso dei diverbi con il Colonnello, la sua insopportabile arroganza mi indispone profondamente,  convinto di essere il Re Sole! Mi scusi lo sfogo inutile, non potr ricevere le sue parole di conforto visto che non avr pi la possibilit di aprire la mia posta. Spero di rivederla quanto prima, cercher di sbrigarmi perch la situazione  insostenibile, un caro abbraccio,
Lisa.
Invi la mail, soddisfatta di aver avuto anche quell'occasione. Spegnendo il computer, sent il campanello della porta suonare.
Inizialmente decise di non rispondere ma l'insistenza del suono la spinse verso la porta. Sicuramente qualche vicino, altrimenti avrebbero suonato il citofono del portone.
Certo stava rischiando di mandare all'aria la sua copertura ma poi si ricredette, l era a casa sua e quel mondo folle di spie e agenti segreti era fuori da quelle mura.
Avvicin l'occhio allo spioncino della porta e trasal, l fuori c'erano due persone in uniforme, un'uniforme a lei sconosciuta, erano militari, probabilmente stranieri. Il loro aspetto fisico certamente non era quello di due italiani, piuttosto di due arabi. Il cuore prese a batterle nel petto, sent una morsa afferrarle le viscere. Una scarica di adrenalina la paralizz di fronte alla porta mentre il suono del campanello continuava a rimbombare fra le pareti della sala. Una voce la risvegli bruscamente.
Dottoressa Dell'Oro la prego apra, sappiamo che  dentro il suo appartamento, sono il Colonnello Aslan, dell'esercito turco, la prego apra".
La situazione stava precipitando, si appoggi con le spalle alla porta, sent il sudore imperlarle la fronte, aveva paura, non sapeva proprio cosa fare.
Volevo parlarle della missione in cui lei  stata coinvolta, volevo dei chiarimenti ma non riesco a contattare il Colonnello Kk, la prego mi apra disse ancora la voce di quell'uomo.
Ci volle qualche istante prima che Lisa ritrovasse un po' di autocontrollo ma sentendo il nome di Kk si rassicur.
Distaccandosi dalla porta cerc ancora qualche attimo per riflettere. Apro? Sto facendo la cosa giusta? Probabilmente si era inutilmente suggestionata, ancora una volta tutta quella maledetta situazione la faceva sragionare. Convinta dei suoi ultimi pensieri, armata di coraggio gir il chiavistello della porta e apr.

Il fuoristrada raggiunse l'abitazione della dottoressa in brevissimo tempo, il cellulare del Colonnello squill, lesse il numero sul display.
Allora Ubaldi? Che succede l dentro?
Parlava al cellulare con uno degli uomini che aveva messo a sorvegliare la casa.
Comandante sono appena entrati Aslan e il suo lava scarpe". Fece un attimo di pausa mentre osservava la scena dal monitor La dottoressa gli ha aperto, ma... ora mi sembra che gli stia dicendo di uscire, indica la porta".
Ok tra poco entrer io con tutta la squadra, ora tenete sotto controllo gli spioni e avvisateci se notate qualche movimento grid Kk riferendosi ai turchi che, in maniera grottesca, avevano piazzato nel parcheggio di fronte al palazzo della dottoressa un furgoncino bianco da loro definito come base operativa'.
Comandante si ricordi che l dentro hanno piazzato cimici ovunque continu il Caporale Ubaldi.
S, cercher di individuarle, stiamo entrando nel garage Ubaldi. Mi raccomando tenete sotto controllo il furgoncino, a dopo".
Rifer ci che gli aveva appena detto il Caporale agli altri militari che aveva in macchina. Fece i fanali alla fiat tipo del Maresciallo Pedonti. Le auto si fermarono e si spensero. Scesero tutti quasi simultaneamente, si radunarono vicino alla porta che dava verso le cantine. Non parlarono, si guardavano intorno per vedere se qualcuno li avesse notati. Non avevano avuto il tempo di cambiarsi. I militari non passavano mai inosservati all'interno di abitazioni civili, ma la fortuna sembrava dalla loro, non pass nessuno.
S'infilarono nell'ascensore due a due dopo aver percorso lo stretto corridoio che attraversava tutte le cantine. L'ascensore ritorn nel sottoterra vuoto. Kk e gli ultimi due uomini entrarono, ma ci fu una sosta al piano terra. Sal una dolce vecchietta con delle pesanti buste della spesa, Kk colse l'occasione al volo.
Signora la prego entri, le dia a me queste che gliele porto io". La signora guard con infinita gratitudine quel bel ragazzo.
Oh grazie infinite ma in quattro e con le buste proprio non entriamo".
Allora vado a piedi, mi dica a che piano gliele devo portare".
Usc e lasci il posto alla signora mentre questa gli porgeva le buste.

Buongiorno senza neanche aspettare l'invito della donna i due uomini entrarono nell'appartamento. Lisa rimase interdetta, non permetteva a chiunque di oltrepassare la porta della sua abitazione e s'innervos.
Non mi sembra di avervi invitato a entrare devo forse chiamare la polizia?
Il Colonnello fece finta di non sentire, avanz all'interno e sfacciatamente si accomod sul divano della sala.
Dica dottoressa qual  la natura del rapporto che ha con il Colonnello Kk? chiese con fare inquisitorio.
Lisa si maledisse per aver disubbidito agli ordini di Kk. Cominci a capire che ora aveva messo in gioco anche la sua carriera e quell'individuo senza nome la inquietava sempre di pi. Lo osserv, mentre il Colonnello si era presentato subito, di quell'uomo non sapeva niente oltre al fatto che portava una uniforme. Per intuito, sembrava quasi lo scagnozzo del gangster. Era veramente orribile, si vedeva che non capiva l'Italiano. Dai suoi occhi traspariva cattiveria, accidia e tutti i peccati capitali messi insieme.
Colonnello Aslan, io non so chi sia lei, come si sia permesso di intrufolarsi e di sedersi sul mio divano, la prego di lasciare immediatamente la mia casa disse Lisa alzando leggermente la voce e accompagnando le parole con un gesto del braccio che indicava la porta.
Non prima di aver avuto delle risposte. Che genere di rapporto ha con il Colonnello Kk? Perch  stata coinvolta nella missione?
Io non so di quale missione lei stia parlando e ora fuori! Fuori da casa mia!
Sentendo alzare la voce, l'uomo ombra si alz di scatto ma fu trattenuto da un gesto del Colonnello.
Dottoressa non mi costringa a usare maniere pi convincenti, sarebbe tutto pi facile se lei si decidesse a parlare".
 inutile che mi faccia delle velate minacce Colonnello, ora se non se ne va imm". Sent un rumore provenire dall'ingresso, poi il tonfo della porta che si chiudeva. Si ammutol di colpo, cercando di capire cosa fosse stato, poi...
Tesoro? Lisa riconobbe quella voce Sono arrivato, sono gi passato al market si sentirono ancora altri rumori, i due militari turchi si paralizzarono e sui loro volti balen per un attimo un'espressione di terrore.
Improvvisamente apparve il Colonnello Roci con due buste di un supermercato nelle mani. Apparentemente aveva un'espressione molto distesa ma come pos gli occhi su quegli uomini sembr che il sangue gli andasse tutto negli occhi.
Lasci cadere per terra le buste, si diresse verso i due ancora seduti sul divano ormai completamente ammutoliti.
Cosa diavolo ci sta a fare lei qui! Aslan si alz cercando di recuperare un po' di contegno.
Siamo venuti a porre gentilmente delle domande alla dottoressa, lei ci doveva aggiornare sul piano e non lo ha fatto, cos abbiamo preso questa iniziativa".
Ma come vi permettete di mettere il naso nella mia vita privata? tuon Kk.
Questa  un'operazione turca e lei ci deve aggiornare sugli sviluppi! anche il Colonnello Aslan alz la voce.
Lisa stava l e osservava la scena incredula. Era rimasta scioccata nel vedere Kk, scioccata ma di certo molto rassicurata dalla sua presenza. Aveva notato gi in pi di un'occasione di come gli uomini lo temessero, anche questi due turchi erano diventati bianchi quando lo avevano visto.
Era entrato con le buste della spesa chiamandola tesoro, Lisa aveva compreso cosa volesse fargli credere.
Questa  un'operazione italiana! Se non vi attenete alle mie regole io mi rifiuter di aiutarvi. Che sia ben chiaro Colonnello, non voglio intromissioni di alcun tipo nel mio lavoro, tantomeno nella mia vita privata e ora fuori! precis Kk parlando in turco, puntando il dito verso la porta.
Lisa rimase interdetta nel sentirlo parlare in turco, ma chi diavolo aveva davanti? Ripens al loro primo incontro, lui si era fatto picchiare perch non comprendeva il turco e non rispondeva alle due guardie!
Perch ha coinvolto la dottoressa nella missione? insistette il Colonnello Aslan prima di dirigersi verso la porta.
Fuori!
Comandante  evidente che il Colonnello se la scopa questa! Disse l'altro uomo prima di uscire dall'appartamento di Lisa. Aslan sogghign, mentre l'uomo ombra stava l tronfio di aver compiaciuto il suo Comandante.
Kk gli si avvicin parlandogli in faccia: La pagherai cara questa battuta, arriver un giorno in cui verr fatta giustizia e allora ti uccider io con le mie mani per il male che hai fatto a centinaia di innocenti. Poi si rivolse al Colonnello: E dica a Gk che dovr stare molto attento perch se torcer un solo capello a Baran Al, far la fine del suo attendente.
Aslan sembr turbato mentre l'attendente Amhet Capa lo fiss uscendo dall'appartamento. Nel compiere quell'azione, accenn sulle labbra un riso maligno, ma la cosa non suscit la ben che minima reazione nell'ufficiale italiano.
Richiuse la porta e pur sapendo che Lisa conosceva quella lingua sper in cuor suo che non avesse afferrato il senso di tutto ci che lui aveva detto n il nome che aveva fatto. L'avrebbe compromessa ancora di pi. Era stato costretto dai fatti a recuperare una situazione che poteva pericolosamente degenerare. Ricordava perfettamente il viso di quell'uomo, come faceva a stare l, libero e in Italia?
La Turchia era ancora troppo lontana dall'Europa. Uno dei requisiti richiesti dalla Unione Europea per divenire uno stato membro era la riforma del sistema giudiziario, ma era evidente che le sarebbero occorsi decenni, visto che un individuo come quello era in libert. Quando l'aveva visto accanto al Colonnello gli si era gelato il sangue, Ahemt Capa in casa di Lisa! Quell'uomo aveva le mani sporche del sangue di centinaia di curdi. Comandato dal Generale Gk aveva attuato la politica del terrore, per mano sua fu messo in atto uno dei pi grandi genocidi di quel popolo.
Il rumore secco della porta che si richiudeva gli fece fare un lungo sospiro. Serr gli occhi per un momento, si port una mano al viso, con le dita si strinse le tempie cercando di farsi scivolare di dosso la tensione e il pericolo. Lisa si avvicin.
Scusami non avevo id". la interruppe immediatamente prima che lei dicesse altro. Le and incontro abbracciandola e nello stesso tempo la fulmin con gli occhi.
No tesoro scusami tu, mise in atto la sua pantomima ma lo sai com' il mio lavoro mentre le parlava allung una gamba verso la porta dello sgabuzzino, con il piede l'apr. Lisa non capiva. Scelse di stare muta e di fidarsi per la prima volta di lui.
Dallo stanzino uscirono due militari strisciando sul pavimento, comunicavano a gesti con Kk, a Lisa prese un colpo.
Osservava i movimenti degli uomini che iniziarono ad aprire cassetti e sportelli, a sollevare giornali o soprammobili, frugavano da tutte le parti, sempre trascinandosi per terra alzavano oggetti. Kk le alz il viso.
Guardami negli occhi tesoro, Kk cominciava a spazientirsi, e dimmi: come  andato il viaggio?
Bene grazie rispose interdetta, not che lanciava sguardi verso la porta vetrata che dava alle camere da letto, un movimento appena accennato del capo era probabilmente un ordine. La prese per la vita e continuando a parlarle ruotarono fino a che non fu Kk a dare le spalle alla grande vetrata.
Sei stanca? Con il braccio che aveva dietro la schiena di Lisa, ormai coperto dal suo corpo, indicava e comandava cosa perquisire.
Non molto". Era stordita dalla vicinanza del suo corpo, ne sentiva l'odore, ne percepiva la forza, lui le prese le braccia calate lungo i fianchi e se le port sul petto.
Perch mi stai lontana? Kk cercava di mandarle dei messaggi, aveva bisogno anche della sua partecipazione per uscire fuori da quel casino combinato da lei. Lisa comprese che doveva essere pi convincente, ma non era cos facile, ci prov.
No scusami ma quei due mi hanno infastidito. Ho visto che hai fatto la spesa, cosa hai comprato? Un impercettibile strizzatina degli occhi di Kk le comunic la sua gratitudine.
Ho preso tutto quello che mi hai chiesto per il viaggio, riparti questa sera? Erano cos vicini che Lisa non riusciva a guardarlo in faccia.
S purtroppo proprio stasera decise di assecondare tutto quello che lui le diceva.
Kk dolcemente le prese il volto e nuovamente la costrinse a rivolgere lo sguardo verso di lui. Per un attimo si perse in quegli splendidi smeraldi. L'imbarazzo di Lisa lo faceva sorridere, inizi a muoversi in direzione della porta vetrata, tenendola per la mano la port con s.
Kk immagin lo spavento di Lisa quando da quel corridoio sarebbero usciti altri militari, decise cos di attuare un delizioso espediente per distrarla. Contemporaneamente all'apertura della porta la tir verso di lui e le stamp un bacio sulle labbra, rapido, veloce, quel tanto da non rischiare uno schiaffo.
Lisa non ebbe il tempo di reagire, si inumid le labbra come a volersene riappropriare poi sent qualcosa che le sfregava le gambe. Abbass la testa per capire che diamine fosse ma contemporaneamente fu spinta da Kk sul divano e se lo ritrov quasi sopra.
Ma che diamine".
Oh Lisa mi sei mancata fece lui, erano tutti e due praticamente sdraiati ma ormai protetti dalla spalliera del lungo divano che stava alla base della vetrata.
Kk prese il suo cellulare e mentre parlava digit sulla tastiera. Lisa lanci uno sguardo sgomenta al suo salone: quattro militari strisciavano sul pavimento toccando tutte le sue cose, uno si distacc dagli altri e prese le buste della spesa che ancora intravedeva nell'ingresso, si diresse verso la porta e usc.
Kk le mise il cellulare sotto gli occhi, aveva composto un sms:
CI SONO CIMICI OVUNQUE E SIAMO OSSERVATI DA UN FURGONCINO CHE STA NEL PARCHEGGIO, I RAGAZZI LE STANNO BRUCIANDO, TRA QUALCHE MINUTO NON SARANNO PI ATTIVE, NOI SIAMO FIDANZATI FAI LA TUA PARTE. HAI DELLE LABBRA INCANTEVOLI".
Lisa rilesse l'sms, lo rilesse ancora. Incredibile! Nel mio appartamento? E perch mai avrebbero dovuto spiarmi? Ecco cosa stavano facendo allora i militari! O in che guai si era cacciata! Ma perch aveva accettato quel lavoro? Poi quell'ultimo riferimento al bacio? Era davvero irritante, tipi come quello andavano ignorati. Gli strapp dalle mani il cellulare e compose la sua risposta, alz un attimo lo sguardo per tenere sottocontrollo il movimento di quegli uomini, not che si erano tutti avvicinati all'ingresso.
OK HO CAPITO, MA ORA COME NE USCIAMO?!!! E POI SCUSA MA NON ME NE SONO NEANCHE ACCORTA, NON POSSO DIRE LO STESSO!
Kk se ne stava appoggiato alla spalliera un po' di traverso, con le braccia conserte e le gambe ancora sopra le sue, con la coda dell'occhio aveva gi letto tutto mentre lei scriveva. Quando Lisa termin si ritrov Kk che sorrideva alzando la testa in aria, quasi si tratteneva per non esplodere.
Era troppo buffa, pens. Neanche in queste situazioni crollava il suo caratterino. Era certo che nella vita di Lisa, cos perfetta e scandita dalle sue regole, non vi fosse mai stata una giornata come quella, ma nonostante questo lei non si perdeva d'animo. Puntava i suoi piedi l dove poteva, questo denotava in lei molto carattere. Non era facile vivere quelle situazioni neanche per gente come loro, ma lei stava l a puntualizzare su un bacio e contemporaneamente chiedergli in che modo ne sarebbero usciti. Le riprese il cellulare.
CE NE ANDIAMO TRA POCO CON UNA SCUSA, TU VAI A FARE LE VALIGIE".
OK, MA NON  TROPPO TEMPO CHE STIAMO ZITTI? SI POTREBBERO INSOSPETTIRE QUELLI LA FUORI?
Ah questa donna! Pens ritornando a sorridere compil sulla tastiera la sua risposta.
NO TRANQUILLA SONO CERTO CHE ANCHE DA LORO FUNZIONI COS̔
COSA?
FORSE NON LO SAI MA IN CERTI MOMENTI NON SI PARLA".
OH VUOI DIRE CHE QUELLI STANNO PENSANDO CHE NOI".
MA PERCH A TE PIACE PARLARE IN QUEI MOMENTI?
Kk non perdeva occasione per provocarla, sembrava un bambino dispettoso. Quando rideva si formavano delle sottili rughe attorno agli occhi. Anche se non poteva farsi sentire, ormai Lisa conosceva alla perfezione tutte le sfumature delle sue espressioni e sapeva che se la stava spassando un mondo a prenderla in giro.
FALLA FINITA!!! Kk un le mani come a chiederle scusa. Menomale, pens Lisa, ogni tanto rinsaviva.
Si accorse che erano rimasti soli, i militari erano usciti ed era ormai passato pi di un quarto d'ora. Forse poteva andare, potevano rialzarsi. Tocc sulla spalla il Colonnello indicando la sua camera da letto, Kk le fece un cenno affermativo.
Vado a fare le valigie, poi andiamo a fare una passeggiata?
Ok, fai con calma che sono un po' stanco, mi faccio un sonnellino rispose con fare veramente assonnato, e per conferma termin con uno sbadiglio.
Lisa pens che era un attore eccezionale. And al bagno a rinfrescarsi un po', cercando di allentare la tensione. Era incredibile quello che le era capitato, non poteva credere che fosse reale, che quel mondo esisteva, le spie, i segreti, le basi operative? E poi lei che con la sua fuga aveva innescato tutto quel traffico a casa sua, militari di tutti i tipi, cimici, furgoni spia. Incredibile.
Si gett dell'acqua fresca sul viso, ma tutto quello che aveva vissuto nelle ultime ore difficilmente lo avrebbe scordato. Be' ne avrebbe avute di cose da raccontare ai suoi nipoti! Improvvisamente si ricord del generale Mariotti, o accidenti le era del tutto passato di mente. Ormai era troppo tardi, chiss cosa aveva fatto? Quanto tempo l'aveva aspettata? Avrebbe dovuto pensare bene a quale tipo di scusa inventare per giustificarsi.
Entr nella sua stanza, uno sguardo alla cuccetta di Roky e le lacrime le salirono agli occhi, le mancava molto il suo cagnolino.
Apr l'armadio e tir fuori altri vestiti, poi prese le ultime due borse che aveva e le riemp. L'armadio era quasi svuotato, praticamente avrebbe avuto l'intero suo guardaroba al CPU. Torn nel suo studio e ne approfitt per fare una borsa piena di tutti i testi che ancora le potevano servire, era certa che non avrebbe messo piede pi in casa sua per molto tempo.
Quando fu sicura di aver preso tutto quello che le occorreva rientr nella sala e non pot credere ai suoi occhi: Kk stava dormendo sul suo divano! Quell'uomo stava incredibilmente ronfando sul suo divano! Ma di che diamine di materiale  fatto? Ma come  possibile addormentarsi cos, dopo tutto quello che  successo? Gli avrebbe volentieri scagliato addosso qualcosa!
Attese qualche attimo, tent invano di accennare a un colpo di tosse, poi un altro ancora, niente, non si sveglia!
Le borse che ancora teneva in mano iniziavano a pesare, sopraffatta dalla frustrazione si sedette rumorosamente sulla poltrona lasciando cadere ai lati le due borse.
Trovava alquanto imbarazzante rimanere l, sola, con quell'uomo che invece era evidentemente a suo agio. Era una circostanza troppo intima rispetto ai loro rapporti. Lo sguardo di Lisa vagava dal soffitto al lampadario, dalle sue unghie alle sue scarpe. Ogni tanto involontariamente una sbirciatina cadeva sull'uomo per poi darsi rapidamente alla fuga. Dopo qualche altro minuto, dopo qualche altro colpo di tosse, Lisa rinunci del tutto alla speranza di uscire da quel contesto. Il Colonnello proprio non ci pensava a svegliarsi.
Bene, mi vado a fare un buon caff, d'altronde sono a casa mia,  lui che dovrebbe sentirsi imbarazzato, non io!
Si diresse verso la cucina, traffic un po' per aprire una nuova confezione di caff, poi lo mise sul fuoco. Attese fin quando sent la caffettiera gorgogliare e sbuffare.
L'aroma si diffuse in tutto l'ambiente, ancor di pi quando lo vers dentro la tazzina. Ne prepar una anche per il suo ospite dormiente, prese coraggio e si diresse verso di lui questa volta con l'intenzione seria di svegliarlo. Arriv cos vicina da poter intravedere anche le sottili rughe ai lati degli occhi, rughe che si stavano appena formando. Ne approfitt per osservarlo bene, era veramente bello. Il suo volto cos rilassato appariva leggermente diverso. Al centro delle rughe una strisciolina bianca contrastava con il colore della sua pelle confermando la sua abbronzatura. Non l'aveva mai visto cos, senza tensioni, e solo in quel momento si accorse che quell'espressione di preoccupazione gli appesantivano l'et di almeno cinque o sei anni. Poteva addirittura essere pi giovane di lei per quanto ne sapeva. Ma probabilmente ne aveva una quarantina visto che era gi Tenente Colonnello. Fiss le sue mani, intrecciate l'una all'altra e posate sul petto. Nonostante le dita lunghe e affusolate erano mani forti, nodose, maschili. Scrut il corpo abbandonato sul divano, una gamba stesa e l'altra rimasta piegata invece toccava il pavimento. Le cosce erano tornite, muscolose, il capo leggermente reclinato, i tendini del collo tirati. Un laccio di cuoio teso sembrava quasi strozzarlo, inconsapevole di cosa facesse, si avvicin nel tentativo di allentarlo. Con la mano si accost al laccio, come lo sfior Kk la blocc afferrandole il polso in una morsa d'acciaio, alz un sopracciglio e la osserv in attesa di una spiegazione.
Oh! esclam Lisa in tono infastidito Lasciami mi fai male".
Perch mi stavi toccando? Il tono e l'espressione di Kk erano completamente mutati, era minaccioso, duro e aspro. Le faceva paura, un leggero tremito la scosse, la voce le mor in gola.
Volevo solamente allentare quel laccio che ti stava strozzando".
Senza lasciarle il polso si alz ritornando a una posizione pi consona. La fronte corrugata esprimeva il suo fastidio.
Non mi piace essere toccato, soprattutto mentre dormo la sua voce arrochita dal sonno suonava ancora pi bassa.
E a me non me ne frega niente!  mezz'ora che sto aspettando che ti svegli, ti ho fatto il caff e se mi lasci il polso forse non mi cade sul divano! Ho visto che quel laccio ti stava tagliando la gola e senza accorgermene ho allungato la mano per allentarlo!
Be'? Perch? Avevi voglia di un contatto? Kk ritrov la sua ironia.
Senti". disse Lisa strattonando il polso per liberarsi per tipi come te queste giornate saranno ordinarie, ma a me servir la vita intera per lasciarmela alle spalle, quindi ti prego di abbandonare la tua stupida ironia, alzare il tuo corpo dal mio divano e per favore andiamo! Lisa indic la porta, non sapendo pi in che modo doveva parlare, avrebbe volentieri urlato in faccia al bel Colonnello tutto il suo disappunto, ma non si sentiva al sicuro, paradossalmente l a casa sua non si sentiva pi al sicuro.
Gli porse il caff, si avvicin alla poltrona e afferr i suoi bagagli.
Hai finito? disse indispettita.
Andiamo Kk era di poche parole, non volle di proposito polemizzare, l'unica sua partecipazione fu un sopracciglio alzato e il suo solito accenno diabolico di un sorriso. Come per dire: S mi volevi toccare!
Quell'espressione mand su tutti i ghingheri Lisa, la quale dell'arroganza di quell'uomo ne aveva fin sopra i capelli.
Togliti quell'espressione dalla faccia per cortesia". Disse scandendo bene ogni singola parola.
Hai frainteso, sei uno stupido presuntuoso". Poi in un eccesso di modestia aggiunse: Te la sogni una come me.
A su questo ne puoi star certa, faccio certi sogni". rispose mentre si alzava dal divano, sembrava quasi che parlasse fra s e s.
Il viso di Lisa s'imporpor immediatamente, era davvero stanca di quel solito braccio di ferro con quell'uomo.
Claudio basta, per favore non ne posso pi, ti prego andiamo?
La osserv. Si vedeva che era molto provata e prov un immediato senso di tenerezza.
Decise di accontentare la dottoressa, si ripromise di essere meno brusco e meno provocatorio.
Ok, andiamo!
Si avvi pure lui verso l'uscita, da bravo cavaliere tolse le borse dalle mani di Lisa e si diressero al garage dove aveva lasciato la sua jeep.
Percorsero quella distanza uno di fianco all'altro in un silenzio glaciale. Kk era immerso sui futuri risvolti della nuova situazione creata dalla fuga di Lisa. Lei invece vagava in un totale stato di demoralizzazione e rifletteva sulle motivazioni che l'avevano spinta ad accettare quel dannato lavoro. Cominciava a insinuarsi l'idea che la responsabilit fosse unicamente dipesa dalla presenza di quell'uomo, quel Tenente Colonnello che forse, gi dal loro primo incontro, era entrato nei suoi pensieri.

11. Ritorno sul Lungo Tevere.

11,01. Roma, Italia, 16 maggio 2007, ore 15,00
Lungo Tevere.

Salirono in macchina. Nello stretto abitacolo fu impossibile sopportare il silenzio, sicuro anche di poter parlare senza microspie o cimici, Kk tent di recuperare il rapporto con Lisa.
Come va? Tutto ok? Si mosse come un elefante e Lisa aveva in bocca gi la risposta.
Voglio terminare questo lavoro al pi presto e possibilmente non vederti mai pi! Non cont neanche fino a tre per rispondere.
Wow che veleno! E tutto questo perch mi sono addormentato?
No Claudio non  per questo, ma  perch fingi di essere un archeologo inglese, mi hai coinvolto in una rete di spionaggio internazionale, mi hai costretto a una prigionia forzata, improvvisamente conosci il turco".
Ok, ok, ho capito, stai calma, hai ragione, mi dispiace. In effetti vista dalla parte tua non  cos facile comprese che doveva tranquillizzare Lisa. Ovviamente dopo quella giornata non poteva darle torto.
Certo che non  cos facile! disse Lisa facendo l'eco delle sue parole.
Com' possibile lavorare in questo modo? Io non so chi diavolo tu sia! Ti rendi conto? Ma chi erano quei due turchi? E cosa c'entrano in tutta questa storia? Di quale operazione parlava quel Colonnello?
Non posso metterti al corrente di niente".
Cosa? Io sono coinvolta in una operazione di questa portata e neanche lo so? E tu non mi puoi dare spiegazioni? url lei.
Mi dispiace ma non posso!
Bene allora trovati un'altra filologa, per quanto mi riguarda la questione  abbondantemente andata avanti senza il mio controllo!
Ma ormai non puoi pi farlo".
Si che posso, guarda se accosti ti saluto e scendo".
Lisa metteresti in serio pericolo la tua vita".
E perch mai? Cosa ho mai fatto di male?
Hai disobbedito a un mio preciso ordine e questo ti ha esposto in maniera irreparabile a tutto ci che non volevo ti accadesse. Fino a questa mattina eri libera di andartene in qualunque momento ma ormai hai mandato all'aria la tua copertura e questo mi ha costretto a darti un ruolo ufficiale".
Non ti capisco".
Lisa se tu cammini dietro di me io ti copro con il mio corpo giusto? Vide che lei annuiva Se tu mi sposti chi sta di fronte a me ti vede?
Si certo".
Ecco, con la tua mossa di oggi ti sei fatta vedere, ora i turchi ti hanno visto! Speriamo di averli incantati con la nostra scenetta, ma ormai sanno in quale direzione cercare e prima o poi capiranno, sei sempre libera di andartene se vuoi ma corri dei seri rischi".
Ma rischi di che tipo?
Senti se tu non commetti altre sciocchezze ti garantisco che sotto la mia protezione non ti accadr niente".
Come fai a garantirmelo? Una risata secca usc dalla bocca del Colonnello.
Tu hai un'idea di cosa sia il GIS, il reparto che comando?
Assolutamente no, come faccio a saperlo se non so neanche chi sei tu?
Oh andiamo Lisa, il fatto che io indossi una divisa ti dar qualche garanzia no? Non puoi dubitare di me solamente perch non ti posso mettere al corrente dei fatti. Sei entrata nel mio ufficio, hai visto o no che sono veramente un militare? O pensi che sia tutto un bluff?
Sar fuorviata dal mio lavoro, ma se ho in mano solo qualche confuso reperto vuol dire che non ho niente in mano! Ho bisogno di collocarli in un contesto che in questo caso non posso conoscere, quindi tu per me non esisti, non sei catalogabile!
Con le dita, Lisa faceva il segno delle virgolette per insistere sui vari aggettivi.
Quindi io sarei un reperto? L'annuire di Lisa conferm la sua domanda. Sorrise prendendosi qualche istante per valutare la situazione e pens che purtroppo era giunto il momento di rivelare qualche informazione sulla missione. Lisa si presentava molto pi ostica di quello che aveva supposto, l'aveva minacciato di abbandonare il lavoro e ormai si era davvero compromessa. S, era arrivato il momento di dare qualche spiegazione.
Il Lungo Tevere, pieno come al solito di macchine, rallent il loro ritorno. Kk osserv fuori dal finestrino il lento scorrere del fiume, soppes ogni singola parola da dire.
Il GIS  una Forza Speciale,  tra i migliori reparti al mondo. Non hai mai sentito parlare dei Gruppi d'Intervento Speciale?
No, non ho davvero idea di cosa sia il GIS".
Ok allora ti do qualche delucidazione su cosa faccio io e in quali casi viene coinvolto il mio reggimento".
Bene, era ora! rispose indispettita Lisa incrociando le braccia sul petto.
Il GIS  inquadrato nel 1 Reggimento Carabinieri Tuscania della 2 Brigata Mobile. Io sono il Comandante, organizzo e pianifico l'attivit dei miei uomini, professionisti altamente specializzati nonch qualificati per far fronte alle emergenze pi estreme. Operiamo in territorio nazionale contro la criminalit organizzata, operiamo all'estero contro il terrorismo e partecipiamo al mantenimento della pace in ambiti multinazionali. Siamo un reparto speciale che viene chiamato a risolvere anche l'impossibile, e ce la mettiamo tutta per farlo".
Ma cosa hai a che fare con la Turchia?
Qualche anno fa, in una precedente missione, ho stabilito dei contatti con un ragazzo che, attualmente  a capo delle rappresaglie curde. Ho avuto modo di conoscerlo molto bene, tanto da condividere con lui una profonda amicizia. Ora viene accusato di complottare e di dare appoggio a gruppi di integralisti islamici. Anzi, addirittura i turchi suppongono un attentato qui in Italia, pertanto hanno emesso contro di lui un mandato di cattura internazionale. Mi hanno chiesto aiuto per rintracciarlo. Di questo ragazzo non si hanno pi notizie da due anni ma nonostante ci, dal suo nascondiglio, riesce a comunicare con i militanti del suo partito.
In questi anni, in Turchia, ci sono state molte evoluzioni. I turchi vogliono entrare in Europa, ma l'Unione Europea non ha ancora acconsentito per le troppe denunce sulle violazioni dei diritti umani, il controllo militare della sua democrazia e la questione curda. Nonostante le nuove riforme del governo turco, la Francia e la Germania continuano ad essere scettiche e ne ostacolano l'ingresso. Paradossalmente la figura di questo ragazzo si incastra alla perfezione in questo quadro. La madre  europea, inglese per l'esattezza e lui non  un rivoluzionario come fu Ocalan.  un normalissimo ragazzo pieno di idee pacifiste che in qualche modo riscontra pareri positivi sia dal popolo curdo sia dal popolo turco. Entrambe le fazioni vedono in lui l'unica possibilit di porre fine alla questione curda, nonch l'unico lasciapassare per entrare in Europa. La societ civile turca, che desidera invece entrare come parte attiva nel processo europeo,  cosciente che deve porre un freno alla questione curda. Questo genera antagonismo con la classe dirigente che, ovviamente, non ha la minima intenzione di riconoscere in alcun modo l'identit di questo popolo. Alla luce di ci, puoi ben comprendere la reazione di chi attuava la politica di repressione curda. E quella povera gente ha sofferto una vita, gli hanno ammazzato e torturato i figli, gli  stato proibito di parlare la loro lingua abbandonandoli cos all'ignoranza e tutto questo continua ancora".
S, ricordo anche io la repressione curda, andai alla celebrazione del capodanno curdo, il Newroz. Rimasi impressionata. La folla era calma e pacifica, ma ai lati di ogni singola strada, c'erano militari su mezzi blindati o a piedi con mitra al collo. Per tutta risposta i giovani hanno cominciato a ballare l'halay9, e tutti o insomma quasi tutti erano avvolti dalla bandiera curda, giallo, rosso e verde, c'erano circa un milione di persone, hanno riempito di quei colori una citt intera".
Lisa credimi, non hai la minima idea di quali crudelt subiscono. Negli ultimi anni, questa festa ha assunto un valore politico molto forte. Il Newroz si  trasformato in un momento di rivendicazione dei loro diritti". Fece una pausa, le cose da spiegare erano molte.
In Turchia esiste un regime di doppia giurisdizione penale, una ordinaria per i reati comuni, e una speciale per i reati di natura politica. Questa fa capo alle Corti di Sicurezza per lo Stato DGM, veri e propri tribunali speciali, presieduti principalmente da militari, per la precisione quelli che sono venuti oggi in casa tua.
Mi hanno chiesto di trovare il mio amico, ma in realt saranno soddisfatti solo se lo metteranno in prigione. Lo annienteranno in ogni modo, e non solo, verr usato come espediente per far capire ai curdi che non devono pi permettersi di alzare la testa. Non riesco neanche a immaginare cosa potrebbe accadergli se finisse nelle loro mani".
E allora cosa hai intenzione di fare?
A settembre in Turchia ci saranno le elezioni, lo trover prima di loro, poi verr protetto dal GIS fino a quella data. L'Italia gli dar asilo politico, e quando sar giunto il momento, lo rispediremo nel suo paese e vincer. Sicuramente. Su questo non nutro alcun dubbio. Sar il nuovo volto della Turchia e forse riuscir anche a dare un nuovo volto all'Unione Europea".
Certo  ancora molto lontana la Turchia dal nostro modello".
S, oggi come oggi s, ma questo compito spetter al mio amico, un domani forse. Il nostro obiettivo per ora  farlo arrivare al parlamento senza che lo ammazzino. Ma baster che il suo partito occupi delle poltrone l dentro. In questo modo, l'Europa potr vedere che la Turchia sar in grado di risolvere le sue questioni interne nel rispetto dei diritti umani e delle minoranze etniche. Ci vorranno anni per l'integrazione con l'Europa, ma vedrai che, se la nostra operazione andr in porto, a Strasburgo sventoler anche la loro bandiera accanto alle nostre".
Mi domando in base a cosa l'Europa integri o meno i nuovi Stati?
Per comprendere bisognerebbe ragionare su cosa  mai diventata l'Europa? Non  facile dare questa risposta. Tanto per cominciare non corrisponde pi a uno spazio geografico con i suoi confini naturali tipo quelli che studiavamo noi da ragazzini. Non ha pi una memoria storica collettiva e non potr pi essere erede dell'Occidente cristiano. Per dall'alto della sua superiorit, sventola sempre la bandiera di democrazia e dei diritti umani. E di questo, in quanto militare, non posso che esserne fiero. La nostra storia la stiamo scrivendo noi. Siamo al centro di enormi cambiamenti, di profondi squilibri, ma l'intenzione  di arrivare a una stabilit concreta e compatta".
Lisa rimase qualche minuto a rimuginare fra s e s, ancora molte cose non le erano chiare, cosa aveva a che fare lei in tutta quella storia ancora non lo capiva.
Ma io in questa storia cosa c'entro? Perch mi hai coinvolto in questa missione? A cosa ti serve la traduzione del taccuino?
A questa domanda non posso risponderti, ti sto dicendo anche di pi di quello che dovresti sapere, ossia niente!
Ma perch!
Lisa, basta! Sei incredibilmente testarda! Io non discuto gli ordini!
Senti con me il tuo tono autoritario sai dove te lo puoi schiaffare?
Rimase sorpreso nel sentirla parlare cos, intento in un sorpasso emise una risata secca di petto.
Che signorina, complimenti!
E tu allora impara a rivolgerti a una donna con pi garbo!
Altrimenti che fai, cominci con gli sproloqui?
S, nonostante io sia una docente universitaria adoro il gergo volgare!
Lo vedo! Non me lo aspettavo da te!
Non disdegnare tanto le parolacce, lo sai che nelle prime opere letterarie dell'umanit come l'epopea di Gilgamesh, gi sono presenti? E comunque non ho detto nulla, ho alluso semmai".
Kk scosse la testa incredulo, era difficile sostenere una discussione con Lisa, quella donna aveva un potere su di lui, in fin dei conti oggi aveva combinato un guaio dopo l'altro e se ne stava l, in macchina, a insultarlo!
Sper che la loro conversazione fosse finita. Lisa osservava i vicoli di Roma allungando il collo per continuare a guardare qualcosa mentre l'auto voltava strada. Sembrava assorta nei suoi pensieri ma dopo qualche attimo la sent chiedere ancora:
Ma l'Italia che interesse ha in tutto questo? Perch dovrebbe proteggere questo ragazzo e perch sostiene l'ingresso della Turchia in Europa?
Varie ragioni. Interessi economici, geopolitici e storico-culturali, nonch la dipendenza energetica dell'Italia".
Ossia?
Oltre ai rapporti e gli scambi commerciali fra l'Italia e la Turchia, nel 2010 verr ultimato un oleodotto che permetter di avvicinare il petrolio dall'Asia centrale ai mercati europei. Verranno uniti Mar Nero e Mediterraneo e in pi si stanno sviluppando molti altri progetti, un gasdotto che dovrebbe attraversare la Turchia, la Grecia e arrivare fino in Puglia, la privatizzazione delle reti di distribuzione elettrica e ancora investimenti congiunti nelle fonti rinnovabili in Anatolia. Inoltre, la Turchia fa parte dell'Alleanza Atlantica da 50 anni. La sua collocazione geografica diventa fondamentale e strategica nei confronti dell'area di instabilit islamica del Medio Oriente e dell'Asia Centrale".
Caspita!
E s, ma io credo comunque che le vere motivazioni siano altre. Ci che ci spinge oggi ad avere dei rapporti con la Turchia va ricercato nella storia, nel passato".
Ma dopo quello che hai detto, c' poco da ricercare,  evidente che ci sono in gioco forti interessi reciproci, non serve indagare nella storia".
E invece ti sbagli".
Non capisco dove vuoi arrivare".
Mah la storica sei tu, io ridurrei tutto al fatto che 2000 anni fa, sia noi che loro, appartenevamo a un unico impero". Per una buffa coincidenza disse queste parole mentre percorrevano via di San Gregorio. Kk indic l'arco di Costantino come se fosse la spiegazione a ogni cosa.
Be' devo dire che hai un buon potere di sintesi! disse Lisa sorridendo, un po'di tensione iniziava a scivolare via.
Ti riferisci a Costantinopoli? All'Impero Romano?
Gi, noi l'Impero Romano d'Occidente e loro l'Impero Romano d'Oriente. Io credo che esistano dei legami profondi tra i nostri popoli, legami che durano e si tramandano da secoli e secoli, per non dire millenni. Questo ti spiega anche il perch il nostro appoggio alla Turchia non viene meno se cambia il governo, che sia di destra o di sinistra.  evidente che le ragioni che ci spingono a sostenerla sono molto pi radicate dei meri interessi economici a cui qualcuno allude".
Ne fai un quadro molto romantico".
Perch non credi sia cos? Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Oriente anche con l'Impero Ottomano ci furono scambi e accordi con le Repubbliche Marinare e mentre tutto il Mediterraneo era in guerra, noi continuavamo a intrattenere relazioni culturali e commerciali via mare. Guardati intorno, in Italia c' il loro segno ovunque. I loro palazzi a Canal Grande, i simboli con la luna e le stelle negli stemmi delle famiglie Genovesi secondo te che origini hanno? Hai presente la bandiera turca? Ci sono stati dei contrasti ovviamente, ma se vai in Turchia trovi molti segni a noi familiari.  pieno di chiese, la loro lingua ha inglobato moltissime parole italiane, soprattutto nella terminologia del commercio e della marina. Per non parlare delle riforme di Atatrk che, quando pass dalla legge coranica alla legislazione laica, come base per il nuovo codice penale si rifer al diritto italiano. Oppure Lisa, per fare un esempio pi banale, il famoso detto fumare come un turco ci rivelano l'intensit dei nostri rapporti. Un tempo infatti ci fu un Pasci che imped con severissime pene l'uso del tabacco e anche del caff, addirittura con il taglio del naso, quando mor come reazione al divieto subto, i turchi ripresero a fumare il doppio di prima e tutt'oggi la Turchia  tra i primi consumatori di tabacco al mondo. Nel XVI secolo in Italia, nobili e borghesi organizzavano balli, feste e riunioni all'insegna del tabacco e del fumo, era come l'ora del t per gli inglesi, se noi abbiamo cominciato a dire fuma come un turco  perch li conoscevamo, li frequentavamo e con loro condividevamo molti momenti".
Lisa rimase incredibilmente sorpresa dall'infinito patrimonio di conoscenze del suo interlocutore. Ancora una volta, era disorientata.
Ma da dove ti proviene questa cultura?
Be' sono anni che collaboro con l'Unit di Crisi, in pi partecipo a tutte le delegazioni di osservatori per la pace in Turchia".
Io non so se  un tuo preciso intento ma sono davvero disorientata. Dalle tue spiegazioni sul GIS avevo capito che eri una specie di super militare, ora invece parli come un Professore universitario!
Scusa ma nel tuo dizionario esiste la parola di Ufficiale superiore?
No, evidentemente no! Cosa diamine  l'Ufficiale superiore?
Chi ! Vorrai dire?
Lisa, sembra che consideri i militari una sorta di ignorantoni zotici".
Be' diciamo che tu non fai molto per allontanarti da questo stereotipo!
Grazie! Comunque tanto per renderti un'idea, in primis un Ufficiale  laureato, spesso ha pi lauree ed  obbligato a seguire master di aggiornamenti. Ufficiale superiore si diventa dopo aver conseguito la scuola di guerra, un'ulteriore specializzazione. Quindi togliti dalla testa di avere a che fare con un ignorante! In pi, nel mio caso, il destino mi ha spinto sempre verso l'oriente, motivo per cui, io attualmente in Italia sono considerato un esperto".
E allora in che modo si integra il GIS in questo nuovo quadro?
Non sono due cose che si integrano, non ti capita mai di lavorare contemporaneamente su due testi diversi?
S, certo".
Per me  la stessa cosa, il mio lavoro  principalmente quello di Comandare il GIS ma spesso collaboro con altri organismi perch sono considerato un professionista che sa il fatto suo. Una cosa non esclude l'altra. Anzi, ti dir che ormai, vista la mia et e il mio incarico, non partecipo pi operativamente alle missioni, purtroppo le dirigo soltanto. In ogni caso, tanto per non confonderti ulteriormente, questa missione  completamente diversa dalle solite.  strana la richiesta di un nostro intervento da parte del governo turco, ma supponendo un attentato in Italia non potevano fare altrimenti. Tuttavia, sono coinvolto personalmente vista la mia amicizia con questo ragazzo e quindi in questa occasione non mi limiter a dirigere, prender parte operativamente alla missione".
Lisa not che al Colonnello brillavano gli occhi mentre diceva quell'ultima affermazione.
Bene, disse soddisfatta ora comincio finalmente ad avere un quadro pi delineato di te".
Non si accorse neanche di quando passarono al controllo della guardiola, si ritrov nel parcheggio sotto il suo momentaneo appartamento.
Scesero quasi simultaneamente dall'auto, si avviarono all'interno dell'edificio per separarsi di fronte alle loro rispettive porte.
L'attimo prima di richiudersela alle spalle si volt e lo vide l fermo.
Lisa ora per cortesia non combinare pi guai, stattene buona e tranquilla, ok? le chiese con fare stanco ma gentile.
Ok". Gli lanci uno sguardo sincero. Non ti disobbedir pi, lo giuro, ero terrorizzata oggi". Lo vide annuire con un velato rimprovero.
Grazie concluse Lisa prima di sparire nel suo appartamento.
Ciao!
Ciao".

Il Colonnello si rigirava fra le lenzuola accaldate, anche il materasso lo sentiva rovente, il caldo stava arrivando anticipando l'estate.
Non riusciva a prendere sonno, la fuga di Lisa li aveva esposti, doveva intervenire in qualche modo.
L'indomani avrebbe contattato il Dottor Landi. La cosa migliore in quel caso era mettere in circolazione false notizie che arrivassero alle orecchie dei turchi e meglio ancora sarebbe stato attirarli in luoghi lontani con l'intento di depistarli o quantomeno disorientarli.
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FINE Parte 1.